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	<title>Commenti a: Il modello psicodinamico</title>
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	<description>Psicoterapeuta Dr. Renzo Zambello</description>
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		<title>Di: Dr.Zambello</title>
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		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 16:22:12 +0000</pubDate>
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		<description>Pubblico volentieri questo articolo della Dott.ssa Cirri per due motivi:  il primo è che mi sembra un buon sunto di una  parte del modello psicodinamico, il secondo è che ancora una volta  si dimostra come una certa  visione freudiana della psicoanalisi  abbia sottratto e continui a sottrarre  il sapere e il modello junghiano.

Jung  proponeva un rapporto medico paziente che andava ben oltre la lettura del tranfert e controtransfert, parlava di  “coinfezione” col paziente. Il suo modello dell’inconscio  non si fermava a quello freudiano, che per altro non rinnegava ma parlava di archetipi e di simboli. La nostra vita non si  muove nel tentativo di superare i conflitti tra inconscio e super-io ma nella  continua tensione   di sottrarci all’irresistibile  attarzione dell’ archetipo. Lo scopo della analisi non è solo quello di  superare le nevrosi ma “l’ individuazione”. Si può essere più o meno daccordo con Jung ma non si può negare o nascondere che lui  abbia arrichito l’analisi  freudiana di una filosofia nuova e abbia  sicuramente cambiato la teoria tecnica psicoanalitica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblico volentieri questo articolo della Dott.ssa Cirri per due motivi:  il primo è che mi sembra un buon sunto di una  parte del modello psicodinamico, il secondo è che ancora una volta  si dimostra come una certa  visione freudiana della psicoanalisi  abbia sottratto e continui a sottrarre  il sapere e il modello junghiano.</p>
<p>Jung  proponeva un rapporto medico paziente che andava ben oltre la lettura del tranfert e controtransfert, parlava di  “coinfezione” col paziente. Il suo modello dell’inconscio  non si fermava a quello freudiano, che per altro non rinnegava ma parlava di archetipi e di simboli. La nostra vita non si  muove nel tentativo di superare i conflitti tra inconscio e super-io ma nella  continua tensione   di sottrarci all’irresistibile  attarzione dell’ archetipo. Lo scopo della analisi non è solo quello di  superare le nevrosi ma “l’ individuazione”. Si può essere più o meno daccordo con Jung ma non si può negare o nascondere che lui  abbia arrichito l’analisi  freudiana di una filosofia nuova e abbia  sicuramente cambiato la teoria tecnica psicoanalitica</p>
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