Aumentano gli attacchi di panico: più di due milioni gli italiani colpiti

 di MARCO VENTURA

ROMA
Peggio della paura c’è solo la paura della paura, la «fobofobia». L’attacco di panico e la paura di averlo. Una malattia sempre più diffusa, forse perché la si riconosce meglio e prima che in passato, forse perché è la malattia-emblema di questo mondo pazzesco preda dei Tg, del terrorismo e delle catastrofi climatiche.
Una malattia che asseconda le stagioni. È Capodanno, si viaggia. Ma c’è chi non riesce a salire sull’aereo, prendere il treno, infilarsi in un tunnel, fare lo struscio per strada. A un tratto, da una profondità insondabile, lo assalgono palpitazioni, sudorazione, tremore, senso di soffocamento, estraneità, distacco dalla realtà. La certezza di morire.
«Una bugia del cervello», dice Rosario Sorrentino, 49 anni, fondatore e direttore dell’Ircap (Istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico della clinica Pio XI di Roma), da vent’anni impegnato a fare come il marinaio Marlow con i tanti Lord Jim che bussano al suo studio. Il vecchio lupo di mare restituisce al protagonista del capolavoro di Joseph Conrad, forse il più bel romanzo sulla paura, la fiducia persa gettandosi dalla nave sulla quale era comandante in seconda, abbandonando al loro destino equipaggio e passeggeri, per poi scoprire che la nave galleggia benissimo e non c’è pericolo. Sorrentino prescrive farmaci, a volte una psicoterapia breve. È un neurologo, non uno psicologo o psicanalista. La psicanalisi a suo dire rischia di essere la beffa nella beffa, impedisce di aggredire il male, erodendo così quel residuo di autostima che consentirebbe al paziente di reagire.Ma cos’è un attacco di panico? «Un’esperienza sconvolgente, un incontro ravvicinato con un profondo senso di morte. Da allora la vita cambia radicalmente. La persona scopre di essere vulnerabile, fragile, la sua esistenza appare precaria. La prima volta si può finire al pronto soccorso e il medico o non capisce o dice che non è niente, è “solo” un attacco di panico. Ma da allora la fobia della paura costringe a vivere nell’angoscia della via di fuga, avere sempre la exit strategy».Come quella paziente da dieci anni in analisi che arrivò in clinica in pieno inverno con la pretesa d’essere visitata all’aperto, sulla piazzola. «Finì che il marito dovette presidiare l’ingresso mentre lei ispezionava l’interno per garantirsi l’esistenza di un’altra uscita, solo allora entrò e poi se ne andò in tutta fretta per la paura di restare in trappola e morire di paura». O come l’eremita metropolitano che per dieci anni visse in un’automobile davanti al Policlinico. O come i cantanti e attori che hanno rivelato d’aver patito di attacchi di panico e pubblicamente ringraziato Marlow-Sorrentino: Alessandro Gassman e Franco Califano. Già, perché la paura della paura colpisce spesso personaggi dello spettacolo sottoposti allo stress da esibizione, da performance.«Quello di Califano è un caso esemplare – spiega Sorrentino – perché all’inizio rifiutava tenacemente l’idea di soffrire di attacchi di panico, che però lo colpivano durante i concerti, un conflitto che poteva compromettere il rendimento artistico. È importante che sia diventato un testimonial spontaneo della necessità di intraprendere la strada dei farmaci, che non solo in poche settimane migliorano nettamente la qualità della vita riducendo frequenza, intensità e durata degli attacchi, non solo scongiurano la cronicizzazione, ma stimolano la plasticità cerebrale, ossia la capacità del cervello di trovare da sé soluzioni per riparare o recuperare l’equilibrio perso».Nel momento di crisi succede che «nel cervello viene allertata una sentinella, un radar, un sensore della paura, l’amigdala, un corpuscolo a forma di mandorla presente nel lobo temporale di ciascun emisfero». Un interruttore del panico, che legge segnali di pericolo laddove il pericolo non c’è. Di questi attacchi «non si muore mai», ma si fatica a vivere.Critiche le vacanze. «La paura dell’aereo è la punta dell’iceberg, non offre vie di fuga. Un paziente una volta mi ha detto molto seriamente che avrebbe preso il volo solo se gli avessero dato un paracadute e permesso di lanciarsi. L’attacco può contagiare anche gli altri abitanti della piccola comunità casuale che si forma in aria». Altri luoghi a rischio: ristoranti, banche, supermercati, metropolitana, in generale la città con le sue tante barriere architettoniche, e cinema, teatri, ascensori…Più colpite le donne tra i 16 e i 45 anni sotto stress, le persone che cambiano attività, subiscono un trauma, hanno problemi in famiglia o sul lavoro. Può essere il mobbing la causa scatenante. O la cannabis troppo forte. È difficile per chi sta accanto, per il senso d’impotenza davanti a manifestazioni plateali di paura immotivata. Bisogna dar sicurezza, assumere un atteggiamento protettivo. «Dopo, quando la crisi sarà superata, il rapporto di coppia sarà ancora più forte». Non solo il panico è democratico, colpisce tutti. È anche un buon volano per l’amore.LE SENSAZIONI
«Sembra di essere staccati dal corpo»
Che cosa è
Il Dap, o attacco di panico, è caratterizzato dall’improvviso verificarsi di un senso di paura immotivata durante le normali attività quotidiane.
L’intensità
La maggior parte degli attacchi di panico raggiunge la massima intensità entro dieci minuti.
I sintomi
Alcuni presentano il fenomeno della depersonalizzazione ossia hanno la sensazione di trovarsi all’esterno del proprio corpo e di guardarsi dall’alto. Altri hanno invece la sensazione che il proprio corpo sia irreale, in questo caso si parla di derealizzazione.
L’ereditarietà
Esiste una predisposizione genetica e quindi familiarità per questo disturbo.

Da: http://www.lastampa.it

Commento del Dott. Zambello.

Personalmente  non considero gli attacchi di panico come una malattia ma un  sintomo di un disagio più profondo.

Curare il sintomo e soprattutto fermarsi a questo, è in medicina una sciocchezza. Certo,  è importante prendere una Tachipirina se si ha 39 di febbre, o gli antiacidi se si ha mal di stomaco etc. ma pensare  che l’intervento medico si deve esaurire in questo  mi sembra fuori da ogni buon senso clinico.

Il medico si deve sempre chiedere il perchè, quale è l’eziologia di quel disagio, del sintomo. Questo  non significa trovare “sempre” il perchè e la possibilità di guarire, solo un pensiero onnipotente può spingere verso queste fantasie.

La psicoanalisi aiuta il paziente a capire il perchè, perchè lui  “usa” quei  sintomi come difesa.   Utilizzare  i propri casi clinici,  soprattutto se persone famose,  come esempio  della bontà della propria terapia,  è statisticamente e clinicamente insignificante e anche un po’ eticamente scorretto. Tutti, anche i maghi  vantano  guarigioni.

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34 Commenti to “Aumentano gli attacchi di panico: più di due milioni gli italiani colpiti”

  1. Davide il 31/01/2008 22:40

    Ho 41 anni e a causa di mobbimg che ho subito al lavoro ho iniziato a soffrire di attacchi di panico da circa 9 mesi li sto curando con della pranoterapia e le cose vanno meglio ma secondo lei potro’ guarire definitivamente e in quanto tempo ? grazie distinti saluti Davide Missinato

  2. Dr.Zambello il 01/02/2008 07:38

    Gent.mo Signor Davide,
    Ok! la pranoterapia ma, forse è insufficiente. Dovrebbe fare una psicoterapia. Va bene sia quella ad indirizzo cognitivo-comportamentale che psicodinamica.

  3. daria il 19/02/2008 12:04

    Buongiorno!Sinceramente non saprei nemmeno da dove iniziare,considerando che soffro di attacchi di panico e ansia da più di 5 anni!li ho conosciuti una splendida giornata di agosto,mentre giravo in barca le isole eolie!inutile star qui a descrivere ciò che ho provato!fatto sta che mi sono ritrovata sdraiata sul lettino della guardia medica di panarea!da li iniziò la mia odissea!Ho sempre viaggiato:aerei,navi,barche,treni,centri affollati,luoghi deserti(ricordo l’escursione nel deserto dell’egitto in groppa ai cammelli,come una favola della mia vita)e le immersioni?solo se ci penso,già mi si chiude la gola e tanto altro ancora!ho girato numerosi medici,dal neurologo,allo pschiatra,alla psicoterapeuta,tanti farmaci e tante parole…ma il problema persiste!non viaggio più,evito anche di farlo in macchina,certo che se proprio devo,lo faccio,ma…ansia tremenda e attacco di panico!Ho interrotto qualsiasi terapia da circa 4 mesi,mi ero stancata di ingurgitare pillole senza risultati,anche se rimango in contatto telefonico con la mia psichiatra!Ma…ho prenotato un volo per il 28 feb.,trentino,gli amici per l’ennesima volta mi hanno invitata in settimana bianca,loro non possono capire ciò che si prova,così sdrammatizzano e insistono sul fatto che devo reagire! la mia dottoressa sostiene con fermazza che tutto andrà bene,ma so già che cosi non è!comunque mi ha detto di portarmi dietro il tavor oro da 1 mg e se dovassi averne bisogno…visto e considerato che lei,secondo me,sottovaluta le mie crisi,anche se una l’ha vissuta in diretta telefonica,mentre mi trovavo sulla nave che dalla calabria mi portava in sicilia,circa 30 minuti di navigazione,che per me son stati interminabili momenti di faccia a faccia con la morte,vorrei sapere se davvero questo tavor mi stordirà talmente bene da farmi stare chiusa su quell’aereo per 1ora e 40?sinceramente avevo pensato di prendere quello da 2,5mg e per i giorni che starò in montagna,isolata da tutto e tutti,cosa che già mi mette l’ansia,prendere mattina e sera qualche goccia di xanax!so gia che non approverete la mia terapia,ma vorrei sapere come tenere a bada le crisi!grazie

  4. Dr.Zambello il 19/02/2008 14:17

    Gent.ma Daria,
    non è importante che io approvi o meno la sua “terapia”, è che questa non le serve a molto se non a sedare momentaneamente il suo disagio.
    Lei lo ha capito, solo una psicoterapia la può aiutare ad uscire da questa bruttissima trappola.

  5. luca il 02/12/2008 20:09

    Buonasera Dottore sono un ragazzo di 30 anni e soffro di attacchi di panico da alcuni anni ormai . Svolgo un attività che non mi permette di averne, o meglio, è un mestiere dove una persona deve sempre essere sicura e decisa su ciò che fa e in determinate situazioni ci si può trovare in pericolo. Le scrivo questo dottore perchè penso che la mia sia una situazione un pò particolare poichè nello svolgere il lavoro mi sento gratificato, sicuro di ciò che faccio e non ho paura nè soffro di attacchi di panico anche quando le situazioni sono pericolose . Il problema del panico avviene invece quando devo leggere a voce alta davanti a delle persone , chiunque essa sia anche i miei genitori per esempio . In quei momenti mi sento soffocare e vorrei fuggire . Vorrei sapere da lei se questo è un problema che posso risolvere senza aiuto alcuno, devo risolverlo da solo , non perchè non credo nella terapia ,ma perche non avrei tempo sufficente per praticarla

  6. Dr.Zambello il 04/12/2008 10:27

    Gent.mo Signore,
    mi chiede una cosa e prima che io le risponda mi dice che tanto, comunque, non potrebbe fare quello che le potrei suggerire.
    Una cosa forse potrebbe farla, leggere ad alta voce, in casa sua, da solo. Magari è un piccolo problema di dislessia che non è mai stato valutato.
    Non si preoccupi, non le dirò di andare da uno specialista. Ho capito, non ha tempo.

  7. pamela il 27/01/2009 14:05

    Spett.le Dottore, sono una professionista di 33 anni e da qualche tempo soffro di attacchi di panico, che in passato , nella loro prima comprasa mi hanno fatto precipotare in DAP. Ora dopo tempo che riesco a controllarli e a gestirli(senza aver però fatto terapia)e senza usare farmaci, sono tornati con estrema potrenza. il fenomeno si ripete quotidianamente in metro, solo li per ora. La cosa mi fa rabbia perchè per il lavoro che svolgo sono costretta a prendere la metrio. Quindi come può bven capire è un fatto invalidante.
    Ho deciso di iniziare lòa terapia che avrei dovuto fare anni fa, per debellare gli attacchi del tutto. quanto all’incirca deve durare una terapia?Ovvero c’è un minimo temporale necessario ad una totakle rimozione del problema?
    Grazie

  8. Dr.Zambello il 27/01/2009 17:07

    Gent.ma Signora Pamela,
    nessuno le può dire con certezza , quanto tempo ci metterà lei a “guarire”. Posso solo ripeterle quello che dicono le statistiche: a tre mesi dall’inizio della terapia, la maggioranza dei pazienti non ha più attacchi di panico.

  9. roberto il 11/02/2009 02:52

    penso che sia la cosa piu’ brutta del mondo a volte penso di preferire di stare su una sedia a rotelle piuttosto che soffrire di dap e chi lo ha la pensa come me il problema è che chi non lo ha non capisce allora mi domando,io non poso capire un cieco perchè vedo e questo racchiude il pensiero delle persone che non ti capiscono e c’è rabbia perchè la situazione è grave gravissima i mdici dicono che non si muore, e’ vero ma anche chi è pralizzato non muore anche un cieco non muore anche un muto un autistico un ritardato devo continuare penso di no, io lavoro nel mondo dello spettacolo e ho 31 anni e da circa 8 ne soffro quotidianamente e sopravvivo non vivo a questo punto piu’ che guarire preferirei che ogni persona di questo mondo vivesse almeno una volta un attacco cosi’ cambierebbe tutto il mondo aprirebbe gli occhi su questa malattia gravissima scusate ma il mio odio è forte e la stanchezza pure

  10. Dr. Zambello il 11/02/2009 15:23

    Gent.mo Signor Roberto,
    forse non c’è bisogno di aver avuto un attacco di panico per capire quanto sono devastanti ed una persona stia male. Ma lei, sembra non credere alla possibilità di star meglio. Le assicuro, ho una esperienza ormai più che decennale, é possibile guarire ma bisogna affrontare “il significato” profondo di questo terribile sintomo e la via maestra é la Psicoterapia.

  11. GIANLUCA il 16/02/2009 18:44

    dottore carissimo buongiorno.. e grazie per averci dato con questo sito la possibilita di scrivere 4 parole a noi che soffriamo di questo maledettissimo fastidio!!! Dottore io ne soffro da alcuni anni ma ultimamente mi si scatenano in continuazione con una frequenza molto alta. Da premettere che io svolgo un lavoro molto stressante esattamente operatore autogrill quindi la lascio immaginare !!! vedi tante persone stress a valanga ecc.ecc. per altro adesso grazie alle nuove politiche si lavora da soli in turno . Mi sono sentito male una volta al lavoro ! la lascio immaginare…………..preso dalle palpitazioni cuore in gola ,sensazione di spossatezza, tremolio alle gambe ,ecc ecc. tutto questo con le persone davanti al banco che mi guardavano atterrite …..sensazione di vergogna e di stare solo …! solo lei mi puo capire . Adesso mi capita una cosa molto strana nn riesco a capire perchè al solo pensiero di andare a lavoro ho una specie di rifiuto ,di ansia e di paura che mi ricapiti la stessa situazione a dir poco imbarazzante ,quasi un rifiuto da chiedere a mio padre di farmi compagnia durante i miei turni di lavoro!! quando lui e con me io sto meglio perche mi sento al sicuro ma nn posso per sempre chiedergli di starmi vicino d’altronde sono padre di 2 bimbi fantastici che grazie a me mi rendo conto che sto condizionando anche la mia vita coniugale perche ho paura anche solo di alontanarmi in auto !! dottore mi scusi le chiacchiere ma mi creda vorrei solo sapere perche !!! dentro questo perche si racchiude tutta la mia volonta e forza di riuscirci e di ritornare solare e simpatico come lo ero prima.

  12. Dr.Zambello il 17/02/2009 08:47

    Gent.mo Gianluca,
    io non lo so il perchè ma so di certo due cose: a, lei non può continuare a stare così male, deve trovare una soluzione, b, le soluzioni possibili sono o farmacologica o una psicoterapia. Capisco che lei abbia problemi di tempo, forse anche economici ma, mi creda, questa é la soluzione.

  13. Ettore il 05/03/2009 17:53

    Gent.mo dottore,
    soffro di attacchi di panico da molti anni, ho tentato per periodi anche molto lunghi con la psicoterapia e non ho ottenuto nessun risultato, ho tentato con diversi psicoterapeuti pertanto personalmente non credo che la psicoterapia sia la soluzione a questo problema. Credo molto di più che sia un fattore chimico e chi è predisposto a questa carenza è più soggetto di altri al problema, pertanto se anche intuisco uno dei tanti possibili fattori scatenanti e con la psicoterapia riesco a superare quel problema, sicuramente accadrà un’altro evento che mi scatenerà altri attacchi di panico.
    Sono convinto che la strada giusta sia quella farmacologica.
    Saluti

  14. Enza Crea il 06/03/2009 19:47

    Sono d’accordo con quanto sostiene il dr Sorrentino perchè l’ ho vissuto sulla mia pelle,ho seguito anche il programma “Porta a porta” dove si parlava di panico e condivido pienamente che sia meglio usare i farmaci. spiego il mio problema: ho sofferto di attacchi di panico per circa vent’anni dopo la morte di mio padre, praticamente non ho vissuto in quegli anni poichè la brutta “bestia” mi aveva tolto qualsiasi forma di autonomia. Sono sposata, ho due figlie, ma avrei voluto avere un altro figlio, ciò non mi è stato possibile a causa del panico che mi accompagnava sempre, anche nel mio lavoro, come quella volta che in classe (sono insegnante) si è bloccata la porta e le finestre erano con le inferriate, mi hanno dovuta soccorrere gli alunni. Ma di episodi di attacchi di panico ne ho talmente tanti e terribili che potrei scrivere un libro. Ebbene, sono stata per gli ultimi dieci anni in psicanalisi (percorso sicuramente utile) ma gli attacchi continuavano e anzi nell’ultimo periodo addirittura peggioravano. Finalmente, da circa due anni prendo un farmaco, il Sereupin, e sto molto meglio, infatti riesco ad affrontare molte situazioni che prima mi era assolutamente impossibile affrontare. Scrivo la mia esperienza perchè credo sia importante ascoltare le esperienze vissute prima di azzardare ipotesi e convinzioni, come ha fatto qualche medico in televisione, che non conducono da nessuna parte, anzi, come affermava il dr Sorrentino, servono a far perdere solamente degli anni di vita ad una persona che convive con un problema enorme e, credetemi il “panico” è un terribile mostro. Cordiali saluti e confido in una vs/risposta, anche per un consiglio se sono sulla buona strada perchè, comunque, sono sempre molto vulnerabile. Grazie.

  15. Dr.Zambello il 06/03/2009 21:28

    Gent.ma Enza,
    sono del parere che va bene quello che fa bene a noi. quindi ben venga il Sereupin o analoghi, come sosteneva ieri il Signor Ettore. Ma, non farei una buona informazione se non dicessi quella che é la mia esperienza professionale. Secondo quanto ho potuto vedere in oltre venti anni di professione, i farmaci funzionano, vanno bene ma non é vero che senza questi non si possa “guarire”. Bisogna usare bene ogni strumento a disposizione il farmaco é uno degli strumenti, l’altro, non meno importante, é la psicoterapia.
    E’ necessario togliere il sintomo ma altrettanto, per sentirci un po’ più sicuri é sapere la causa di quel sintomo.

  16. BARBARA il 09/03/2009 18:05

    SALVE MI CHAIMO BARBARA E HO 29 ANNI, SOFFRO ANCHE IO DI ATTACCHI DI PANICO,NE HO PRIMA SOFFERTO PER CIRCA 3 ANNI E TRA SEDUTE DALLO PSICOLOGO E VISITE DALLO PSICHIATRA CHE MI IMBOTTIVA DI FARMACI HO COMINCIATO A VEDERE IL MIO MONDO TUTTO ROSA NON CAPENDO CHE ERA SOLO L’INIBIZIONE DELLE PASTICCHE, CREDENDO DI STAR BENE, HO SMESSO LE SEDUTE DALLO PSICOLOGO, A NOVEMBRE DEL 2008 PERò MI SONO STANCATA DELLE PASTICCHE PERCHè MI SENTIVO BENE E MI ERO VERAMENTE STANCATA DI FARE LA “MALATA”, DOPO UN PO CHE LE HO SMESSE MI SONO TORNATI GLI ATTACCHI DI PANICO E COSA TERRIBILE HO SMESSO DI MANGIARE,ANCHE L’ALTRA VOLTA NON RIUSCIVO A DEGLUTIRE CIBO SOLIDO, ORA BEVO BRODI E A VOLTE QUANDO CI RIESCO MANGIO QUALCOSA, HO RICOMINCIATO LESEDUTE DAL MIO PSICO PERò QUESTA VOLTA HO DECISO DI COMBATTERE SENZA PSICOFARMACI, ANCHE PERCHè SE DEVO VEDERE ROSA LO DEVO VEDERE PERCHè HO RISOLTO I MIEI PROBLEMI NON PERCHè UNA PILLOLA MI FA VEDERE TUTTO BELLO QUANDO NON LO è, STO SOFFRENDO COME UN CANE PERò VISTO CHE HO DELLE METE CHE VOGLIO RAGGIUNGERE, UNA CONVIVENZA TRA CIRCA UN ANNO CON IL MIO RAGAZZO E AL MAX DOPO UN ANNO O DUE VOGLIAMO DEI FIGLI, VOGLIO ARRIVARE A TUTTO QUESTO LUCIDA MATURA E CAPACE DI AFFRONTARE QUALSIASI COSA, NON SI PUò BADARE AD UNA CASA E A DEI FIGLI IMBAMBOLATA DAI FARMACI, ANCHE PERCHè CHE FACCIO LI PRENDO TUTTA LA VITA?MI RIFIUTO, DEVO ESSERE INDIPENDENTE AUTONOMA E MATURA PER AFFRONTARE TUTTO, LEI COSA NE PENSA?MI PIACEREBBE AVERE UNA SUA OPINIONE (E COMUNQUE LE SEDUTE DALLO PSICOLOGO LE CONTINUO , IO VOGLIO E DEVO STARE BENE, ANCHE SE LE ASSICURO CHE SONO ESAUSTA E HO UNA GRAN FAME NON SAZIATA DA QUEL POCO CHE RIESCO A MANDARE GIù)

  17. BARBARA il 09/03/2009 18:18

    MI SONO DIMENTICATA DI DIRLE CHE PER DARMI UNA CALMATA L’UNICA COSA CHE PRENDO è IL LEXOTAN CHE A VOLTE FA EFFETTO E A VOLTE NO

  18. Dr.Zambello il 10/03/2009 08:26

    Gent.ma Signorina Barbara,
    penso che sia la strada giusta ma, abbia di pazienza con se stessa.
    Occorre tempo per cambiare, per trovare la propria realizzazione, essere se stessi.
    Auguri.

  19. BARBARA il 13/03/2009 17:58

    CI SONO DELLE VOLTE COME QUESTA AD ESEMPIO CHE VORREI MORIRE, IL MIO RAGAZZO DOPO 2ANNI CHE STIAMO INSIEME VUOLE LASCIARMI PERCHè DICE CHE NON REAGISCO, INVECE NON è VERO STO REAGENDO E NON LO DICOSOLO IO LO DICE ANCHE IL MIO PSICO, SI HO ALTI E BASSISSIMI, MA CREDO SIA NORMALE PERò IO SENZA DI LUI NON CE LA FACCIO, DICE CHE STO ROVINANDO TUTTO IL NOSTRO FUTURO PER IL MIO PASSATO, LA COSA VùBRUTTA è CHE NEMMENO IL MIO PASSATO è AVVENUTO PER COLPA MIA, PERò IO DEVO PAGARE TUTTO, NON è GIUSTO NON CE LA FACCIO

  20. VERONICA il 01/04/2009 21:49

    Con tutto rispetto per psicoanalisi pranoterapie ecc ! a me Sorrentino mi ha ridato la vita ! con 2 sole medicine ma ben mirate, e con pochissimi effetti collaterali,anzi nulli , mi ha fatto guarire ! Il cervello come il cuore o qualsiasi altro oorgano del nostro corpo si puo ammalare e va guarito con i famaci , non con i discorsi o le parole ! SONO FELICE!!!!!!

  21. giovanna il 24/04/2009 11:55

    carissimo dottore sono 15 anni che soffo di attacchi di panico e crisi d’ansia
    non ne posso piu’ prendo sereupin e xanax,mi piacerebbe molto essere visitata
    dal dott sorrentino ma non so come contanttarlo.
    per favore mettetemi in contatto con lui, non ne posso piu’
    grazie
    giovanna

  22. Dr.Zambello il 26/04/2009 17:24

    Gent.ma Signora Giovanna,
    mi sembra strano, e’ stanca di farmaci e vuole andare dal Dott. Sorrentino!
    Comunque e’ facile trovare il Dott. Sorrentino, ha un suo sito.

  23. FABIO il 09/05/2009 15:57

    Salve dottore ho 21 anni e da 1 anno circa soffro di attacchi di panico. All’ inizio pensavo di avere qualche problema cardiocircolatorio, in quanto si manifestavano attraverso rossore cutaneo, tachicardia e sudorazione esagerata, ma da quando il mio medico con un tono rassicurante mi ha detto: “non preoccuparti, sono solo attacchi di panico”…ho cominciato ad aver paura di vivere, di entrare in un negozio, una casa, un bus, incontrare una persona e parlare…Questo non solo ha rallentato i miei rapporti sociali, ma mi ha fatto porre milioni di dubbi sulla mia personalità, e ho perso totalmente fiducia e sicurezza in me e nella vita…Mi è stato prescritto lo Xanax da 0,25 due volte al dì…Volevo anche chiederle gli effetti dell’interazione di quest’ultimo con uno spinello…la ringrazio in anticipo

  24. Dr.Zambello il 10/05/2009 14:39

    Gent.mo Signor Fabio,
    l ‘ alprazolam, come tutti i psicofarmaci, sono controindicati con l’assunzione di tutte le sostanze che hanno un effetto centrale, come lo spinello, alcool etc.
    Ma. personalmente non ne farei una questione farmacologica, evidentemente lei ha delle tensioni psicologiche dove i farmaci possono fare poco.
    Le consiglio di andare da uno psicoterapeuta.

  25. veronica il 18/05/2009 23:05

    ciao giovanna! sorrentino mi ha curato! e ora sono rinata ! per contattarlo vai sul suo sito , c’ c ‘e’ il numero! fidati ne vale la pena!!!!!!! auguroni e non aspettare troppo

  26. max il 05/06/2009 15:45

    caro dott. ho provato sereupin xanax,agopuntura medicine alternative……ma da ventanni sopravvivo e non vivo perche si sono cronicizzati in me i famosi dap…cronicizzati perche’ la mia familia non ha saputo aiutarmi…da sempre ho limite una barriera che non posso superare altrimenti il terrore si presenta autiomaticamente,ho iniziato da poco con il wellbutrin e xanax vedremo fra un mese come dice il mio neurologo.domanda…si puo’ uscire datutto cio’ anche dopo la cronicizzazione???grazie.

  27. Dr.Zambello il 05/06/2009 16:30

    Gent.mo Signore,
    lei ha provato la terapia farmacologica, quella alternativa ma, non ha fatto, a mio parere, la cosa prima da farsi: la psicoterapia. Personalmente non credo che ci si debba considerare dei cronici, in qualche modo fregati. E’ sempre possibile “rinascere”, ritornare ad essere liberi. Certo, bisogna crederci ed investire su di se.

  28. max il 05/06/2009 19:08

    un ultima domanda dott….cosa pensa della terapia emotocognitva di breve durata e dell ipnosi..possono risolvere il problema? e se si quale secondo lei la piu’ adeguata??parlo sempre del famoso dap chiramente

  29. max il 05/06/2009 19:25

    dott. scusi se abuso della sua pazienza, ma penso che lei comprenda le nostre situazioni……un dubbio fondamentale, che penso possa attanagliare me e tutti i miei colleghi di sventura..e’ possibile morire con un attacco di panico di elevata intensita’???

  30. Dr.Zambello il 05/06/2009 20:00

    Gent.mo Signor Max,
    la scuola emotocognitiva é un indirizzo nuovo, mi sembra un ennesimo tentativo di sincretismo fra le varie scuole e teorie. Non lo so, non la conosco, personalmente penso che non sia tanto la teoria che fa la differenza ma il terapeuta, la sua esperienza, la formazione. Non credo sia utile l’ipnosi, tranne forse, quella Ericksoniana.
    Per quanto concerne il percolo di morire di attacco di panico, ho già risposto diverse volte e ho portato anche dei dati clinici. Ripeto, sinteticamente: se uno è sano, non rischia di morire di attacco di panico.

  31. anna il 09/06/2009 14:01

    qualcuno di voi ha già contattato il prof sorrentino??

  32. bossoni daniele il 12/07/2009 17:46

    prendo 150mg di zoloft al giorno e un tavor oro da 1mg al giorno. da otto mesi .sto meglio come ansia però le ossessioni fobie fisse quelle sono dure a passare. il mio psichiatra mi dice di continuare cosi………… vorrei sapere se col tempo possono fare male questi farmaci. io ho gia problemi di stomaco e per lo zoloft la mattina non riesco a svegliarmi. e anche quando ho rapporti. mi può rispondere. cordiali saluti

  33. Andrea il 15/03/2010 19:07

    Soffro da molti anni di questi disturbi e sarebbe magnifico sapere, e con fiducia, a chi rivolgersi per risolvere il problema alla radice. So solamente che nel corso degli ultimi anni, mi sono rivolto a 5 diversi specialisti e nelle loro diagnosi non c’è stata la minima somiglianza: per ciascuno avevo problematiche diversi. In alcuni casi, senza neppure degnarsi di ascoltarmi, mi sono stati somministrati farmici queli: Doparex, En, Lyrica, Tavor ecc….
    Insomma, pare che sia divenuto un bel business e non esiste neppure un’agevolazione clinica: se uno ha soldi da spendere può permettersi di rivolgersi ad un terapeuta che costa (onestamente) 50€/h, altrimenti, si tiene il problema.
    Nel 2006, la mia terapia, è costata 1200€/h per sentirmi dire, a fine ciclo, che la causa era una bella Ernia Iatale (Studio qualificato e con ingaggi anche dal tribunale dei minori). Poi, mi è stato detto che il mio problema era dettato dalla mia svilippata capacità celebrale…. Infine, mi è stata prescritta una bella terapia da bava alla bocca. Ad oggi, mi sto rivolgendo ad un amico (Psichiatra), il quale, per prima cosa, ha chiuso il ricettario in un cassetto e mi ha dato una tempistica per la risoluzione del problema…Inoltre, si consulta con alcuni suoi colleghi e cerca di limitare al minimo la prescizione dei farmaci proprio perchè generanti dipendenza.
    Se qualcuno ha qualche informazione in merito a centri qualificati su Milano, sono ben felice di recarmi..
    Ad oggi, il problema, non è guarire ma trovare chi sia veramente specialista e competente! Guardate i post: ognuno di noi sono anni che soffre di questo stato d’animo anomalo….e abusa di farmaci!!

    Saluti

  34. lory il 23/03/2010 22:53

    salve volevo chiedervi io sono da 10 anni e anche di piu’ che soffro di attacchi di panico ho 23 anni e da quando avevo 10 anni che mi vengono questi sintomi che sono incubi per me non risesco piu’ a vivere con questa strana malattia mi sento morire mi sento obbligata nella mia vita non riesco ad uscire da sola devo essere sempre accompagnata da qualcuno per sentirmi piu’ rilassata vorrei poter essere una persona come tante altre a non avere paura della paura e un dolore che porto da dieci anni ma adesso e ancora peggio visto che il dap e aumentato man mano dai 10 anni in su mi sono sempre sentita peggio mai una volta che mi sentivo meglio sono andata da neuloghi,da psicologhi da ortopedici perche’ pensavo che avevo qualcosa alle gambe visto che piu’ giorni passano e piu’ giorni ho tanta debbolezza di camminare ho preso farmaci ma dormivo sempre e i miei famigliari mi hanno proibito di prendermeli perche’ mi facevano male perche’ alla fine non e’ con i farmaci che si puo’ uscire dagli attacchi di panico vorrei fare della prano terapia mi hanno detto che puo’ eliminare tutte le energie negative e quindi puo’ eliminare il dap vorrei provare perche’ ho un immensa voglia di guarire.saluti e grazie a tutti per avermi ascoltata.

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