Fiorenza
Gentile Dottore Zambello,
Sono una ragazza di 27 anni, prossima alla laurea e alla convivenza con il proprio ragazzo ( che avverrà fra un anno).
Ho cominciato a soffrire di attacchi di panico nel giugno 2005.
Il primo attacco si è verificato all’università mentre attendevo il risultato di un esame.
Nell’ novembre 2005 ho preso una distorsione al ginocchio destro (con una piccola fuoriuscita delle rotula che poi è rientrata) scendendo le scale; mi sono sottoposta a varie visite ortopediche e fisiatriche e mi sono curata con fisioterapia e magnetoterapia.
Per il male non ho camminato per circa 3 mesi anche se dagli esami non è stato evidenziato nulla di particolare…….tuttavia ad oggi ho ancora un po’ male.
E’ stato un periodo molto difficile perchè oltre al DAP ………non potevo nè camminare nè compiere liberamente i piccoli gesti quotidiani…….. e per una persona che fortunatamente è sempre stata fisicamenrte bene è stato un duro colpo……per circa 3 mesi ( da dicembre a febbraio) mi alzavo tutte le mattine piangendo disperatamente e con un’ ansia che mi opprimeva il petto.
Sono cmq riuscita a dare gli ultimi 3 esami con uno sforzo incredibile….. non so neanche io come ci sono riuscita.
Da luglio 2006, senza aver fatto movimenti strani, accuso , a volte, male anche al ginocchio sinistro.
Da quando ho preso la storta nel 2005 mi sono fissata in modo ossessivo sulle ginocchia e ne parlo sempre ….con tutti…..stufando ormai i parenti e gli amici.
Sono in psicoterapia da un anno, prendo 2 tavor al giorno e mezza pastiglia di entac; gli attacchi sono quasi scomparsi, l’ansia è calata, affronto senza problemi i luoghi affollati,ma sono spesso molto stanca e ho sbalzi di umore, ma soprattutto ho il pesiero fisso del ginocchio ( ho paura di prendere di nuovo una storta e a volte ho paura di uscire perchè devo camminare…. ho il terrore delle scale…..ma più di tutto ho il timore di non tornare più come prima anche se la mia fisiatra dice di stare tranquilla…che sono praticamente guarita).
VOGLIO TORNARE COME PRIMA!!!!!!! VOGLIO CAMMINARE COME PRIMA!!!!! VOGLIO AFFRONTARE DA SANA LA MIA NUOVA VITA!!!!!!!!!
Passo giornate intere a pensare al ginocchio e a quello che mi è successo…..mi sono sentita tradita dal mio fisico…..i dottori dicono che ho ancora un po’ di infiammazione ed è per questo che ho ancora male….ma io non mi sento a posto.
Preciso che sono sempre stata una persona molto ansiosa e esigente con se stessa….. soprattutto nei riguardi della scuola che ho sempre vissuto male.
Può essere una somatizzazione?
Come posso fare per guarire?
Lei cosa ne pensa?
Spero di ricevere un po’ di conforto dalle sue parole.
La ringrazio di cuore.
Risposta del dottor Zambello:
Gent.ma Signorina Fiorenza,
lei descrive la sintomatologia di una nevrosi ossessiva.
Capisco quanto sia dolorosa la sua situazione psicologica. Il “ginocchio” come lei dice, non centra niente, è una spia del suo disagio.
Che fare? La psicoterapia è una buona strada.
Titti
Salve,
Sono una donna disperata a causa della situazione di mio marito. Nell’estate del 2005, dopo un bisticcio sulla spiaggia, mio marito ha avuto una reazione esagerata. Da quel giorno mi vede con occhi diversi, tutto il grande amore che aveva per me si è trasformato in una specie d’odio. Lui non sapeva che da quel giorno le cose fra noi due sarebbero cambiate e maledice quel momento perchè da allora la sua personalità è mutata (in peggio). Ripete che in quell’istante mi avrebbe “annegata” e usa spesso l’espressione “mi sei uscita dalla testa”. Io mi sono accorta del suo cambiamento perchè non voleva più avere rapporti sessuali o meglio non prendeva più lui l’iniziativa. Credevo si trattasse di problemi d’altro genere, ho pensato anche che avesse un’amante, ma non è così, anche se ha ammesso che dopo quell’episodio è stato attratto da un’altra donna e il solo pensiero gli ha dato fastidio. Lui si giustifica affermando che quello che gli è successo è dovuto ad un accumulo di cose, a mio parere futili, legate al mio carattere. Lui è sempre stato un tipo allegro e infantile, io chiusa, riservata, non amante delle compagnie. Premetto che siamo sposati da 21 anni, lui non ha mai dato segni d’insoddisfazione, è sempre stato un marito affettuoso e un padre esemplare fino a quel giorno. Due eventi particolari possono servirle per comprendere la mia vicenda. L’anno prima in seguito ad un banale intervento, mio marito ha rischiato per tre volte la morte. N’è uscito apparentemente bene, ma da quel giorno ha visto la vita in modo diverso e dice spesso che se ciò non fosse successo, molto probabilmente saremmo andati avanti con la nostra routine. Nell’aprile 2006 mio figlio, sedicenne, è stato operato di un tumore benigno al cervello. Il caso si è risolto bene ed io credevo che questa disgrazia lo riavvicinasse a me, invece ha peggiorato la situazione. Io e i miei figli non lo riconosciamo più; Lui che era così buono con noi, in questo momento si è allontanato di casa perchè questa situazione lo fa stare male. Ultimamente se la prende con se stesso anche in modo violento colpendosi la testa a pugni, ripetendo, “apritemi la testa perchè non gira come dovrebbe girare”. I miei figli ed io siamo disperati, vorremmo aiutarlo a venirne fuori. Gli ho consigliato di parlarne con uno psicoterapeuta, ma dice che non ne ha bisogno. Può darmi una risposta? Mio marito può essere vittima di una nevrosi oppure non è più innamorato di me? Lui mi amava in un modo esagerato. Sono sempre stata il suo orgoglio e il mio carattere è quello di sempre, brutto o bello che sia. E’ come se la sua vita di sempre non gli bastasse più, dice che sta bene da solo, si è allontanato anche dagli amici e la sua casa la vede non più come un nido d’amore ma come una prigione. E’ convinto che fra me e lui esisteranno solo litigi e mi accusa di quell’episodio alla spiaggia, forse se io fossi stata zitta lui non sarebbe esploso e saremmo andati d’amore e d’accordo. Perché quel litigio non si è rivelato pari agli altri? Cos’è successo quel giorno nella sua mente? Perché la sua personalità è cambiata al giorno alla notte?
La ringrazio anticipamene per la risposta. Distinti Saluti
Risposta del dottor Zambello:
Gent.ma Signora Titti,
chiaramente non so darle neanche una risposta alle sue numerose domande.
Mi pare però, di poter vedere in quello che lei racconta una dinamica di crescita. Mi spiego meglio: è possibile che lei e suo marito per anni abbiate vissuto in maniera fusionale, uniti l’ uno dentro l’ altro.
Tale situazione tanto “cantata” e auspicata è in realtà una situazione fortemente regressiva, ripete la situazione iniziale mamma e bambino. E’ una situazione che pone un patto di ferro tra i due: nessuno dei due deve crescere.
Suo marito, per strade contorte, come la vita pone, davanti a situazioni drammatiche personali e familiari è riuscito a rompere il guscio, ed è uscito. E’ uscito..”dalla testa” come dice lui. I bambini “escono” dalla testa.
Solo che si trova in una famiglia che era stata organizzata, strutturata con due genitori “bambini”.
Il disagio è enorme, i sensi di colpa pure.
Che fare? Capire innanzitutto che ciò che succede non è colpa di suo marito, anzi… lui sta crescendo e se avete il coraggio andare, tutti, compreso i figli, in terapia familiare.
Lascia la tua opinione o fai una domanda!









gentile dottore,
vivo un disagio esistenziale che non so definire,so solo che sento il bisogno di essere “ascoltata” e aiutata a ritrovare la forza di affrontare e cambiare la mia vita. Le chiedo se lei può aiutarmi indicandomi il nome di un professionista di cui lei conosca chiaramente affidabilità e competenza e che operi …in provincia di Bari!! io non saprei come muovermi e come prendere informazioni,di lei mi fido! la ringrazio
cordiali saluti
Gent.ma Signora Claudia,
purtroppo non conosco nessuno di Bari, a Lecce conosco un bravo psicoanalista ma capisco che è per lei lontano.
Le consiglio di informarsi presso l’AIPA di Roma, troverà l’indirizzo in internet.
Tanti auguri. Dott. Zambello
Gentile dottore,ringraziandola per il tempo che vorrà dedicarmi e scusandomi per quello sottrattole le pongo il mio problema:
Ho una bambina di 9 anni,purtroppo vive una situazione difficile in quanto vive con la madre ed i nonni,con me ha un buon rapporto in quanto siamo sempre insieme,usciamo anche io lei e la madre,insomma cerco di far di tutto per renderle la sua famiglia piu o meno ”normale” ma so che di normale c’è poco e niente.
si lamenta spesso dis entire qualcosa che sale alla gola ,ma non riesce a spiegarsi,dice :sento qualcosa che mi sale alla gola ma non sale niente”… va a capirla!
A volte penso dovrei fare indagini approfondite tipo gastroscopia o altro, altre penso sia un problema d’ansia e lascio perdere anche perche mi dispiacerebbe sottoporla inutilmente a suddetti esami.Vive tutte le cose con ansia,anche se si fa un non nulla sta sempre a chiedertelo 100 volte,la sera prima di addormentarsi deve chiedere a sua madre ”mamma mi viene il mal di pancia,mamma mi sale quella cosa dalla gola,ecc ecc” e se per caso si addormenta senza chiederlo se si sveglia di notte sveglia la madre per farlo.
Vorrei aiutarla a liberarsi da questo senso di disagio,ma comprendo anche non è facile,poi in casa mia ha vissuto le malattie ,poi le morti,dei miei genitori,insomma,non il massimo.
Ho letto che conosce qualche bravo psicoterapeuta a lecce,potrebbe indirizzarmene qualcuno cortesemente? o anche nelle vicinanze,pur cambiando provincia.
Pensa che riuscirò a risolvere e darle una vita piu serena? grazie mille per la sua risposta.
Gent.mo Signor Alex,
per motivi di pivacy non posso darle l’indirizzo, se mi manda una e mail le risponderò sicuramente.
Saluti. Dott. Zambello
renzozambello@libero.it
Salve Dottor Zambello, sono Cristina di lecce ed ho un grave problema con il mio papà che da qualche tempo, circa un anno, si è ammalato di depressione. Sta seguendo una cura da un bel po’ ma i risultati sono inesistenti. Credo che avrebbe un grande bisogno di psicoterapia. Ho compreso che Lei ha qualcuno da suggerirmi qui a lecce? Grazie, ho davvero bisogno di sapere dove andare.
Gent.ma Cristina,
a Lecce c’è
BENEGIAMO DOTT. STEFANO
V. ARNESANO 6
LECCE (LE)
T 328 8829999
è un caro amico e uno stimato medico psicoanalista.