GAY: RICERCA, PER FAMIGLIE FIGLIO OMOSESSUALE NON E’ TRAGEDIA

Firenze. La maggior parte dei genitori reagisce con amore nei confronti del figlio o della figlia che rivelano la propria omosessualita’. E’ quanto emerge da uno studio condotto su circa 200 famiglie da due ricercatrici dell’Universita’ del Piemonte orientale, Chiara Bertone e Marina Franchi, che é stato  presentato a Firenze il 20 e 21 giugno scorsi, nel corso della conferenza internazionale ”Family matters. Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche’, organizzata da un gruppo di associazioni tra cui l’Agedo (Associazione genitori di omosessuali), con il sostegno della Regione Toscana.

Al questionario hanno risposto 119 madri e 53 padri. Le interviste sono state realizzate anche con fratelli e sorelle.

Nel 64% dei casi la scoperta e’ avvenuta in modo diretto, con un esplicito coming out del figlio/a. Negli altri casi, lo si e’ saputo da un’altra persona, lo si e’ scoperto leggendo il diario del figlio, trovando una lettera o del materiale sull’omosessualita’. Centrale la figura della madre, che spesso e’ stata la prima tra i familiari ad averlo saputo, ed ha avuto poi un ruolo di mediazione nel rapporto con il padre. Un ruolo importante lo giocano anche fratelli e sorelle, che in molti casi sanno prima dei genitori, ed esprimono complicita’ e condivisione.

Per molti genitori (53% dei padri e 44% delle madri) la scoperta arriva inaspettata. Negli altri casi, raccontano di aver gia’ avuto dei sospetti. La prima reazione alla scoperta e’ di smarrimento, paura, dolore. Ma solo una minima percentuale confessa di aver avuto reazioni violente: tre madri hanno dato uno schiaffo, altre due hanno cacciato il figlio di casa. Un padre ha detto al figlio maschio: ”Non sei piu’ mio figlio”;.

Due madri hanno definito i figli maschi dei ”pervertiti”.

Qualcuno ha avuto una reazione ricattatoria: ”Perche’ mi dai questo dolore’?”, altri hanno ritenuto che il figlio/a fossa stato ”traviato” da qualcuno. Quasi tutti, comunque (161 su 168) rifiutano il concetto di omosessualita’ come malattia.

Dopo la crisi, la forte emozione della scoperta, a prevalere sono comunque sentimenti di amore incondizionato, solidarieta’, protezione, talvolta complicita’. Il legame col figlio non viene mai messo in discussione, non viene spezzato dalla scoperta della sua omosessualita’. Le frasi in cui la maggioranza dei genitori si riconoscono sono ”l’importante e’ che tu sia felice” (88%), e ”mi dispiace non esserti stato vicino quando ne avevi bisogno” (69%).

”Per qualita’, dimensione europea, argomenti trattati e campo di indagine – dice Agostino Fragai, assessore alle riforme istituzionali e alla partecipazione della Regione Toscana – questa ricerca contribuira’ non poco ad una maggiore conoscenza, anche per le istituzioni, dei problemi connessi con l’accettazione dell’omosessualita’. L’impegno a costruire un contesto sociale rispettoso di ogni orientamento sessuale e’ presente nell’azione della Regione Toscana, la quale, peraltro, dispone di una legge specifica la cui attuazione e’ affidata a una task force”.

afe/mcc/bra

da: http://www.asca.it

Commento del Dott. Zambello

Avevamo pubblicato  un po’ di tempo fa, lo studio fatto dall’Università del Piemonte,  ora la politica, ameno una parte,  se ne fa carico. Mi sembra una buona notizia.

Condividi :
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print

Vuoi lasciare un commento?