Se omosessualità fa rima con papà

QUANDO i piccoli fatti della vita quotidiana si scontrano con i grandi temi morali. Può un padre separato, dichiaratamente gay, portare la figlia in vacanza nell’isola greca di Samos, meta prediletta dalla comunità omosessuale di tutt’Europa? Può, lo ha stabilito il tribunale di Bologna decretando per padre e madre l’affidamento congiunto della bambina. E’ uno dei primi provvedimenti del genere in Italia.

 

Legittime le ragioni della madre: teme che la figlia, che non ha ancora l’età per capire la scelta sessuale (tormentata) del padre, possa andare in un luogo dove persone dello stesso sesso si scambiano tenerezze. Legittime le ragioni del padre, che oltretutto ha dimostrato di aver scelto per la vacanza un ‘villaggio per famiglie’. Questo padre non è inadeguato, anzi vuole passare più tempo con la figlia. Il vero problema – e non sfugge ai giudici che hanno scritto la sentenza – è quando e con quali parole spiegare alla bimba l’omosessualità del padre. E farle capire che la ‘non normalità’ (quasi sempre) non è amoralità.

di Nicoletta Rossi

da: http://quotidianonet.ilsole24ore.com

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