Usa, Exodus: la via per ‘guarire’ da omosessualità passa per Gesù

Una settimana di terapia “Ssa”, riunisce ex gay in Carolina Nord

La via per ‘guarire’ dall’omosessualità passa per Gesù Cristo. A salvare le “pecorelle smarrite” ci pensa Exodus International, un’organizzazione cristiana che organizza campi di rieducazione per far riflettere gli ex gay e prepararli a una vita “normale”. “L’opposto dell’omosessualità non è l’eterosessualità – avverte Alan Chambers, leader di Exodus – ma la santità”.

“Quanti di voi cercano un po’ di speranza qui questa sera?”. Un mormorio attraversa la sala dell’auditorium mentre Chambers, con indosso un pantalone color cachi e una maglietta bianca, parla al microfono. I presenti fanno un cenno con il capo. Promette loro la “libertà dall’omosessualità attraverso l’amore di Gesù Cristo”, scrive Timesonline in un reportage.

Exodus è uno dei ministeri sacerdotali del movimento degli ex gay, una campagna cristiana fondamentalista – aggiunge il quotidiano britannico – che incoraggia gli omosessuali a rinunciare alla loro sessualità.

Alla sua conferenza annuale, al “Ridgecrest Retreat”, un luogo antisettico nelle Smoky Mountains dello Stato americano della Carolina del Nord, si è intrufolata anche la giornalista britannica Lucy Bannerman, la quale si è presentata mascherata da una delle centinaia di partecipanti “che si battono contro la loro omosessualità” dopo aver prenotato su internet sei giorni di psicoterapia evangelica.

“Vivo una vita di rifiuti e la amo – continua Chambers – Non ho scelto i miei sentimenti per lo stesso sesso, ma ora scelgo di amministrarli. La libertà è possibile”. Qui le persone non sono “gay”,bensì “lottano contro l’attrazione per lo stesso sesso” (“same sex attraction”, Ssa, sempre tre lettere sono). Chamers, oggi padre di due bambini e sposato, dice di non voler giudicare gli omosessuali, anche se le Chiese lo fanno, perchè in passato lo è stato anche lui.

La conferenza annuale promette “una sorprendente settimana di svolte, trasformazioni e guarigioni”. Una rockband cristiana comincia a suonare, mentre i circa 800 uomini e donne, uniti inizialmente solo dall’imbarazzo comune, cantano e battono le mani all’unisono. Gli occhi chiusi, le mani alzate al cielo, nella speranza di rinascere.

 

da: http://www.parmaok.it      

Commento del Dott. Zambello

Ho sempre fatto una certa fatica a capire il perchè di una pervicace sessofobia ed ostentata omofobia della Chiesa. Gli Apostoli erano quasi tutti sposati, né mai, mi sembra, che Gesù  abbia detto loro di non farlo. Né mi sembra che nel Vangelo ci siano delle invettive contro l’omosessualità, anzi, é probabile che qualche  Apostolo  fosse omosessuale. Lo dico per un calcolo statistico.  La vita è così.  Mi sembra che  sia questo  il significato della risposta a Paolo che si lamentava dei suoi limiti: ” Ti basta la mia Grazia….” rispose Dio. E’ comunque un fatto reale e purtroppo con gravi conseguenze sociologiche e psicologiche  che la Chiesa continua ad opporsi ai rapporti omosessuali, tacciandoli come peccati gravi ed intervenendo politicamente impedendo le unioni omosessuali.

La psicoanalisi  e la medicina da tempo hanno capito che  l’omosessualità non è una malattia e tanto meno va curata. E’ una delle tappe maturative possibile all’uomo alla donna. Il compito della psicoterapia non può essere quello di far “cambiare” ma di aiutare ad essere se stessi. Ai limiti della bizzarria mi appare la proposta, sostenuta anche da questi gruppi fondamentalisti, della astensione forzata dal sesso. Vogliamo  fare dei nevrotici a tutti i costi?  Delle “bombe” che quando esplodono fanno danni a se stessi e agli altri. Possibile che l’esperienza dei preti pedofili e  centinaia di migliaia di casi di preti, religiosi, religiose che continuano ad abbandonare la vita religiosa  non abbiano insegnato niente.

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Un commento to “Usa, Exodus: la via per ‘guarire’ da omosessualità passa per Gesù”

  1. NoirPink - modello PANDEMONIUM il 19/11/2008 11:17

    Ma la terapia esiste anche in Italia, come dimostra questa breve video-inchiesta di Ornella De Zordo e Saverio Tommasi sui corsi organizzati nel nostro paese da fanatici cattolici per guarire dall’omosessualità.

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