I medici non dovrebbero neanche prescriverlo

30-11-08

«È una follia dare il Viagra ai diciottenni. Così si creano dei drogati, uomini che da subito iniziano ad affidare il loro vizio alla chimica, e ne diventano dipendenti per sempre, psicologicamente e fisicamente». Non usa mezzi termini Barbara Alberti, scrittrice sempre pungente che guarda con disprezzo al Viagra e, soprattutto, alla forma esasperata con cui il maschio spesso vive l’atto sessuale e la conseguente ansia da prestazione.

«A mio avviso i medici parrebbero spesso in combutta con le case farmaceutiche – incalza – visto questo utilizzo scriteriato e indiscriminato di farmaci che in molti casi non sono assolutamente necessari. E non vale solo per i giovani, ma anche per gli uomini di età avanzata. Chi ha detto che devono per forza avere rapporti sessuali alla loro età? Magari non sentono più il desiderio e potrebbero sublimare amore e sentimenti in altre forme. Ma oggi no. Al nonno bisogna dar la pasticchetta per forza».
Il problema comunque sta oltre.
«Io il maschio di oggi lo compiango. Hanno un ego insopportabile, difficilmente sostenibile. Pensano solo al sesso, alla prestazione. D’altronde hanno un organo che, se ti obbedisse sempre e come vuoi tu, rappresenterebbe un privilegio. Ma spesso così non è: è un estraneo nel tuo corpo, che proprio quando più ci tieni magari ti abbandona. Per due volte che un uomo non riesce, già si ritiene impotente, e corre a farsi prescrivere metodi chimici per risolvere il problema».
Altro che chimica, però: «È tutto un fatto di testa. Il loro delirio nasce dalla competizione, dall’ansia del confronto, al di là di fattori imprevedibili e naturali, che possono accadere. Ma se il maschio fosse più onesto, e cercasse gratificazioni non da molecole sataniche, ma da se stesso e dal rapporto vero con la sua compagna, le cose andrebbero meglio». A Barbara Alberti è mai capitato un uomo che facesse uso di Viagra?
«A me no. Fortunatamente».
Rac. Zin.

da: http://iltempo.ilsole24ore.com          

Commento del Dott. Zambello

Ha ragione Barbara Alberti. Il sesso è una “questione di testa” .  L’impotenza, quasi sempre, non sempre,  ha  delle cause psicologiche. Risolvere tutto chimicamente non è una soluzione, è solo negare il problema.

Purtroppo,  dalla  mia esperienza , molti uomini prendono “la  pasticca dell’amore” e non lo dicono alla propria compagna.

 

Per geriatri depressione causa ictus, convegno a Firenze

29-11-08

Gli anziani che soffrono di depressione rischiano l’ictus. Sono queste le conclusioni alle quali è arrivato lo studio condotto dai geriatri dell’Università di Palermo su 15 pazienti di età compresa fra i 66 e gli 80 anni. I dati ottenuti mostrano che si è registrato un tasso di incidenza maggiore di eventi cerebrovascolari acuti in pazienti con depressione severa, con lieve compromissione cognitiva e declino funzionale. I risultati dello studio sono stati resi noti dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) in occasione del 53/mo Congresso nazionale che è in corso a Firenze

da: http://www.intoscana.it

 

Tecnostressati e dipendenze da Hi-Tech

29-11-08

S.Z.

Lavorare perennemente di fronte a un monitor, grande o piccolo che sia, può creare ansia e tensioni, ma anche una vera e propria dipendenza da cellulari, I-phone, computer e Internet. Il fenomeno è già stato riscontrato e si inizia a pensare a una soluzione. La prima iniziativa ci sarà in primavera: il 21 marzo 2009 ci sarà la prima Giornata nazionale senza schermi a portata di mano, oltre a esperti in videodipendenze e metodi per recuperare il benessere psicofisico attraverso l’attività fisica, si stano raccogliendo le adesioni di aziende associazioni di categoria, utenti web. “Quando le informazioni sono troppe noi siamo stanchi, tecnostressati, assonnati, deconcentrati – spiega Enzo Di Frenna, presidente di Netdipendenza Onlus e promotore dell’iniziativa – invitiamo gli info-lavoratori a non subire questa condizione, ma a scegliere il momento in cui sconnettersi dai mezzi di comunicazione e dedicarsi ad attività ricreative”. Il tecnostress è considerata un rischio anche per l’impresa moderna: l’esposizione costante ai flussi informativi, possono mettere a dura prova la stabilità emotiva e psicologica. Dunque è necessario sostenere la prevenzione e difendere il manager dal sovraccarico informativo che, provocando ansia da iperconnessione, altera la capacità produttiva dell’impresa digitale.

fonte: Adnkronos salute
da:http://www.dica33.it

 

 

Disagio psichico: 45mila persone hanno chiesto aiuto

29-11-08

Aumenteranno di circa 20mila unità nel prossimo futuro
«Necessario un impegno della Regione Lombardia per trovare delle soluzioni condivise»

A Milano la domanda per ricevere un aiuto psicologico negli ultimi 12 mesi ha riguardato 45mila persone, che si pensa aumenteranno di circa 20mila unità nel prossimo futuro. Di queste 45mila persone, il 44% esprime bisogni personali relativi ad ansia, stress e depressione. Dai dati della letteratura internazionale, resi noti in occasione della presentazione dello spettacolo «Amica Follia», risulta che il 9-13% dei bambini e ragazzi può presentare disturbi di rilevanza psichiatrica.

Milano circa il 20% della popolazione tra 0 e 18 anni si troverà a dover affrontare disturbi psichici (36mila bambini e ragazzi) nel proprio percorso di vita. Il tutto confermato dal costante aumento di consumo di psicofarmaci, soprattutto ansiolitici e antidepressivi. Ogni anno si valuta un incremento del 3,6% e i maggiori consumatori, in un rapporto di 2 a 1, sono donne.

Il disagio mentale dell’individuo è un problema che tocca non solo il diretto interessato ma anche la famiglia, che troppo spesso si trova a dovergli prestare assistenza senza averne le possibilità. E’, invece, il presidio socio-sanitario territoriale la struttura preposta al delicato compito di realizzare la presa in carico delle persone che hanno problemi di salute mentale, la sede dove vengono formulati i programmi terapeutici-riabilitativi e di risocializzazione della singola persona.

Molte famiglie del capoluogo lombardo segnalano l’inadeguatezza dei Centri Psico Sociali del loro territorio e la carenza degli operatori impiegati nel settore. Lamentano di essere lasciate sole, anche nel caso di famigliari violenti, e di dover sorreggere il peso della malattia mentale unicamente con le proprie forze.

Per questo la Responsabile di Codici di Milano Maria Barroccu chiede un incontro al governatore della Regione Lombardia per istituire una commissione di verifica dei servizi erogati presso tutti i CPS operanti.

da:http://www.diariodelweb.it

Commento del Dott. Zambello

 I dati sopra riportati sono impressionanti. Teniamo conto che riguardano solo il Servizio Sanitario Pubblico. Ma,  a Milano, in Lombardia lavorano migliaia di psicoterapeuti e  psichiatri privatamente. Mi chiedo come la Regione possa ancora demandare  di riconoscere il “ruolo” dello Psicoterapeuta.

 

SESSO: PROLATTINA, PUO’ CAUSARE EIACULAZIONE PRECOCE

28-11-08

Roma, 26 nov. – La prolattina nel sangue e’ una spia di come vanno le cose nel cervello, dove ‘regna’ la serotonina, l’ormone detto ‘della felicita’. I dislivelli di prolattina possono influire sui comportamenti e sulla psiche, ‘causando stati emotivi nervosi e, negli uomini, problemi di eiaculazione precoce’. Ad illustrare i risultati dello studio che per la prima volta dimostra il legame tra prolattina e serotonina il Professor Mario Maggi, Unita’ di Andrologia dell’Universita’ di Firenze, nel corso dell’VIII Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualita’. ‘Esiste un legame forte tra l’ormone che nelle donne da’ inizio alla produzione di latte dopo il parto (prolattina) ed il neurotrasmettitore monoaminico che nel sistema nervoso centrale svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore (la serotonina)’ – ha spiegato Maggi – ‘L’indagine, condotta su 3.000 persone dall’Universita’ di Firenze, ha dimostrato che se il livello di prolattina nel sangue e’ basso, l’individuo risulta piu’ nervoso, mangia in eccesso ed eiacula precocemente’, ha dichiarato Maggi, precisando che ‘la causa e’ nel suo rapporto con la serotonina, nel cervello’. I dati, accertati, sono in corso di pubblicazione.(AGI)

da: http://www.uomini-oggi.it

 

Burundi. Verso abolizione pena di morte ma l’omosessualità diventa reato

28-11-08

L’Assemblea Nazionale del Burundi ha approvato a larga maggioranza una nuova legge penale che abolisce la pena di morte, introducendo tuttavia il reato di omosessualità. Le nuove misure, adottate nel corso di una sessione durata 14 ore, devono ora essere votate dal Senato e promulgate dal presidente Pierre Nkurunziza, passaggi che non dovrebbero presentare sorprese.”Voglio ringraziare i parlamentari del Burundi, che approvando la nuova legge penale con 90 voti a favore, nessun contrario e 10 astensioni, hanno raggiunto un risultato storico”, ha dichiarato il presidente dell’Assemblea Nazionale, Pie Ntavyohanyuma.

“Si tratta di una legge rivoluzionaria, dal momento che abolisce la pena di volte in Burundi per la prima volta”, ha dichiarato il deputato ed ex ministro della giustizia Didace Kiganahe, spiegando che il testo “recepisce la legislazione internazionale relativa al genocidio, crimini di guerra e contro l’umanità, non considerati finora come reati”.

In base alla nuova legge, tutti gli attuali prigionieri del braccio della morte riceveranno la commutazione della pena in ergastolo. “Questo voto ha richiesto coraggio, poiché i parlamentari hanno votato a favore dell’abolizione della pena capitale pur sapendo che il proprio elettorato vorrebbe mantenerla”, ha aggiunto.

Di parere diverso la deputata Catherine Mabobori, che motivando la propria astensione ha dichiarato che “Sfortunatamente questa legge rappresenta un passo indietro poiché rende l’omosessualità un reato penale, mentre finora l’atteggiamento è stato di tolleranza”.

“Come saremo in grado di lottare contro l’AIDS se d’ora in poi gli omosessuali dovranno nascondersi?”, si è chiesto un attivista della Associazione per il Rispetto dei Diritti degli Omosessuali (ARDHO).

L’abolizione della pena di morte è una delle condizioni stabilite dalle Nazioni Unite per la creazione di una Commissione per la verità e la riconciliazione e di un tribunale speciale.

Il Burundi cerca di uscire da una guerra civile che dal 1993 ha causato la morte di almeno 300.000 persone. E’ dal 2001 che non si registrano esecuzioni nel paese.

Estensore del testo approvato, Kiganahe ha detto che la nuova legislazione, composta da 620 articoli, inoltre “introduce delle misure per la protezione di donne e bambini da ogni forma di violenza, in particolare quella di natura sessuale”.

“Viene anche punita la tortura, pratica che le leggi del Burundi non avevano finora sanzionato”.

La nuova legge prevede per il reato di tortura pene detentive da 10 anni all’ergastolo, mentre per lo stupro da 20 anni all’ergastolo.

a cura di Nessuno tocchi Caino

da: http://www.agenziaradicale.com

Commento del dott. Zambello

Sono contento che il Burundi abbia abolito la pena di morte.  E’ un insegnamento per quei paesi che si propongono come “insegnanti” di democrazia. Ma, ancora una volta si dimostra come sia più facile  raggiungere livelli di consapevolezza, tolleranza, democrazia politica che l’accettazione e il superamento di pregiudizi  e preconcetti morali.

“Cibo ed emozioni”: La Buona Crescita Psicofisica Parte Dalla Tavola

28-11-08

Siracusa. Sabato prossimo (29 novembre), nella sala convegni dell’ospedale Rizza, dalle 9 alle 13, si terrà un seminario di studi, gratuito e aperto al pubblico, sul tema: “Cibo ed emozioni: prevenzione e cura dei disturbi alimentari”.
Il seminario è organizzato dall’Istituto di Gestalt Hcc Italy in collaborazione con l’Asl 8, con la Società italiana di medicina generale e con l’Associazione culturale pediatri. La manifestazione ha il patrocinio del Comune.

La finalità è di sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore preventivo di un’alimentazione consapevole e sul legame tra nutrizione e affettività: un’idea portante della psicoterapia della Gestalt “su cui oggi convergono – affermano gli organizzatori – tutti i modelli terapeutici e che è alla base della salute e della crescita psicofisica individuale”.

Il programma sarà aperto dai saluti del sindaco, Roberto Visentin, del presidente dell’Ordine dei medici, Biagio Scandurra, del responsabile Educazione alla salute dell’Asl 8, Alfonso Nicita, e del presidente della Provincia, Nicola Bono.
Poi ci saranno le relazioni di Margherita Spagnuolo Lobb, direttore della scuola di specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt Hcc Italy; di Sergio Claudio, presidente provinciale della Società italiana di medicina generale; di Gianni Puzzo dell’Associazione culturale pediatri; di Michele Lo Magro, direttore del dipartimento Salute mentale 1 dell’Asl 8; di Corrado Burlò, direttore dell’unità di Neuropsichiatria infantile dell’Asl 8; di Giuseppe Sampognaro, psicologo dell’Asl 8 e didatta dell’Istituto di Gestalt Hcc Italy; di Roberto Cafiso, direttore dell’unità Dipendenze patologiche dell’Asl 8; di Giuseppe Cannella, psichiatra e didatta dell’Istituto di Gestalt Hcc Italy.

Nella pausa a metà mattina è prevista la degustazione di dolci tradizionali (e l’illustrazione della storia e del contesto socioculturale da cui hanno origine) a cura degli allievi del II anno del corso su “La creatività nelle relazioni di aiuto”, organizzato dall’Istituto di Gestalt Hcc Italy.

Per coloro che desiderano approfondire dal punto di vista teorico ed esperienziale le tematiche trattate nel convegno, l’Istituto di Gestalt organizza, sabato pomeriggio e domenica mattina, un workshop a numero chiuso su “Cibo ed emozioni” condotto dalla Emanuela Censuales, biologa nutrizionista e psicoterapeuta della Gestalt, e da Giuseppe Sampognaro.

 

da: http://www.siracusanews.it  

 

Dipendenza senza sostanze: cellulari e web vere e proprie ‘droghe’ moderne. Cresce il numero di italiani schiavi delle nuove tecnologie

24-11-08

Di: Alessandra Talarico

I cellulari e internet sono sempre più diffusi e si sono trasformati nel corso degli anni in strumenti in grado di provocare una vera e propria dipendenza in chi li usa, con le stesse conseguenze delle cosiddette tossicodipendenze.

In Italia si è discusso di prevenzione e terapie della “dipendenza senza sostanza” nel corso del convegno organizzato a Firenze dalla Rete Nuove Dipendenze Patologiche e dalla Scuola di Psicoterapia Comparata. Dal convegno è emerso che sarebbero centinaia di migliaia gli italiani dipendenti da internet, dal cellulare, dallo shopping, dal gioco d’azzardo patologico.

Questo tipo di dipendenza, causata da sostanze non ‘riconoscibili’ – può essere il web, il lavoro, lo shopping, il sesso – è molto insidiosa e difficile da trattare con i mezzi terapeutici conosciuti, proprio perché non inquadrabile, ma è in costante espansione e si nutre, dicono gli psicologi, delle incertezze, dell’immaturità, delle false speranze e delle sicurezze apparenti che caratterizzano la società attuale.

Eppure, in Giappone queste patologie – in particolare quelle determinate dall’abuso dei nuovi mezzi di comunicazione – sono già considerate un’emergenza sanitaria, mentre la Cina potrebbe diventare il primo Paese a definire la dipendenza da internet un vero e proprio disordine mentale, comparabile all’alcolismo o alla dipendenza dal gioco d’azzardo. Continua

Psicoterapia, sabato prossimo il corso sugli approcci integrati

19-11-08

 Lamezia Terme. “Approcci integrati in psicoterapia: la teoria Ericksoniana”, è il titolo di un workshop pratico-esperenziale di ipnosi, che si terrà sabato prossimo presso in un albergo organizzato dall’Istituto per lo Studio delle Psicoterapie. Il corso sarà condotto da Peter J. Hawkins, titolare della cattedra Psicologia della salute presso la Sunderland University Università del Regno Unito e dell’Irlanda. Hawkins nel corso della sua esperienza di clinico, ha utilizzato la tecnica ipnotica in situazioni e con pazienti differenti, con i bambini, gli anziani, con le persone in fase terminale.
«Tra l’altro – si legge in una nota – ha saputo sempre adattare con la sua grande carica umana e la sua esperienza la tecnica giusta alla situazione. E’ inoltre docente della nostra Scuola di Psicoterapia dove insegna ipnoterapia e ipnosi clinica. Il workshop si svolgerà in maniera pratica e il professore dopo una breve introduzione ed illustrazione del modello di riferimento darà modo ai partecipanti di sperimentarsi in lavori di gruppo oltre che prendere parte alle induzioni cliniche. Le dimostrazioni pratiche saranno usate interamente per illustrare l’approccio di orientamento ericksoniano e come lo stesso si possa applicare a differenti situazioni cliniche, e come soprattutto possa bene integrarsi anche con altri modelli di psicoterapia, da quello psicodinamico a quello bioenergetico. Per psicoterapia eriksoniana, si intende oggi un insieme di tecniche tratte per la maggior parte dalle lezioni, dai seminari, dai workkshop e dagli scritti di Milton H. Erikson.
Più delle tecniche eriksoniane vere e proprie tuttavia – aggiunge – è importante la filosofia all’origine dei metodi così come degli approcci tattici e interpersonali che il paziente utilizza nel rapporto con il paziente, una filosofia il cui scopo è di facilitare l’espressione delle potenzialità di autoregolazione nello stato sia ipnotico che di veglia. La psicoterapia eriksoniana, ha avuto una significativa influenza su migliaia di professionisti. Ciò risulta ben evidente dai tanti articoli e volumi su Erikson che vengono pubblicati».da: http://www.lameziaweb.biz      

 

Commento del Dott. Zambello

La mia formazione professionale e anche personale é passata attraverso l’esperienza dell’ipnosi. Mi sono infatti specializzato alla Scuola di Ipnosi Clinica  Ericksoniana  A.M.I.S.I. di Milano. Sono molto grato a quella Scuola e quegli insegnanti in particolare al fondatore  della Scuola e Direttore: il Prof. Mosconi. Da loro ho imparato non solo le tecniche induttive ma soprattutto a venire a contatto con il preconscio, “lasciare che sia lui scegliere”. Successivamente ho proseguito la mia formazione come psicoanalista ed ora faccio quello. Oggi continuo a credere  che l’Ipnosi non sia la “panacea” a tutti i mali e sofferenze psicologiche, così per la psicoanalisi, ma penso e lo dico anche  a molti pazienti che mi interpellano che  se  esistono le condizioni cliniche, l’ipnosi  può essere una terapia di prima scelta.

GINECOLOGIA: 4 DONNE SU 10 COLPITE DA ANSIA CICOGNA A COMANDO

13-11-08

Roma, 5 nov. – Cresce l’ansia da ‘cicogna a comando’ che dopo i 32 anni colpisce quattro donne su dieci.

E’ quanto emerso al congresso della Federazione Italiana di Ostetricia e Ginecologia che in una nota precisa “e’ l’ansia di non vedere arrivare la cicogna dopo un mese di tentativi”, che colpisce 4 donne su 10, intorno ai 32 anni. “E’ l’ansia di aver aspettato troppo e, quindi, di veder svanire il sogno: basta uno o due mesi senza che la cicogna si sia presentata ed ecco che le donne arrivano dal ginecologo chiedendogli, quasi a comando, un figlio subito e perfetto”.

E se a tentar di diventare madre “e’ una donna di 35 anni, l’ansia della ‘cicogna a comando’ colpisce 8 donne su 10. Ma la quota arriva a 10 donne su 10, indipendentemente dall’eta’, quando la cicogna non arriva dopo 5-6 mesi di tentativi. L’ansia da figlio subito, cresce con il crescere dell’eta’ delle donne. “Le donne hanno bisogno di essere piu’ informate e meglio informate”, spiega Massimo Moscarini, Ordinario di Ostetricia e Ginecologia alla Sapienza Universita’ di Roma, “perche’ solo con una corretta educazione si possono evitare ansie e paure che sono alla base di comportamenti a volte dannosi”. (AGI)

da: http://www.donne-oggi.it

 

 Commento del Dott. Zambello

Mi è capitato spesso di affrontare con le pazienti la tematica delle maternità che non arriva.  Ho scritto anche un aricolo su un caso clinico : http://www.psicolab.net/index.asp?pid=idart&cat=12&scat=192&arid=2059  in cui ho cercato di mostrare come la componente psicologica fosse fondamentale in un caso di sterilità.

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