Cresce il disagio giovanile Psicologi a scuola contro i bulli

di DAVIDE MISERENDINO

Sono stati 471 gli studenti che tra marzo e giugno dell’anno scorso si sono rivolti agli sportelli d’ascolto presenti negli istituti superiori modenesi. ” Scelta libera, nessuno li costringe a denunciare, lo fanno di loro spontanea volontà”

Modena, 28 marzo 2009. «SONO STATI 471 gli studenti che tra marzo e giugno dell’anno scorso si sono rivolti agli sportelli d’ascolto presenti negli istituti superiori modenesi. Molti l’hanno fatto di loro spontanea volontà, senza che fossero gli insegnanti a suggerirlo, per denunciare problemi con i genitori, con se stessi o con i coetanei». I confini del disagio giovanile sono estremamente difficili da definire. La Provincia ci sta provando dal 2006, attraverso il ‘Progetto osservatorio adolescenti’, un’analisi sui problemi più ricorrenti nei giovani modenesi che si svolge principalmente negli istituti scolastici.

IL SERVIZIO, promosso con la collaborazione dell’università di Modena e Reggio Emilia e con l’azienda Usl, offre ai giovani studenti la possibilità di ‘fare due chiacchiere’ in modo confidenziale con uno psicologo in orario scolastico. Basta chiedere di uscire un attimo dalla classe e si può avere un piccolo colloquio con uno specialista del settore, in grado di dare i consigli giusti al momento giusto. La possibilità, stando ai dati raccolti finora, è stata sfruttata da un numero sempre crescente di studenti: se in tutto l’anno scolastico 2006/2007 erano stati 447, in soli quattro mesi l’anno successivo se ne sono contati quasi trenta in più. Segno che sta aumentando la fiducia; ma che, forse, stanno aumentando anche le difficoltà.

L’UTENZA che si è rivolta agli sportelli è in prevalenza composta da femmine. Nel 63 % dei casi, infatti, sono state delle ragazze a contattare gli specialisti, mentre i maschi si sono dimostrati un po’ più timorosi, e hanno chiesto aiuto solo nel 37 % dei casi. Un atteggiamento che in parte era possibile prevedere: le lotte per conquistarsi un posto importante nelle distorte ‘gerarchie’ di una classe scolastica potrebbero risentire di un gesto considerato debole come una richiesta d’aiuto.

LA FASCIA di età tra i 14 e i 16 anni si conferma di gran lunga la più complessa, con un 69 % di segnalazioni sul totale. Per quel che invece riguarda l’oggetto delle segnalazioni, e quindi gli scontri o i problemi che hanno spinto i ragazzi a rivolgersi al servizio, dispiace non avere dei dati scorporati, che facciano maggiore luce sulle diverse problematiche. I responsabili del progetto, però, non nascondono che il problema delle discriminazioni razziali sta aumentando in questo periodo a causa del boom delle iscrizioni di migranti nelle scuole cittadine, e che la situazione che si vive in famiglia è spesso determinante per un adolescente. Il 20 % dei ragazzi, infatti, ha confessato di avere problemi con i genitori; seguono i problemi scolastici, nel 18 % dei casi, e quelli legati al rapporto con se stessi, con le proprie emozioni (16 %). Dietro a ruota gli scontri con i coetanei (15 %) e il rapporto con l’altro sesso (14 %), mentre in coda ci sono le relazioni con i docenti, il rapporto con il proprio corpo e l’uso di sostanze stupefacenti.

«IL PROGETTO – spiega l’assessore alle politiche sociali della Provincia di Modena Maurizio Guaitoli – fa parte di un nostro piano molto ambizioso, che è quello di seguire i cittadini dalla culla alla pensione. Non ci dobbiamo dimenticare che questi ragazzi rappresentano il nostro futuro».

da:http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com

 

 

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