Di Silvia Finazzi

Lavorano in modo “intelligente”. Cedono energia laddove è carente e la assorbono nei punti in cui è presente in eccesso. Sono le pietre laviche riscaldate, usate già dai popoli antichi, e riscoperte dalla stone therapy, un trattamento importato dall’America, che sta spopolando anche nei centri benessere e nelle beauty farm nostrane.
“Si tratta di un particolare massaggio, inventato dagli indiani Apache d’America, che usa le pietre laviche riscaldate per sciogliere le tensioni e lavorare sull’energia” spiega Dina Greggio, operatrice shiatzu presso l’Antiaging Thermal Spa dell’Abano Grand Hotel (www.gbhotelsabano.it). In effetti, secondo la filosofia di base, solo se l’energia è in equilibrio, la persona può stare bene.
“Molti pensano alla stone therapy come a un qualcosa di leggero e superficiale. Invece, non è affatto così: si tratta di un massaggio che lavora a un livello molto profondo e può dare reali benefici. Basta una seduta di un’ora per stare meglio” assicura l’esperta.
Il segreto sta anche e soprattutto negli strumenti utilizzati. “Le pietre laviche sono in grado di trattenere calore” chiarisce l’esperta. Ma non solo. “Sono purissime e vergini: essendo estratte in profondità, non sono inquinate o alterate. Per questo, conservano l’energia dell’universo e sono in grado di cederla alle persone” aggiunge Dina Greggio. Proprio per questa loro caratteristica sono usate fin dall’antichità per donare salute e benessere.
Le pietre vengono usate in due modi distinti. “Alcune vengono applicate su particolari punti del corpo, che secondo la medicina orientale sono carichi di energia. Altre invece vengono usate per “disegnare” sulla pelle della persona simboli esoterici, anch’essi legati al concetto di energia, come il simbolo dell’infinito, la spirale e il cerchio” specifica la Greggio.
Ma come si procede esattamente? Si inizia con la cosiddetta iniziazione. La persona è stesa a pancia in su e l’operatore applica piccole pietre calde (prelevate da una grande ciotola di acqua calda) sui punti energetici principali del corpo. Ne applica due al centro delle mani, due sul trapezio (muscolo delle scapole), per decontrarre la zona, una al centro degli occhi, una grande vicino all’ombelico (per scuotere le emozioni), e cinque fra le dita di ciascun piede. “Se qualche pietra cade non bisogna risistemarla: significa che in quel punto l’energia è in eccesso e, quindi, va liberata” avverte l’esperta.
“Dopo aver sistemato le pietre, passiamo alla seconda fase. Usando olio caldo e piccole pietre calde trattiamo gambe, fianchi, polsi, braccia, viso e collo, descrivendo delle figure esoteriche sul corpo, in grado di riequilibrare l’energia” dice Dina Greggio. Utilizzando le pietre come fossero penne senza inchiostro, dunque, gli operatori “disegnano” figure sulla pelle della persona.
Le stesse operazioni vengono ripetute sull’altro lato. “In questo caso le pietre vengono applicate al centro della pianta del piede e sulla colonna vertebrale, per stimolare il sistema nervoso centrale e, quindi, indurre un profondo rilassamento”. Alla fine, l’operatore può eseguire leggeri sfregamenti e tamponamenti per “risvegliare” dolcemente la persona.
“Questa è la versione classica di stone therapy. Ne esistono poi anche altri tipi, per esempio in certe forme si usano pietre calde alternate a pietre fredde per stimolare la circolazione” specifica l’esperta. Ognuno può scegliere il metodo che più si addice alle sue esigenze. “La versione classica è adatta soprattutto alle persone emotive e ansiose: in una sola seduta sciolgono tensioni e blocchi emotivi, lavorando sul rilassamento e la carica vitale”.
I benefici però non sono solo fisici. Il calore aiuta anche a rilassare i muscoli, eliminando le contratture e stimola la sudorazione, facilitando l’espulsione delle tossine e dei liquidi in eccesso. Risultati che aumentano se il trattamento si inserisce in un programma completo, che preveda altri “momenti di coccole”. “Ognuno può abbinare diverse procedure in base agli obiettivi che intende raggiungere. Noi, per esempio, nel programma Coccole&Relax offriamo l’opportunità di scegliere fra diversi tipi di massaggi e trattamenti, oltre alla stone therapy” afferma Greggio.
Attenzione, però, non tutti possono fare la stone therapy. “Il trattamento non è indicato alle donne in gravidanza, durante i primi giorni del ciclo mestruale, a chi soffre di varici , capillati, eczema, orticaria, pressione bassa, febbre” conclude l’esperta.
da:http://www.affaritaliani.it
Commento del Dott. Zambello
L’altro giorno una paziente mi ha chiesto cosa ne penso della stone therapy, terapia con i sassi, le ho risposto che ne pensavo bene. E’ stata lungamente zitta e poi un po’ perplessa mi ha detto: cioè lei crede che i sassi facciano bene? Le ho risposto: vede signora io non lo so se i sassi usati in quel modo sono terapeutici, che ne so io, è un metodo che dura da millenni, forse avrà una sua verità o forse no, io non lo so. Tra l’altro lo stesso Jung, quando stava male, lo scrive lui stesso, rimase per anni a giocare, a contatto con i sassi. Ma di una cosa sono certo, quella posizione, quel rituale risponde sicuramente a dei bisogni primari: c’è qualcuno che pensa a te, trasmette calore, ti tocca e questo è già di per se rilassante.
Certo, se così fosse, il termine terapia é alquanto improprio, perchè non é compito del terapeuta rispondere ai bisogni primari del paziente. Anzi deve stare ben attento ed astenersi, proponendo nella interpretazione il bisogno espresso dal paziente. Solo così si da al paziente la possibilità di trovare, all’esterno della terapia, la risposta ai suoi bisogni, fosse anche la stone therapy. Solo così non si crea dipendenza e si permette al paziente di andare avanti, alla ricerca di piaceri più adulti.








