ARGOMENTI PROPOSTI DA Gianni TOFFALI: 1) SANREMO PRIMO 2) SANREMO SECONDO

01-03-09

1) SANREMO PRIMO
Sanremo 2009 si sta distinguendo dalle altre edizioni perché una semplice canzonetta ha spaccato l’Italia in due. Sul palcoscenico dell’Ariston sono andate in scena due opposte visione. Da una parte chi come Povia con un pezzo dedicato alla guarigione di un omosessuale ha biasimato la condizione gay, dall’altra chi come Benigni citando Oscar Wilde ha legittimato i “diversamente orientati”. Per capire da che parte stia la ragione occorre porsi alcune elementari domande. Possono generare vita due uomini o due donne? Se il fine della famiglia è procreare, ha senso concedere diritti a coppie incapaci di concepire? L’immagine di due uomini intenti a fare l’”amore”, è romantica o raccapricciante? Perché l’AIDS e altre malattie veneree colpiscono prevalentemente i gay e non le coppie felicemente coniugate e fedeli? Perché qualora un presunto omosessuale tentasse di “guarire” (come ad esempio il Luca della canzone e lo stesso Povia), viene esposto al pubblico ludibrio? E’ democrazia impedire e condannare chi vuole ritrovare se stesso? E ancora, come commentare San Paolo (1 Corinzi 6:9,10) laddove afferma che “né immorali, né effemminati, né sodomiti erediteranno il regno dei cieli”? E infine, che dire della diagnosi “l’omosessualità è contro natura” formulata dal laicissimo padre della psicanalisi Freud? Omofobo pure lui?
Gianni Toffali1) SANREMO SECONDO
Il secondo posto a San Remo di Povia ha sancito che gli italiani non credono alla teoria che omosessuali si nasce. Il pezzo “Luca era gay” tratto da una storia reale, ha spiegato la vera genesi dell’omosessualità: gli errori educativi dei genitori. E’ fuori di dubbio che genitori assenti o incapaci di trasfondere e imprimere ai figli l’identità maschile o femminile, generino nella fase di crescita gravissime patologie identitarie. Privati di uno “specchio genitoriale” in cui riflettersi ed identificarsi, i giovani disorientati si illudono di compensare le loro carenze psico affettive stabilendo relazioni con individui dello stesso sesso. Ma l’errore più grave in cui incappano i presunti omosessuali, è quello di scambiare la libidine sessuale per amore autentico. Ma può dirsi amore ciò che non è apertura alla vita? Non nascondiamocelo, il sesso fine a se stesso, è solo egoistico piacere. I gay, invece di continuare a piangersi addosso e di scaricare la loro infelicità esistenziale sulla solita scusa del pregiudizio omofobo della società e della chiesa, perché non prendono in considerazione la possibilità di farsi”curare”? In Italia e nel mondo grazie ad alcuni esperti specializzati in questa singolare branca della psicologia, molti ex gay e lesbiche hanno ritrovato se stessi. Lo stesso Povia e Luca ce l’hanno fatta. Errare è umano, ma continuare a farsi del male non è insano masochismo?

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Commento Del Droo. Zambello   

Con piacere pubblico l’articolo  di Gianni Toffali  anche se non ne condivido una sola parola e soprattutto la sintesi, il messaggio: l’omosessualità é una malattia e chi vuole può guarire.

Per la cronaca, la maggior parte di quei signori che dovevano guarire gli altri oggi sono in prigione per stupro. Ma non è questo che mi preoccupa, la miseria umana é per tutti, ciò che mi interessa é ribadire  che l’omosessualità non é una malattia, non va curata. L’omosessuale non é uno da salvare. Sulla questione che questa sia contro natura e che non sia “creativa” credo che ormai chi dichiara queste cose o é disinformato o volutamente vuole dire il falso. Molti animali praticano l’omosessualità, é stato più volte documentato. Cosa affermiamo che Leonardo non era creativo?  O pensate veramente che la sua  immensa creatività fosse disgiunta dalla sua libido?  E poi, perchè il piacere sessuale deve essere solo indirizzato alla procreazione?  E’ come dire che noi mangiamo solo per incamerare energie. Non è vero, mangiamo perché ci fa piacere. Tutta questa polemica allontana  il vero problema di fondo, l’omosessualità, come per altro l’eterosessualità ha bisogno di aiuto per crescere mentre molto spesso é invischiata in comportamenti, pensieri, dolorosi.

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