Speranza bipolare

18-04-09

di: Giancarlo Calzolari

Spesso sottovalutati, i disturbi mentali sono destinati a divenire una delle principali fonti di disabilità e dolore nel mondo. Una persona su quattro in Europa soffre di una malattia psichiatrica (in Italia l’8% della popolazione), con alti costi sociali. Si stima che almeno una persona su cento, pari a circa cinque milioni d’individui in Europa, nel corso della vita sia colpita da una malattia mentale. Il meeting della World Psichiatric Association di Firenze ha dedicato attenzione al disturbo bipolare «una malattia che mina fortemente la qualità di vita dei pazienti, dei loro familiari e degli addetti alle cure – ha spiegato la dr.ssa Helen Millar psichiatra del Carseview Centre di Dundee, Scozia – Curare la patologia significa ripristinare la salute mentale ma anche massimizzare l’integrazione sociale dei malati. In pratica il migliore trattamento è rappresentato da un approccio olistico che combini farmaci e terapia psicologia, supporto sociale e familiare, dieta, esercizio fisico e programmi basati sugli stili di vita». Al congresso sono stati anche presentati i dati di uno studio con il farmaco aripiprazolo che, «per i pazienti con disordine bipolare – ha affermato il prof. Eduard Vieta, psichiatra dell’Università di Barcellona – costituisce un’opzione per il trattamento di combinazione coniugando i benefici di buona sicurezza e tollerabilità a lungo termine». Il disturbo bipolare è caratterizzato dal fatto che il paziente passa dalla mania alla depressione con diverse gradazioni. Nella forma grave il disturbo bipolare può causare, nel quindici per cento dei casi, il suicidio, la terza causa di decesso tra le persone tra i quindici e i ventiquattro anni. Continua

Cervelli specializzati in sesso e seduzione

13-04-09

Gli ominidi, Darwin e noi

di: GIORGIO MANZI
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA – ROMA

Noi, che siamo animali a riproduzione sessuata, passiamo gran parte del tempo a cercare un esemplare dell’altro sesso allo scopo di riprodurci. Come in altri mammiferi – quelli dalle grandi corna, quelli con la criniera, quelli dai canini sporgenti, quelli più possenti degli altri – spesso spetta al maschio prendere l’iniziativa, quasi sempre in competizione con altri suoi simili, mentre le femmine (di solito) si mettono in mostra, assistono alle performance dell’altro sesso e si dispongono a operare le loro scelte: è la «female choice» evocata da Darwin.

Che il sesso sia importante nella nostra specie o, meglio, anche nella nostra specie, se ne sono accorti in molti. Tanto per fare un esempio, se ne accorse un certo Sigmund Freud. Com’è noto, secondo la dottrina del padre della psicoanalisi, esiste un’energia psichica che muove ciascuno di noi e regola le interazioni fra gli esseri umani. Questa, a sua volta, si compone di una spinta all’autoconservazione, che include la libido, l’istinto sessuale (eros), e una spinta alla distruzione, ovvero l’aggressività, l’istinto di morte (thanatos). Se le cose stanno davvero così, è facile capire come per noi Homo sapiens il sesso non sia solo una faccenda riproduttiva, ma molto di più. Continua

Disturbi del desiderio sessuale: intervista alla sessuologa Francesca Romana Tiberi

05-04-09

Amare senza pensieri. Un concetto semplice da capire ma, a volte, difficile da mettere in pratica, anche in un momento storico in cui i vincoli morali sono stati fortemente allentati. Mancanza del desiderio, avversione sessuale, carenza o mancanza di erezione (nell’uomo), mancanza di eccitamento (nella donna), eiaculazione precoce, vaginismo, sono queste alcune delle disfunzioni che ostacolano il rapporto.

Poi, alquanto diffuso è anche il disturbo dell’orgasmo, con difficoltà o assenza del raggiungimento dello stesso, che può manifestarsi tanto nella donna, quanto nell’uomo (sebbene meno frequentemente). Quest’ultimo disturbo, in molti casi, tende a non essere avvertito come un vero problema, soprattutto dalla donna, con un meccanismo psichico di marginalizzazione del problema.

“Molto spesso -spiega la sessuologa Francesca Romana Tiberi- le problematiche legate ai disturbi sessuali sono legate al proprio modo di vivere ‘piacere’ e ‘controllo’. E’ come se avessimo un piano cartesiano. Su di un asse c’è la dimensione del piacere, vale a dire la nostra capacità di concederci il piacere in ogni senso, dal goderci un bel massaggio al mangiare serenamente un buon piatto di pasta. Sull’altro asse c’è invece la dimensione del controllo, vale a dire la nostra capacità di perdere il controllo, di affidarci all’altro, di non desiderare che tutto vada esattamente come abbiamo deciso noi”.

Pertanto nell’eventualità in cui si riscontri un livello di controllo molto alto e un livello di piacere molto basso, sarà difficile avere rapporti sessuali appaganti e soddisfacenti. Ma non dobbiamo dimenticare, bensì tenere sempre in considerazione, secondo la sessuologa intervistata, che le ragioni psicologiche possono essere ricercate solo nel caso in cui vengono escluse tutte le quelle organiche.

Poi vogliamo sfatare il mito del contraccettivo che influenza l’eccitazione e l’orgasmo. “In realtà -afferma la dott.ssa Tiberi- i contraccettivi in senso stretto possono avere, in qualche caso, minime ripercussioni sul desiderio. I contraccettivi ormonali che inibiscono l’ovulazione (parliamo della pillola, dell’anello vaginale, del cerotto) possono in lieve misura far sì che la libido cali leggermente”. Questo accade perché, durante il ciclo naturale, il nostro desiderio aumenta automaticamente durante la fase del’ovulazione al fine di garantire la fecondazione dell’ovulo, quindi, in teoria, nel momento in cui l’anticoncezionale blocca l’ovulazione il forte desiderio di fecondazione cade”. E’ però altresì vero che, una vita sessuale serena e senza rischi di gravidanze indesiderate, grazie alla presenza di un contraccettivo efficace, rende più piacevole e soddisfacente un rapporto.

“A volte – dice Francesca Romana Tiberi- può per accadere che l’uso del preservativo possa in qualche modo influenzare l’eccitazione maschile, ci sono uomini che non gradiscono utilizzare il profilattico e quindi, al momento di indossarlo perdono l’erezione. Purtroppo talvolta non è possibile utilizzare metodi alternativi come la pillola, l’anello o il cerotto (soprattutto se parliamo di rapporti con partner occasionali), quindi sarebbe utile far sì che anche i ragazzi si rendano conto dell’effettiva necessità del preservativo quale metodo non solo anticoncezionale, finalizzato quindi ad evitare la gravidanza, ma anche come modo di preservare la propria salute e quella della partner, evitando il rischio di malattie sessualmente trasmissibili”.

Se la diffidenza maschile, rispetto al preservativo, dipende da una ‘mancanza di sensibilità’ data dal profilattico, potrebbe essere divertente provare varie marche e tipi. In commercio ce ne sono davvero molti, e per la coppia potrebbe essere occasione di gioco e intimità ‘verificare’ quale modello sia più adatto.

da: http://www.pinkblog.it

 

Commento del Dott. Zambello

Riporto volentieri  una intervista alla sessuologa Francesca Romana Tiberi trovata sul Bolg Pinkblog.it.   Alcune indicazioni, suggerimenti pratici possono veramente aiutare ma, bisogna ricordarsi che blocchi psicologici profondi, non possono trovare un aiuto sufficiente in un intervento comportamentale.

Come curare la depressione

04-04-09

Pubblicato da Giuliano in Farmaci, Malattie.

Non è certo semplice delineare una terapia univoca da attuarsi per le forme di depressione, essendo tale patologia costellata spesso da un vissuto psicologico dell’individuo che dovrà essere indagato e curato dal medico che si prende cura di lui cercando di inquadrare, anamnesteticamente, il passato remoto e recente dell’ammalato così come si fa del resto anche con l’ansioso.

Intanto occorre differenziare due importanti forme di depressione destinate a far la differenza nell’approccio terapeutico del paziente; una depressione reattiva all’interno di una personalità nel complesso sana e una depressione neurotica laddove esistano motivazioni più profonde che spieghino il quadro clinico del paziente.
Nel primo caso il medico si avvarrà di terapie più sintomatiche che curative nel senso stretto del termine rappresentate per lo più da farmaci antidepressivi triciclici eventualmente associati o meno a sedute di psicoterapia.

Ben altro è il trattamento da attuarsi nei casi di depressione neurotica dove il farmaco che agisca sui sintomi non è sufficiente da solo a contrastare la patologia; in tali casi è necessaria una terapia profonda che agisca a livello dello squilibrio dei neurotrasmettitori che si è determinato. Continua