Si può guarire dalla depressione? Per fortuna è possibile, però bisogna farsi aiutare.
E’ necessario rivolgersi a degli specialisti e sottoporsi alle cure adatte, non si può uscire dalla depressione da soli: la sola forza di volontà, purtroppo, non basta
Nonostante la depressione sia una vera e propria patologia che crea un fortissimo disagio psicologico, è possibile uscirne rafforzati nel carattere e nella forza di volontà.
L’importante è riuscire a riconoscere la patologia, che spesso viene sottovalutata da chi circonda la pesona che ne soffre, scambiandola per una semplice stanchezza, accumulo di stress o malumore.
La depressione può essere di vari tipi e più o meno grave. L’importante è iniziare a rivolgersi ad uno specialista quando si iniziano ad avvertire i primi segnali d’allarme.
Ecco i principali sintomi della patologia:
tristezza che persiste per tutto il giorno, mancanza di interesse nelle attività quotidiane, stanchezza, diminuzione dell’appetito, mancanza di stimoli, insonnia o sonnolenza eccessiva, mancanza di autostima e di energie. La depressione diventa grave quando si pensa continuamente alla morte e al suicidio.
Per guarire dalla depressione bisogna avvalersi della psicoterapia e di farmaci prescritti dallo specialista. Dovete sapere che i farmaci antidepressivi vengono prescritti quando si soffre di depressione abbastanza grave e non in caso di depressione lieve.
Per vincere il “male oscuro” dobbiamo iniziare a dare retta alle nostre esigenze, ai nostri sogni e mettere noi stessi al primo posto, non dando retta a ciò che pensano gli altri di noi.
Non bisogna dare modo a chi ci circonda di avere delle aspettative impossibili nei nostri confronti. Insomma: bisogna imparare ad accettare i propri limiti e cercare di ritrovare stima in se stessi e nelle proprie capacità.
E’ importante sapere che gli psicofarmaci riducono solamente i sintomi della depressione, non possono aiutarci ad accrescere l’autostima. Inoltre c’è il pericolo che gli psicofarmaci creino dipendenza: la persona malata è convinta che solo il farmaco riesca a dare felicità e benessere.
Quindi, ricordatevi che gli psicofarmaci devono essere prescritti unicamente dallo psicoterapeuta unicamente per i casi più gravi, evitate le cure fai da te.
Non bisogna sospendere la cura all’improvviso, ma gradatamente e solo sotto consiglio del medico.
Da:Pubblicato da ladygeorgie in Primo Piano, Salute E Benessere.
e: http://www.pourfemme.it
Commento del Dott. Zambello
Ho preso questo articolo di informazione di base sulla depressione pubblicata tra l’altro su due prestigiosi siti, per dimostrare come nonostante la buona volontà del giornalista, poi alla fine, passino delle disinformazioni.
E’ abbastanza vero quello che scrive il giornalista sui prodromi e i sintomi della depressione ma poi aggiunge: prendete solo i psicofarmaci che vi prescrive lo psicoterapeuta.
A parte che lo psicoterapeuta può anche non essere medico ma psicologo e in questo caso non può comunque prescrivere farmaci ma, sarebbe cosa buona che fosse ribadito anche da chi fa informazione che chi fa psicoterapia é bene non prescriva farmaci. I farmaci devono essere prescritti dallo psichiatra. Lo psichiatra é lo specialista che può rispondere con una terapia farmacologica al disagio psicologico del paziente, non lo psicoterapeuta che nel 70% dei casi non é neanche medico.
So bene poi che ci sono colleghi medici che usano indifferentemente sia la psicoterapia che i psicofarmaci sullo stesso paziente. E’ un pasticcio, un enorme pasticcio che inevitabilmente creerà problemi al paziente. Egli ha bisogno di separare dentro di se due differenti modalità di rispondere ai suoi bisogni. Senza sovrapporli, rischiando di ”eliminare ” l’uno e l’altro. Noi riusciamo a capire questo se utilizziamo il “modello psicodinamico” . I farmaci si rifanno ad una risposta “orale” , la psicoterapia alla evoluzione “mentale” dei bisogni del paziente . Confondere questi due piani significa rischiare di andare incontro ad un fallimento terapeutico.









salve,Vi scrivo perchè in realtà sento il bisogno interiore di aiuto…sono una ragazza di 19anni e soffro di depressione da qualche anno, l anno scorso ho tentato il suicidio perchè mi sentivo un annullità, nessuno capiva che avevo bisogno di un aiuto. Da maggio di quest’anno me ne sono andata da casa perchè sono sicura che il mio problema è partito dai troppi dispiaceri e delusioni vissute in quelle mura….oggi posso dire che non mi sveglio più con l ansia addosso ma è anche vero che sola, con la forza di volontà non ci riesco…ho periodi che vivo bene sia con me stessa che con mio marito altri mi sento triste,sola e un intralcio alla sua vita perchè non faccio vivere bene neanche lui e sto male per questo perchè io so di non essere così ma non riesco a liberarmi da questa brutta maschera. per concludere dopo il ricovero per l assunzione di 14 pasticche mi hanno prescritto 8 sedute da uno psicologo,sedute che non ho mai fatto sia per problemi economici che di trasporto. mi può per favore dare un consiglio. la ringrazio anticipatamente per l’attenzione. cordili saluti
Gent.ma Valentina,
non le nascondo che leggendo il suo commento, sono ritornato più volte all’inizio, faccio fatica a credere che lei abbia solo 19 anni. Ha già conosciuto, seppur lei é poco più di una adolescente, la sofferenza e forse si é già caricata di responsabilità che una persona così giovane non dovrebbe portare. Che le posso dire? Cerchi almeno di salvaguardarsi, di curarsi e, se le é possibile, farsi aiutare da uno psicoterapeuta. Non credo che otto sedute siano sufficienti, ma questo offre l’ASL, almeno all’inizio. So che, se poi lei dimostrerà di aver voglia di farle, é possibile rinnovare la prescrizione di otto in otto.
io attualmente mi trovo in un profondo stato di depressione ma credo di soffrirne gia da parecchio tempo solo che era a tratti cioè che venivano periodi in cui mi sentivo come mi sento adesso ed altri eriodi che stavo bene…mentre invece adesso, ormai gia da qualche mese non riesco piu ad uscirne.
Sono gia in cura dallo psicologo che mi da dei consigli su come uscirne e come comportarmi urante il giorno ma alla fine nn mi cambia niente sto troppo male anche perche mi porto sta cosa da troppo tempo!!!
continuamente penso a nn voler piu vivere…credo di nn essere utile a nessuno e che se nn me ne andassi nessuno se ne accorgerebbe poi ormai siccome che l’ultimabotta che ho avuto mi ha letteralmente ucciso credo che sia molto ma molto piu difficile uscirne…chiedo il vostro aiuto perche veramente nn so piu cosa e com fare grazie.
Cordiali saluti.
Gent.mo Signore,
non so se riuscirò ad aiutarla, non la conosco ma di una cosa sono certo: di depressione si può guarire. Se un rapporto terapeutico non funziona, non psicologico, bisogna cercarne un altro e poi, magari, integrare temporaneamente con una terapia farmacologica.
salve,sono una ragazza di 18 anni è da un mese che soffro di attacchi di panico e ora mangio poco,ho sempre sonno e sento il bisogno di piangere almeno una volta al giorno.
il mio medico mi ha diagnisticato la depressione dovuta da stress,in quanto mi trovo all’ultimo anno di liceo,sto facendo la patente,canto in un coro e suono in una marching band(una banda stile americano)in più sto imparando a suonare un’altro strumento.
ora sto prendendo dei calmanto omeopatici;sono spaventata da questa malattia:io so solo che voglio ritornare ad essere spensierata e sorridente come prima.
tra tre giorni io dovrò partire per una settimana bianca in montagna con i miei genitori;la cosa mi spaventa in quanto ho paura che questa malattia possa peggiorare.
potrò mai guarire?mi devo rivolgere a uno psicologo?
la ringrazio
cordiali saluti
La Ragazza di cui sopra, mi ha spedito anche una e mail che riporto:
Salve,ho lasciato un commento sul suo blog ma non riesco ad aspettare la risposta.
sono una ragazza di 18 anni è da circa una mese che soffro di attacchi di panico ora invece inizio a mangiare poco,ho sempre voglia di dormire,sento il bisogno di piangere,e sono smepre triste.
il mio medico mi ha diagnisticato una forma di depressione da stress perchè mi trovo all’ultimo anno di liceo,sto facendo la patente,canto in un coro in più io suono in una marching band(una banda a stile americano)e ora sto imparando a suonare un’altro strumento.
sono molto spaventata da questa malattia perchè voglio ritornare come prima ad essere spensierata e sorridente.
tra tre giorni dovrò partire con i miei genitori per la montagna e non so se questa vacanza di una settimana mi posso fare bene oppure aggrava questa situazione.
ora sto prendendo dei calmanti omeopatici che mi ha prescritto il mio medico.
potrò mai guarire,ritornare come prima?dove chiedere aiuto a uno specialista?
la ringrazio
Cordiali saluti
………………
Gent.ma……
intanto, pazienza. Ci vuole un po’ di pazienza con sé e poi con gli altri.
Nella vita non si può fare tutto, né si può avere subito tutto.
E’ verosimile che lei sia un po’ stressata. Si faccia una bella vacanza, prenda i prodotti omeopatici che le ha prescritto il medico. Se al ritorno dovesse sentirsi ancora poco bene, si rivolga prima ad uno Psichiatra e poi si faccia seguire da uno Psicoterapeuta.
Auguri. Dott. Zambello
Gentile dott. Zambello,
sono una ragazza di 24 anni,ho sempre vissuto la mia vita con una tristezza di fondo,sono sempre stata taciturna e con poche relazioni sociali.Sono circa 2 anni però che la situazione mi sembra peggiorata.Ci sono periodi come adesso che piango ogni giorno,vorrei solo dormire e quando mi sveglio ho il terrore di affrontare la giornata e sento il cuore battere velocissimo.Non mi concentro nello studio(studio medicina) e non riesco piú a sostenere molti esami tanto che sono rimasta indietro,mi mancano ancora piú di 3 anni…questo mi angoscia ancora di piú,si è creato un circolo vizioso in cui non studio xchè piango tutto il giorno,non vado avanti e x questo soffro ancora di piú…a tutto ció si aggiunge il fatto di avere una situazione familiare difficile:mia mamma ha rischiato di morire x un megacolon tossico e ora ha la stomia,mia nonna che vive con noi ha l’Alzehimer da quasi 10 anni ed è ingestibile…vedo solo un futuro nero senza felicitá e inoltre temo il giudizio della gente che si chiede come mai non termini gli studi nonostante in passato abbia sempre avuto il massimo dei voti…vorrei sapere come cominciare il mio percorso x vivere meglio,ho pensato di rivolgermi ad uno psichiatra…la ringrazio dell’attenzione
Gent.ma Collega,
se lei pensa di affrontare sintomatologicamente il suo disagio, va bene lo psichiatra, anzi glielo consiglio, ne avrà certo dei vantaggi immediati. Ma, la via maestra poi da seguire, direi quasi parallelamente, é una psicoterapia, ben strutturata. Meglio una psicoterapia dinamica.
Salve dottore sono un ragazzo di 24 anni che studia economia e gli manca un esame alla laurea.. sono riuscito a fare un esame nonostante la situazione in cui mi trovo.. è da circa ottobre che ho perso tutta l’allegria e la felicità che avevo.. Il problema che non riesco a trovare il perchè.. sono in cura da una psicologa mi sembra anche brava.. solo che non lo so non vedo miglioramenti e ho paura ad assumere eventuali farmaci (dove mi reco c’è sia una psicologa che uno psichiatra). di recente ho anche lasciato la ragazza con cui stavo da 6 anni perchè tra noi non c’era più niente.. negli ultimi tempi non mi piaceva più stare con lei mi dava quasi fastidio averla vicino.. preferivo stare con i miei amici e ho deciso di fare così dopo un lungo periodo di tempo per pensarci.. potrebbe essere la causa del mio malessere? oppure devo ricercare altri motivi.. non so la paura di finire gli esami universitari. inoltre i miei amici hanno deciso di studiare lontano dal loro paese e io durante la settimana mi ritrovo solo.. addirittura ho paura ad uscire da solo di casa di prendere la macchina (cosa che prima non mi faceva ne caldo ne freddo anzi…) poi ho dei ronzii fastidiosissimi alle orecchie.. che mi consiglia di fare? non voglio stare ancora per molto tempo in questa situazione mi sto davvero scocciando rivorrei solo la mia vita di prima o meglio la mia allegria e gioa di fare tutto.. non mi da più soddisfazione niente ed è davvero brutto..
Grazie mille
saluti
Gent.mo Signor Fabio,
lei deve valutare due cose: la prima, fare una visita con lo psichiatra. E’ possibile che ci sia un po’ di depressione e forse, momentaneamente, una mirata e giusta terapia farmacologica, la potrebbe aiutare. La seconda, chiedersi se la terapia che sta facendo é sufficiente. Queste cose lei le deve valutare con la sua terapeuta che spero, sia una psicoterapeuta, e non una psicologa.
Salve dottore le rispondo al suo commento.
la dott.sa che mi sta seguendo applica la psicologia cognitivo comportamentale. Non so se è psicologa o psicoterapetua sinceramente non conosco nemmeno la differenza. Ho letto il suo curriculum vitae ho visto che ha fatto tirocini formativi anche da psicoterapetua, la laurea però è in psicologia.
Gent.mo Signor Fabio,
non fa alcuna differenza sostanziale se uno psicoterapeuta ha una formazione psicologica o come medico.
Mi sembra di capire che lei con questa terapeuta si trova bene, ha fiducia in lei. Fortifichi questa fiducia e cerchi con lei ogni strategia per poter uscire da tunnel, compreso, come le dicevo oggi, la possibilità di un breve periodo di psicofarmaci.
Lei dottore è molto gentile! Ci penso agli psicofarmaci ma penso sempre che se li prendo dopo dovrò farlo sempre e comunque potrei avere ricadute e doverne riprendere.. a me questo non va proprio. vorrei uscire con le mie forze e con l’aiuto della terapetua ma niente farmaci non mi sembra una cosa giusta soprattutto alla mia età.
Salve Dottore,
mi sono imbattuta stamane in questa pagina web alla ricerca su qualche consiglio per chi vive uno stato depressivo.Ho 33 anni e da più di due anni è iniziata la mia crisi.
sono sposata e tra un pò mi dovrei separare, ma nn sono sicura di volerlo veramente. diciamo che la storia è molto lunga ed è difficile sintetizzarla in poche righe.
Lui è una persona egoista e maschilista ma che ho amato moltissimo nonostante ciò, la paura di perderlo per me faceva superare tutto il resto.
Posso solo dirle che ho uno stato d’animo per niente tranquillo, nn capisco cosa voglio dalla vita. Per tutti gli altri sembra sia tutto facile ma per me è una montagna insormontabile.
Decidere di perderlo per sempre mi fa stare male, ma so che con lui nn stò più bene, nn riesco ad avere ciò di cui ho bisogno, anche se l’ho capito dopo 13anni che stavamo insieme.
Il problema è che nn stò bene con me stessa, penso a volte di farla finita almeno sarebbe un modo x nn pensare più, ma il pensiero di far stare male alle persone che mi vogliono bene mi frena.
Ho paura della solitudine, quando mi sento sola mi sento soffocare, mi manca il respiro..
mi stavo anche rifacendo una vita, avevo incontrato una persona speciale che mi faceva stare bene, ma purtroppo ad un certo punto nn sono stata nemmeno più bene con lui perchè c’era il fantasma di mio marito che mi tormentava.
quindi per cercare di capire se il rapporto matrimoniale si potesse ancora recuperare ho abbandonato una persona che potesse rendermi forse felice.
oggi nn so più cosa voglio, sono in un turbine di confusione e di ansia che mi blocca anche il respiro a volte, mi sento insofferente, nn riesco a programmare niente, al lavoro nn riesco a concentrarmi come dovrei…. ne devo necessariamente uscire.
Ho già avutoesperianza con psicologi, prima con una ma nn mi piaceva, era un rapporto troppo freddo, poi con un altro per oltre un anno, penso molto bravo ma nn credo incisivo per me e per il mio carattere se oggi stò ancora cosi.
Aspetto un Suo parere in merito.
Grazie mille per l’attenzione.
Cordiali saluti
Gent.ma Signorina,
mi dispiace che dalla lettura del blog lei abbia tratto il risultato che io distribuisco pareri. Non do mai pareri e tanto meno diagnosi, non potrei farle, non é il mio compito. Nella frequentazione che lei ha avuto con i colleghi, immagino psicoterapeuti, le é sfuggito la non secondaria condizione perché una psicoterapia funzioni: ci deve essere un rapporto.
Al di fuori del rapporto terapeutico ci sono solo parole al vento.
Carissimo Dr Zambello sono un ragazzo di 31 anni e da quasi 1 anno sono fidanzato con una ragazza che soffre di attacchi di panico e depressione. Il tutto per lei è nato circa 5 anni fa quando incapace di lasciare il ragazzo dell’epoca è caduta nell’anoressia superata non appena ha avuto la forza di interrompere il raporto con l’ex. Il problema è che tutti i guai passati in quel periodo si sono trascinati nel tempo. Ad esempio subito dopo l’interruzione del rapporto, si è lasciata andare a storie di poco conto che, a detta dei suoi racconti, l’hanno fatta sentire una nullità, un oggetto, che ha ridotto ulteriormente la sua autostima. Passato quel periodo (durato circa 1 anno) ha conosciuto un ragazzo di cui si è innamorata perdutamente e che ha seguito in un paese straniero in cui ha vissuto e lavorato con lui. Il fatto è che questo ragazzo alternava momenti di dolcezza a tanti di indifferenza e anche di maltrattamenti verbali che hanno spesso portato la mia ragazza a farsi del male o crollare in crisi vere e proprie di pianto e paura. Va detto che vicino non aveva nessuno con cui sfogarsi, anche perchè oltre a lui non aveva legato con molte persone. Dopo due anni e tante crisi di panico, si è decisa a lasciarlo e tornare dalla sua famiglia che viste le sue condizioni, ha deciso di affidarla ad uno psichiatra il quale le ha prescritto degli psicofarmaci e delle sedute terapeutiche. Va detto che nei primi mesi la cosa non è che abbia funzionato tanto, anzi, poi ha cominciato ad uscire con me e le cose sono migliorate. Io sono un tipo allegro, riflessivo che cerca di vedere sempre le cose con ottimismo. Non nascondo che spesso sono stato deciso con lei nel farle capire che sbagliava a pensare ancora a colui che le ha fatto del male, e che doveva risollevarsi. Beh alla fine ci siamo messi insieme e lei è sembrata rinascere. Il problema è che non sopporta di prendere gli psicofarmaci, e non le nascondo che dal girono in cui il medico le ha detto che ancora per un pò deve continuare la cura, lei ha avuto una sorta di ricaduta. Una sera sono dovuto andare di forza a prenderla a casa perchè faceva discorsi che non mi piacevano affatto. Ora dopo un pò le cose sembrano essersi rimesse in linea ma quello che le chiedo è: come ci si deve comportare con chi soffre di alti e bassi? Come rispondere a chi ti parla del suo ex (causa dei suoi mali) prima dicendo che vorrebbe vendicarsi e poi lasciandosi andare a pianti per come è finita? (si sono lasciati male e lei invece si sente colpevole di non aver chiuso la storia con un ciao). Come comportarsi con chi ti tratta male senza un motivo e prima ti dice di amarti alla follia?
Io ce la metto tutta lo giuro. La pazienza non mi manca e la amo veramente, ma a volta ho paura di non riuscire ad arrivare al traguardo insieme a lei. A volte ho paura di ammalarmi io. Le chiedo solo come comportarmi. Cosa fare e se ho sbagliato o sbaglio nel cercare di spronarla. Grazie
Gent.mo Signore,
lei sembra abbastanza cosciente che la sua ragazza ha bisogno di aiuto, di un aiuto specialistico. Chiaramente io non so, e non lo sa anche lei, quale demone spinga la sua ragazza a scegliersi persone che la fanno star male e continuare a “cercarle”. Ma lei, perché ha fatto la stessa scelta?
…beh dottore non ho scelto di stare con lei per hobby, diciamo così. Io la conosco da tanto tempo ed in fondo ci siamo sempre piaciuti anche se ognuno ha preso strade diverse. Quando mi sono messo con lei l’ho fatto anche perchè ricordavo le cose belle fatte insieme e la bella e brava ragazza che era ed è. Purtroppo non so che aggiungerle se non che in cuor mio spero che tramite l’aiuto medico e morale mio, riesca ad uscire da questa situazione in cui è crollata.
salve sono un ragazzo di 19 anni, negli ultimi anni ho avuto una storia complicata con una ragazza che minacciava di uccidersi per non farsi lasciare, questo mi ha portato ad una forte crisi depressiva che era già predisposta da anni per via di problemi di ansia sociale che già avevo. difficilmente riuscii a farmi aiutare da uno psichiatra, quando ci riuscii mi prescrisse il ciprolex con una psicoterapia che durò pochissimo. quando mi sono sentito un pò meglio ho deciso di partire quasi senza soldi per l’inghilterra, ho sempre cercato di superare i miei limiti e pensavo che viaggiare e mettermi in continue situazioni nuove era eccitante. sono rimasto li un pò, poi visto che non avevo trovato lavoro fui costretto a tornare. mi sentivo comunque cambiato ed ero convinto che niente potesse abbattermi, infatti i primi giorni mi sentivo benissimo ed ero superattivo. decisi che stavo bene ed era ora di smettere di prendere il ciprolex. purtroppo però è successo quello che temevo, ho avuto una ricaduta che mi ha fatto perdere la fiducia in me stesso e tutti i miei sogni… passo tutto il giorno chiuso in casa non riesco a fare niente se non guardare film in continuazione, non riesco mai a concentrarmi su niente, mi sento stupido e come se ogni cosa fosse irraggiungibile. ho sempre avuto pochi amici ed ora ho smesso di averli perchè non voglio far vedere come stò… quando li sento e mi parlano di tutto quello che fanno mi sento uno schifo. allo stesso tempo se stò senza fare niente vado in paranoia e vorrei uccidermi. non riesco a parlare di come stò con nessuno, perchè tutto questo è già successo una volta e sò le conseguenze che porterebbe. adesso però non ce la faccio più voglio uscirne assolutamente! non voglio passare tutta la vità così ed ogni anno che passa mi sento sempre peggio e senza speranza. stò pensando di ritornare dal mio psichiatra e ricominciare a prendere i farmaci, ma ho paura che sia tutto come prima e che se smettessi di prendere i farmaci ricomincerebbe tutto.
vorrei sapere se è possibile uscire dalla depressione dasoli? sò che è difficile ma è proprio impossibile? perchè sono convinto che se uno non supera i suoi bui non sarà mai libero da quella fase.
saluti. grazie per l’attenzione.
Gent.mo Ragazzo,
si, é possibile che col tempo la depressione allenti un po’ la sua morsa. Ma intanto, quanto avrà pagato? quante ferite si sarà fatto? quanto tempo avrà perso? Lei ha solo 19 anni, ha già fatto tante cose da solo. Ora, si lasci aiutare. Torni dal suo Psichiatra e magari faccia un po’ di psicoterapia ma, non con lui, con un altro terapeuta (secondo me, é bene che chi fa psicoterapia non faccia anche farmacoterapia e viceversa).
salve. sono una ragazza di 17 anni. sono sempre stata l’allegria in persona, fino al 24-10-2008, giorno in cui è venuta a mancare all’improvviso una mia coetanea che era stata per tre anni mia compagna di scuola. da lì la mia vita ha iniziato ad andare a rotoli. ho iniziato a non sentire più niente, nè gioia, nè dolore, non piangevo, non avevo voglia di alzarmi, non dormivo, volevo solo stare al buio…tutto questo fino al 7-07-2009, giorno in cui ho avuto il primo di una lunghissima serie di attacchi di panico. a parte gli attacchi (anche 3 volte al giorno), soffrivo e soffro di un’ansia continua. i miei genitori hanno minimizzato,all’inizio, “passerà”, dicevano. ho insistito a farmi portare dal medico, non ce la facevo più. non avevo voglia di niente, di uscire, di veder gente…le voci mi davano fastidio, seppure leggere… il medico mi ha prescritto degli ansiolitici per un mese. li ho presi, mi hanno stordita ancora di più. ora ho smesso, ho parlato un po’ con la psicologa della scuola ma non riesco a pensare ad altro che alla mia amica e alla morte. non ce la faccio più, dottore. i miei amici non capiscono come mi sento e nessuno sembra credere che sto male sul serio. uno psichiatra servirebbe? la psicologa me l’ha consigliato ma i miei genitori non ne vogliono nemmeno sentire parlare. la situazione non è affatto migliorata e mi sembra di non riuscire più a far niente nella mia vita. e ho solo 17 anni! come farò a tirare avanti, così? i miei sono tanto apprensivi e non mi lasciano respirare un secondo. ma perchè non hanno fatto niente all’inizio, quando magari sarebbe bastato un briciolo di attenzione e comprensione in più?allontanarmi da loro servirebbe? che devo fare? grazie per la cortese attenzione, saluti.
Gent.ma Signorina,
in clinica si ritiene che se uno/a non riesce ad elaborare un lutto in un tempo massimo di due anni, il lutto diventa cronico. Lei é al limite, ha ragione, ha bisogno di aiuto. Le consiglierei di andare da uno psicoterapeuta, magari in questa fase lascerei stare lo psichiatra. Ma, si faccia aiutare.
salve dottore sono un ragazzo di 18 anni,e ho avuto problemi in famiglia.La separazione dei miei genitori ,le mani adosso di mio padre a mia madre,i problemi economici di un uomo “costretto ” a chiedere prestiti a varie finanziarie.Inoltre ho vissuto 4 anni solo con lui in casa visto che mia madre era andata a vivere da mia nonna.La vedevo sporadicamente ,però adesso abito con lei a casa sua.A gennaio purtroppo ho fatto uso di marjuana (capodanno)e mi sono sentito molto male.Già però prima di questo evento,ho avuto diversi attacchi di panico.Ora sto prendendo un antidepressivo lo zoloft e un ansiolitico lo xanax, ma dentro mi sento cambiato,dei giorni sto”bene” altri veramente male.Sono in cura da una psicologa e da una psichiatra per il trattamento farmacologico.La mia paura è adesso quella sostanza stupefacente ha cambiato qualcosa dentro di me? Oppure c era già qualcosa che non andava prima?Visti anche i primi campanelli d allarme dati dagli attacchi di panico?grazie per l attenzione dottore,cordiali saluti.
Gent.mo Signr Nicolas,
la sua storia giustifica ampiamente uno stato depressivo. Continui a farsi aiutare e vedrà che riuscirà ad uscirne, molto presto.
Non se ne faccia una colpa, la marijuana non fa bene ma, non è certamente la causa del suo disagio.
Sono un ragazzo di 29 anni e la mia ragazza sta’ uscendo da una grave depressione. Onestamente da quando ho scoperto questo la mia vita è cambiata, a volte mi porto adosso tanta paura . Ho capito che le voglio tanto bene e la sto’ aiutando, ci vuole tanta pazienza. Ragazzi vi dico una cosa: con l’affetto, la pazienza e con una cura farmacologica giusta e un po’ di vita spensierata di depressione si guarisce.
Gent.mo dott. Zambello,
le scrivo non per me, ma per mia madre. Da circa un mese è caduta in uno stato depressivo la cui gravità non avrei mai e poi mai immaginato. Ha 70 anni ed è sempre stata molto equilibrata, solida, ha un carattere forte, vitale, ama profondamente la vita. Il fatto è che da sempre ha problemi gravi di vista. Ha subito molti interventi negli anni e pare che adesso gli occhi si stiano piano piano arrendendo. Dico pare perché secondo il parere degli specialisti lei non ha di fatto subito un peggioramento visivo. Vedeva poco prima e vede poco adesso, ma non meno. Lei sostiene il contrario. Inoltre due anni fa ha perso l’unica sorella, minore alla quale era molto legata. Come dicevo all’inizio, questo episodio depressivo si è manifestato da circa un mese e nell’ultima settimana si è aggravato al punto che la mattina non si alzerebbe da letto, ripete cose strane, strani propositi, è convinta di non tornare più come prima ecc. Abbiamo chiesto aiuto a uno psichiatra il quale l’ha messa sotto cura farmacologica (zolox, mi pare si chiami così uno dei farmaci+xanax e altri). Per ora sembra che il risultato sia stato nefasto. Che fare? Soprattutto come dobbiamo comportarci noi familiari? Grazie infinite per il consiglio che vorrà darmi.
Gent.mo Signor Lorenzo,
non sono in grado di darle una valutazione clinica della situazione ma, valuti con lo psichiatra la possibilità di ricoverare sua madre in qualche clinica specializzata.
Gent.mo dott. Zambello,
grazie dell’attenzione e della risposta. In effetti ho fatto quello che mi consiglia. Ho portato mia madre al centro di neuroscienze fiorentino. Mi è sembrato logico essendo noi fiorentini e me ne hanno parlato tutti molto bene. Ancora grazie e speriamo bene!
salve dottore,sn un ragazzo di 29 anni,da circa 3 mesi la mia vita nn è piu la stessa,è iniziato tutto da una storia terminata a febbraio x volere mio,ma da quel momento la mia vita e cambiata.le spiego sn un ragazzo molto emotivo e sensibile,la mia vita ha smp seguito sl un binario e cioè quello di evitare coinvolgimenti emotivi forti x questo avevo scelto di pensare solo agli amici ai viaggi al divertiemnto spensierato.ma a gennaio ho scelto di xcorrere un binario diverso, quello dei sentimenti,ma stando cn questa xsona pur vivendo e provando sensazioni forti ho capito ke nn era la xsona giusta e ho scelto alla fine di troncare ma solo dopo essere entrato in una profonda confusione cn me stesso,insicuro su cosa fare,alla fine ho preso questa decisione.ma da lì ad un mese è iniziato tutto prima cn una forte ansia,nn dormivo + la notte se nn x 3 o 4 ore poi cn forte agitazione e paura e ora invece da circa un mese mi sento moralmente giù,angosciato sin dalla mattina cn fasi di disperazione nell’arco della giornata,sensi di vuoto,ma la cosa + brutta e il non riuscire + a fare le cose ke facevo prima,i miei interessi sembrano sfumare, o cmq faccio tutto cn molta difficoltà,sono nervosissimo e agitato e ho un senso di blocco al petto.specialmete qnd vedo alcuni miei amici stare cn i rispettivi ragazzi o ragazze,poi ho anke paura del futuro della stabilità lavorativa ke nn ho anc.raggiunto, vivo nell’incertezza del domani,io cerco di capire quale sia potuta essere la causa di tt questo e forse credo ke quella storia x me nuova mi abbia cambiato o cmq alterato un equilibrio ke io avevo e ke ora mi manca.passo i giorni a cercare di capire il xkè di tt questo e spererare ke mi passi.forse lo stress accumulato nn lo sò,vorrei solo guarire e in tt vorrei che passasse senza dover coinvolgere la mia famiglia(inoltre in famiglia ho già un caso simile di una cugina ke ha sofferto x anni e tutt’ora e sotto cura a PISA,le due cose poxono ex.collegate sec..lei?) già particolarmente stressata x guai loro.cm mi devo comportare io cerco di tenermi impegnato il + ke posso col lavoro la palestra gli amici,ma fin a qnd durerà tutto questo?nel ringraziarla x la sua riposta sin d’ora le invio cordiali saluti
Gent.mo Paolo,
lei racconta, purtroppo, una storia, nell’essenza, molto comune; la storia di una persona sicura, fortunato che pensa di poter “governare” tutto, le scelte e anche, forse, i sentimenti e all’improvviso fa i conti con l’ansia, insicurezza, di non sapere più cosa fare etc.
Io dico sempre che tutto ciò é una fortuna. Una parte di Paolo presumibilmente non ci stava più”a quella vita”, a “quelle semplificazioni” e si é fatta sentire col disagio, fisico e psicologico.
Ora, lei ha due possibilità: o mettere a tacere la sua parte interna con un po’ di pastiglie o chiedere aiuto e cercare di diventare veramente se stesso
salve dottore la riscrivo a distanza di qualke giorno,vorrei esprimerle quello ke provo x farle capire o x capire io ke cosa ho,mi sveglio la mattina cn un senso di angoscia ke xdura x molto durante la giornata accompagnato da un sottile senso di paura e di pressione al petto,ci sn giorni ke è + forte tt questo altri di meno…a volte mi sento un senso di soffocamento;sn sempre nervosissimo e agitato e avolte mi sale un profondo sconforto…vorrei capire cosa ho,vorrei ke tt questo passasse,cosa ciò?sec.lei è depressione ansia angoscia o cosa??vorrei capire xkè tt questo nn mi passa…io sò sl ke nn voglio coinvolgere la mia famiglia gi troppo piena di situazioni difficili e stressanti nn voglio mettermici pure io,xò ho paura ke stà cosa nn si leva + e a settembre devo partire cn gli amici x 15 giorni di vacanza cm ci vado se mi trovo a stare così cn la paura ke tt questo poxa acuirsi ulteriormente…cosa devo fare x far si ke tt torni cm prima?nel ringraziarla x la risposta le invio i miei saluti
Salve dott.re, sono una ragazza di 17 anni e sono al 4° anno di liceo scientifico.
Inizio col dire che nella mia vita non ho mai avuto un ruolo importante nel vissuto di qualcuno, però facevo parte di un gruppo, anche se ricoprivo solo un ruolo marginale, però posso dire che mai come da 2 anni a questa parte mi sono sentita così! Da + di due anni nella mia vita piano piano ogni bella cosa che avevo, inziava ad allontanarsi (la mia migliore amica e il mio ragazzo) incominciavo io a non aver più voglia di uscire e la mia migliore amica incominciava ad allontanarsi fino a che l’immagine che avevo di lei diventò così sbiadita da sparire. Il mio ragazzo invece non ha nessuna colpa poichè io non cominciavo più a provare niente e l’ho lasciato. Quasi nello stesso periodo (qualche mese dopo) purtroppo sono stata bocciata e di conseguenza mi sono inscritta ad una scuola paritaria per recuperare l’anno. Fino al momento precedente alla bocciatura la mia vita mi sembrava comunque “normale” e non sentivo nessuna stranezza nei miei comportamenti e nel mio allontanamento dalla vita sociale. Durante il periodo dopo l’ inscrizione alla scuola privata ho incominciato a sentire qualcosa di strano, ho incominciato a vedere ciò di cui non mi ero resa conto, che per un così lungo periodo non ho avuto amici, non uscivo di casa spesso (forse quasi mai) mi sentivo inutile poiché non andavo a scuola, non avevo voglia, mi sentivo sempre affaticata nel solo alzarmi dal letto per andarci, stressata soprattutto. Tutto ciò è venuto a marcarsi in modo decisivo quest’anno. Ho cambiato ancora scuola e sono ritornata ad una scuola pubblica, perchè avevo in mente di imparare, di sentirmi una persona con cultura per riuscire a raggiungere il mio scopo: quello di laurearmi e diventare medico chirurgo. Sono entrata a scuola da più di due mesi non ho fatto amicizia ancora con nessuno, sto lì, seduta al banco di fronte la cattedra, sola. Non riesco più a socializzare non mi va neanche di farlo, chiedo ciò che mi serve e finisce lì. Ho paura degli sguardi della gente, ho paura dei loro giudizi, ho paura di uscire di casa per non vedere due amiche ridere insieme, due innamorati baciarsi, ogni volta che ho visto ciò mi sono sentita lacerata dentro, sento il respiro affannarsi, l’ansia salire, non so neanche descrivere ciò che sento in quei momenti e ciò che sento ogni volta che apro un libro e non riesco a studiare non riesco a ricordare non riesco ad essere produttiva in ciò che davvero mi interessa realmente che farebbe davvero la differenza nella mia vita. Volevo iniziare bene quest’anno scolastico ma purtroppo non ci riesco, mi sento impotente, ad ogni interrogazione andata male mi sento uno schifo, mi vergogno , non voglio guardare nessuno in faccia per non vedere nei loro occhi quello sguardo di cui ho tanta paura. Non sono fiera di me stessa, del mio aspetto estetico del mio corpo, sto ingrassando e dimagrendo, non riesco più a trovare un equilibrio. Ho paura di guardarmi allo specchio, quell’immagne orrenda che vedo riflessa in quello specchio mi innervosisce, mi riporta quell’ansia dentro che tanto schivo per ritrovare una serenità perlomeno momentanea. Non riesco più a continuare così, non riesco neanche più a sperarein qualcosa, perchè so a prescindere che tutto ciò che spererò non accadrà, mi affaccio alla vita con pessimismo , non riesco più a guardare la vita positivamente, perché so che non raggiungerò i miei obiettivi, so che non ce la farò, so che ho sprecato tante energie sperando e che è stato inutile ogni volta che ho sperato in qualcosa è andata male, piccole cose, ma con un certo peso. Voglio uscire da questa situazione, voglio sapere cosa ho, voglio sapere se posso uscirne.
Nell ‘ultimo periodo mi sto facendo seguire da una psicologa a scuola ma sento come se volesse farmi fare amicizia con qualcuno in classe e tutte le altre cose che per me hanno più significato di un amicizia che non andrà avanti non le considera neanche. Non so che fare mi sento persa non voglio rimanere così, ma il solo svegliarmi la mattina per andare a scuola con l’idea che posso fare una figuraccia in una interrogazione e di deludermi di nuovo o andando male in un compito in classe, mi sento uno schifo.
Grazie se ha letto queste righe, spero in una sua risposta.
Gent.ma Scery,
a 17 anni a volte le cose si complicano terribilmente.
Sembra che tutto si faccia nero e senza una via di uscita.
E’ allora che bisogna avere il coraggio di dire basta, fermarsi e chiedere aiuto.
Da quello che lei dice mi sembra sussistano le condizioni per intraprendere una terapia farmacologica. Questa deve essere mediamente seguita per almeno 5, 6 mesi, parallelamente si faccia aiutare da uno psicoterapeuta. Lei ha bisogno di una terapia, ben strutturata non di colloqui di sostegno.
Non si preoccupi troppo per il suo proggetto di diventare medico-chirurgo, ha tutto il tempo per riuscirci. Io mi sono iscritto all’Università a 27 anni.
Salve dott.re
L’ho contatta per avere un consiglio. Sono sicura di essere caduta in una profonda depressione, non ho più neanche un amico penso continuamente al suicidio e piango appena penso che quando ho bisogno di un amico di un amante di qualcuno che mi abbracci non perchè gli faccio pena ma perchè mi ama davvero, non ne troverò nessuno.
Ogni volta che vedo qualsiasi pasticche di medicinali mi viene in mente di ingurgitarle tutte e farla finita una volta per tutte. Non riesco più a sperare. Non ce la faccio più, non riesco a prendere un appuntamento con uno psichiatra, non ho le possibilità di pagarmi le sedute da uno psichiatra di libera professione per questo cerco di contattare servizi pubblici gratuiti di cui la maggior parte completamente intasati. Non ce la faccio più di piangere, ma mi sento meglio quando lo faccio. Non riesco ad essere produttiva a scuola, oggi addirittura ho detto alla prof di mettermi 2 poiché ero impreparata prima anche che mi interrogasse, non riesco ad aprire un libro, mi sento inutile, non voglio dare delusioni ai miei genitori ma se ogni giorno mi deludo sempre di più non so più come affrontare la situazione, mi sento fallita adesso e già per il futuro, mi sento incapace di impegnarmi a fare qualsiasi cosa. La prego mi aiuti.
Spero mi abbia capita.
17enne da Roma
Grazie per l’ attenzione
Gentile Signorina,
per la verità io le avevo già risposta l’altra volta che mi aveva scritto,
Veda la risposta a Scery.
Dal mese di settembre mi sto curando per depressione. Ho 53 anni, un marito adorabile e una dolcissima figlia di 14 anni. Non so perchè sono in questo stato, forse un eccesso di stress. Prendo psicofarmaci che mi ha prescritto uno psichiatra. Quando potrò pensare di guarire???. Grazie
Gent.ma Cistella,
a volte, spesso, gli psicofarmaci sono insufficienti. Lei dovrebbe integrare la terapia farmacologica con una Psicoterapia.
dott.se ha tempo può rispondere alla mia domanda,fatta un pò di tempo fà e riportata quì sopra.la situazione x me nn è di certo delle migliori,ci sn giorni ke entro in una fase ke dire comatosa e davvero riduttivo,mi sento disperato cn una voglia incredibile di piangere,alterno momenti di sconforto estremo ad altri in cui mi sento meglio,la cosa che mi spaventa di più e l’avere paura di perdere il controllo di non riuscire più a gestire questi stati,ho paura che prima o poi possa perdere la mia autosufficienza e la capacità di capire ed essere in termini telematici connesso col cervello.questo stati di disperazione sn accompagnati da ansia e paura dell’incerto di quello ke sarà e potrà essere la mia vita domani.Sono diventato insicuro e ogni scelta che prendo sembra non essere quella giusta,sono in uno stato totale di confusione mentale,dormo male e mi sveglio ripetutamente durante la notte.mi chiedo quando finirà tutto questo,inizio ad essere stanco,la depressione o qualisiasi cosa io abbia avrà un termine o dovrò portarmela dietro col rischio che peggiori ulteriormente?Sò solo una cosa non voglio coinvolgere la mia famiglia,nessuno sà di questa cosa o sono forse troppo bravo io a non farmene accorgere di quanto stò male.Cerco di tenermi impegnato col lavoro,cn lo studio,ma è tutto così difficile,questo tunnel finirà prima o poi?oramai è un anno che mi trascino indietro questa cosa tra alti e bassi,tra ansia,paura confusione e disperazione.posso uscine e come e quanto durerà ancora?le invio i miei distinti saluti,attendendo la vostra risposta
Gent.mo Signor Paolo,
le avevo già risposto una volta, per la mia esperienza clinica, lei deve, ripeto deve chiedere aiuto a qualcuno. Credo vada bene sia una terapia farmacologica che una psicoterapia, meglio sarebbe, soprattutto all’inizio, l’una e l’altra.
Guardi, se ha voglia, il video che ho allegato all’articolo.
E’ POSSIBILE GUARIRE DA UNA SECONDA DEPPRESSIONE NELLA QUALE SONO CADUTA DOPO 20 ANNI DA UNA PRECEDENTE?
Gent.ma Signora,
premesso che non la conosco ma, è sempre possibile uscire dalla depressione, soprattutto per una persona che già era riuscita a farlo una volta ed ne è rimasta fuori per 20 anni. Coraggio, riprenda a lottare e vedrà che sarà meno difficile di quello che crede.
Grazie per l’incoraggiamento. Anche se razionalmente sono convinta di guarire, perchè mi è già successo, rimane una paura inconscia che spero di vincere insieme alla deppressione attuale.
Gentile dr. Zambello,
sono una donna di 31 anni, con alle spalle un divorzio, ci sarebbe da raccontare molto su questo ma non basterebbe un commento qui…posso dirle che da tempo vivo sola e da tempo non riesco a mantenere un rapporto stabile con l’altro sesso, il lavoro, la casa, e il resto del tempo ormai sembra un routine continuamente composta da schemi ormai ripetitivi senza fine, rifletto molto su me stessa e su quello che sono, credo ci sia qualcosa da cambiare in me, quel qualcosa che fa si che questo limbo termini! Anche se appaio come una persona solare ho avuto e ciclicamnete ho momenti di sconforto, quello che sò è quello che sento lo scrivo ora qui, per poter capire se il mio è un mal di vivere, mi sento spesso stanca, dormo molto poco, la mia mente è in continuo pensiero lavorativo, provo ansia in alcuni casi disperazione e agonia! ho avuto dei momenti in cui pensavo spesso alla morte, forse perchè in questi momenti mi sembra l’unica via di uscita, ma mi sono sempre ripresa da sola! Mi vedo sempre avvicinare a persone con difficoltà, come l’ultima storia importane che ho avuto con un depresso, e ancora oggi vivo una situazione sentimentale complessa quasi impossibile, e sembra impossibile anche il fatto che più lo è e più mi coinvolge… ripeto ci sarebbe da discutere ore! le chiedo solo se secondo lei è giusto che io inizi a frequentare delle sedute di psicoanalisi, anche se credo di, alla fine, essere sempre riuscita con le mie forze. La ringrazio infinitamente per la sua attenzione!
Gent.ma Mary,
non solo credo che un percorso terapeutico la potrebbe aiutare. Potrebbe essere veramente l’occasione per conoscersi meglio ma, soprattutto penso che la scelta stessa di riconoscere che da sola non può farcela, sarebbe un grande passo in avanti. Quando riconosciamo che siamo, rimaniamo sempre dei ” figli”, siamo salvi.
La ringrazio molto dt. Zambello per la sua risposta, le auguro un buon lavoro!
gentile dottore,
leggo solo ora questa pagina, nella ricerca disperata di aiuto. spero sia ancora attiva la possibilità di avere risposta.
ho 39 anni e da circa 4/5 mesi sono vittima della depressione, a seguito di un difficilissimo periodo sia a casa (separazione, morte di mio padre, malattia di mia madre) sia sul lavoro (mobbing). da novembre la mia situazione è migliorata, quasi di colpo (stabilizzazione salute della mamma e cambio di ufficio) ed io mi sono sentita quasi persa. non avendo più bisogno di sopportare, ho abbassato le difese ed è iniziata la mia discesa verso il basso. non ho pensieri suicidi, non potrei, devo pensare a mio figlio, ma sono apatica, stanca, incapace di provvedere alle cose più semplici, come lavare i piatti o innaffiare le piante! in questi pochi mesi sono ingrassata di 8 chili e già prima non ero magra…ma sono incapace di mettermi a dieta, di curare il mio aspetto , di amarmi. ho iniziato una terapia psicologica che vivo come un appuntamento importante della mia settimana, ma i miglioramenti sono veramente minimi. vorrei sapere se ci sono farmaci-metodi-terapie che mi permettano di eliminare la tristezza, aiutandomi a migliorare il mio aspetto fisico. credo che piacendomi un pò di più potrei tornare più rapidamente alla normalità.
grazie
Gent.ma Signora,
credo che dall’articolo e dal mio video si evinca che la depressione, ameno inizialmente vada affrontata anche farmacologicamente.
Lei dovrebbe affidarsi ad uno psichiatra, intraprendere una terapia farmacologica adatta e continuare la sua psicoterapia. Non credo infatti che le cause del suo malessere siano fisiche, certamente l’aspetto psicologico è predominante ma, bisogna affrontare la depressione in maniera sinergica: farmaci e psicoterapia.
Buonasera,
vorrei esporre il mio caso. ho un fratello che da circa 12 anni soffre di depressione, ha tentato il suicidio assumendo intere scatole di medicine, ma grazie a noi famigliari è stato prontamente portato all’ospedale ed è stato salvato. da allora è in cura presso uno psichiatra, che ha prescritto lui una cura di farmaci (lithium 2 volte al giorno e gocce prima di dormire). nonostante questo però, ogni qualvolta ripensa al suo passato, rientra in crisi (circa 2 volte all’anno per una due settimane), fa cose strane, e all’aumento della dose classica di farmaci rientra in se stesso ricordando perfettamente ciò che è accaduto in precedenza. visto che è da diversi anni che segue questa cura, senza miglioramenti, è possibile che debba continuare ad avvelenarsi per tutta la vita? non si riesce attraverso altre cure a guarire una volta per sempre. ha qualche consiglio da darmi? qualche psichiatra al quale affidarsi? ho sentito anche di cure a laser o radiofrequenze se non sbaglio. attendo sua risposta.
Gent.mo Andrea,
da quello che lei dice sembra che suo fratello sia affetto da una forma di depressione bipolare.
La terapia che sta facendo è quella prevista dai protocolli.
Mi chiedo se suo fratello abbia mai chiesto o non gli sia mai stato proposto una psicoterapia che non avrebbe, almeno per il momento, lo scopo di sostituire i farmaci ma, di dare a suo fratello un sostegno e forse, di capire un po’ di più di se stesso.
sono una ragazza di 27 anni depressa.lo son stata dieci anni fa ed ora lo sono ancora.in realtà dfa un pò, ma solo ora ho avuto il coraggio d ammeterlo.L’asl nella zona in cui vivo offre solo supporto farmacologico grazie ad uno psichiatra ed io, parlo per esperienza,so che non servirebbe…non ce la faccio più, non studio, non lavoro e stotrascinando con me i miei familiari che non fanno che dirmi” ti devi aiutare, fai stare male pure noi”…ma la via d’uuscita non c’è..non rovo interesse per nulla solo per il mio ragazzo, o ex, per cui la mia non è una malattia ma vittimismo…sto provando a lasciarlo perchè non è ancora pronto per vivere con me, ma so che appena ce l avrò davanti…..non sono più nemmeno in grado di parlare……..
Gent.ma Laura,
perchè oltre ai farmaci non chiede anche una psicoterapia. Capisco, la sua ASL non la offre ma, lei ne ha bisogno. Deve puntare tutto su questa possibilità
Salve,sono una ragazza di 28 anni…e da circa 1 anno soffro di depressione,sono sempre stata una ragazza solare,piena di vita,paura di nulla..ad ottobre del 2009 ho conosciuto il mio ragazzo appassionato di moto pure io lo sono…la prima domenica ke siamo usciti in moto non ce stato nulla ke mi abbia fatto prendere paura,anzi non vedevo l’ora…soltanto ke,il giorno dopo ho cominciato ad avere mille paure,mille pensieri su di lui,visto ke come lavoro fa l’autista e trasporta gasolio..ho paura ke gli possa succedere qualkosa,ho perennemente paura della morte..non riesco ad accettare che un giorno questa cosa ci separerà x sempre…io lo amo tantissimo,lui sta facendo di tutto per starmi vicino anke se non è x niente semplice…mi sveglio la mattina con un ‘ansia e un’angoscia terribile,piango quasi tutti i giorni e mi sento una nullità x tutto e x tutti,molte volte penso di uccidermi così smetterei far soffrire lui e la mia famiglia…è terribile quello ke sto vivendo,voglio tornare a sorridere e sentirmi forte come prima,xke adesso non sto vivendo x niente…ho fatto delle sedute da 1 psicologa,ora sono sotto un’altra psicologa molto più brava della precedente..ho cambiato 2 psichiatri ke mi hanno prescritto lo xeristar el prazene,poi ho aumentato lo xeristar e ho smesso con il prazene x assumere l’alprazolam..non vedo alcun rimedio,cosa mi consiglia?…si può guarire da questa brutta malattia?…grazie,cordiali saluti.. Alessandra..
Gentma Alessandra,
ho l’impressione che lei abbia “toccato” un nucleo psicotico. Niente di eccezionale ma la terapia da preferire dovrebbe essere la psicoterapia dinamica, meglio una psicoanalisi ben strutturata. Se lei fa questo non solo potrà superare il suo disagio ma potrà fare buon uso di questa dolorosa esperienza.
dottore…mi perdoni se la disturbo…le spiego la mia esperienza….sino a circa un anno fa, studiato in ingegneria, terzo anno in corso….arrivato ad un certo punto non ce la facevo a stare più sui libri, a causa di uno stress il quale ha successivamente mi ha causa problemi d’ansia e problemi di depressione…decisi dunque di farmi aiutare da uno psichiatra che mi ha prescrisse un ansiolito e un antidepressivo…ho fatto con questi una cura di circa 9 mesi associata a delle sedute di psicoterapia prima individuale e poi di gruppo…dopo aver fatto ciò decido di intraprendere una nuova strada, ed è così che decido di arruolarmi…credevo fosse la miglio cosa, ma in realtà così non si è dimostrato…mi ritrovo oggi a stare di nuovo male, sono sull’orlo di una nuova depressione, riprendo di nuovo farmaci e frequento di nuovo il mio psichiatra….ora mi ascolti…io ho 22 anni, e un’esperienza simile sta rischiando di rovinarmi il mio futuro…non so se mi spiego…abituato ad essere uno tra i primi adesso sono fuori classifica….sarà possibile un giorno rivedere un pò di luce??qual è il tempo massimo che si richiede per questi episodi??la scongiuro di rispondermi…Grazie in anticipo e colgo l’occasione per mandarle i miei più cari saluti e le scuse per il disturbo da me arrecatovi….
Salve, le scrivo a causa della mia depressione cominciata quest’anno. Ho passato gli ultimi nove mesi in modo orribile: ho avuto molti problemi ( non troppo gravi) di salute uno dopo l’altra, ho lasciato che i miei amici uscissero completamente dalla mia vita perchè sentivo che non avevamo nulla in comune, da un paio di mesi la situazione è diventata insostenibile: ho avuto attacchi di panico, piango almeno 3 volte al giorno e soffro di insonnia. I miei genitori sono molto affettuosi con me e si sono offerti di mandarmi da uno psicologo se lo volessi, ma io voglio prima capire se questo mio problema è grave o è solo un passaggio piu o meno normale dell’adolescenza ( ho 15 anni). La mia paura è che questa depressione possa ripresentarsi per tutta la vita e che io debba combatterla cstantemente. Non riesco a vedere il mio futuro, non riesco a immaginare di essere di nuovo felice. Spesso-non so se questo sia dovuto al brutto anno dal punto di vista anche fisico- appena avverto un dolore penso che sia qualcosa di grave e cado in stati di vera disperazione. A volte mi è capitato di pensare alla morte, al fatto che così la depressione potrebbe sparire, ma mai al suicidio. Non so cosa potrei fare per combattere questa situazione, lei cosa mi sonsiglia?
Salve Dr. Zambello, mi chiamo Giuseppe, vi scrivo perchè l’aiuto non serve a me, ma a mio padre che soffre di depressione da quando aveva 19anni(perse la madre) oggi ne ha 56. Volevo cortesemente se poteva spiegarmi a capire come mai mio padre sul lavoro (casellante sulle autostrade, la lascio immaginare d’estate!!!!) non sbaglia un calcolo quando chiude l’incasso, non dimentica le faccende da fare, ma quando arriva a casa inizia a volte a prendersi a schiaffi in faccia e a chiedersi perchè il Signore non lò fà morire, oppure chiudersi in bagno per ore per dicendo che deve fare un discorso con se stesso, io non riesco a capire questi comportamenti, è stato in cura e prendeva dei psicofarmaci, un nuovo dottore gli ha diminiuto la medicina, perchè la sua cura era troppo forte, io adesso provo a portarlo in una clinica a Camaldoli (Napoli) ho amici che forse possono tiralo fuori dal buco, per le questi comportamenti che significano, è depressione o qualcos’altro? Può aiutarmi? Dottore le chiedo scusa per il disturbo, grazie per la sua attenzione! Cordiali saluti!
mi chiamo elisa e sono una ragazza di 18 anni. Sono sempre stata sicura di me, ma è da qualche mese che mi sento solo, abbandonata, sfiduciata. continuo ad avere l’ impressione di non contare nulla per le persone che ho vicino…se dovessi sparire se ne accorgerebbe qualcuno?
Ogni mattina, sdraiata sul letto mi chiedo: perchè dovrei alzarmi?ormai non mi importa più di niente…
cosi anche i miei voto scolastici hanno iniziato a risentirne, e quest’ anno ho pure la maturità.
sono stanca di piangere, ho davvero bisogno di aiuto…
Bene Elisa. Alzati da letto, vai dal tuo medico e racconta quello che hai raccontato a me. Vedrai che con poco, in poco più di un mese ritornerai quella di prima. Auguri.
ho 45 anni e da quando avevo 16 anni che soffro di anoressia e bulumia, cosa che i miei genitori non se ne sono mai accorti (giustifico il loro comportamento in quanto a quei tempi di queste patologie non se parlavano) in seguito ho conosciuto un ragazzo simpatico e nel giorno di 5 anni ci siamo fidanzati e sposati. Il mio attaccamento al cibo pero’ continuava dopo il matrimonio dato che i miei genitori non mi constringevano a mangiare mi saziavo solo di verdure . poi rimango gravida del primo figlio e in seguito del secondo con il secono figlio inizio ad avere un senso di opressione come di voler morire ma una sensazione che saliva dall’anima è difficile da descrivere per chi non la mai provata mi sono subito rivolta da una pscichitra il quale con cure mi ha subito aiutata poi in seguito pscicoterapeutici hanno attributo a una cri post partun dopo un anno a mio avviso era un po’ troppo continua a lavorare a la crisi e ancora in atto sono imbottita di tranquillanti e di antidepressivi ora mi sono rivolta a un serio pscioterapeuta ma non credo che possa fare grossi passi in quanto i problemi che primi avevo nella famiglia di origine ora li ho nella nuova famiglia pertanto credo che non ci siano ne medici pscicologi medicinali che possano aiutarti ma solo una grossa forza di volontà e avere al tuo fianco persone che ti sostengano e che confortino.
una depressa cronica.
Lei si è “mangiato” i vecchi terapeuti, quelli attuali e tutti coloro che tenteranno di aiutarla. Auguri.