Come guarire dalla depressione

depressione e psicoterapiaSi può guarire dalla depressione? Per fortuna è possibile, però bisogna farsi aiutare.
E’ necessario rivolgersi a degli specialisti e sottoporsi alle cure adatte, non si può uscire dalla depressione da soli: la sola forza di volontà, purtroppo, non basta
Nonostante la depressione sia una vera e propria patologia che crea un fortissimo disagio psicologico, è possibile uscirne rafforzati nel carattere e nella forza di volontà.
L’importante è riuscire a riconoscere la patologia, che spesso viene sottovalutata da chi circonda la pesona che ne soffre, scambiandola per una semplice stanchezza, accumulo di stress o malumore.

La depressione può essere di vari tipi e più o meno grave. L’importante è iniziare a rivolgersi ad uno specialista quando si iniziano ad avvertire i primi segnali d’allarme.
Ecco i principali sintomi della patologia:
tristezza che persiste per tutto il giorno, mancanza di interesse nelle attività quotidiane, stanchezza, diminuzione dell’appetito, mancanza di stimoli, insonnia o sonnolenza eccessiva, mancanza di autostima e di energie. La depressione diventa grave quando si pensa continuamente alla morte e al suicidio.

Per guarire dalla depressione bisogna avvalersi della psicoterapia e di farmaci prescritti dallo specialista. Dovete sapere che i farmaci antidepressivi vengono prescritti quando si soffre di depressione abbastanza grave e non in caso di depressione lieve.

Per vincere il “male oscuro” dobbiamo iniziare a dare retta alle nostre esigenze, ai nostri sogni e mettere noi stessi al primo posto, non dando retta a ciò che pensano gli altri di noi.
Non bisogna dare modo a chi ci circonda di avere delle aspettative impossibili nei nostri confronti. Insomma: bisogna imparare ad accettare i propri limiti e cercare di ritrovare stima in se stessi e nelle proprie capacità.

E’ importante sapere che gli psicofarmaci riducono solamente i sintomi della depressione, non possono aiutarci ad accrescere l’autostima. Inoltre c’è il pericolo che gli psicofarmaci creino dipendenza: la persona malata è convinta che solo il farmaco riesca a dare felicità e benessere.

Quindi, ricordatevi che gli psicofarmaci devono essere prescritti unicamente dallo psicoterapeuta unicamente per i casi più gravi, evitate le cure fai da te.
Non bisogna sospendere la cura all’improvviso, ma gradatamente e solo sotto consiglio del medico.

Da:Pubblicato da ladygeorgie in Primo Piano, Salute E Benessere.
e: http://www.pourfemme.it

Commento del Dott. Zambello

Ho preso questo articolo di informazione di base sulla depressione pubblicata tra l’altro su due prestigiosi siti,  per dimostrare come nonostante la buona volontà del giornalista,  poi alla fine, passino delle disinformazioni.

E’ abbastanza vero quello che scrive il giornalista sui prodromi e i sintomi della depressione ma poi aggiunge: prendete solo i psicofarmaci che vi prescrive lo psicoterapeuta.

A parte che lo psicoterapeuta può anche non essere medico ma psicologo e in questo caso non può comunque prescrivere farmaci ma, sarebbe cosa buona  che fosse ribadito anche da chi fa informazione che chi fa psicoterapia  é bene non prescriva farmaci. I farmaci devono essere prescritti dallo psichiatra. Lo psichiatra é lo specialista che può rispondere con una terapia farmacologica al disagio psicologico del paziente,  non lo psicoterapeuta che nel 70% dei casi non é neanche medico.

So bene poi che ci sono colleghi medici che usano indifferentemente  sia la psicoterapia che i psicofarmaci  sullo stesso paziente. E’ un pasticcio, un enorme pasticcio che inevitabilmente creerà problemi al paziente. Egli ha bisogno di separare dentro di se due differenti modalità di rispondere ai suoi bisogni. Senza sovrapporli,  rischiando  di  ”eliminare ” l’uno e l’altro. Noi riusciamo a capire questo se utilizziamo  il “modello psicodinamico” . I farmaci si rifanno ad una risposta “orale” , la psicoterapia  alla evoluzione “mentale”  dei  bisogni del paziente . Confondere questi due piani significa rischiare di andare incontro ad un fallimento terapeutico.

Video: depressione e psicoterapia

http://youtu.be/nRbevPsh5_I

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197 Commenti to “Come guarire dalla depressione”

  1. valentina il 10/11/2009 10:03

    salve,Vi scrivo perchè in realtà sento il bisogno interiore di aiuto…sono una ragazza di 19anni e soffro di depressione da qualche anno, l anno scorso ho tentato il suicidio perchè mi sentivo un annullità, nessuno capiva che avevo bisogno di un aiuto. Da maggio di quest’anno me ne sono andata da casa perchè sono sicura che il mio problema è partito dai troppi dispiaceri e delusioni vissute in quelle mura….oggi posso dire che non mi sveglio più con l ansia addosso ma è anche vero che sola, con la forza di volontà non ci riesco…ho periodi che vivo bene sia con me stessa che con mio marito altri mi sento triste,sola e un intralcio alla sua vita perchè non faccio vivere bene neanche lui e sto male per questo perchè io so di non essere così ma non riesco a liberarmi da questa brutta maschera. per concludere dopo il ricovero per l assunzione di 14 pasticche mi hanno prescritto 8 sedute da uno psicologo,sedute che non ho mai fatto sia per problemi economici che di trasporto. mi può per favore dare un consiglio. la ringrazio anticipatamente per l’attenzione. cordili saluti

  2. Dr.Zambello il 11/11/2009 08:19

    Gent.ma Valentina,
    non le nascondo che leggendo il suo commento, sono ritornato più volte all’inizio, faccio fatica a credere che lei abbia solo 19 anni. Ha già conosciuto, seppur lei é poco più di una adolescente, la sofferenza e forse si é già caricata di responsabilità che una persona così giovane non dovrebbe portare. Che le posso dire? Cerchi almeno di salvaguardarsi, di curarsi e, se le é possibile, farsi aiutare da uno psicoterapeuta. Non credo che otto sedute siano sufficienti, ma questo offre l’ASL, almeno all’inizio. So che, se poi lei dimostrerà di aver voglia di farle, é possibile rinnovare la prescrizione di otto in otto.

  3. Ocram il 01/12/2009 20:36

    io attualmente mi trovo in un profondo stato di depressione ma credo di soffrirne gia da parecchio tempo solo che era a tratti cioè che venivano periodi in cui mi sentivo come mi sento adesso ed altri eriodi che stavo bene…mentre invece adesso, ormai gia da qualche mese non riesco piu ad uscirne.
    Sono gia in cura dallo psicologo che mi da dei consigli su come uscirne e come comportarmi urante il giorno ma alla fine nn mi cambia niente sto troppo male anche perche mi porto sta cosa da troppo tempo!!!
    continuamente penso a nn voler piu vivere…credo di nn essere utile a nessuno e che se nn me ne andassi nessuno se ne accorgerebbe poi ormai siccome che l’ultimabotta che ho avuto mi ha letteralmente ucciso credo che sia molto ma molto piu difficile uscirne…chiedo il vostro aiuto perche veramente nn so piu cosa e com fare grazie.
    Cordiali saluti.

  4. Dr.Zambello il 01/12/2009 23:47

    Gent.mo Signore,
    non so se riuscirò ad aiutarla, non la conosco ma di una cosa sono certo: di depressione si può guarire. Se un rapporto terapeutico non funziona, non psicologico, bisogna cercarne un altro e poi, magari, integrare temporaneamente con una terapia farmacologica.

  5. elena il 28/12/2009 17:35

    salve,sono una ragazza di 18 anni è da un mese che soffro di attacchi di panico e ora mangio poco,ho sempre sonno e sento il bisogno di piangere almeno una volta al giorno.
    il mio medico mi ha diagnisticato la depressione dovuta da stress,in quanto mi trovo all’ultimo anno di liceo,sto facendo la patente,canto in un coro e suono in una marching band(una banda stile americano)in più sto imparando a suonare un’altro strumento.
    ora sto prendendo dei calmanto omeopatici;sono spaventata da questa malattia:io so solo che voglio ritornare ad essere spensierata e sorridente come prima.
    tra tre giorni io dovrò partire per una settimana bianca in montagna con i miei genitori;la cosa mi spaventa in quanto ho paura che questa malattia possa peggiorare.
    potrò mai guarire?mi devo rivolgere a uno psicologo?
    la ringrazio
    cordiali saluti

  6. Dr.Zambello il 28/12/2009 19:13

    La Ragazza di cui sopra, mi ha spedito anche una e mail che riporto:

    Salve,ho lasciato un commento sul suo blog ma non riesco ad aspettare la risposta.
    sono una ragazza di 18 anni è da circa una mese che soffro di attacchi di panico ora invece inizio a mangiare poco,ho sempre voglia di dormire,sento il bisogno di piangere,e sono smepre triste.
    il mio medico mi ha diagnisticato una forma di depressione da stress perchè mi trovo all’ultimo anno di liceo,sto facendo la patente,canto in un coro in più io suono in una marching band(una banda a stile americano)e ora sto imparando a suonare un’altro strumento.
    sono molto spaventata da questa malattia perchè voglio ritornare come prima ad essere spensierata e sorridente.
    tra tre giorni dovrò partire con i miei genitori per la montagna e non so se questa vacanza di una settimana mi posso fare bene oppure aggrava questa situazione.
    ora sto prendendo dei calmanti omeopatici che mi ha prescritto il mio medico.
    potrò mai guarire,ritornare come prima?dove chiedere aiuto a uno specialista?
    la ringrazio
    Cordiali saluti
    ………………
    Gent.ma……
    intanto, pazienza. Ci vuole un po’ di pazienza con sé e poi con gli altri.
    Nella vita non si può fare tutto, né si può avere subito tutto.
    E’ verosimile che lei sia un po’ stressata. Si faccia una bella vacanza, prenda i prodotti omeopatici che le ha prescritto il medico. Se al ritorno dovesse sentirsi ancora poco bene, si rivolga prima ad uno Psichiatra e poi si faccia seguire da uno Psicoterapeuta.
    Auguri. Dott. Zambello

  7. Sara il 14/01/2010 18:26

    Gentile dott. Zambello,
    sono una ragazza di 24 anni,ho sempre vissuto la mia vita con una tristezza di fondo,sono sempre stata taciturna e con poche relazioni sociali.Sono circa 2 anni però che la situazione mi sembra peggiorata.Ci sono periodi come adesso che piango ogni giorno,vorrei solo dormire e quando mi sveglio ho il terrore di affrontare la giornata e sento il cuore battere velocissimo.Non mi concentro nello studio(studio medicina) e non riesco piú a sostenere molti esami tanto che sono rimasta indietro,mi mancano ancora piú di 3 anni…questo mi angoscia ancora di piú,si è creato un circolo vizioso in cui non studio xchè piango tutto il giorno,non vado avanti e x questo soffro ancora di piú…a tutto ció si aggiunge il fatto di avere una situazione familiare difficile:mia mamma ha rischiato di morire x un megacolon tossico e ora ha la stomia,mia nonna che vive con noi ha l’Alzehimer da quasi 10 anni ed è ingestibile…vedo solo un futuro nero senza felicitá e inoltre temo il giudizio della gente che si chiede come mai non termini gli studi nonostante in passato abbia sempre avuto il massimo dei voti…vorrei sapere come cominciare il mio percorso x vivere meglio,ho pensato di rivolgermi ad uno psichiatra…la ringrazio dell’attenzione

  8. Dr.Zambello il 14/01/2010 19:55

    Gent.ma Collega,
    se lei pensa di affrontare sintomatologicamente il suo disagio, va bene lo psichiatra, anzi glielo consiglio, ne avrà certo dei vantaggi immediati. Ma, la via maestra poi da seguire, direi quasi parallelamente, é una psicoterapia, ben strutturata. Meglio una psicoterapia dinamica.

  9. fabio il 21/01/2010 17:27

    Salve dottore sono un ragazzo di 24 anni che studia economia e gli manca un esame alla laurea.. sono riuscito a fare un esame nonostante la situazione in cui mi trovo.. è da circa ottobre che ho perso tutta l’allegria e la felicità che avevo.. Il problema che non riesco a trovare il perchè.. sono in cura da una psicologa mi sembra anche brava.. solo che non lo so non vedo miglioramenti e ho paura ad assumere eventuali farmaci (dove mi reco c’è sia una psicologa che uno psichiatra). di recente ho anche lasciato la ragazza con cui stavo da 6 anni perchè tra noi non c’era più niente.. negli ultimi tempi non mi piaceva più stare con lei mi dava quasi fastidio averla vicino.. preferivo stare con i miei amici e ho deciso di fare così dopo un lungo periodo di tempo per pensarci.. potrebbe essere la causa del mio malessere? oppure devo ricercare altri motivi.. non so la paura di finire gli esami universitari. inoltre i miei amici hanno deciso di studiare lontano dal loro paese e io durante la settimana mi ritrovo solo.. addirittura ho paura ad uscire da solo di casa di prendere la macchina (cosa che prima non mi faceva ne caldo ne freddo anzi…) poi ho dei ronzii fastidiosissimi alle orecchie.. che mi consiglia di fare? non voglio stare ancora per molto tempo in questa situazione mi sto davvero scocciando rivorrei solo la mia vita di prima o meglio la mia allegria e gioa di fare tutto.. non mi da più soddisfazione niente ed è davvero brutto..

    Grazie mille

    saluti

  10. Dr.Zambello il 21/01/2010 20:07

    Gent.mo Signor Fabio,
    lei deve valutare due cose: la prima, fare una visita con lo psichiatra. E’ possibile che ci sia un po’ di depressione e forse, momentaneamente, una mirata e giusta terapia farmacologica, la potrebbe aiutare. La seconda, chiedersi se la terapia che sta facendo é sufficiente. Queste cose lei le deve valutare con la sua terapeuta che spero, sia una psicoterapeuta, e non una psicologa.

  11. fabio il 21/01/2010 21:59

    Salve dottore le rispondo al suo commento.
    la dott.sa che mi sta seguendo applica la psicologia cognitivo comportamentale. Non so se è psicologa o psicoterapetua sinceramente non conosco nemmeno la differenza. Ho letto il suo curriculum vitae ho visto che ha fatto tirocini formativi anche da psicoterapetua, la laurea però è in psicologia.

  12. Dr.Zambello il 21/01/2010 23:41

    Gent.mo Signor Fabio,
    non fa alcuna differenza sostanziale se uno psicoterapeuta ha una formazione psicologica o come medico.
    Mi sembra di capire che lei con questa terapeuta si trova bene, ha fiducia in lei. Fortifichi questa fiducia e cerchi con lei ogni strategia per poter uscire da tunnel, compreso, come le dicevo oggi, la possibilità di un breve periodo di psicofarmaci.

  13. fabio il 22/01/2010 14:26

    Lei dottore è molto gentile! Ci penso agli psicofarmaci ma penso sempre che se li prendo dopo dovrò farlo sempre e comunque potrei avere ricadute e doverne riprendere.. a me questo non va proprio. vorrei uscire con le mie forze e con l’aiuto della terapetua ma niente farmaci non mi sembra una cosa giusta soprattutto alla mia età.

  14. susy il 27/01/2010 16:55

    Salve Dottore,
    mi sono imbattuta stamane in questa pagina web alla ricerca su qualche consiglio per chi vive uno stato depressivo.Ho 33 anni e da più di due anni è iniziata la mia crisi.
    sono sposata e tra un pò mi dovrei separare, ma nn sono sicura di volerlo veramente. diciamo che la storia è molto lunga ed è difficile sintetizzarla in poche righe.
    Lui è una persona egoista e maschilista ma che ho amato moltissimo nonostante ciò, la paura di perderlo per me faceva superare tutto il resto.
    Posso solo dirle che ho uno stato d’animo per niente tranquillo, nn capisco cosa voglio dalla vita. Per tutti gli altri sembra sia tutto facile ma per me è una montagna insormontabile.
    Decidere di perderlo per sempre mi fa stare male, ma so che con lui nn stò più bene, nn riesco ad avere ciò di cui ho bisogno, anche se l’ho capito dopo 13anni che stavamo insieme.
    Il problema è che nn stò bene con me stessa, penso a volte di farla finita almeno sarebbe un modo x nn pensare più, ma il pensiero di far stare male alle persone che mi vogliono bene mi frena.
    Ho paura della solitudine, quando mi sento sola mi sento soffocare, mi manca il respiro..
    mi stavo anche rifacendo una vita, avevo incontrato una persona speciale che mi faceva stare bene, ma purtroppo ad un certo punto nn sono stata nemmeno più bene con lui perchè c’era il fantasma di mio marito che mi tormentava.
    quindi per cercare di capire se il rapporto matrimoniale si potesse ancora recuperare ho abbandonato una persona che potesse rendermi forse felice.
    oggi nn so più cosa voglio, sono in un turbine di confusione e di ansia che mi blocca anche il respiro a volte, mi sento insofferente, nn riesco a programmare niente, al lavoro nn riesco a concentrarmi come dovrei…. ne devo necessariamente uscire.
    Ho già avutoesperianza con psicologi, prima con una ma nn mi piaceva, era un rapporto troppo freddo, poi con un altro per oltre un anno, penso molto bravo ma nn credo incisivo per me e per il mio carattere se oggi stò ancora cosi.
    Aspetto un Suo parere in merito.
    Grazie mille per l’attenzione.
    Cordiali saluti

  15. Dr.Zambello il 27/01/2010 23:05

    Gent.ma Signorina,
    mi dispiace che dalla lettura del blog lei abbia tratto il risultato che io distribuisco pareri. Non do mai pareri e tanto meno diagnosi, non potrei farle, non é il mio compito. Nella frequentazione che lei ha avuto con i colleghi, immagino psicoterapeuti, le é sfuggito la non secondaria condizione perché una psicoterapia funzioni: ci deve essere un rapporto.
    Al di fuori del rapporto terapeutico ci sono solo parole al vento.

  16. City Hunter il 09/02/2010 00:46

    Carissimo Dr Zambello sono un ragazzo di 31 anni e da quasi 1 anno sono fidanzato con una ragazza che soffre di attacchi di panico e depressione. Il tutto per lei è nato circa 5 anni fa quando incapace di lasciare il ragazzo dell’epoca è caduta nell’anoressia superata non appena ha avuto la forza di interrompere il raporto con l’ex. Il problema è che tutti i guai passati in quel periodo si sono trascinati nel tempo. Ad esempio subito dopo l’interruzione del rapporto, si è lasciata andare a storie di poco conto che, a detta dei suoi racconti, l’hanno fatta sentire una nullità, un oggetto, che ha ridotto ulteriormente la sua autostima. Passato quel periodo (durato circa 1 anno) ha conosciuto un ragazzo di cui si è innamorata perdutamente e che ha seguito in un paese straniero in cui ha vissuto e lavorato con lui. Il fatto è che questo ragazzo alternava momenti di dolcezza a tanti di indifferenza e anche di maltrattamenti verbali che hanno spesso portato la mia ragazza a farsi del male o crollare in crisi vere e proprie di pianto e paura. Va detto che vicino non aveva nessuno con cui sfogarsi, anche perchè oltre a lui non aveva legato con molte persone. Dopo due anni e tante crisi di panico, si è decisa a lasciarlo e tornare dalla sua famiglia che viste le sue condizioni, ha deciso di affidarla ad uno psichiatra il quale le ha prescritto degli psicofarmaci e delle sedute terapeutiche. Va detto che nei primi mesi la cosa non è che abbia funzionato tanto, anzi, poi ha cominciato ad uscire con me e le cose sono migliorate. Io sono un tipo allegro, riflessivo che cerca di vedere sempre le cose con ottimismo. Non nascondo che spesso sono stato deciso con lei nel farle capire che sbagliava a pensare ancora a colui che le ha fatto del male, e che doveva risollevarsi. Beh alla fine ci siamo messi insieme e lei è sembrata rinascere. Il problema è che non sopporta di prendere gli psicofarmaci, e non le nascondo che dal girono in cui il medico le ha detto che ancora per un pò deve continuare la cura, lei ha avuto una sorta di ricaduta. Una sera sono dovuto andare di forza a prenderla a casa perchè faceva discorsi che non mi piacevano affatto. Ora dopo un pò le cose sembrano essersi rimesse in linea ma quello che le chiedo è: come ci si deve comportare con chi soffre di alti e bassi? Come rispondere a chi ti parla del suo ex (causa dei suoi mali) prima dicendo che vorrebbe vendicarsi e poi lasciandosi andare a pianti per come è finita? (si sono lasciati male e lei invece si sente colpevole di non aver chiuso la storia con un ciao). Come comportarsi con chi ti tratta male senza un motivo e prima ti dice di amarti alla follia?
    Io ce la metto tutta lo giuro. La pazienza non mi manca e la amo veramente, ma a volta ho paura di non riuscire ad arrivare al traguardo insieme a lei. A volte ho paura di ammalarmi io. Le chiedo solo come comportarmi. Cosa fare e se ho sbagliato o sbaglio nel cercare di spronarla. Grazie

  17. Dr.Zambello il 09/02/2010 11:53

    Gent.mo Signore,
    lei sembra abbastanza cosciente che la sua ragazza ha bisogno di aiuto, di un aiuto specialistico. Chiaramente io non so, e non lo sa anche lei, quale demone spinga la sua ragazza a scegliersi persone che la fanno star male e continuare a “cercarle”. Ma lei, perché ha fatto la stessa scelta?

  18. City Hunter il 10/02/2010 08:18

    …beh dottore non ho scelto di stare con lei per hobby, diciamo così. Io la conosco da tanto tempo ed in fondo ci siamo sempre piaciuti anche se ognuno ha preso strade diverse. Quando mi sono messo con lei l’ho fatto anche perchè ricordavo le cose belle fatte insieme e la bella e brava ragazza che era ed è. Purtroppo non so che aggiungerle se non che in cuor mio spero che tramite l’aiuto medico e morale mio, riesca ad uscire da questa situazione in cui è crollata.

  19. anonimo il 11/02/2010 17:42

    salve sono un ragazzo di 19 anni, negli ultimi anni ho avuto una storia complicata con una ragazza che minacciava di uccidersi per non farsi lasciare, questo mi ha portato ad una forte crisi depressiva che era già predisposta da anni per via di problemi di ansia sociale che già avevo. difficilmente riuscii a farmi aiutare da uno psichiatra, quando ci riuscii mi prescrisse il ciprolex con una psicoterapia che durò pochissimo. quando mi sono sentito un pò meglio ho deciso di partire quasi senza soldi per l’inghilterra, ho sempre cercato di superare i miei limiti e pensavo che viaggiare e mettermi in continue situazioni nuove era eccitante. sono rimasto li un pò, poi visto che non avevo trovato lavoro fui costretto a tornare. mi sentivo comunque cambiato ed ero convinto che niente potesse abbattermi, infatti i primi giorni mi sentivo benissimo ed ero superattivo. decisi che stavo bene ed era ora di smettere di prendere il ciprolex. purtroppo però è successo quello che temevo, ho avuto una ricaduta che mi ha fatto perdere la fiducia in me stesso e tutti i miei sogni… passo tutto il giorno chiuso in casa non riesco a fare niente se non guardare film in continuazione, non riesco mai a concentrarmi su niente, mi sento stupido e come se ogni cosa fosse irraggiungibile. ho sempre avuto pochi amici ed ora ho smesso di averli perchè non voglio far vedere come stò… quando li sento e mi parlano di tutto quello che fanno mi sento uno schifo. allo stesso tempo se stò senza fare niente vado in paranoia e vorrei uccidermi. non riesco a parlare di come stò con nessuno, perchè tutto questo è già successo una volta e sò le conseguenze che porterebbe. adesso però non ce la faccio più voglio uscirne assolutamente! non voglio passare tutta la vità così ed ogni anno che passa mi sento sempre peggio e senza speranza. stò pensando di ritornare dal mio psichiatra e ricominciare a prendere i farmaci, ma ho paura che sia tutto come prima e che se smettessi di prendere i farmaci ricomincerebbe tutto.
    vorrei sapere se è possibile uscire dalla depressione dasoli? sò che è difficile ma è proprio impossibile? perchè sono convinto che se uno non supera i suoi bui non sarà mai libero da quella fase.
    saluti. grazie per l’attenzione.

  20. Dr.Zambello il 11/02/2010 18:18

    Gent.mo Ragazzo,
    si, é possibile che col tempo la depressione allenti un po’ la sua morsa. Ma intanto, quanto avrà pagato? quante ferite si sarà fatto? quanto tempo avrà perso? Lei ha solo 19 anni, ha già fatto tante cose da solo. Ora, si lasci aiutare. Torni dal suo Psichiatra e magari faccia un po’ di psicoterapia ma, non con lui, con un altro terapeuta (secondo me, é bene che chi fa psicoterapia non faccia anche farmacoterapia e viceversa).

  21. Isabella il 13/02/2010 13:37

    salve. sono una ragazza di 17 anni. sono sempre stata l’allegria in persona, fino al 24-10-2008, giorno in cui è venuta a mancare all’improvviso una mia coetanea che era stata per tre anni mia compagna di scuola. da lì la mia vita ha iniziato ad andare a rotoli. ho iniziato a non sentire più niente, nè gioia, nè dolore, non piangevo, non avevo voglia di alzarmi, non dormivo, volevo solo stare al buio…tutto questo fino al 7-07-2009, giorno in cui ho avuto il primo di una lunghissima serie di attacchi di panico. a parte gli attacchi (anche 3 volte al giorno), soffrivo e soffro di un’ansia continua. i miei genitori hanno minimizzato,all’inizio, “passerà”, dicevano. ho insistito a farmi portare dal medico, non ce la facevo più. non avevo voglia di niente, di uscire, di veder gente…le voci mi davano fastidio, seppure leggere… il medico mi ha prescritto degli ansiolitici per un mese. li ho presi, mi hanno stordita ancora di più. ora ho smesso, ho parlato un po’ con la psicologa della scuola ma non riesco a pensare ad altro che alla mia amica e alla morte. non ce la faccio più, dottore. i miei amici non capiscono come mi sento e nessuno sembra credere che sto male sul serio. uno psichiatra servirebbe? la psicologa me l’ha consigliato ma i miei genitori non ne vogliono nemmeno sentire parlare. la situazione non è affatto migliorata e mi sembra di non riuscire più a far niente nella mia vita. e ho solo 17 anni! come farò a tirare avanti, così? i miei sono tanto apprensivi e non mi lasciano respirare un secondo. ma perchè non hanno fatto niente all’inizio, quando magari sarebbe bastato un briciolo di attenzione e comprensione in più?allontanarmi da loro servirebbe? che devo fare? grazie per la cortese attenzione, saluti.

  22. Dr.Zambello il 13/02/2010 14:59

    Gent.ma Signorina,
    in clinica si ritiene che se uno/a non riesce ad elaborare un lutto in un tempo massimo di due anni, il lutto diventa cronico. Lei é al limite, ha ragione, ha bisogno di aiuto. Le consiglierei di andare da uno psicoterapeuta, magari in questa fase lascerei stare lo psichiatra. Ma, si faccia aiutare.

  23. nicolas il 12/04/2010 12:58

    salve dottore sono un ragazzo di 18 anni,e ho avuto problemi in famiglia.La separazione dei miei genitori ,le mani adosso di mio padre a mia madre,i problemi economici di un uomo “costretto ” a chiedere prestiti a varie finanziarie.Inoltre ho vissuto 4 anni solo con lui in casa visto che mia madre era andata a vivere da mia nonna.La vedevo sporadicamente ,però adesso abito con lei a casa sua.A gennaio purtroppo ho fatto uso di marjuana (capodanno)e mi sono sentito molto male.Già però prima di questo evento,ho avuto diversi attacchi di panico.Ora sto prendendo un antidepressivo lo zoloft e un ansiolitico lo xanax, ma dentro mi sento cambiato,dei giorni sto”bene” altri veramente male.Sono in cura da una psicologa e da una psichiatra per il trattamento farmacologico.La mia paura è adesso quella sostanza stupefacente ha cambiato qualcosa dentro di me? Oppure c era già qualcosa che non andava prima?Visti anche i primi campanelli d allarme dati dagli attacchi di panico?grazie per l attenzione dottore,cordiali saluti.

  24. Dr.Zambello il 18/04/2010 18:17

    Gent.mo Signr Nicolas,
    la sua storia giustifica ampiamente uno stato depressivo. Continui a farsi aiutare e vedrà che riuscirà ad uscirne, molto presto.
    Non se ne faccia una colpa, la marijuana non fa bene ma, non è certamente la causa del suo disagio.

  25. LUIGI il 29/04/2010 15:55

    Sono un ragazzo di 29 anni e la mia ragazza sta’ uscendo da una grave depressione. Onestamente da quando ho scoperto questo la mia vita è cambiata, a volte mi porto adosso tanta paura . Ho capito che le voglio tanto bene e la sto’ aiutando, ci vuole tanta pazienza. Ragazzi vi dico una cosa: con l’affetto, la pazienza e con una cura farmacologica giusta e un po’ di vita spensierata di depressione si guarisce.

  26. Lorenzo il 05/05/2010 19:01

    Gent.mo dott. Zambello,
    le scrivo non per me, ma per mia madre. Da circa un mese è caduta in uno stato depressivo la cui gravità non avrei mai e poi mai immaginato. Ha 70 anni ed è sempre stata molto equilibrata, solida, ha un carattere forte, vitale, ama profondamente la vita. Il fatto è che da sempre ha problemi gravi di vista. Ha subito molti interventi negli anni e pare che adesso gli occhi si stiano piano piano arrendendo. Dico pare perché secondo il parere degli specialisti lei non ha di fatto subito un peggioramento visivo. Vedeva poco prima e vede poco adesso, ma non meno. Lei sostiene il contrario. Inoltre due anni fa ha perso l’unica sorella, minore alla quale era molto legata. Come dicevo all’inizio, questo episodio depressivo si è manifestato da circa un mese e nell’ultima settimana si è aggravato al punto che la mattina non si alzerebbe da letto, ripete cose strane, strani propositi, è convinta di non tornare più come prima ecc. Abbiamo chiesto aiuto a uno psichiatra il quale l’ha messa sotto cura farmacologica (zolox, mi pare si chiami così uno dei farmaci+xanax e altri). Per ora sembra che il risultato sia stato nefasto. Che fare? Soprattutto come dobbiamo comportarci noi familiari? Grazie infinite per il consiglio che vorrà darmi.

  27. Dr.Zambello il 08/05/2010 13:05

    Gent.mo Signor Lorenzo,
    non sono in grado di darle una valutazione clinica della situazione ma, valuti con lo psichiatra la possibilità di ricoverare sua madre in qualche clinica specializzata.

  28. Lorenzo il 10/05/2010 18:42

    Gent.mo dott. Zambello,
    grazie dell’attenzione e della risposta. In effetti ho fatto quello che mi consiglia. Ho portato mia madre al centro di neuroscienze fiorentino. Mi è sembrato logico essendo noi fiorentini e me ne hanno parlato tutti molto bene. Ancora grazie e speriamo bene!

  29. paolo il 31/05/2010 17:12

    salve dottore,sn un ragazzo di 29 anni,da circa 3 mesi la mia vita nn è piu la stessa,è iniziato tutto da una storia terminata a febbraio x volere mio,ma da quel momento la mia vita e cambiata.le spiego sn un ragazzo molto emotivo e sensibile,la mia vita ha smp seguito sl un binario e cioè quello di evitare coinvolgimenti emotivi forti x questo avevo scelto di pensare solo agli amici ai viaggi al divertiemnto spensierato.ma a gennaio ho scelto di xcorrere un binario diverso, quello dei sentimenti,ma stando cn questa xsona pur vivendo e provando sensazioni forti ho capito ke nn era la xsona giusta e ho scelto alla fine di troncare ma solo dopo essere entrato in una profonda confusione cn me stesso,insicuro su cosa fare,alla fine ho preso questa decisione.ma da lì ad un mese è iniziato tutto prima cn una forte ansia,nn dormivo + la notte se nn x 3 o 4 ore poi cn forte agitazione e paura e ora invece da circa un mese mi sento moralmente giù,angosciato sin dalla mattina cn fasi di disperazione nell’arco della giornata,sensi di vuoto,ma la cosa + brutta e il non riuscire + a fare le cose ke facevo prima,i miei interessi sembrano sfumare, o cmq faccio tutto cn molta difficoltà,sono nervosissimo e agitato e ho un senso di blocco al petto.specialmete qnd vedo alcuni miei amici stare cn i rispettivi ragazzi o ragazze,poi ho anke paura del futuro della stabilità lavorativa ke nn ho anc.raggiunto, vivo nell’incertezza del domani,io cerco di capire quale sia potuta essere la causa di tt questo e forse credo ke quella storia x me nuova mi abbia cambiato o cmq alterato un equilibrio ke io avevo e ke ora mi manca.passo i giorni a cercare di capire il xkè di tt questo e spererare ke mi passi.forse lo stress accumulato nn lo sò,vorrei solo guarire e in tt vorrei che passasse senza dover coinvolgere la mia famiglia(inoltre in famiglia ho già un caso simile di una cugina ke ha sofferto x anni e tutt’ora e sotto cura a PISA,le due cose poxono ex.collegate sec..lei?) già particolarmente stressata x guai loro.cm mi devo comportare io cerco di tenermi impegnato il + ke posso col lavoro la palestra gli amici,ma fin a qnd durerà tutto questo?nel ringraziarla x la sua riposta sin d’ora le invio cordiali saluti

  30. Dr.Zambello il 31/05/2010 21:04

    Gent.mo Paolo,
    lei racconta, purtroppo, una storia, nell’essenza, molto comune; la storia di una persona sicura, fortunato che pensa di poter “governare” tutto, le scelte e anche, forse, i sentimenti e all’improvviso fa i conti con l’ansia, insicurezza, di non sapere più cosa fare etc.
    Io dico sempre che tutto ciò é una fortuna. Una parte di Paolo presumibilmente non ci stava più”a quella vita”, a “quelle semplificazioni” e si é fatta sentire col disagio, fisico e psicologico.
    Ora, lei ha due possibilità: o mettere a tacere la sua parte interna con un po’ di pastiglie o chiedere aiuto e cercare di diventare veramente se stesso

  31. paolo il 22/06/2010 18:24

    salve dottore la riscrivo a distanza di qualke giorno,vorrei esprimerle quello ke provo x farle capire o x capire io ke cosa ho,mi sveglio la mattina cn un senso di angoscia ke xdura x molto durante la giornata accompagnato da un sottile senso di paura e di pressione al petto,ci sn giorni ke è + forte tt questo altri di meno…a volte mi sento un senso di soffocamento;sn sempre nervosissimo e agitato e avolte mi sale un profondo sconforto…vorrei capire cosa ho,vorrei ke tt questo passasse,cosa ciò?sec.lei è depressione ansia angoscia o cosa??vorrei capire xkè tt questo nn mi passa…io sò sl ke nn voglio coinvolgere la mia famiglia gi troppo piena di situazioni difficili e stressanti nn voglio mettermici pure io,xò ho paura ke stà cosa nn si leva + e a settembre devo partire cn gli amici x 15 giorni di vacanza cm ci vado se mi trovo a stare così cn la paura ke tt questo poxa acuirsi ulteriormente…cosa devo fare x far si ke tt torni cm prima?nel ringraziarla x la risposta le invio i miei saluti

  32. Scery il 06/12/2010 22:17

    Salve dott.re, sono una ragazza di 17 anni e sono al 4° anno di liceo scientifico.
    Inizio col dire che nella mia vita non ho mai avuto un ruolo importante nel vissuto di qualcuno, però facevo parte di un gruppo, anche se ricoprivo solo un ruolo marginale, però posso dire che mai come da 2 anni a questa parte mi sono sentita così! Da + di due anni nella mia vita piano piano ogni bella cosa che avevo, inziava ad allontanarsi (la mia migliore amica e il mio ragazzo) incominciavo io a non aver più voglia di uscire e la mia migliore amica incominciava ad allontanarsi fino a che l’immagine che avevo di lei diventò così sbiadita da sparire. Il mio ragazzo invece non ha nessuna colpa poichè io non cominciavo più a provare niente e l’ho lasciato. Quasi nello stesso periodo (qualche mese dopo) purtroppo sono stata bocciata e di conseguenza mi sono inscritta ad una scuola paritaria per recuperare l’anno. Fino al momento precedente alla bocciatura la mia vita mi sembrava comunque “normale” e non sentivo nessuna stranezza nei miei comportamenti e nel mio allontanamento dalla vita sociale. Durante il periodo dopo l’ inscrizione alla scuola privata ho incominciato a sentire qualcosa di strano, ho incominciato a vedere ciò di cui non mi ero resa conto, che per un così lungo periodo non ho avuto amici, non uscivo di casa spesso (forse quasi mai) mi sentivo inutile poiché non andavo a scuola, non avevo voglia, mi sentivo sempre affaticata nel solo alzarmi dal letto per andarci, stressata soprattutto. Tutto ciò è venuto a marcarsi in modo decisivo quest’anno. Ho cambiato ancora scuola e sono ritornata ad una scuola pubblica, perchè avevo in mente di imparare, di sentirmi una persona con cultura per riuscire a raggiungere il mio scopo: quello di laurearmi e diventare medico chirurgo. Sono entrata a scuola da più di due mesi non ho fatto amicizia ancora con nessuno, sto lì, seduta al banco di fronte la cattedra, sola. Non riesco più a socializzare non mi va neanche di farlo, chiedo ciò che mi serve e finisce lì. Ho paura degli sguardi della gente, ho paura dei loro giudizi, ho paura di uscire di casa per non vedere due amiche ridere insieme, due innamorati baciarsi, ogni volta che ho visto ciò mi sono sentita lacerata dentro, sento il respiro affannarsi, l’ansia salire, non so neanche descrivere ciò che sento in quei momenti e ciò che sento ogni volta che apro un libro e non riesco a studiare non riesco a ricordare non riesco ad essere produttiva in ciò che davvero mi interessa realmente che farebbe davvero la differenza nella mia vita. Volevo iniziare bene quest’anno scolastico ma purtroppo non ci riesco, mi sento impotente, ad ogni interrogazione andata male mi sento uno schifo, mi vergogno , non voglio guardare nessuno in faccia per non vedere nei loro occhi quello sguardo di cui ho tanta paura. Non sono fiera di me stessa, del mio aspetto estetico del mio corpo, sto ingrassando e dimagrendo, non riesco più a trovare un equilibrio. Ho paura di guardarmi allo specchio, quell’immagne orrenda che vedo riflessa in quello specchio mi innervosisce, mi riporta quell’ansia dentro che tanto schivo per ritrovare una serenità perlomeno momentanea. Non riesco più a continuare così, non riesco neanche più a sperarein qualcosa, perchè so a prescindere che tutto ciò che spererò non accadrà, mi affaccio alla vita con pessimismo , non riesco più a guardare la vita positivamente, perché so che non raggiungerò i miei obiettivi, so che non ce la farò, so che ho sprecato tante energie sperando e che è stato inutile ogni volta che ho sperato in qualcosa è andata male, piccole cose, ma con un certo peso. Voglio uscire da questa situazione, voglio sapere cosa ho, voglio sapere se posso uscirne.
    Nell ‘ultimo periodo mi sto facendo seguire da una psicologa a scuola ma sento come se volesse farmi fare amicizia con qualcuno in classe e tutte le altre cose che per me hanno più significato di un amicizia che non andrà avanti non le considera neanche. Non so che fare mi sento persa non voglio rimanere così, ma il solo svegliarmi la mattina per andare a scuola con l’idea che posso fare una figuraccia in una interrogazione e di deludermi di nuovo o andando male in un compito in classe, mi sento uno schifo.
    Grazie se ha letto queste righe, spero in una sua risposta.

  33. Dr.Zambello il 07/12/2010 10:35

    Gent.ma Scery,
    a 17 anni a volte le cose si complicano terribilmente.
    Sembra che tutto si faccia nero e senza una via di uscita.
    E’ allora che bisogna avere il coraggio di dire basta, fermarsi e chiedere aiuto.
    Da quello che lei dice mi sembra sussistano le condizioni per intraprendere una terapia farmacologica. Questa deve essere mediamente seguita per almeno 5, 6 mesi, parallelamente si faccia aiutare da uno psicoterapeuta. Lei ha bisogno di una terapia, ben strutturata non di colloqui di sostegno.

    Non si preoccupi troppo per il suo proggetto di diventare medico-chirurgo, ha tutto il tempo per riuscirci. Io mi sono iscritto all’Università a 27 anni.

  34. Anonima il 10/12/2010 20:46

    Salve dott.re
    L’ho contatta per avere un consiglio. Sono sicura di essere caduta in una profonda depressione, non ho più neanche un amico penso continuamente al suicidio e piango appena penso che quando ho bisogno di un amico di un amante di qualcuno che mi abbracci non perchè gli faccio pena ma perchè mi ama davvero, non ne troverò nessuno.
    Ogni volta che vedo qualsiasi pasticche di medicinali mi viene in mente di ingurgitarle tutte e farla finita una volta per tutte. Non riesco più a sperare. Non ce la faccio più, non riesco a prendere un appuntamento con uno psichiatra, non ho le possibilità di pagarmi le sedute da uno psichiatra di libera professione per questo cerco di contattare servizi pubblici gratuiti di cui la maggior parte completamente intasati. Non ce la faccio più di piangere, ma mi sento meglio quando lo faccio. Non riesco ad essere produttiva a scuola, oggi addirittura ho detto alla prof di mettermi 2 poiché ero impreparata prima anche che mi interrogasse, non riesco ad aprire un libro, mi sento inutile, non voglio dare delusioni ai miei genitori ma se ogni giorno mi deludo sempre di più non so più come affrontare la situazione, mi sento fallita adesso e già per il futuro, mi sento incapace di impegnarmi a fare qualsiasi cosa. La prego mi aiuti.
    Spero mi abbia capita.
    17enne da Roma
    Grazie per l’ attenzione

  35. Dr.Zambello il 10/12/2010 22:19

    Gentile Signorina,
    per la verità io le avevo già risposta l’altra volta che mi aveva scritto,
    Veda la risposta a Scery.

  36. CISTELLA il 26/01/2011 13:02

    Dal mese di settembre mi sto curando per depressione. Ho 53 anni, un marito adorabile e una dolcissima figlia di 14 anni. Non so perchè sono in questo stato, forse un eccesso di stress. Prendo psicofarmaci che mi ha prescritto uno psichiatra. Quando potrò pensare di guarire???. Grazie

  37. Dr.Zambello il 26/01/2011 20:32

    Gent.ma Cistella,
    a volte, spesso, gli psicofarmaci sono insufficienti. Lei dovrebbe integrare la terapia farmacologica con una Psicoterapia.

  38. paolo il 12/02/2011 21:13

    dott.se ha tempo può rispondere alla mia domanda,fatta un pò di tempo fà e riportata quì sopra.la situazione x me nn è di certo delle migliori,ci sn giorni ke entro in una fase ke dire comatosa e davvero riduttivo,mi sento disperato cn una voglia incredibile di piangere,alterno momenti di sconforto estremo ad altri in cui mi sento meglio,la cosa che mi spaventa di più e l’avere paura di perdere il controllo di non riuscire più a gestire questi stati,ho paura che prima o poi possa perdere la mia autosufficienza e la capacità di capire ed essere in termini telematici connesso col cervello.questo stati di disperazione sn accompagnati da ansia e paura dell’incerto di quello ke sarà e potrà essere la mia vita domani.Sono diventato insicuro e ogni scelta che prendo sembra non essere quella giusta,sono in uno stato totale di confusione mentale,dormo male e mi sveglio ripetutamente durante la notte.mi chiedo quando finirà tutto questo,inizio ad essere stanco,la depressione o qualisiasi cosa io abbia avrà un termine o dovrò portarmela dietro col rischio che peggiori ulteriormente?Sò solo una cosa non voglio coinvolgere la mia famiglia,nessuno sà di questa cosa o sono forse troppo bravo io a non farmene accorgere di quanto stò male.Cerco di tenermi impegnato col lavoro,cn lo studio,ma è tutto così difficile,questo tunnel finirà prima o poi?oramai è un anno che mi trascino indietro questa cosa tra alti e bassi,tra ansia,paura confusione e disperazione.posso uscine e come e quanto durerà ancora?le invio i miei distinti saluti,attendendo la vostra risposta

  39. Dr.Zambello il 13/02/2011 08:39

    Gent.mo Signor Paolo,
    le avevo già risposto una volta, per la mia esperienza clinica, lei deve, ripeto deve chiedere aiuto a qualcuno. Credo vada bene sia una terapia farmacologica che una psicoterapia, meglio sarebbe, soprattutto all’inizio, l’una e l’altra.

    Guardi, se ha voglia, il video che ho allegato all’articolo.

  40. PAOLETTA il 21/02/2011 14:04

    E’ POSSIBILE GUARIRE DA UNA SECONDA DEPPRESSIONE NELLA QUALE SONO CADUTA DOPO 20 ANNI DA UNA PRECEDENTE?

  41. Dr.Zambello il 21/02/2011 18:19

    Gent.ma Signora,
    premesso che non la conosco ma, è sempre possibile uscire dalla depressione, soprattutto per una persona che già era riuscita a farlo una volta ed ne è rimasta fuori per 20 anni. Coraggio, riprenda a lottare e vedrà che sarà meno difficile di quello che crede.

  42. PAOLETTA il 22/02/2011 12:52

    Grazie per l’incoraggiamento. Anche se razionalmente sono convinta di guarire, perchè mi è già successo, rimane una paura inconscia che spero di vincere insieme alla deppressione attuale.

  43. mary il 23/02/2011 18:42

    Gentile dr. Zambello,
    sono una donna di 31 anni, con alle spalle un divorzio, ci sarebbe da raccontare molto su questo ma non basterebbe un commento qui…posso dirle che da tempo vivo sola e da tempo non riesco a mantenere un rapporto stabile con l’altro sesso, il lavoro, la casa, e il resto del tempo ormai sembra un routine continuamente composta da schemi ormai ripetitivi senza fine, rifletto molto su me stessa e su quello che sono, credo ci sia qualcosa da cambiare in me, quel qualcosa che fa si che questo limbo termini! Anche se appaio come una persona solare ho avuto e ciclicamnete ho momenti di sconforto, quello che sò è quello che sento lo scrivo ora qui, per poter capire se il mio è un mal di vivere, mi sento spesso stanca, dormo molto poco, la mia mente è in continuo pensiero lavorativo, provo ansia in alcuni casi disperazione e agonia! ho avuto dei momenti in cui pensavo spesso alla morte, forse perchè in questi momenti mi sembra l’unica via di uscita, ma mi sono sempre ripresa da sola! Mi vedo sempre avvicinare a persone con difficoltà, come l’ultima storia importane che ho avuto con un depresso, e ancora oggi vivo una situazione sentimentale complessa quasi impossibile, e sembra impossibile anche il fatto che più lo è e più mi coinvolge… ripeto ci sarebbe da discutere ore! le chiedo solo se secondo lei è giusto che io inizi a frequentare delle sedute di psicoanalisi, anche se credo di, alla fine, essere sempre riuscita con le mie forze. La ringrazio infinitamente per la sua attenzione!

  44. Dr.Zambello il 23/02/2011 19:50

    Gent.ma Mary,
    non solo credo che un percorso terapeutico la potrebbe aiutare. Potrebbe essere veramente l’occasione per conoscersi meglio ma, soprattutto penso che la scelta stessa di riconoscere che da sola non può farcela, sarebbe un grande passo in avanti. Quando riconosciamo che siamo, rimaniamo sempre dei ” figli”, siamo salvi.

  45. mary il 24/02/2011 13:01

    La ringrazio molto dt. Zambello per la sua risposta, le auguro un buon lavoro!

  46. paola il 10/03/2011 02:03

    gentile dottore,
    leggo solo ora questa pagina, nella ricerca disperata di aiuto. spero sia ancora attiva la possibilità di avere risposta.
    ho 39 anni e da circa 4/5 mesi sono vittima della depressione, a seguito di un difficilissimo periodo sia a casa (separazione, morte di mio padre, malattia di mia madre) sia sul lavoro (mobbing). da novembre la mia situazione è migliorata, quasi di colpo (stabilizzazione salute della mamma e cambio di ufficio) ed io mi sono sentita quasi persa. non avendo più bisogno di sopportare, ho abbassato le difese ed è iniziata la mia discesa verso il basso. non ho pensieri suicidi, non potrei, devo pensare a mio figlio, ma sono apatica, stanca, incapace di provvedere alle cose più semplici, come lavare i piatti o innaffiare le piante! in questi pochi mesi sono ingrassata di 8 chili e già prima non ero magra…ma sono incapace di mettermi a dieta, di curare il mio aspetto , di amarmi. ho iniziato una terapia psicologica che vivo come un appuntamento importante della mia settimana, ma i miglioramenti sono veramente minimi. vorrei sapere se ci sono farmaci-metodi-terapie che mi permettano di eliminare la tristezza, aiutandomi a migliorare il mio aspetto fisico. credo che piacendomi un pò di più potrei tornare più rapidamente alla normalità.
    grazie

  47. Dr.Zambello il 10/03/2011 09:00

    Gent.ma Signora,
    credo che dall’articolo e dal mio video si evinca che la depressione, ameno inizialmente vada affrontata anche farmacologicamente.
    Lei dovrebbe affidarsi ad uno psichiatra, intraprendere una terapia farmacologica adatta e continuare la sua psicoterapia. Non credo infatti che le cause del suo malessere siano fisiche, certamente l’aspetto psicologico è predominante ma, bisogna affrontare la depressione in maniera sinergica: farmaci e psicoterapia.

  48. Andrea il 27/03/2011 19:28

    Buonasera,
    vorrei esporre il mio caso. ho un fratello che da circa 12 anni soffre di depressione, ha tentato il suicidio assumendo intere scatole di medicine, ma grazie a noi famigliari è stato prontamente portato all’ospedale ed è stato salvato. da allora è in cura presso uno psichiatra, che ha prescritto lui una cura di farmaci (lithium 2 volte al giorno e gocce prima di dormire). nonostante questo però, ogni qualvolta ripensa al suo passato, rientra in crisi (circa 2 volte all’anno per una due settimane), fa cose strane, e all’aumento della dose classica di farmaci rientra in se stesso ricordando perfettamente ciò che è accaduto in precedenza. visto che è da diversi anni che segue questa cura, senza miglioramenti, è possibile che debba continuare ad avvelenarsi per tutta la vita? non si riesce attraverso altre cure a guarire una volta per sempre. ha qualche consiglio da darmi? qualche psichiatra al quale affidarsi? ho sentito anche di cure a laser o radiofrequenze se non sbaglio. attendo sua risposta.

  49. Dr.Zambello il 29/03/2011 08:56

    Gent.mo Andrea,
    da quello che lei dice sembra che suo fratello sia affetto da una forma di depressione bipolare.
    La terapia che sta facendo è quella prevista dai protocolli.
    Mi chiedo se suo fratello abbia mai chiesto o non gli sia mai stato proposto una psicoterapia che non avrebbe, almeno per il momento, lo scopo di sostituire i farmaci ma, di dare a suo fratello un sostegno e forse, di capire un po’ di più di se stesso.

  50. laura il 10/05/2011 13:31

    sono una ragazza di 27 anni depressa.lo son stata dieci anni fa ed ora lo sono ancora.in realtà dfa un pò, ma solo ora ho avuto il coraggio d ammeterlo.L’asl nella zona in cui vivo offre solo supporto farmacologico grazie ad uno psichiatra ed io, parlo per esperienza,so che non servirebbe…non ce la faccio più, non studio, non lavoro e stotrascinando con me i miei familiari che non fanno che dirmi” ti devi aiutare, fai stare male pure noi”…ma la via d’uuscita non c’è..non rovo interesse per nulla solo per il mio ragazzo, o ex, per cui la mia non è una malattia ma vittimismo…sto provando a lasciarlo perchè non è ancora pronto per vivere con me, ma so che appena ce l avrò davanti…..non sono più nemmeno in grado di parlare……..

  51. Dr.Zambello il 11/05/2011 16:44

    Gent.ma Laura,
    perchè oltre ai farmaci non chiede anche una psicoterapia. Capisco, la sua ASL non la offre ma, lei ne ha bisogno. Deve puntare tutto su questa possibilità

  52. Alessandra il 11/06/2011 15:11

    Salve,sono una ragazza di 28 anni…e da circa 1 anno soffro di depressione,sono sempre stata una ragazza solare,piena di vita,paura di nulla..ad ottobre del 2009 ho conosciuto il mio ragazzo appassionato di moto pure io lo sono…la prima domenica ke siamo usciti in moto non ce stato nulla ke mi abbia fatto prendere paura,anzi non vedevo l’ora…soltanto ke,il giorno dopo ho cominciato ad avere mille paure,mille pensieri su di lui,visto ke come lavoro fa l’autista e trasporta gasolio..ho paura ke gli possa succedere qualkosa,ho perennemente paura della morte..non riesco ad accettare che un giorno questa cosa ci separerà x sempre…io lo amo tantissimo,lui sta facendo di tutto per starmi vicino anke se non è x niente semplice…mi sveglio la mattina con un ‘ansia e un’angoscia terribile,piango quasi tutti i giorni e mi sento una nullità x tutto e x tutti,molte volte penso di uccidermi così smetterei far soffrire lui e la mia famiglia…è terribile quello ke sto vivendo,voglio tornare a sorridere e sentirmi forte come prima,xke adesso non sto vivendo x niente…ho fatto delle sedute da 1 psicologa,ora sono sotto un’altra psicologa molto più brava della precedente..ho cambiato 2 psichiatri ke mi hanno prescritto lo xeristar el prazene,poi ho aumentato lo xeristar e ho smesso con il prazene x assumere l’alprazolam..non vedo alcun rimedio,cosa mi consiglia?…si può guarire da questa brutta malattia?…grazie,cordiali saluti.. Alessandra..

  53. Dr.Zambello il 11/06/2011 16:30

    Gentma Alessandra,
    ho l’impressione che lei abbia “toccato” un nucleo psicotico. Niente di eccezionale ma la terapia da preferire dovrebbe essere la psicoterapia dinamica, meglio una psicoanalisi ben strutturata. Se lei fa questo non solo potrà superare il suo disagio ma potrà fare buon uso di questa dolorosa esperienza.

  54. anonimo il 24/07/2011 22:49

    dottore…mi perdoni se la disturbo…le spiego la mia esperienza….sino a circa un anno fa, studiato in ingegneria, terzo anno in corso….arrivato ad un certo punto non ce la facevo a stare più sui libri, a causa di uno stress il quale ha successivamente mi ha causa problemi d’ansia e problemi di depressione…decisi dunque di farmi aiutare da uno psichiatra che mi ha prescrisse un ansiolito e un antidepressivo…ho fatto con questi una cura di circa 9 mesi associata a delle sedute di psicoterapia prima individuale e poi di gruppo…dopo aver fatto ciò decido di intraprendere una nuova strada, ed è così che decido di arruolarmi…credevo fosse la miglio cosa, ma in realtà così non si è dimostrato…mi ritrovo oggi a stare di nuovo male, sono sull’orlo di una nuova depressione, riprendo di nuovo farmaci e frequento di nuovo il mio psichiatra….ora mi ascolti…io ho 22 anni, e un’esperienza simile sta rischiando di rovinarmi il mio futuro…non so se mi spiego…abituato ad essere uno tra i primi adesso sono fuori classifica….sarà possibile un giorno rivedere un pò di luce??qual è il tempo massimo che si richiede per questi episodi??la scongiuro di rispondermi…Grazie in anticipo e colgo l’occasione per mandarle i miei più cari saluti e le scuse per il disturbo da me arrecatovi….

  55. Moira il 13/08/2011 16:17

    Salve, le scrivo a causa della mia depressione cominciata quest’anno. Ho passato gli ultimi nove mesi in modo orribile: ho avuto molti problemi ( non troppo gravi) di salute uno dopo l’altra, ho lasciato che i miei amici uscissero completamente dalla mia vita perchè sentivo che non avevamo nulla in comune, da un paio di mesi la situazione è diventata insostenibile: ho avuto attacchi di panico, piango almeno 3 volte al giorno e soffro di insonnia. I miei genitori sono molto affettuosi con me e si sono offerti di mandarmi da uno psicologo se lo volessi, ma io voglio prima capire se questo mio problema è grave o è solo un passaggio piu o meno normale dell’adolescenza ( ho 15 anni). La mia paura è che questa depressione possa ripresentarsi per tutta la vita e che io debba combatterla cstantemente. Non riesco a vedere il mio futuro, non riesco a immaginare di essere di nuovo felice. Spesso-non so se questo sia dovuto al brutto anno dal punto di vista anche fisico- appena avverto un dolore penso che sia qualcosa di grave e cado in stati di vera disperazione. A volte mi è capitato di pensare alla morte, al fatto che così la depressione potrebbe sparire, ma mai al suicidio. Non so cosa potrei fare per combattere questa situazione, lei cosa mi sonsiglia?

  56. Giuseppe il 13/08/2011 21:46

    Salve Dr. Zambello, mi chiamo Giuseppe, vi scrivo perchè l’aiuto non serve a me, ma a mio padre che soffre di depressione da quando aveva 19anni(perse la madre) oggi ne ha 56. Volevo cortesemente se poteva spiegarmi a capire come mai mio padre sul lavoro (casellante sulle autostrade, la lascio immaginare d’estate!!!!) non sbaglia un calcolo quando chiude l’incasso, non dimentica le faccende da fare, ma quando arriva a casa inizia a volte a prendersi a schiaffi in faccia e a chiedersi perchè il Signore non lò fà morire, oppure chiudersi in bagno per ore per dicendo che deve fare un discorso con se stesso, io non riesco a capire questi comportamenti, è stato in cura e prendeva dei psicofarmaci, un nuovo dottore gli ha diminiuto la medicina, perchè la sua cura era troppo forte, io adesso provo a portarlo in una clinica a Camaldoli (Napoli) ho amici che forse possono tiralo fuori dal buco, per le questi comportamenti che significano, è depressione o qualcos’altro? Può aiutarmi? Dottore le chiedo scusa per il disturbo, grazie per la sua attenzione! Cordiali saluti!

  57. elisa il 29/12/2011 13:38

    mi chiamo elisa e sono una ragazza di 18 anni. Sono sempre stata sicura di me, ma è da qualche mese che mi sento solo, abbandonata, sfiduciata. continuo ad avere l’ impressione di non contare nulla per le persone che ho vicino…se dovessi sparire se ne accorgerebbe qualcuno?
    Ogni mattina, sdraiata sul letto mi chiedo: perchè dovrei alzarmi?ormai non mi importa più di niente…
    cosi anche i miei voto scolastici hanno iniziato a risentirne, e quest’ anno ho pure la maturità.
    sono stanca di piangere, ho davvero bisogno di aiuto…

  58. Dr.Zambello il 29/12/2011 19:00

    Bene Elisa. Alzati da letto, vai dal tuo medico e racconta quello che hai raccontato a me. Vedrai che con poco, in poco più di un mese ritornerai quella di prima. Auguri.

  59. maddalena il 10/01/2012 15:58

    ho 45 anni e da quando avevo 16 anni che soffro di anoressia e bulumia, cosa che i miei genitori non se ne sono mai accorti (giustifico il loro comportamento in quanto a quei tempi di queste patologie non se parlavano) in seguito ho conosciuto un ragazzo simpatico e nel giorno di 5 anni ci siamo fidanzati e sposati. Il mio attaccamento al cibo pero’ continuava dopo il matrimonio dato che i miei genitori non mi constringevano a mangiare mi saziavo solo di verdure . poi rimango gravida del primo figlio e in seguito del secondo con il secono figlio inizio ad avere un senso di opressione come di voler morire ma una sensazione che saliva dall’anima è difficile da descrivere per chi non la mai provata mi sono subito rivolta da una pscichitra il quale con cure mi ha subito aiutata poi in seguito pscicoterapeutici hanno attributo a una cri post partun dopo un anno a mio avviso era un po’ troppo continua a lavorare a la crisi e ancora in atto sono imbottita di tranquillanti e di antidepressivi ora mi sono rivolta a un serio pscioterapeuta ma non credo che possa fare grossi passi in quanto i problemi che primi avevo nella famiglia di origine ora li ho nella nuova famiglia pertanto credo che non ci siano ne medici pscicologi medicinali che possano aiutarti ma solo una grossa forza di volontà e avere al tuo fianco persone che ti sostengano e che confortino.
    una depressa cronica.

  60. Dr.Zambello il 10/01/2012 16:11

    Lei si è “mangiato” i vecchi terapeuti, quelli attuali e tutti coloro che tenteranno di aiutarla. Auguri.

  61. ELISA il 22/02/2012 16:33

    Buongiorno Dottore,
    è da fine novembre che a causa di un forte stress e di una situazione lavorativa difficile sono caduta in depressione. Sono sempre stata una ragazza forte e allegra e ora non riesco ad accettarmi in queste condizioni. Continuo a piangere e ho paura di non tornare come prima. A Giugno mi devo sposare e ho paura di non farcela, A gennaio sono andata da uno psichiatra che mi ha prescritto l’entact 10 gg però per ora non vedo miglioramenti. Ho tanta paura di non ritornare più a sorridere. Non riesco a capire come mai sia successo. Mai avrei pensato che mi potesse capitare una cosa del genere.
    Ho tanta paura.

  62. Dr.Zambello il 22/02/2012 16:44

    Gent.ma Elisa,
    lei farebbe bene a rivedere con il suo psichiatra la posologia del farmaco e nel frattempo iniziare una psicoterapia. Io lo scrivo da sempre, la depressione deve essere curate su due piani: farmacologico e psicoterapeutico. Si scelga uno/a psicoterapeuta ed inizi la terapia. Vedrò, se farà così arriverà al matrimonio più forte di prima. Auguri.

  63. Dr.Zambello il 22/02/2012 16:48

    Gent.ma Elisa,
    lei farebbe bene a rivedere con il suo psichiatra la posologia del farmaco e nel frattempo iniziare una psicoterapia. Io lo scrivo da sempre, la depressione deve essere curate su due piani:farmacologico e psicoterapeutico. Si scelga uno/a psicoterapeuta ed inizi la terapia. Vedrò, se farà così arriverà al matrimonio più forte di prima. Auguri.

  64. ciro il 25/02/2012 01:36

    Gentilissimo dott. Zambello
    mi chiamo ciro e ho 25 anni.
    Sto attraversando un periodo particolarissimo della mia vita.Io e la mia ragazza,che stiamo insieme da 7 anni,abbiamo deciso di dare una svolta alla nostra storia,una sorta di miglioramento siccome vogliamo sposarci.Si è arruolata nell’esercito da quasi 7 mesi.Lei sta bene,ma io dal primo giorno che se ne andata(siccome stavamo sempre insieme prima che si arruolasse) ho preso la situazione malissimo fino ad arrivare in questo bruttissimo stato che indubbiamente si chiama depressione.Forse neanche lei ha capito in quale stato mi trovo.Ogni giorno dormo tanto perchè quando dormo dimentico tutto.ho attacchi di ansia anche quando dormo,sto pensando al suicidio ma nn ho il coraggio.vorrei solo ritornare me stesso.Che cosa posso fare?sono sicuro che con le mie forze nn riuscire a concludere niente,ho bisogno di qualche farmaco.grazie

  65. Dr.Zambello il 25/02/2012 08:04

    Gent.mo Ciro,
    Si, penso anch’io che lei avrebbe bisogno di prendere un antidepressivo ma, soprattutto avrebbe bisogno di “capire” perchè, la scelta inizialmente condivisa, della sua ragazza le ha provocato tutto questo. La psicoterapia, dinamica la potrebbe aiutare in questo. Ci pensi, non ci dorma sopra.

  66. ciro il 26/02/2012 14:28

    Gent.mo dr. Zambello
    Io sto male per il semplice motivo che soffro talmemte tanto la sua mancanza che nn sn più me stesso.E’ anche brutto dirlo ma sono arrivato al punto di esssere “invidioso” della sua contentezza .se dormo sto bene,appena mi sveglio ho l’ansia.grazie dottore

  67. Dr.Zambello il 26/02/2012 17:56

    Mi dispiace per lei, Signor Ciro ma, ciò che lei dice racconta già perchè la sua storia é finita. Io non credo che lei debba capire ora ma, spero le resti memoria poi, quando le passerà: nessuno può “annullarsi” nell’altro. Quando succede, non è amore e l’altro/a non sa cosa farsene, anzi.
    Non mi odi Ciro ma, lei deve imparare ad amare se stesso.
    Intanto mi creda, faccia quello che vuole ma, si faccia passare “la sbornia”.

  68. m.carmela buonpensiero il 28/02/2012 13:32

    sono una mamma di 32 anni , ho tre splendidi bambini un marito adorabile ed un attività appena cominciata ma che va a gonfie e vele…ma che cosa mi è successo? una giornata troppo stressante ho avuto un malore e da lì è nato tutto ansia panico e nn ho più avuto la forza di fare nulla nn riesco ad occuparmi dei miei bambini della mia casa di mio marito ho perso la grinta la forza il mio sorriso…….depressione dicono, ho perso 8 kg nn ho perso ogni interesse ho fatto una piccola terapia con samyr levopraid e xanax (poke gocce) adesso nn sento il bisogno delle medicine e nn voglio prenderle ho cominciato dei prodotti alle erbe che piano piano sembrano dare profitto e sto cominciando la psicoterapia ma la mia paura è che nn tornerò più quella di una volta e i miei piccoli stanno soffrendo cosa posso fare???? nn trovo la forza di volontà per reagire ………..

  69. Dr.Zambello il 29/02/2012 10:35

    Gent.ma Signora,
    da quello che lei dice mi sembra che le cose vadano meglio e ha anche intrapreso giustamente una terapia ma, lei “tira il freno”. Vede, non credo ci siano difficoltà particolari ad uscire dal disagio ma, questo è quello che sento io, lei non si fida. Non si fida delle medicine, non crede fino in fondo alla psicoterapia ma, soprattutto “non crede” in lei. E’ questa forse la sua difficoltà, ma le auguro di affrontarla e superarla con la psicoterapia.

  70. Stand-Bye il 13/03/2012 12:33

    Gentilissimo Dr. Zambello,
    ho letto l’articolo del giornalista e la sua risposta, per non citare il seguito di commenti che non sono riuscita ancora a leggerli tutti. Ebbene le scrivo perchè non mi è chiaro il suo concetto: “lo psicoteraputa non deve prescivere farmaci”, ma è solo una questione di laurea, un pezzo di carta? Le spiego, ho scoperto da poco di avere la depressione ansiosa con mania compulsiva. Lo psichiatra mi ha dato nell’immediato dei farmaci (…che io mi son rifìiutata di prendere perchè non ho ancora metabolizzato la cosa e non sono ancora capace di accettarla!) e mi dice di fare un controllo, come è giusto che sia, dopo un mese. Nel frattempo mi ha detto di stare a casa da lavoro perchè devo stare tranquilla, altro non mi ha dato da fare. Nel frattempo stavo andando da uno specialista omeopata per delle intolleranze alimentari, anche quelle scoperte da poco, e lui è anche uno psicoteraputa. Già che ero li per un controllo, gli racconto l’accaduto e lui subito pronto ad appoggiare il mio rifiuto sui psicofarmaci perchè sono ancora giovane per incominciare questa strada, consigliandomi delle medicine alternative omeopatiche che sono meno nocive sull’organismo. Sinceramente le sto prendendo e sembrano davvero funzionare, mi sento un po’ meno in ansia, anche se è vero che sono a casa e non ho contatti con gli elementi che mi stressano, sarà il binomio? Lo psicoteraputa mi consiglia anche un supporto psicologico da integrare, per lo più la terapia cognitivo comportamentale che potrebbe seguire lui stesso in maniera blanda e nel bisogno far intervenire la sua collega psicologa specializzata appunto in PCC. Ancora non ho preso nessuna decisione su come pensare di uscirne, sono in uno stato di standbye anche perchè non ho soldi per seguire sia il psicoterapta e lo psichiatra che ancora non sa che non prendo le medicne e al controllo non so nemmeno cosa raccontargli. Lei invece che mi sembra sappia bene il fatto suo cosa mi consiglia di scegliere, qual’è la strada migliore?

  71. Dr.Zambello il 13/03/2012 16:07

    Gent.ma Signora,
    da quello che lei avrà letto, i modi per affrontare la depressione come, molti dei disagi psicologici, sono tanti. Io non credo ci sia un modo giusto ed uno sbagliato. Molto dipende dal paziente da quello che cerca oltre il sintomo. Ad esempio, molto spesso le depressioni nascondono una frustrazione affettiva, sociale. Trovare una risposta che é compensatoria rispetto a questi bisogni frustrati, a volte, non sempre, aiuta veramente. Ciò premesso, io credo che il terapeuta non deve porsi come sostituto di qualsiasi bisogno del paziente, ma lo deve aiutare a leggere la sua situazione e trovare, fuori dalla terapia, la soluzione. Per questo motivo, gli psicoanalisti, altri non lo fanno, distinguono bene la terapia farmacologica da quella della “parola”, psicoanalisi. Mescolare i due interventi é confusivo, non aiuta il paziente a cercare fuori del setting analitico e lo spinge a pensare che li, in terapia, può trovare ogni risposta, il che chiaramente, non è vero.
    Ci sono altri motivi, simbolici che da sempre hanno spinto lo psicoanalista a non usare le medicine e la parola con lo stesso paziente. La pastiglia è qualcosa di “orale”, stimola una risposta antica, primaria, la parola è qualcosa che viene, nella crescita del bambino molto dopo, soprappore i due interventi non è utile. So bene che invece, in diverse terapie , ad esempio nelle cognitive-comportamentali queste valutazioni non vengono fatte e, ripeto, non è assolutamente vero che siano un errore, dipende da chi e come vengono usate.

  72. Stand-Bye il 14/03/2012 12:17

    Quindi in sostanza lei cosa mi consiglierebbe? Chiedo una sua opinione pratica perchè restare in stadbye non credo possa durare a lungo, qualcosa devo fare, ma cosa? La prego sia gentile, mi dia davvero un suo pensiero sincero anche se è complicato, se fosse un mio amico, cosa mi consiglierebbe?

  73. Dr.Zambello il 14/03/2012 12:56

    Gent.ma Signora,
    vede che lei confonde. Io non sono un suo amico e, come terapeuta lo so bene, non voglio e non ho alcun consiglio da darle. Il mio compito è di dirle come funzionano le cose, poi, deve fare lei la sua scelta. Se è incerta, continui ad informarsi. Per quanto mi riguarda finisco qui. Auguri.

  74. mimi il 20/03/2012 18:14

    Gentilissimo dott Zambello
    sono una donna di 38 anni, sono sempre stata una persona molto sensibile e purtoppo la vita non è stata tanto buona con me. Non mi sono mai sposata, non per mio volere anzi ho sempre voluto sposarmi e avere dei bambini. Ho avuto una storia lunga 12 anni con il mio findazato storico che mi ha lasciato perchè lui non poteva darmi quello che volevo,” una casa e una famiglia” mi diceva. in realtà poteva eccome ma non voleva farlo con me. alla fine non l’ho piu rivisto e sono stata male per un anno intero con grandi pianti e disperazione in questo anno perdo anche il lavoro, poi trovo un nuovo lavoro e in questo nuovo ambiente conosco un uomo di cui mi innamoro pazzamente , e diventiamo amanti in quanto lui convive già con una ragazza, riusciamo a vederci costantemente dato che lui ha a disposizione un appartamento dal lavoro. Io lo amo veramente e siceramente credo anche lui e quando sto con lui io sto bene e mi sento me stessa.mi ha fatto dimenticare completamente il mio ex fidanzato e finalmene era rientrato il sole nella mia vita. ma ovviamente le discussioni arrivano presto e quasi subito mi metto in discussione in quanto spero che lui lasci la sua fidanzata, ma lui mi dice che ci ama tutte e due e non vuole lasciarla, tra alti e bassi non riusciamo a stare lontani e sono passati 5 anni. A dicembre di quest’anno nell’arco di una settimana scopro di avere un tumore all’ovaio e mi operano velocemente e mi tolgono tutto ovaie e utero… l’intervento riesce perfettamente e io reagisco bene e senza piangere ( ero orgogliosa di questo) dopo un mese l’esame istologico mi dice che il tumore è di quelli cattivi e sto facendo chemioterapia… anche per questo reagisco bene e senza piangere. ma la persona di cui avevo piu bisogno una settimana fa mi dice che la sua findanzata è incinta ( tra l’altro con fecondazione assistita perchè lui è sterile, non in italia ). ed io a questa notizia ho avuto un crollo. l’ho accusato “perchè mi ha fatto questo proprio adesso che non posso piu avere figli” che adesso so che sarà il mio rimpianto piu grande. Piango costantemente giorno e notte , non voglio neanche piu andare avanti con la terapia perche non mi importa piu di niente e adesso sento di dover fare i conti con me stessa perche non ho concluso nulla nella mi vita e mi sento terribilmente sola e gelosa. ogni attimo della sua gioia con questo bambino sarà un dolore per me e non so se riuscirò a uscirne perchè così non sono mai stata. ho il cuore spezzato e questo dolore immenso perchè all’improssivo non posso piu avere figli. e mi odio perchè spero ancora che lui lasci la sua compagna per me. E’ difficile spiegare tutto queso in poche parole ma vorrei un consiglio su cosa posso fare per trovare se non la felicità almeno la serenità. grazie

  75. Dr.Zambello il 21/03/2012 08:21

    Gent.ma Mimi,
    lei racconta una storia drammatica costellata di “impossibilità”. Impossibilità a stare col primo uomo, impossibilità a stare col secondo, già fidanzato quando lei lo conosce, impossibilità a diventare madre. Perchè lottare per una vita intera con ciò che fin dall’inizio sa essere impossibile? La vita è bella nella “normalità”, nella quotidianità, molto spesso limitata ma che contiene il seme della crescita. Non ci si rinnova nello straordinario ma nell’ordinario. Si accetti e cominci a lottare non, per realizzare “il sogno” della sua vita ma per imparare a gioire dei piccoli “fiori” che la circondano. Se non lo farà rischia di impregnarsi di odio e invidia senza ma accorgesi che molto ha anche lei.

  76. mimi il 21/03/2012 16:42

    gentile dott Zambello
    la ringrazio per la sua ripsosta, le parole dette da un estraneo fanno decisamente effetto, ed è per questo che penso di rivolgermi ad un psicologo. E’ difficile spiegare quello che sto provando in un blog e i prossimii mesi per me saranno molto difficili in quanto devo fare ancora 4 sedute di chemioterapia e perche al lavoro dovro’ vedere la persona che amo essere felice per il suo bambino e tutti i miei colleghi congratularsi con lui.

  77. paolo il 13/04/2012 18:06

    carissimo dottore la riscrivo a distanza di + di un anno,la mia situazione specie nell’ultissimo periodo è fortemente peggiorata,ho un fortissimo senso di paura addosso,paura di impazzire di finire male x questa malattia che non vuole lasciarmi,pensavo di farcela da solo,ma nn riesco è una bestia nera.le descrivo i sintomi,forte ansia,senso di soffocamento continuo alla gola e pressione allo sterno,angoscia,stanchezza pesantezza agli occhi ma la cosa he mi spaventa di + è l’essere assente,camminare senza saper ke fare,nn riuscire + a fare nulla senza fatica,interessi limitati e ultimamente esco di meno,xkè nn voglio farmi vedere dagli amici che stò male,a volte la disperazione è forte.ho paura.il fatto è che trascino questa cosa da due anni da solo nn riesco a coinvolgere nex x paura di ex giudicato male o abbandonato,nex vorrebbe circondarsi di una persona “malata di testa”,nemmeno i miei sanno.dott potessi farei tutto da solo,cure da psicoterapeuta ma non ho le risorse per poterle affrontare da solo,ma non esiste un supporto statale per questo?sec lei dopo due anni cè da aspettarsi il peggio visto la mia situazione?i farmaci sono necessari?non voglio perdere la mia vita,voglio ritornare la persona di un tempo…premetto che sono però sempre stato un tipo insicuro su tt e ho sempre vissuto senza spingermi tr in qualkosa di emotivamente forte,alla prima storia seria che ho avuto sono crollato.che devo fare mi dia una mano.grazie

  78. Dr.Zambello il 14/04/2012 06:05

    Gent.mo Paolo,
    ma perchè sopportare tanta sofferenza? Ho visto la sua lettera di un anno fa, mi diceva le stesse cose. Le chiedo, perchè non è andato da uno psichiatra, anche ASL a farsi prescrivere un po’ di farmaci. Sono necessari? Si nel suo caso, indispensabili. Con questo non le sto dicendo che gli antidepressivi la “faranno” rinascere. Probabilmente ci sono cose, un po’ più profonde che richiederanno un po’ di tempo e magari un aiuto psicoterapeutico ma, i farmaci, l’aiuteranno a non sentirsi più uno “zombi” che gira per strada chiedendosi dove sta andando.

  79. paolo il 14/04/2012 12:23

    gent.mo dottore,io ho un caso in famiglia,una cugina che dall’età di 18 anni è caduta tra ansia e depressione e nè uscita solo da un paio forse tre anni,ora ne ha 35.sò quello che ha fatto passare a casa sua era ingestibile,crisi forti che portavano chi le stava intorno ad allontanarsi,se è questo quello ke spetta a me non esiste,la mia situazione familiare non è delle migliori e io non voglio pesare ulteriormente,farei tt da me,ma sti farmaci qnt costerebbero?e uno psicoterapeuta?mia cugina nè uscita,oddio che ne sappia io cmq prende la sua bella metà di pillola giornaliera,xò il calvario è finito da qnd si è affidata a dott cassano di pisa,io non ho un reddito elevato come posso sostenere stè spese?ma sec lei col tempo stà cosa non si può alleviare da sola?io non sò che fare cerco di non ritirarmi a vita solitaria continuando a fare le mie attività,palestra,ballo e lavoretto pomeridiano di recupero scolastico ma quanto è difficle specialmente qnd mi sento soffocare e schiacciare sullo sterno,mi inibisce moltissimo e poi xkè nn ap sento gridarmi intrno mi sale un senso di paura dal petto?dott io rivoglio la mia vita di prima non vog sembrare agli occhi degli altri come il malato mentale da evitare…:(

  80. federica il 01/05/2012 14:27

    salve dottore,
    le scrivo per riferirle della mia situazione. Ho 19 anni e da circa un mese mi sento stanca senza voglia di andare a lezione (studio all’università), con l’idea che devo studiare solo per gli esami e ciò mi mette ansia tachicardia (mi viene dal nulla anche quando pulisco o faccio una passeggiata) faccio fatica a mangiare e non riesco a vivere in modo pienamente felice quelle situazioni che mi facevano impazzire di gioia. Il problema è che non mi capacito del perché. Cosa devo fare? La ringrazio. Federica

  81. Dr.Zambello il 01/05/2012 17:58

    Gent.ma Federica,
    chiede aiuto o al suo medico o ad uno psicoterapeuta.

  82. Federico il 13/05/2012 00:39

    ho 20 anni… e a causa di troppe delusioni..credo di… stare in una brutta situazione..ho paura,tanta… sono di napoli ma lavoro fuori..da solo…completamente da solo e nessuno si accorge che ho bisogno di aiuto… credono tutti che sia solamente un brutto periodo..un periodo che dura da anni…mi sento perso… ma io lo so,non è un brutto periodo… spesso penso al suicidio…ma non ho il coraggio… ho troppa paura..

  83. Dr.Zambello il 13/05/2012 06:19

    Gent.mo Federico,
    dovunque lei si trovi c’è un medico, cerchi uno psichiatra e si faccia aiutare. Vedrà, Federico che poi, la vita non è poi così brutta.

  84. barbara il 19/05/2012 16:40

    salve dottore,ho 30 anni e da 1 mese circa che soffro di attacchi di panico e sono trumatizzata ho un bimbo di 20mesi al quale devo badare..ogni giorno anche se sto bene mi sento il mio cervello in confusione di impazzire e quasi tutte le sere mentre ceno sento che arrivano gli attacchi di panico il mio medico mi ha detto di prendere 5 gocce di xanax al mattino e 5 alla sera ha detto di provarle per un periodo se non ci sono miglioramenti mi da un’antidepressivo io sono contraria ai farmaci e ora non mi fido piu di nessuno io la forza di volonta per guarire c’è lo ma quando arrivano mi spavento e mi abbatto ora sto andando dalla psicologa e sto facendo pscicoterapia del cognitivo_comportamentale..dottore io voglio guarire voglio tornare quella di prima ora io non esco piu di casa senza avere qualcuno accando per piacere mi dica lei io voglio guarire e se lei mi puo aiutare verrò fino da lei a milano..aspetto presto una sua risposta
    distinti saluti
    Barbara

  85. Dr.Zambello il 20/05/2012 13:17

    Gent.ma Barbara,
    non c’è bisogno che lei venga da me, basta che lei continui la psicoterapia intrapresa. Non aspetterei però altro tempo a passare agli antidepressivi. Vada da un Neurologo e se li faccia prescrivere. Gli antidepressivi poi, dovrà predenderli per almeno tre mesi, la psicoterapia almeno per un anno. Se farà così vedrà, gli attacchi di panico tra un anno saranno solo un ricordo.

  86. Isabella il 23/05/2012 15:38

    Gent.mo dottore, le scrivo a nome di mia sorella, che ha 38 anni e che soffre di despressione da ormai più di 8 mesi.
    Quattro anni fa ha sconfitto brillantemente un tumore al seno, poi due anni fa, ha voluto concludere la storia sentimentale che aveva con un ragazzo meraviglioso,durata 6 anni.
    Sia mia sorella, che il suo fidanzato avevano un’ottima posizione lavorativa ed economica e una bellissima casa in una località esclusiva della Francia.
    Dopo poco ha deciso di convivere con un ragazzo tunisino che aveva conosciuto durante una serata con degli amici.
    All’inizio è stata abbagliata dal fatto che lui, era 10 anni più giovane di lei e che eveva un lavoro abbastanza discreto, poi, con il passare del tempo, il suo permesso di soggiorno è scaduto, è stato licenziato e sono cominciati per lei seri problemi economici a cui non era abituata . Nostro padre, inoltre, ha scoperto di avere un tumore prostatico avanzato, con metastasi.
    Tutte queste situazioni, hanno gettato mia sorella nello sconforto più totale.
    Non riesce ad alzarsi dal letto al mattino e ormai ha dovuto licenziarsi dal lavoro.
    Ha cambiato numerosi psichiatri e preso altrettanti psicofarmaci, ma la situazione non è migliorata.
    Noi attribuiamo parte della colpa della malattia di mia sorella ,in parte alle seelte sbagliate che ha fatto e in parte alla personalità di quest’ultimo ragazzo, che non fa altro che minacciare di suicidarsi se mia sorella dovesse lasciarlo. Ovviamente, di fronte ai pianti disperati e alle continue richieste di aiuto, mia sorella non è capace di spezzare questo legame “malato”.e la malattia non guarisce.
    Mia sorella anche se rimpiange la sua vita passata con il suo ex, non ammetterebbe mai di aver fatto un grosso errore nel lasciarlo, inoltre, sogna con quest’ultimo ragazzo tunisino, una vita impossibile da realizzare, visto che mancano le basi su cui fondarla…..
    Come dobbiamo comportarci? Cosa ci suggerisce di fare?

  87. Dr.Zambello il 24/05/2012 07:06

    Insomma, se ho capito bene, sua sorella incapace di “uccidere” il suo attuale compagno, “uccide” giorno per giorno, se stessa.
    Il suo problema è probabilmente legato alla sua incapacità a gestire la sua aggressività che chiaramente non significa praticarla ma elaborarla, prenderne consapevolezza. In Francia, se vive ancora li, ci sono bravissimi Psicoanalisti, si faccia aiutare. I farmaci, su tematiche di questo tipo, fanno poco.

  88. Valentina il 17/06/2012 23:09

    Salve Dottore,
    le scrivo perché ormai non so più cosa fare. Ho 21 anni e ormai da circa 5 mesi credo di essere in uno stato di depressione che è diventato più grave negli ultimi 2 mesi. Non riesco più a fare niente. Passo le mie giornate chiusa in casa, non mi alzo dal letto, ho paura ad uscire, a vedere le persone, a farmi vedere. L’anno scorso ho sviluppato un’ossessione per la linea e in meno di sei mesi ero riuscita a perdere circa 20kg arrivando al mio peso forma. Sono stata bene, quasi felice direi, per circa sei mesi e poi tutto questo inferno è cominciato: depressione, alimentazione incontrollata e bulimia che mi ha portato a riprendere 25kg in pochi mesi. Non sto solo male psicologicamente, sto proprio male fisicamente e non so come fare a uscirne, non so come fare a smettere, non ho la forza di uscire di casa, di compiere i gesti più semplici, so che è disgustoso ma addirittura lavarmi è diventato difficile. Ed è così, questa situazione è disgustosa, io sono disgustosa. Non riesco a guardarmi allo specchio, non mi riconosco, non riconosco cosa sono diventata, io non sono questa persona ma non mi trovo più, mi sono persa… Prendo il Lexotan per dormire perchè non ci riesco, tutte le notti mi assale l’ansia al pensiero della giornata appena sprecata e il giorno dopo tutto ricomincia. Tutti i giorni penso di farla finita perchè sento come che se riuscissi ad uscirne, mi ritroverei comunque sola perchè ormai ho allontanato chiunque.

  89. Dr.Zambello il 18/06/2012 07:18

    Gent.ma Valentina,
    non entro nel merito dei contenuti della sua lettera: poca stima, problemi alimentari, stato depressivo involutivo, non è questa la sede. La posso però assicurare che se lei chiede aiuto ad uno psichiatra, per impostare una terapia farmacologiaca a termine e contemporaneamente intraprende una psicoterapia, meglio psicodinamica, lei diventerà una “donna nuova”. Sicuramente, la precedente esperienza che l’ha portata a perdere 20 Kg, al di la della esagerazione, dimostra una struttura caratteriale che lei potrà utilizzare per ritrovare un buon equilibrio.

  90. Antonio_1964 il 27/06/2012 18:06

    Buondì Dottore,
    vado subito al punto.
    Ho 47 anni, fino a qualche anno fà ero una persona piena d’interessi, hobby e stimoli, uno che si diletta ed arrangia a far tutto da sè: dalle piastrelle, al cucinare, fino alla dichiarazione dei redditi. Non ho problemi economici, vivo in una bella casa, ho una discreta cultura e in salute, a parte i recenti, frequenti e feroci mal di testa di cui ho iniziato a soffrire, sto bene.
    Qualè il problema?
    Credo di essermi ammalato di depressione, male a me sconosciuto fino a qualche anno fà.
    Non ho mai seguito alcuna terapia a parte qualche ansiolitico preso occasionalmente e in minime dosi per placare l’ansia che ha fatto da apripista al peggio in cui sono adesso. Questa mia scelta è dovuta al fatto che conosco bene la causa de miei mali:

    1) Il lavoro (65%), dove da qualche anno sono oggetto di MOBBING a livelli inauditi subendo demansionamenti, spostamenti d’incarico, danni economici, controlli su tutto il mio operato persino da pivellini appena arrivati sguinzagliati dal padrone per riferirgli ogni mia possibile mancanza o parola di troppo e poi insulti, chiare minacce e a volte più o meno velate, pressioni, problemi per ogni cosa, sono “sotto processo” appena apro bocca, ogni volta che chiedo qualcosa la risposta è sempre “NO”. Poi ci sono pure i “colleghi” (non tutti per fortuna) che invece di “tirarti sù”, magari proprio mandati dal padrone, ti attaccano per ogni sciocchezza sapendo che saranno poi “premiati” dal capo a lavoro finito (ultimamente uno, oltre a lasciare la sera il locale aperto dove tengo le mie cose, mentre da solo prima chiudeva anche quando si allontanava di qualche metro, oltre ad entrare in ufficio aprendo la porta come se volesse buttarla giù ogni volta, pretende pure la radio e il condizionatore spenti e non cito tutti gli altri miserabili dispettucci, a volte mi segue pure al bagno per controllarmi e non esce MAI per ultimo dal nostro ufficio). Tutto questo da parte di certi miei superiori di cui sono convinto che nel tempo, succedendosi nel tempo, si siano passati pure la “palla” con accordi non scritti su come trattare il sottoscritto; altrimenti non riesco a spiegarmi neanch’io come uno arrivato il primo giorno mi massacri in quel modo visto che non c’è stato neppure il tempo di scontrarmi con lui. Ho provato pure a parlare con loro, a spiegargli che sono una persona per bene che ha solo bisogno di lavorare serenamente, mi sono impegnato al massimo al loro servizio, ho provato a scusarmi quando non c’è ne era bisogno, mi sono perfino sottomesso, ma non è servito a nulla. Allora è tempo di reagire. Dico ciò per sgomberare il campo da eventuali giudizi su una mia presunta paranoia (anni fà per me il mondo era meraviglioso e gli esseri umani in fondo al loro cuore tutti buoni, oggi penso il contrario….).

    2) Il divorzio (35%) con la mia ex moglie che negando la SUA depressione post-parto (?) e consigliata “bene” dalle sue finte amiche ha portato me a prendere la decisone di separarci, malgrado era l’ultima cosa che volevo, sopratutto dopo la nascita del meraviglioso bambino arrivato. Aveva il cervello completamente “bruciato”, viveva nello sporco e nel disordine, faceva ogni cosa al contrario di come la chiedevo, nel peggiore dei modi e spesso senza senso (al neonato, per giocare, ha dato pure i gioielli facendoglieli distruggere), mi rifiutava, si lamentava sempre di qualcosa malgrado avesse tutto in qualità e in quantità. Oggi vive in un’altra casa dove l’ho sistemata con il bambino che vedo ogni settimana senza problemi a parte i suoi occasionali rinfacci di cose e fatti mai accaduti (a mio parere si stà costruendo nel cervello dei motivi per giustificare la sua “follia” e le sue scelte molto discutibili, per mettersi la coscienza a posto).

    Altri problemi non avrei…. ho una nuova dolce compagna, il bambino cresce “bene”, una casa e un lavoro c’è li ho (sia pure con gente sopra descritta); ma il “danno” è fatto, il vaso è rotto, la ferita è aperta, dato che pur non avendo grossi problemi con la mia ex e il bambino sul posto di lavoro le cose stanno peggiorando e non vedo sbocchi.
    La descrizione dei fatti serve per giustificarmi del fatto che non ho fatto terapie dallo psicanalista (?) dato che, lo ripeto, conosco l’origine dei miei mali e nessun medico potrà mai risolvere i problemi se non alleviandoli con qualche pillola.
    Sono solo, tradito ed abbandonato nel momento del bisogno (non economico ma solo morale, figurarsi se chiedevo soldi…) pure dai pochi amici (?), odio tutti, provo schifo e ribrezzo per chi mi circonda: gente banale, falsa, che vive di apparenze e parla sempre per sentito dire, invidiosa pure del nulla.
    Aspetto la fine del mondo con relativa estinzione della razza umana, vivo queste situazioni quotidianamente, ritrovandomi come la protagonista del film “Melancholia”, uno straccio, privo d’interessi, me ne frego pure dei soldi, senza energie, sempre stanco, con difficoltà a dormire, non ho appetito, la mattina appena alzato trattengo il vomito, disinteressato a quanto mi succede intorno non mi giro neache se cade un piatto per terrra o se due auto si scontrano per strada, non seguo quasi più i telegiornali e ultimamente (che è la cosa che non avevo mai provato e più mi preoccupa) provo un reale desiderio di morte. Prego tutti i giorni perchè la grande mietitrice possa venirmi presto a prendermi senza farmi soffrire troppo, una botta e via…. Non mi sono ancora suicidato perchè non ne ho il coraggio; l’ignoto, il vuoto e il nulla mi fanno paura e non mi rendo ridicolo, come certi elementi, ingerendo 40 pastiglie di Xanax. Le cose si fanno bene o niente.
    Caro Dottore, se ha avuto la pazienza di leggere tutto fino qui le sarei pure grato se avesse un consiglio da darmi. In questa società di ……. uno come me (perdoni la mia autostima) non merita di morire.
    Cordialmente la saluto.

  91. Dr.Zambello il 28/06/2012 06:46

    Lei chiede aiuto ma, non lo vuole e sa già tutto. Sarà anche vero che lei non è “paranoico”, certo che rende la vita un po’ difficile, parlo di me, del mio possibile ruolo di terapeuta.
    Detto ciò, le assicuro che qualcuno, uno psicoterapeuta, uno psichiatra, la potrebbe aiutare ma, lei dovrebbe “fare un po’ di silenzio” e cominciare ad ascoltare. Cominciare a pensare che anche lei che sa far tutto, poi, come tutti gli esseri del mondo, ha bisogno degli altri e ora, lei ha bisogno di un medico che la segua.

  92. Antonio_1964 il 28/06/2012 19:00

    Buondi Dottore,
    posso solo giustificarmi dicendole che le mie esperienze regresse in altri campi medici non mi hanno lasciato un buon ricordo e da lì la mancanza di fiducia in un concreto risultato di una possibile terapia magari “combinata” tra sedute e farmaci; tra l’altro se il mio capoufficio e la mia ex moglie mi creano problemi un medico potrà solo aiutarmi ad accettare ed affrontare meglio l’inevitabile.
    Per il resto condivido pienamente le sue conclusioni. E vero è che di aiuto ne ho bisogno, altrimenti non l’avrei contattata. Mi dispiace non venirla a trovare a causa della grossa distanza, il suo lavoro ed il suo impegno in questo spazio sia pure virtuale, rendono un servizio e meritano un plauso.
    Le sono grato per i suoi consigli che certamente seguirò e per la celerità della sua risposta.
    Cordiali saluti.

  93. Valeria G il 01/08/2012 10:32

    Gent.mo Dott. Zambello
    Faccio fatica anche a scrivere queste righe.
    Sono Valeria, ho 33 anni e vivo intrappolata in una vità che non mi appartiene, lo stato d’inadeguatezza continua mi porta sempre più giù, dopo cicli di psicoterapia interrotti e assunzione di farmaci prescritti regolarmente dallo psichiatra, mi sento sempre peggio.
    Inizialmente il malessere compariva improvvisamente x alcuni giorni x poi lasciare spazio a momenti di euforia e calma apparente; da qualche mese non mi abbandona più, non mi lascia tregua, sento un senso di soffocamento continuo, di malinconia, pensieri pessimisti che mi spaventano, stanchezza, mancanza di concentrazione, credo che questa sia una cosa grave adesso, mi spaventa la mia impotenza, il mio rinunciare a vivere. Grazie avevo bisogo di dirlo a qualcuno

  94. Dr.Zambello il 01/08/2012 16:00

    Ha fatto bene a “dirlo” ma, ora si sforzi e vada chiedere “veramente” aiuto a qualcuno. Torni dallo psichiatra o lo cambi ma. ma torni da un medico psichiatra e poi, si organizzi per una psicoterapia seria, nel senso che poi non la interrompe. A mio avviso l’indirizzo più adatto per lei e la psicoterapia-dinamica. Si cerchi un/a psicoanalista.

  95. Giovanni il 02/08/2012 15:45

    Dr.Zambello buongiorno,

    Sono uno studente universitario,studio lingue straniere,sono un tipo abbastanza solitario,infatti spesso in silenzio ho sofferto di solitudine, dopo la fine di una storia sentimentale durata mesi con una ragazza straniera,mi trovo in uno stato di profonda tristezza, le spiego, la storia è finita perchè all’estero non riuscivo a trovare lavoro e sono dovuto rientrare in italia,la mia ex ed io abbiamo desciso di lasciarci pur amandoci follemente, tutto ciò a portato d’apprima a una separazione brusca,che ha causato dolore, poi ci siamo ricercati..ma sappiamo che fino alla fine del mio ciclo di studi non potremo rivederci, poi le cose sono peggiorate e hanno portato a continui litigi tra noi..fino a separarci ancora..tutto ciò ha provocato molta confusione nella mia vita, tutto ciò che mi dava gioia ora diventa quasi una tortura, dato che la mia grande passione sono le lingue e le letterature straniere..e ora solo il sentire il suono di queste parole straniere mi riporta lei alla mente e studiare diviene una tortura dalla quale non posso esimermi, inoltre non ho amici e quindi tutto il mio tempo lo passo da solo e la mia mente mi porta continuamente a pensare a lei e ai miei sensi di colpa…tutto ciò mi causa un immenso dolore psico-fisico, dato che ho sempre continui bruciori di stomaco..
    mi dico che il tempo è la migliore soluzione, ma come fare per accellerare questo progetto di guarigione?
    La ringrazio in anticipo per l’attenzione che lei vorrà accordare alle mie parole.
    in fede,
    Giovanni.

  96. Dr.Zambello il 02/08/2012 16:40

    Caro Giovanni,
    conosce la realtà ma la vorrebbe abbreviare, zippare. No, non è così ed, è bene che sia così. Lei è molto intelligente e sa che ci rafforziamo superando le nostre prove. Non si crogiuoli sulle “sue sfortune”, utilizzi ed apprezzi i doni che la natura le ha dato. Non abbia fretta, ogni cosa ha il suo tempo.

  97. Giovanni il 02/08/2012 16:45

    La ringrazio, può sembrar banale, ma nelle sue parole intravedo che ho intrapreso la giusta via e che devo solo proseguire nel cammino fino a quando voltandomi indietro un giorno constaterò che ho “camminato” talmente tanto che non riuscirò più a vedere il punto di partenza..

    grazie ancora.

    Giovanni.

  98. Luisa il 18/08/2012 00:23

    Salve dottore, sono una ragazza di 18 anni e soffro di depressione da il 14.03.2007, data in cui è venuta a mancare mia madre, inoltre già da prima soffrivo per le violenze che lei subiva da mio padre, con lui ho un pessimo rapporto, andrei volentieri via di casa ma mi manca l’aspetto economico. Da allora mi sono molto attaccata alla sorella di mia madre con lei vedevo un futuro non appena compiuti i 18 anni e gli raccontavo tutto di me e con lei stava passando la depressione, ma purtroppo è venuta a mancare il 23.09.2012, 2 mesi prima il mio compleanno, e le mie aspettative sono crollate, ora ne risento maggiormente, le notti mi sveglio con i lacrimoni chiedendomi a chi posso rivolgermi, il problema è che anche volendo economicamente non me lo posso permettere, non sò con chi parlare, non ho più nessuno, ultimamete penso al suicidio, ma solo al pensiero mi viene da piangere. Grazie per l’attenzione, cordiali saluti.

  99. Dr.Zambello il 18/08/2012 22:20

    Cara Luisa,
    per lei le cose per il momento non vanno proprio bene, prima la madre poi la zia e con il padre non va.
    Però. lei è giovanissima ed ora adulta. Forza e coraggio e vedrà che la vita sarà meno dura di come lo sia stata fino ad ora.

  100. Alya il 21/08/2012 19:11

    Salve. Ho letto molti dei commenti lasciati e ho deciso di scrivere anch’io. Ho solo14anni e si, credo proprio di soffrire di depressione. Sono sempre stata piuttosto timida, ma con gli anni é tutto peggiorato. Ho frequentato asilo ed elementari in una scuola privata , lí avevo le mie amiche, le conoscevo da un secolo. Alle medie,quando andai in Una scuola pubblica , le code andarono a peggiorare. Iniziai a sentirmi a disagio, ma almeno avevo la Mia migliore Amiga. Ora sono al liceo. Non ho stretto amicizia con nessuno, a volte , fuori scuola rimanevo con un amica di pallavolo. Solo li riesco ad essere me stessa. Ora le cose vanno a rotoli. Non parlo, allontano le persone involontariamente , non riesco a sopportare chi mi osserva , e allora piango, lo faccio spesso. Non riesco a mangiare ,ho spesso la nausea e a volte vomito. Sono spesso presa dall’ansia. Mi sento … Piena, sazia. Ho provato a parlarne con i miei. Mia madre mi deride , o almeno cosi sembra. Mi dice che ho 14 anni, non sono una bambina alla fine non riesco più a parlarne. E’ come avesse un suo concetto di normalità che io non rispetto, odio quando mi parla. Mio padre é un po’ più ragionevole . Per loro non e un problema, non hanno capito che non ce la faccio ad uscire e a stare con la gente.

    Mi dispiace se le mie parole non sono molto chiare… Non riesco a scrivere su di me

    Cordiali saluti.

  101. Viola il 03/09/2012 04:34

    Caro Doc, le anticipo subito che Viola non è il mio nome e se l’e-mail fosse nascosta ne sarei lieta. Vedo che le persone che soffrono sono davvero tante, e conferma gli anziani modi di dire che affermavano che in ogni casa ci sono le proprie ombre. Quando racconto la mia storia mi sento sempre un po’ in colpa perchè anche colui che le ascolta o le legge ha le sue “ombre” da gestire e gettare al nostro prossimo tutto il nostro buio può essere quasi egoismo. E io, di buio, ne ho davvero tanto, che talvolta con quei pochi, assai pochi (2 persone al mondo) che sanno tutto sdramatizziamo diciamo che ne uscirebbe un bel libro. Nasco 40 anni fa, in una famiglia economicamente agiata e socialmente ben vista. La mia infanzia, ovvero quell’età che va da 0 a 9 anni è quasi l’unico periodo bello della mia vita. Nessun pensiero, mi sentivo amata, mi sentivo protetta. Mia madre la ricordo con amore, tra le sue braccia mi sentivo al sicuro; ed è continuato così fino al giorno che è morta. 7 anni fa. Ero una ragazzina solitaria, frequentavo pochissimi coetanei, sempre ai margini di tutto, non so bene perché, ma io stavo bene così… finchè un giorno il mio piccolo mondo dorato è caduto, crollato o forse non era mai esistito.. non saprei.. in casa cominciarono le guerre, mia madre e mio padre cominciarono ad odiarsi ma al contrario delle altre coppie (complice i tempi diversi probabilmente) hanno continuato a vivere sotto lo stesso tetto fino alla fine, in una sorta di legame insano fatto di odio, sensi di colpa e ripensamenti. All’inizio della adolescenza ho improvvisamente cambiato rotta… ho cominciato ad uscire (troppo a detta dei miei, ma erano troppo presi da loro stessi per farci tanto caso) a frequentare coetanei e gente più grande, a non studiare quasi mai se non per ottenere la promozione con il minimo richiesto, a truccarmi, a frequentare feste, a frequentare la gente sbagliata… mi rivedo quasi, piccolina di statura, esile, bionda, stravagante e sempre “bastion contrario” per partito preso.. un pomeriggio, giugno, stavo terminando la III media passano due amici a casa di una mia amica dove stavamo studiando… o via di lì vah,,, erano con un ragazzo più grande, lui aveva l’auto.. si offrono di farmi fare un giro… beh.. non è finita proprio in un giro quel pomeriggio… a distanza di anni ho cercato di ritrovare quel posto… ma non ci sono riuscita! Non credo lei abbia bisogno dei dettagli su cosa avvenne quel pomeriggio.. nessuno si accorse di nulla, nè a casa nè a scuola… era talmente tanto il disagio e la vergogna che la ritenni una mia responsabilità… i mesi che seguirono furono un’incubo… mi seguivano, mi controllavano, avevano (ma lo capisco solo ora) paura. Passano gli anni, e finalmente trovo un fidanzato, la nostra relazione durò parecchio e con lui piano piano torno a vivere e ad avere una sessualità normale e sana, come la dovrebbe avere qualsiasi 18enne e non per ultima la stima di me stessa… sebbene le nostre strade si siano poi divise lo sento ancora oggi.. Per farla più breve possibile, incontro un uomo molto più adulto e me ne innamoro profondamente, una parte di me lo ama ancora oggi, ma purtroppo lui è impegnato (sposato) ma è così intenso il sentimento da superare anche questo.. durerà anni, avremmo un figlio che purtroppo non nasce vivo e lì si riapre il primo baratro… nello stesso periodo a mia madre viene diagnosticato un cancro al midollo osseo che nel tempo diverrà linfoma.. ed ecco il buio… la relazione non sopravvive a tutto questo, cominciano le fobie, le paure, le manie e l’ipocondria, l’isolamento, finchè una sera, con tutta quella non da poco farmacia che ho in casa decido che non vale più la pena continuare… ingoio tutto quello che trovo (Darkene, qualche vecchio e scaduto barbiturico, vino, etc) ma quando il sonno pesantissimo arriva realizzo che non ci sarebbe stato ritorno, mi spavento (per fortuna) provo ad indurre il vomito… in parte ce la faccio ma non sono sicura e chiedo aiuto al 118… lavanda gastrica, carbone e ricordi assai confusi… ritorno a casa con una psichiatra che finalmente mi segue ma metto su 10 kg che non se ne andranno mai! Per farla breve passano alcuni anni, e nel 2001 dalla stessa relazione (ripresa a morsi e bocconi) nasce mio figlio. Nel 2004 dopo anni di lotta e milioni di terapie alternative mia madre muore e io e mio padre restiamo vicini… un patrimonio economico era volato via, ma per la più nobile delle cause… io intanto mi laureo una seconda volta, nessuno ha mai saputo chi fosse in realtà il padre di mio figlio e tutto procede in una pseudo-normalità. Finchè una mattina, la settimana Santa del 2009 (martedì 7 aprile) mio figlio è in salotto a fare colazione con qualche linea di febbre, io e mio padre prendiamo un caffè… parliamo di tante cose e forse di nessuna… mi dice di essere stanco e di desiderare di coricarsi un po’.. ma prende la sua arma regolarmente detenuta e si spare in testa.. a me l’onere di ritrovare lo scempio… nessun biglietto, nessun perchè— ma servivano davvero? io gli conosco tutti i suoi perché— c’è chi eredita due volte, io e mio figlio restiamo con pochi spicci in tasca e un anno dopo vengo colpita da infarto del miocardio settale e ventricolare Sn— ora tutti a chiedersi quanto io possa essere depressa e francamente doc, no, conosco la depressione, non ci assomiglia se non qualche brutta giornata, ma credo di potermela permettere no? Lei che dice?… sono solo esausta, disillusa, arrabbiata con tutto probabilmente— ma dottore dopo aver provato e girato per anni qualsiasi benzodiazepina esistente, nessuna, e sottolineo nessuna riesce più a farmi dormire… stilnox, en, tavor, halcion, endormin, minias ne dica uno l’ho provato ma non funziona più nulla… questo sì che mi manda in depressione, vedere lo scorrere dell’orologio notte dopo notte, e il giorno dopo essere ancora sveglia ma così esausta da non servire a niente…. questo doc mi sta mandando fuori di testa…. mi aiuti…

  102. Viola il 03/09/2012 04:47

    p.s. Cosa importantissima… per anni sono stata trattata con Elopram e con le varie benzodiazepine o simill-benzodiazepine… ultimamente mi hanno prescritto efexor 75 mg e depakin 300, ma sono talmente tanti i farmaci che prendo dopo la rivascolarizzazione mediante bypass che non me la sento proprio di buttarne giù altri,,, efexor non mi è piaciuto come effetto e a scalare l,ho cestinato insieme al depakin —

  103. Dr.Zambello il 03/09/2012 12:04

    Gent.ma Signora,
    lei pensa di aver diritto a morire. Suo padre lo ha fatto sparandosi, lei vuole morire piano, piano ma con tanta rabbia.
    Non sono io a dirle cosa può fare e cosa no, a darle delle motivazioni etiche ma, sappia che ha 40 anni.
    Significa che è ha ancora metà della sua vita. Ora lei la può chiudere, farla finire ma, se vuole, ricominciare, rinascere.
    Certo, deve affrontare, conoscere la sua “ombra” che forse è ben oltre quelle che lei già ha visto e, una terapia psicoanalitica la aiuterebbe in questo.

  104. Viola il 04/09/2012 05:48

    Perché dot, Zambello mi ha risposto così… se vuole dirmelo, owiamente, Io ho ben capito cosa vuole dirmi ma mi farebbe piacere sentirmelo dire ugualmente.. Viola

  105. Viola il 18/09/2012 18:22

    Non comprendo questo protratto silenzio… per carità, via web non è che ci si possa allargare tantissimo né sbilanciare troppo. Non conosciamo chi sta dall’altra parte del nostro monitor… ma Lei ha fatto delle affermazioni importanti, perchè non mi risponde più?

  106. Dr. Zambello il 19/09/2012 07:43

    Gent.ma Signorina,
    mi dispiace ma, questo non è lo spazio per fare terapia. Ho scritto quello che lei evocava in me. Non è la verità. Ora, se lei li sente più o meno corrispondenti, ci lavorerà sopra, chiederà aiuto a qualcuno, andrà da uno psicoterapeuta. Se invece sono totalmente estranei, li lasci cadere, non ci pensi. Sicuramente questo non è lo spazio per un confronto né tanto meno per fare terapia.

  107. marco il 21/09/2012 17:58

    Buongiorno soffro di depressione bipolare da parecchi anni , ho 46 anni sono sposato con due figli , sono in cura da uno psichiatra il quale ogni circa un anno di tempo , mio malgrado devo cadere nel suo studio perche’ mi rinchiudo in me stesso , trovando tritezza , morale a zero , mancanza di appetito , e mi abbandono nel dormire frequentemente trovando un leggero sollievo delle mie turbe mentali . il problema piu’ grave nasce nel mio lavoro dove avendo una rivendita commerciale devo stare a contatto con la clientela , ed invece ho un totale rifiuto di comunicazione , mancanza di voglia di fare .
    le pastiglie che devo assumere anafranil 75 e lorans , al mattino e alla sera , solo che il miglioramento che mi hanno dato in passato , ora e’ da circa sei mesi , e mi trovo ancora in uno stato confusionario . Comincio ad avere dei dubbi e sinceramente sono stufo della mia situazione .

  108. Dr. Zambello il 21/09/2012 18:13

    Signor Marco,
    non ne farei un gran problema. Evidentemente lei ha bisogno di rivedere la sua terapia. Ritorni dal suo psichiatra o vada da un altro psichiatra. Ha mai valutato di fare una psicoterapia che integri la terapia farmacologica?

  109. sara il 01/10/2012 01:04

    Gentilissimo Dottore, ho 32 anni, soffro da anni di depressione che mi provoca paura di uscire di casa, paura di guidare, sconforto totale verso qualsiasi cosa e senso di inadeguatezza verso tutto. Negli ultimi due anni per degli sbagli che ho fatto, quindi per coscienza sporca, e prima o poi potrebbero venire a galla, vivo in un costante stato di ansia,con pensieri ossessivi riguardo ciò,con conseguenti tachicardia, vomito, sudorazione, insonnia. Se io non fossi depressa, e vivessi, forse riuscirei a non pensarci dicendo “quando e se si presenta il problema,ci penserò”, ma vivendo in stato depressivo, forse, il pensiero ossessivo diventa più difficile da scacciare.
    Cosa posso fare?

  110. Dr. Zambello il 01/10/2012 06:59

    Gent.ma Sara,
    lei parla di due cose diverse: da una parte una sintomatologia depressiva, dall’altra una “colpa” che teme venga scoperta.
    Credo che lei debba andare da qualcuno a farsi aiutare a gestire la sua “colpa”, valutare bene, oggettivamente cosa è successo e nel contempo superare questo eccessivo stato ansioso depressivo che la schiaccia.
    La valutazione del come, è da farsi solo in sede terapeutica con il medico che la seguirà.

  111. aldo il 09/10/2012 12:57

    salve dottore,sono un uomo di 61 anni che ormai da un anno soffre di depressione dopo la morte di mamma… all inizio i medici mi diagnosticarono un’intolleranza al glutine e non la depressione e da quel momento iniziai a perdere peso fino a 15kg..rivolgendomi dopo ad uno specialista in neurologia pare che le cose si stessero rimettendo meglio però non facevo altro che dormire per tutto il giorno e avere addosso una svogliatezza che prima non avevo…la mia vita è sempre stata caratterizzata da dure giornate lavorative sia nei campi che in cantiere però ora nn riesco nemmeno ad alzare il peso di una piuma perchè mi sento privo di forze e anche per quaeto motivo passo le mie giornate chiuso in casa e allungato sul letto per quasi l intera giornata….passeggiate di qualche metro sono paragonabili alle scalate sul monte everest!! rimettere le forze è dura però i dottori ai quali mi sono rivolto fino ad oggi non mi hanno dato una grande mano e non mi hanno mai prescritto un ricostituente per tirarmi un po’ su!!… secondo lei cosa sarebbe meglio fare?? facendo esami piu accurati in un centro specializzato in neurologia mi hanno anche diagnosticato una forma di parkinsonismo che però è ai principi e leggerissima ma dovuta anche ai troppi farmaci e gocce che ho assunto durante tutto questo tempo…grazie mille

  112. Dr. Zambello il 09/10/2012 16:08

    Scusi Signor Aldo,
    ha deciso di suicidarsi? E’ evidente che i farmaci per quanto abbiano funzionato non le hanno risolto dei problemi un po’ più antichi che sono probabilmente scoppiati con la morte della mamma.
    Si faccia aiutare da uno psicoterapeuta.

  113. carry il 14/10/2012 22:03

    Salve dottore, sono una ragazza di 22 anni , è da sempre che mi sento triste, senza autostima , handicappata, incapace e il mio corpo mi fa schifo … e crescendo ho sempre sperato in un miglioramento ma invece è stato un lento decadimento …. già a 6 anni mia madre mi aveva portata da una neuropsichiatra o qualcosa del genere , mi era stata diagnosticata già all’epoca una depressione di tipo ereditario, genetico… mia madre ha pensato che quel medico era pazzo. Ho passato asilo , elementari e medie come un supplizio (ho fatto solo scuole paritarie cattoliche) , venivo sempre presa in giro da tutti, a scuola non capivo mai nulla , avevo insegnati di recupero (date dalla scuola) che mi venivano a prendere durante l’orario scolastico e tentavano di aiutarmi…. alle medie la preside mi ha mandato da una psicologa a fare i test dell’intelligenza perchè pensavano fossi stupida , il mio quoziente intellettivo era nella media e questo mi ha risollevato, ma la psicologa che stava in tutte le sedute a parlare con i suoi figli al telefono un pò meno . Al liceo, mi hanno bocciato e ho dovuto cambiare indirizzo e fare quello che aveva deciso mia madre , all’età di 17 anni mi hanno scoperto una dislessia di medio-grave livello , uscire da liceo è stata una vera impresa. Intato ho avuto una storia d’amore con un ragazzo molto paranoico abbiamo continuato a mollarci e rimetterci insieme per 4 anni . Durante questo tempo ho avuto altri due psicologi e uno psichiatra che aveva mi dato un aiuto farmacologico durante il periodo più nero in cui avevo allucinazioni visive e mi tagliavo i polsi . verso i 18/17 anni ho cominciato ad avere problemi con il cibo facevo diete drastiche in cui perdevo dieci kili arrivando a 41 kili per poi rimetterne 12 kili in un mese (continuo tuttora) , e questa cosa mi ha solo danneggiato ulteriormente …. adesso che ho 22 anni lavoro dai miei genitori non ho intrapreso l’università perchè ogni cosa che voglio fare dura il mio periodo ”decente” in cui ci provo a rialzarmi da sola ma quando arriva il periodo triste finisce tutto , non ho amici , il mio lavoro mi fa schifo e ogni volta che esco mi sento diversa sento che tutti hanno feeling con tutti tranne io … per non pensare a suicidarmi mi chiudo in casa mangio continuamente e guardo film , uno dietro l’altro … mia madre mi consiglia di riprendere una cura psicologica ma come faccio a fidarmi ancora quando su tre psicologi e uno psichiatra non hanno saputo aiutarmi???

  114. Dr. Zambello il 15/10/2012 00:09

    Gent.ma Signorina,
    lei lo sa di essere intelligente e forse più di molti di quelli che l’hanno etichettata come insufficiente. E’ evidente che si sbagliavano e, tanto.
    Nel frattempo lei ha fatto un po’ di pasticci. Ora deve fare i conti con l’insensibilità di molti che si sono presi cura di lei ma anche dei suoi errori.
    Però, oltre a non essere stupida, ha almeno due vantaggi: è giovane, giovanissima e ha una buona capacità introspettiva. Ha ragione sua madre, si faccia aiutare ma si scelga il terapeuta, lo contatti, ci vada una due volte e solo quando è sicura, stipuli con lui un contratto che poi dovrete, tutti e due, rispettare.

  115. carry il 15/10/2012 19:54

    grazie per la sua risposta , ho un’altra domanda per caso sono capitata su un suo video di youtube in cui lei dice che spesso si generalizzano diverse figure terapeutiche nell’ambito della psiche… io mi chiedo , anche perchè non ho voglia di sbagliare un’altra volta , che tipo di aiuto ho bisogno? semplice psicologo, psicoterapeuta , psiconalista ?? in tutto questo tempo io ho avuto a che fare con psicoterapeutici, psicologi e due psichiatri e come diagnosi ho avuto ciclotimia, borderline e depressione , insomma ognuno si è tanto divertito a fare una diagnosi senza aiutarmi veramente .. vorrei sapere se potrei fare dei passi avanti con uno psicoanalista o dovrei cercare ancora un’altra volta uno psicoterapeuta??

  116. Dr. Zambello il 16/10/2012 08:19

    Gent.ma Signorina,
    non ho dubbio che lei debba cercare uno/a psicoterapeuta. nel suo caso mi sembra che l’indirizzo psicodinamico sarebbe più indicato. Non ci sono tanti psicoanalisti ma, se nella sua città ce n’è qualcuno, ancora meglio. Detto ciò, come ribadisco nei video, la cosa più importante e che si crei un feeling tra terapeuta e paziente e questo lo deve solo verificare di persona.

  117. ylenia il 23/10/2012 12:27

    ciao a tutti..ho da poco compiuto 19 anni. fin da piccola sono stata taciturna ,timida,malinconica ,con zero autostima…crescendo sono andata a peggiorare..ho attacchi d’ansia,battiti del cuore accelerati,paura del buio,amo la solitudine,amo il silenzio,ho paura dei pregiudizi degli altri…a 17 anni ho abbandonato gli studi,amavo ciò che facevo ma mi sentivo inutile,in più…mi sono innamorata e siamo stati insieme per un anno e mezzo,ed è stato peggio..sono iniziati gli attacchi di panico..il pianto ogni giorno..avevo paura di perderlo,pensavo che una volta accompagnata non l’avrei più rivisto…forse temo l’abbandono delle persone che amo..provavo a parlarne con lui ,ma rispondeva con frasi banali :passerà non è nulla! un giorno ho preso la decisione di lasciarlo…e d’allora va sempre peggio…non l’ho più sentito per un po,poi è ritornato illudendomi che mi amava ancora,e gironsolava con altre ed io mi sentivo morire…ho pensato tante volte al suicidio…ho cominciato a lavorare ed al primo lavoro il padre del titolare prova ad abusare e mi sono licenziata…sembra che mi succeda tutto a me…adesso mi sento sempre stanca,ho sempre sonno..al lavoro è capitato che mi stavo quasi per addormentarmi…non ho voglia di fare nulla..sono triste tutto il giorno e piango..non mi sento capita da nessuno..non voglio più lavorare,tra l’altro oggi avrei un colloquio….penso che sia inutile vivere…ci costruiamo una vita soffriamo…e poi??alla fine moriremo ugualmente..e se avessi un tumore?…non so…io adoro i bambini e alle volte penso spero solo di non essere o di diventare sterile..vorrei andare in un psicologo ma ho paura dei pregiudizi della famiglia e della gente…anche volendo non ho la possibilità economica…adesso(fino a ieri)stavo con un ragazzo…abbiamo chiuso,sa solo criticarmi…di presenza c’abbracciamo e tutto passa..ma per telefono è insostenibile….mai un discorso sensato…non so come andrà…se è vero amore si aggiusterà…ieri sono stata in chiesa e sto un po più serena..la suora mi ha detto ..dove non si avverte la presenza di Dio c’è qualcos’altro di nero :( …aiutatemi

  118. Dr. Zambello il 23/10/2012 18:58

    Gent.ma Signorina,
    certo che lei fa di tutto per farsi mandar via. Il suo moscio un po’ confuso e strascicato di parlare, immagino anche di muoversi, ha lo scopo di irretire gli altri. Lei agisce, inconsciamente per arrivare “al fallimento”.
    Può smettere, rendendosi conto che non c’è il “fato” cattivo che agisce contro di lei ma, lei stessa si aggredisce e aggredisce gli altri. E’ tanto giovane, si faccia aiutare. Non ha i soldi? Lavori e si paghi la terapia, ne avrà solo vantaggi.

  119. Michele il 25/10/2012 20:36

    Gentile Dr.Zambello
    Mi chiamo Michele e ho 17 anni..Sinceramente non riesco a capire se sono depresso o meno,ma è certo che già da un bel po di mesi sto passando un brutto periodo…Nella vita non mi manca niente : ho una sana famiglia alle spalle,ho tanti amici,non ho particolari diffilcoltà economiche e vado bene a scuola..Purtroppo però mi sento molto solo e spesso non riesco ad avere successo con le ragazze ,e ciò con il tempo ha portato la mia autostima a 0!!…Mi dicono tutti che sono un bel ragazzo forse un pò ”robustello” ma per il resto quando sono in pubblico sono simpaticissimo e mi faccio voler bene da tutti..Il problema è che quando sono da solo o a casa mi deprimo poichè sento il forte bisogno di una compagna al mio fianco che non sono ancora riuscito a trovare..Mi sento incompreso e ho molte manie di protagonismo; non posso chiedere sempre l’aiuto dei miei amici poichè comunque la maggior parte di loro ha un’intensa vita passionale e inoltre sarei troppo noioso…E non chiederei mai l’aiuto dei miei genitori poichè proverei troppa vergogna e un senso di inadeguatezza..Qualche volta piango perchè non mi sento accettato ,voluto bene e non sono felice con me stesso per la mancanza di un amore forte..Sarebbe utile l’aiuto di uno psicologo?

  120. Dr. Zambello il 26/10/2012 07:38

    Michele, io non credo che lei sia depresso, semplicemente “fa fatica a crescere”. Nessun pericolo, c’è tutto il tempo, anche per andare a donne. Però, visto che può farlo e visto che è così sensibile da capirlo, si faccia aiutare da uno/a psicoterapeuta. Ne avrà solo vantaggi

  121. Mimmo il 27/10/2012 12:39

    caro dott. Zambello, innanzitutto complimenti per la sua disponibilità. Non è da tutti mettere a disposizione, senza nulla a pretendere, la propria professionalità.
    La contatto in quanto da quasi 2 mesi soffro di depressione. La mia mente è in continuo “movimento”, non riesco a godermi il presente e mi sento come se il mio fisico non reggesse più le mie pressioni. Ho avuto 2 incontri con lo psicologo dell’asl, il quale mi ha detto che non sono però in una fase critica e che ho bisogno di “ricaricare il serbatoio”. Anche se alterno a momenti quasi di normalità, momenti di vera e propria angoscia struggente. Vorrei cominciare una psicoterapia, ma ho 31 anni, una moglie che non lavora da un anno (e che non sopporta più i miei malesseri, visto anche il mio pessimo carattere nell’affrontare le difficoltà), il mutuo e le varie spese che occorrono per portare avanti una famiglia; quindi non potrei aggiungere 300/400€ al mese a tutte queste spese. Almeno in questo non in questo periodo. A questo punto sono molto indeciso, e timoroso; non so se è il caso di passare ad un supporto farmacologico che mi aiuti nei momenti critici. Non lo vorrei. Ma non credo di avere alternative. A meno che non basti la forza di volontà. Cosa mi consiglia?

  122. Dr. Zambello il 27/10/2012 15:47

    Gent.mo Signor Mimmo,
    non “demonizzerei” la terapia farmacologica. Ho sempre pensato e scritto che almeno delle fasi iniziali deve integrare quella psicoterapeutica. Lei vada da uno psichiatra, ripeto: psichiatra e si faccia prescrivere una terapia. Le farccia con costanza e vedrà che in pochi mesi ne sarà uscito. Questo non toglie la possibilità che un giorno, quando avrà voglia e possibilità, affronterà i suoi disagi interni su un piano diverso. Lasci stare “la volonta”, qui centra poco.

  123. antonella il 04/11/2012 22:12

    Gentile dott. Zambello
    voglio ringraziarla da adesso per la disponibilità e il disinteresse che dimostra di avere (nn è da tutti).
    Sono una persona normale, sposata con tre figli. Mi sono sposata perchè ero incinta e sono anni che vivo una relazione che nn è quella che volevo… io cerco di essere all’altezza di tutto…ma nn ci riesco…mio marito penso che anche lui viva una relazione che forse nn voleva..nn parla, anche se sollecitato di brutto…ho perso tutte le amicizie che avevo, ho sempre problemi economici..nn mi curo, mi sento un peso ..nn riesco a liberarmi…adesso i problemi sono aumentati..mio marito per noi nn c’è mai, io porto i figli a scula, io dagli amici, io in palestra….anch’io lavoro…devo farlo io perchè lui lavora e nn ha tempo…molto spesso sto male..come adesso con lui nn posso parlare…neanchepiangere…mio marito nn mi abbraccia mai nn vuole sentire..io sto male..tante volte mi scoccio anche di…lasciamo stare ho passato periodi che tutti mi stavano alla larga…lo so che è colpa mia… ma i miei figli…ho paura…

  124. antonella il 04/11/2012 23:19

    vorrei piangere ma nn posso…

  125. Dr. Zambello il 05/11/2012 08:46

    Gent.ma Antonella,
    lei lo sa che avrebbe bisogno di aiuto, soprattutto psicoterapeutico ma, in attesa di avere un po’ di disponibilità economica, si faccia aiutare farmacologicamente. Vada dal suo medico, meglio sarebbe da uno psichiatra e faccia ciò che le prescriveranno.

  126. Betty il 08/11/2012 19:33

    Buonasera Dott.Zambello,
    ho 25 anni e la mia vita da un pò è a un punto fermo. Io non lo so se soffro o meno di depressione o è solo ansia so solo che sono sempre triste, non ho mai voglia di fare niente….vorrei solo stare a casa nel letto da sola. Mi viene spesso da piangere, penso sempre che tutti ce l’abbiano con me e trovo una grande difficoltà ad uscire di casa, soprattutto a stare sul pullman per raggiungere l’università. Non sopporto i luoghi affollati e la gente che mi fissa. Parto sempre con molto entusiasmo per tutto e poi mi affievolisco….un esempio è che non riesco puù a sostenere neanche un esame…..non so cosa fare della mia vita e ho veramente paura di tutto, del giudizio altrui, di tutto….non riesco a scegliere una strada da seguire. Vorrei solo essere un pò più serena, positiva e non avere costante paura di provare situazioni a me nuove e sconosciute. Vorrei vivere un pò più spensieratamente e godermi gli anni che ho….dato che fin’ora non ho fatto altro che vivere in letargo sprecando la mia vita…..Gradirei molto ricevere un suo parere e grazie per l’aiuto.

  127. mario il 08/11/2012 23:36

    gent. dottore zambello
    Ho 16 anni è da circa 3 anni che sto male mi sento strano come se mivenisse da piangere e anche per stupidagini come per esempio una litigata con un amico poi quando torno a casa mi fa stare male mi sento malissimo una senzazione strana nel petto, ma anche senza motivo moltissime volte anzi quasi sempre senza motivo tutte le sere quando mi corico sto malissimo mi viene da piangere all’inizio era il oensiero che l’indomani dovevo andare a scuola poi da quest’anno che non vado più all’inizio stavo benissimo ma ora sto dinuovo male anche se non ci vado più grazie mille cordiali saluti.

  128. Dr. Zambello il 09/11/2012 13:41

    Caro Mario,
    lei è un po’ depresso. Non deve continuare così, a stare inutilmente male. Chieda aiuto. Se ha le possibilità vada da uno/a psicoterapeuta altrimenti, vada da uno psichiatra di sua fiducia e faccia una terapia farmacologica. alla sua età basta poco per riprendersi ma, bisogna farlo

  129. Dr. Zambello il 09/11/2012 13:50

    Gent.ma Signorina Betty,
    a 25 anni non si può “sprecare” la propria vita. C’è il dovere di cercare di vivere nel migliore dei modi. io non lo so se lei sia depressa o meno o si tratti solo di sociofobia. Posso dirle che in quello che lei descrive trova il suo campo di intervento la psicoterapia.

  130. ila il 16/11/2012 15:34

    sono depresessa e voglio morire aiutatemi

  131. Dr. Zambello il 16/11/2012 15:44

    Ma come? Abbia il coraggio di chiedere aiuto in maniera che possa veramente essere aiutata. Vada da uno Psichiatra o da uno Psicoterapeuta.

  132. Elena il 19/11/2012 18:08

    Gentile Dr. Zambello,
    ho quindici anni e mi sento spaventata. Più spaventata che mai.
    So che quindici anni sono pochi e l’adolescenza è una fase difficile, e forse troverà i miei problemi comuni, ma tutte le mattine diventa più difficile alzarmi dal letto e ormai l’unica cosa che desidero è non dovermi più svegliare.

    Frequento il liceo classico: nella mia città è un’ottima scuola e -non per farne un vanto, ma solo perchè le cose stanno così- molto difficile. In quarta ginnasio ero in una classe di 23, quest’anno siamo rimasti in 13. Non ho mai avuto problemi riguardanti la scuola; non un’allieva brillante forse, ma sempre accettabile. Sono uscita dalle medie con il 9 e l’anno scorso ho tenuto una media tra il 7 e l’8. Quest’anno sono iniziati i problemi: le prime insufficienze in greco, poi in matematica, le prime verifiche di recupero. All’improvviso la scuola è diventata un incubo, crisi di panico, pianti, stanchezza continua e ogni sera il desiderio bruciante di fuggire, darmi malata, evitare in ogni modo la mattina successiva. Problemi di timidezza e introversione ne ho sempre avuti, ma ora ogni minima cosa sembra capace di spezzzarmi. Mi sento fragile. Anche solo leggere un passo sul libro, rispondere a una domanda su un argomento che ho studiato tutto il giorno, ripetere qualcosa che ho detto: il cuore inizia a battere all’impazzata, le lacrime spuntano agli angoli degli occhi, la gola si annoda su sè stessa e non capisco più niente. So soloc he vorrei scomparire, essere inghiottita dal terreno, non essere mai esistita. Mi sento costantemente debole e stanca, sono capace di dormire pomeriggi interi senza aver fatto alcuno sforzo e quasiasi sfida sembra un masso invalicabile. Mi vergogno di me stessa, dal mio corpo, del mio carattere. Mi sento sola: come se nessuno potesse capire, come se nessuno ci fosse davvero, come se nessuno potesse amarmi per quello che sono davvero. Guardo la rubrica del cellulare e la trovo piena solo di numeri che non voglio chiamare. E mi sento così stupida -stupida perchè a parole suona sempre tutto così vuoto, così superficiale, così banale anche.

    Le ho detto che i miei problemi sono iniziati quest’anno. Non è del tutto vero: quelli a scuola sì, ma mi sembra di non stare bene da molto più indietro. Due anni fa, l’estate tra la fine della terza media e la quarta ginnasio, ho iniziato a soffrire di “problemi” a cui non ho mai saputo dare un nome senza dirmi che stavo esagerando. Mi sentivo grassa -seppur non lo fossi, pesavo all’epoca 46 kg per un metro e 60- e avevo deciso di mettermi a dieta, con risultati pressochè nulli. Quello che facevo era digiunare anche per giorni e poi mangiare tanto per compenso, in modo compulsivo, per il solo bisogno di masticare. Il più delle volte sputavo quello che stavo epr ingerire o vomitavo -non sempre ci riuscivo- vomitavo sperando che con il cibo se ne andassero anche l’insoddisfazione, il senso di colpa, il disgusto e la vergogna che provavo eros me stessa. Rubavo lassativi a mia madre, mi sottoponevo a sfrozi fisici che stentavo a sopportare, evitavo i pasti e poi mi ritrovavo sempre allo stesso punto, il sudore gelidoc he scivolava sulle piastrelle del bagno e gli occhi pieni di lacrime. Mi scuso se questa narrazione è spiacevole. Non ne ho mai parlato con nessuno: mi vergognavo, me ne vergogno ancora adesso, così… stupida.

    Poi la scuola mi ha distratto. Quest’estate è sembrata andare meglio: ho ripreso a mangiare, a fare sport, a scrivere. Stavo con un ragazzo che mi amava -non lo ricambiavo ma cercavo di illudermi- e credevo di aver trovato delgi amici veri. Ma con l’avvicinarsi dell’inizio della scuola ho iniziato a bere, per stordirmi, a rinchiudermi in casa quando la mia famiglia andava in montagna, a passare le notti in bianco. Avevo paura di andare a dormire -di cosa non lo so, so solo che ero terrorizzata. Mi sentivo di nuovo grassa, brutta, infelice -non ho più tentato il digiuno e ho evitato le abbuffate, certo, ma la felicità continuava a non esserci. E adesso con la scuola non ragiono più. Litigo continuamente con i miei genitori e sento che mi disprezzano, vorrei disperatamente essere migliore ma non ci riesco, vorrei che avessero un motivo per ssere fieri di me ma non so fornirglielo. Penso costantemente al suicidio, almeno due o tre volte al giorno, ogni insufficienza invece di motivarmi mi scoraggia. Non riesco a parlarne con nessuno. E ogni volta che passo davanti ad una finestra, tutto quello a cui penso è che sarebbe facile scivolare via e non tornare più indietro.

    Ho paura che queste le sembrino solo delle emerite -perdoni il termine- cazzate. Frasi fatte, non lo so, esagerazioni di una ragazzina che deve ancora crescere. Lo penso anch’io tutti i gironi. Ma oggi sento che non ce la posso far,e che domani non ce la farò, che ho bisogno di parlarne con qualcuno.
    La ringrazio per l’attenzione.

  133. Dr. Zambello il 20/11/2012 08:54

    E’ vero Elena, ha bisogno di parlare con qualcuno. Ha bisogno di dare forma ai fantasmi che si affollano nella mente di una quindicenne intelligentissima ma fragile. Non si vergogni, anzi ma, si faccia aiutare.
    Lei è ancora giovanissima, dipende dai genitori, ne parli con loro e chieda di andare da un/a psicoterapeuta specialista in età evolutiva.
    Non ha nessun dritto di “buttar via “ i fiori bellissimi che la natura le ha dato.

  134. Pluf il 20/11/2012 16:17

    Salve,sono una ragazza di 19 anni che pensa di soffrire di depressione da qualche anno. Ho perso interessi,mi sento in colpa o inutile,mi blocca in ogni cosa vedendo ogni difficoltà come insormontabile,mangio a volte nervosamente e di nascosto,non ho preso molti chili ma non mi prendo più cura di me dentro e fuori,sono al limite e vedo gli altri e mi vergogno di esser così,mi dico che potrei farcela parte un giorno più normale e il giorno dopo è di nuovo tutto dall’inizio,sempre più giù fino al baratro di starmene stesa sul letto a piangere per non so cosa. Vorrei essere spensierata e spontanea,non preoccuparmi di come vivere ma farlo e basta. Studiare con passione come una volta,non fermarmi a nulla e crescere, dimostrare a me stessa che sto diventando una donna e una bella persona che ho tante possibilità e capacità e so sfruttarle appieno! ma non so da dove iniziare adesso,sono sempre al punto di partenza…aiuto.

  135. Dr. Zambello il 20/11/2012 17:17

    Gent.ma Signorina,
    più che di aiuto lei ha bisogno di qualcuno che la prenda per mano. Ho l’impressione che lei sia già donna e viva questa realtà con spavento. Non c’è motivo, ha l’età per esserlo. Cerchi qualcuno che la stimi e le voglia bene.

  136. tonino il 04/12/2012 22:01

    carissimo dottore io da oltre 12 anni soffro non so bene ancora come definire questa mia malattia depressione attacchi di panico faccio uso dello zoloft la mia pillola della felicita perche dopo questa terapia o incominciato a rivivere dottore perche questi brutti pensieri far male a le person piu care paura di impazzire secondo lei si puo davvero impazzire o fare del male alle persone vicine distinti saluti

  137. Dr. Zambello il 05/12/2012 09:33

    Signor Tonino,
    lasci stare la paura di impazzire. Dopo i 27 anni “non si impazzisce” più. Si può star male ma, non si “diventa matti”. Sono contento che lei abbia trovato la sua terapia ma, si accorge e, ha ragione, che forse il problema della depressione è legato alla capacità di elaborare la propria aggressività. Per far questo, le pastiglie servono a poco, bisogna fare un percorso psicoanalitico. L’opportunità o meno di farlo è prevalentemente soggettiva.

  138. tonino il 05/12/2012 19:49

    grazie infinite dottore

  139. mario il 15/12/2012 01:09

    salve dottore… sono un ragazzo di 20 anni!!nn so bene che mi sta succedendo ma è da un anno che mi rendo conto che nn sto più bene come a prima!! sono sempre stato un ragazzo forte e allegro.. non so bene spiegarti i miei sintomi ma è un costante stare male, sono costantemente in pinsiero tutto il giorno, mi viene difficile relazionarmi con le persone, cioè non ho la forza di conoscerle.. mi sono rinquiso in me stesso, e questo fatto mi sta facendo impazzire!!ho costantemente un dolore interiore che non va via..mi sento indiferente su ogni cosa che mi circonda, non sento interesse per nnt!! ho questo dolore interiore che mi impedisce di fare tutto, ho sempre voglia di stare in silenzio e parlo molto poco!! ho sempre un senso di paura o altro, non telo so spiegare bene… credo che questo fatto è dovuto alla mia brutta infanzia e al fatto che mi sono lasciato dopo una storia di 5 anni con una ragazza…. ho costantemente mal di testa e sento che sto impazzendo!! vorrei solo dare una spiegazione a questo mio problema che mi chiedo tutti i gg..

  140. Dr. Zambello il 15/12/2012 13:05

    Caro Mario,
    non stai impazzendo, sei solo un po’ depresso.
    Il perchè non lo so, forse la tua storia personale, forse il distacco dalla fidanzata storica, forse..
    Però, non puoi stare così. Chiedi aiuto, subito ad uno psichiatra e poi, se lo vuoi ad uno/a psicoterapeuta per capire un po’ come tu funzioni. Non ti preoccupare ma, reagisci.

  141. john il 16/12/2012 19:17

    salve dottore..sono un ragazzo residente nella provincia di brescia..mi chiamo john e ho 19 anni..da circa 1 anno e mezzo sto con la mia ragazza che ne ha 16..il primo anno piu meno è andata bene….
    lei ha una madre un pò severa che non le permette di fare quasi nulla tranne andare a scuola a messa con lei e uscire qualche volte con la sua miglior amica.prima trovavamo il modo per vederci..ma ora non ci si vede quasi mai tranne dopo scuola.lei a quanto pare è in depressione a cuasa del comportamento di sua madre..sua madre da quato io ho capito a 16 anni aveva gia il suo primo figlio e come quasi tutte le mamme africane cerca di proteggiare le figlie a non commettere lo stesso errore..però alla mia ragazza sta situazione le sta mandando in depressione..ha brutti voti a scuola dorme spesso..piange spesso..suo papa non ce e in africa e lei era molto legata al padre che purtroppo non vede da circa 5 anni..io ci sto male.non la voglio abbandonare per nessun motivo anche se a volte se la prende con me..ma a me non da fastidio..aiuto dottore come posso fare per aiutarla?..grazie in anticipo

  142. Dr. Zambello il 16/12/2012 19:56

    Gent.mo John,
    io sono di una generazione quando tutti i genitori si comportavano come la mamma della sua ragazza. Che si faceva? Si aspettava, si fantasticava ma, soprattutto le si faceva capire che non la avremmo abbandonata mai.
    La sua ragazza ha bisogno di questo, non tanto di sentirsi dire che la sua mamma sbaglia ma che lei la saprà aspettare.

  143. marco il 20/12/2012 00:49

    BUONGIORNO IL MIO PROBBLEMA è STATO DI NON AVER DORMITO PER CIRCA 3 MESI E MEZZO DI FILA,QUESTO MI è ACCADUTO DOPO AVERE CONOSCIUTO UNA RAGAZZA CON UN FIGLIO,IO FORSE NON ESSENDO ABBITUATO CIA RELAZIONE COSI E HO INCOMINCIATO A NON DORMIRE ATTUALMENTE PRENDO IL TAVOR E MITARZAPINA,MA SECONDO Mè IL MIO è UN PROBBLEMA DI PERSONALITà…NON ESCO QUASI PIù DI CASA E TUTTO MI è PIù DIFFICILE,MI SONO ANCHE INPICCATO SONO STATO IN COMA PER 48 ORE,USCITO DALL’OSPEDALE PENSAVO DI RIPRENDERMI,MA PURTROPPO ORA PENSO DOPO AVERE FATTO QUEL GESTO IN CASA,ORA TUTTA LA GENTE MI GUARDA MALE,SOTTO UN ALTRO ASPETTO,E QUESTA COSA QUI MI Fà STARE MALE,E POI HO UN PROBBLEMA ANCHE QUASI DI IMPOTENZA,NON Sò SE LO SONO DIVENTATO MA HO MOLTA POCA EREZIONE,E MOLTE VOLTE PENSO DI NON CAMBIARE PIù….LA MIA INSONIA FORSE ERA BASATA CHE NON AVEVO MAI SPAZZI INSIEME CON LEI PORTAVA SEMPRE IL FIGLIO A PRESSO E QUINDI NON LE HO FATTO NEANCHE UN RAPPORTO SESSUALE,ANCHE PERCHè LEI VIVEVA IN UNA CASA FAMIGLIA E QUINDI AVEVA ANCHE GLI ORARI DI RIENTRO.CI HO FATTO 4 MESI POI LO DOVUTA LASCIARE,IO ORA MI SENTO PERSO HO LA MANIA DELLA PERSECUZIONE ED HO BEN 35 ANNI,SPERO DI MIGLIORARE,MA E MOLTO DURA CI VUOLE MOLTA FORZA DI VOLONTà,RINGRAZIANDOVI DI AVERMI FATTO SCRIVERE LA MIA DISGRAZZIA ,CHE NON AVREI MAI VOLUTO ENTRARE IN QUESTO SITO CI SONO DOVUTO ENTRARE,PRIMA IL PC LO USAVO PER PASSA TEMPO,ORA LO USO PER CAPIRE COSA MI SIA ACCADUTO IN 4 MESI DEL NOVEMBRE 2010

  144. Dr. Zambello il 20/12/2012 09:29

    Gent.mo Marco,
    si credo anch’io che lei abbia un problema di personalità.
    Non sono così d’accordo con lei quando descrive la sua situazione come irreversibile. Non è vero. Lei ne può uscire e, bene, a patto che si faccia aiutare su due piani: farmacologico e psicoterapeutico. Si cerchi uno psicoterapeuta con formazione psicodinamica.

  145. marco il 22/12/2012 23:13

    Grz dottore,spero che sia come dica lei ci vuole la mia forza anche di volntà

  146. Azzurra il 28/12/2012 05:03

    Gentile Dottore,
    ho 27 anni, e da circa 1 anno ho terminato una psicoterapia breve durata 9 mesi, con successo. Avevo solo bisogno di focalizzarmi su me stessa e ritrovare della sana autostima, nonchè iniziare a parlare con me stessa, cosa che non ho mai fatto per tutta la mia vita. La psicoterapia è terminata per volontà mia e dello psicoterapeuta, entrambi soddisfatti dei risultati ottenuti.

    Ora, i sintomi di cui soffrivo prima della cura si stanno lentamente rimanifestando tutti. Conosco quali sono gli “esercizi” che devo operare su me stessa per risolverli, ma non ho voglia di farli, con conseguente aggravamento. Allo stesso tempo rifiuto questo stato e mento a me stessa ogni giorno dandomi una chance di migliorare.

    Il motivo per cui non voglio tornare dallo psicoterapeuta (nè raccontare ad alcuno come sto realmente) è semplice umiliazione, mi rendo conto che ovviamente questo motivo è ridicolo, ma dopo mesi che me ne sono accorta sono ancora qui.

    Mi consiglia di trovare coraggio e risolvermi i problemi con le mie forze, tornare dallo psicoterapeuta o altro?

    Grazie in anticipo

  147. Dr. Zambello il 28/12/2012 10:02

    Gent.ma Azzurra, per quanto le potrà sembrare strano, solo lei ha la risposta alla sua domanda. Io sono uno Psicoanalista e faccio fatica ad immaginare che in 9 mesi “uno sistemi” qualcosa che si è strutturato in 27 anni ma, sono pensieri di uno Psicoanalista. Vede, la cosa più perniciosa, nel lavoro che facciamo è che il paziente si senta in colpa per le sue fatiche, ritardi. Purtroppo questo evento è più probabile se il lavoro è a tempo, è focalizzato, in qualche modo, deve terminare. A lei dico, con certezza, torni a chiedere aiuto, da chi vuole lei ma, torni.

  148. Piero il 29/12/2012 18:38

    Penso che gli psicofarmaci siano veleno puro. Per anni mi sono occupato di antipsichiatria e quindi anche di psicoanalisi e raramente ho visto qualcuno guarito dalla depressione con gli psicofarmaci. Gli psicofarmaci fanno bene solo alle società farmaceutiche che li producono. Cioè sono solo un business.

  149. Chris il 03/01/2013 19:08

    Gent.mo Dottore,
    le scrivo nella speranza che mi possa dare una sua opinione in merito ad alcuni sintomi che accuso da diversi mesi.
    Nello specifico, ho quasi continuamente una sensazione di soffocamento, come di peso sul petto. Alcune volte mi manca proprio l’aria e faccio fatica a respirare. Altre volte, oltre a questa sensazione ho delle leggere fitte oppure forti bruciori localizzati nella zona superiore del petto.
    Ho fatto vista pneumologica e elettrocardiogramma ma non ho nulla. Ho anche smesso di fumare, senza alcun miglioramento percepibile.
    Ne ho parlato con il mio medico che, non potendo attribuire alcuna causa al mio malessere continua a prescrivermi infinite analisi (che, oltre al costo, sono una vera e propria tortura…), senza nemmeno prendere in considerazione il fatto che il mio malessere possa avere cause psicologiche.
    A questo punto vorrei sapere se secondo lei può trattarsi di una forma d’ansia…
    Premetto che faccio un lavoro piuttosto strassante e che impegna almento 12 ore al giorno, inoltre soffro di anemia (in cura con ferro) e ipotiroidismo (in cura con eutirox)…
    A volte prendo control 1mg per dormire.
    Le sarei davvero molto grata se volesse darmi il suo parere dato che ad oggi, nonostante le infinite analisi e le informazioni che ho cercato di reperire tra libri, web e conoscenze non sono ancora riuscita ad avere alcuna idea di cosa posso avere.
    La ringrazio fin d’ora.
    Cordiali saluti, Chris.

  150. sacco il 16/01/2013 11:25

    non ho voglia di fare, sono sempre stanco e ammalato. Spesso sono a casa dal lavoro. Dove posso trovare gli stimoli. Consigliatemi qualcosa per favore che mi dia una scossa, che so un libro ecc.grazie

  151. Dr. Zambello il 16/01/2013 12:30

    Perché non chiede aiuto al suo medico? Poi, sei ha voglia, c’è un libro belissimo: “Elogio della depressione” di Aldo Bonomi ed Eugenio Borgna Einaudi Edidore.

  152. Marco il 02/02/2013 22:32

    Gent.le Dottore,
    non so bene cosa fare con la mia situazione. Ho 20 anni appena compiuti e sono sempre andato bene negli studi, ma adesso ho appena cominciato l’università e ho un blocco orribile. Adesso, periodo di esami, passo giorni interi chiuso in casa nel tentativo di studiare, ma sono talmente agitato che vado in giro per casa, così per il momento, anche se ho fatto solo due esami, ho ottenuto risultati per me deludenti così sto andando in depressione. Mi sento inadeguato: mio padre, morto quando avevo 17 anni, mi ha sempre spronato a impegnarmi perché vedeva nello studio la mia unica possibilità di emergere. Ho scelto un corso di laurea scientifico proiettato praticamente a senso unico sulla ricerca e con prospettive occupazionali basse quindi la maggior parte della mia gente vede il mio come un accanimento inutile, quando ero entrato in lauree a numero chiuso più spendibili. Solo che se fossi costretto a lasciare il corso non avrei più voglia di fare nessun altro corso e con il diploma di classico non potrei assolutamente fare nulla. Ho avuto un momento di buco nero così già un anno e mezzo fa quando capii di essere omosessuale e innamorato di quello che all’epoca era il mio migliore amico e non mi vedevo più con un futuro, pensando che sarei finito a 40 anni senza una famiglia. Ci ho messo l’ultimo anno intero di liceo e solo con l’aiuto di alcune amicizie a uscire definitivamente da quella situazione e a riacquistare fiducia nel futuro, ricominciando a sognare di studiare quello che mi piaceva fino a farne una professione in futuro. Adesso dopo i primi due mesi della mia prima relazione, e sembrerebbe tutto perfetto, ricomincia tutto. Sono sempre da solo in casa perché mia madre ormai ha una vita tutta sua con un nuovo compagno e amicizie frivole e, adesso che sono a casa a studiare, aspetto che lui mi venga a trovare come una nuova boccata di ossigeno, così mi sento inadeguato per la mia dipendenza e perché ho paura di non riuscire a ottenere voti alti all’università, mentre lui ha tutti 30 e lode tondi tondi. Avevo già vagliato in passato l’ipotesi della psicoterapia e adesso la sto riesumando nuovamente, passando in cerca di consiglio

  153. Dr. Zambello il 02/02/2013 22:57

    Caro Marco,
    la vita l’ha un po’ provata e gli ha posto una serie di difficoltà. Lei mi sembra tenere e, bene e soprattutto è giovanissimo. Certo, ha bisogno di capire, fare esperienza, rafforzarsi. Chieda aiuto ad uno psicoterapeuta. Le consiglio uno/a con formazione dinamica.

  154. Martina il 04/02/2013 00:04

    Salve Dottore,
    io sono una ragazza di 23 anni, studio all’università e da qualche mese ho un problema che ormai credo che sia riconducibile a uno stato depressivo infatti ho degli sbalzi d’umore molto forti, apatia, sonnolenza e ho assunto un comportamento negativo verso molte cose che prima mi appassionavano molto. Inoltre ho un altro problema che credo sia legato alla mia condizione psicologica ho una strana tendenza a mentire, anche alle persone a cui tengo, le menzogne sono quasi spontanee e per lo più mirate a non dare dispiacere alle altre persone. Io ormai la trovo una cosa snervante perchè mi ha causato alcuni problemi, anche gravi, con la famiglia e con il mio fidanzato. Non so quale sia la causa precisa di questo comportamento, ma credo sia riconducibile al fatto che mia madre è una persona molto protettiva quasi al limite dell’essere impicciona e ha sempre avuto molte pretese nei miei confronti. Lei cosa ne pensa e cosa consiglia? La rigrazio per l’attenzione, distinti saluti

  155. Dr. Zambello il 04/02/2013 11:08

    Gent.ma Martina,
    non so neanch’io quale sia la causa della sua “necessità” a raccontare bugie, sappia comunque che é una necessità, una difesa dell’Io. A poco serve che lei si faccia dei sensi di colpa, l’Io, per il momento, si difende così. Certo, non so né io né lei “cosa teme” ma, è verosimilmente così: lei racconta bugie per difesa. Le possibilità sono che passando il tempo, crescendo, queste difese si abbassino. Se lei si accorgesse che invece di diminuire si strutturano invadendo la sua vita relazionale, lei può chiedere aiuto. Chiedere di scoprire, capire e superare con uno psicoterapeuta questi meccanismi. Mi sembra certo che solo una psicoterapia dinamica può aiutarla a fare questo

  156. sara il 08/02/2013 20:53

    salve dottore,
    io sono una ragazza di 27 anni. Da quando avevo 17 anni soffro di bulimia e non riesco ad uscirne fuori. La cosa strana e che fin ora non se ne accorto mai nessuno… Negli ultimi 5 anni sono stata sposata con un ragazzo che amo tuttora tantissimo ma si e rivelato una persona non degna del mio amore. Abbiamo sempre avuto degli alti e bassi ma per me “gli alti” erano molto piu significativi. Mi sono aggrappata a lui credo.. Lui ha sempre avuto delle reazioni non controllate e violente con me e con gli altri invece faceva finta di essere una persona tranquilla e serena (anche se non lo e assolutamente). Behh per farla breve un mese fa dopo una brutta lite mi sono trovata buttata fuori di casa, senza lavoro, senza soldi e in una citta che non era la mia. Sono dovuta ritornare nella mia citta ma qui vivo da sola e i miei amici anche se cercano di confortarmi non sembrano capire il mio stato d animo. Stranamente tutti mi vedono come una forte e che riesce ad ottenere tutto quello che vuole…e con tutti intendo da mia madre a mio marito e per finire con i miei amici. Non ho nessuno e mi sento veramente molto sola. Mio marito era l unica persona con cui mi aprivo.. Sto cercando di rifarmi una vita (anche se essere stata trattata cosi mi sembra disumano e non me ne riesco a fare una ragione del tutto) ma capisco che ho una grave depressione e non so come uscirne. Vorrei fare da sola perche non ho mezzi sufficienti per permettermi uno specialista ma lotto ogni giorno e non mi sembra di migliorare… So che i problemi che ho sono davvero tanti. Mi puo consigliare qcs? La ringrazio in anticipo.

  157. Dr. Zambello il 09/02/2013 08:37

    Si, prenda comunque un antidepressivo a dosi basse ma, lo prenda. Vada, questo se lo può permettere, da uno psichiatra, le racconti la sua storia e concordate una terapia farmacologica. Non risolverà i suoi problemi ma, impedirà che tra un po’ lei si trovi nei guai seri con se stessa.

  158. Vicky il 09/02/2013 12:55

    Buongiorno Dottore,

    volevo chiederle un aiuto; la mia compagna soffre di depressione, da anni, ma la cosa sembra peggiorare.
    Andava da una pscicoterapeuta, ma ha interrotto perchè dice che le sembrava che le sedute non risolvessero.
    Anche se a mio avviso lei tende ad allontanare tutti.

    Un anno fa a cominciato a prendere dei farnaci, il cipralex se non sbaglio; da allora è stata un pò meglio ed ora siamo a pezzi…

    Volevo chiederle il modo in cui scegliere uno pscicoterapeuta; io sono di Napoli.

    C’è un albo, non so di chi fidarmi, anche perchè la situazione è difficile, parliamo di una ragazza che davvero sta male.

    La ringrazio in anticipo per il suo cortese e prezioso aiuto

  159. Dr. Zambello il 10/02/2013 00:16

    Gent. Vicky,
    le do l’indirizzo di due psicoanalisti di Napoli. Sono psicoanalisti e psichiatri e per caso, marito e moglie. Sono certo che la sua ragazza troverà delle risposte:

    Dott. Rossano Fausto
    Via Pacuvio, 29 80122 – Napoli 0817142592

    Dott.ssa Russo Paola
    Via Pacuvio, 29 80122 – Napoli 0817142592 paruss @ fastwebnet.it

    Nel caso non avessero posto, si faccia dare da loro l’indirizzo di un collega su Napoli.

  160. Vicky il 10/02/2013 01:47

    Grazie dptt. Zambello,

    vorrei chiederle se conosce anche uno psicoterapeuta, siccome la mia compagna preferirebbe la psicoterapia all’analisi.

    La ringrazio ancora per il suo gentile aiuto, preziosissimo.

    Grazie ancora

  161. Dr. Zambello il 10/02/2013 10:39

    Gent.mo Vicky,
    la sua ragazza pone una questione “difensiva”. Tutti gli psicoanalisti sono, prima, psicoterapeuti. Quindi se paziente e terapeuta decidono di fare una psicoterapia si fermano a questa, se invece decidono di fare un’analisi, proseguono su questa strada. Credo però che la sua ragazza ponga , forse inconsciamente, oltre alla resistenza a farsi curare la richiesta di una terapia comportamentale. In questo caso, si deve rivolgere ad un comportamentista. Non è difficile, la maggior parte dei colleghi che trova in giro, hanno una formazione cognitivo-comportamentale.

  162. cristina il 27/02/2013 14:31

    salve Dr. Zambello abbiamo un grosso problema in famiglia vi parlo con il cuore in mano c’e mia mamma che a la depressione da un anno e si faceva la cura e era guarita ma 1 settimana fa ha avutu una forte ricaduta e labbiamo portata in un specialista che gli ha dato una cura in cui lei e lenta si sente la testa vuota quando parla barbetta piange e dice che lei ormai e una persona inutile come possiamo noi familiari aiutarla xche a vederla cosi ci fa stare male lei ha 56anni le chiedo di aiutarmi con qualche consiglio,lei Dr.pensa che la dobbiamo portare in una clinica ho si puo curare a casa? grazie spero che mi rispondera presto xche siamo esasperati cordiale salute dalla fam.Turco

  163. Dr. Zambello il 27/02/2013 15:20

    Gent.ma Cristina,
    nei casi come in sua madre, dove ci si trova davanti ad una ricaduta, non conviene mai precipitare le cose e forse neanche preoccuparsi troppo. In fondo lo sapevate già che la madre soffriva di depressione e, reagiva abbastanza bene ai farmaci. Ora che c’è stata la ricaduta, evento possibile in tutte le depressioni, lo specialista cercherà di adattare una nuova terapia. La risposta al miglioramento la avrete nell’arco di 10, 15 giorni. Solo nel caso non ci fosse o peggiorassero i sintomi, sarebbe il caso di valutare un ricovero in una struttura.
    E’ importante che tutti con la mamma teniate un atteggiamento empatico, cioè di comprensione ma positivo.

  164. Giovanna il 04/04/2013 02:55

    Ho bisogno tanto di un aiuto!!ho 20 anni e ho passato un’infanzia così brutta,le persone che mi stanno accanto non lo ricordano quasi mai ho tentato il suicidio.A 17 anni sono arrivata in ospedale per avermi preso un sacco di pillole scadute e varie con il vino!!!ora ho ho una famiglia mia si mi sento meglio ma ho sempre crisi la sera ed il giorno ma la cosa che mi fa andare avanti è mia figlia!!!anche se la depressione mi soccombe ogni suo sorriso mi fa star un pò meglio!!!.
    Voglio solo superare la mia infanzia!!ma ogni volta che conosco qualcuno mi ci affeziono assai e anche se mi trattano male li perdono perchè non voglio restare sola;ho bisogno di qualcuno ma non voglio che questo mi fa allontanare da mia figlia!!!perchè se mi tolgono lei io morirei.
    non so se è un problema o meno,non so se potreste mai capirmi ma sò con certezza che la mia depressione deriva dalla brutta infanzia.me lo ha detto anche la psicologa 4 anni fa!!ma ora non ci vado più per non far preoccupare tanto mio marito!!che devo fare!!!ho paura

  165. Pamela il 24/04/2013 19:33

    Salve Dr. Zambello, ho 23 anni e vivo uno stato di depressione a fasi alterne da circa 5 anni, alterno infatti periodi, più o meno lunghi, in cui sto bene ad altri in cui ho una ricaduta.. Fino alle scuole medie ero piena di vita, poi ho avuto qualche attacco di panico, ma nulla di preoccupante e sono andata avanti tranquillamente con la mia vita fino ai 18 anni quando ho iniziato ad avere attacchi di panico un pò più forti, ma come le ho scritto in precedenza non sono mai durati abbastanza fino ad ora.. Sono più di quattro mesi che la mia vita è diventata impossibile. Quello che ha portato agli attacchi delle scuole medie e quello che ho avuto a 18 anni erano legati ad alcuni film che avevo visto, mentre quelli che ho adesso sono legati alla scomparsa di un’amica di mia mamma. In poche parole ho una paura folle della morte (anche il fatto della lapide al cimitero mi terrorizza) e faccio molta fatica ad accettarla. Il mio dottore mi ha prescritto dei farmaci che ora non prendo più. A 11 il mio bisnonno è morto, ma non ho fatto una piega, ora non riesco più ad andare avanti. Ci sono giorni in cui sono felice, altri che non faccio che pensarci alla morte. Le scrivo perchè vorrei avere un consiglio da lei, un modo per affrontarla o un supporto. Grazie mille in anticipo

  166. Dr. Zambello il 25/04/2013 07:21

    Gent.ma Pamela,
    penso lei capisca che se questo stato di ansia si è strutturato in anni, non sarà certo possibile superarlo con un “consiglio”.
    Lei deve chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta. Sappia che la terapia sarà abbastanza lunga ma, mi sembra di intravedere i presupposti per una riuscita.

  167. francoF il 24/06/2013 00:15

    Dr. Zambello, trovo la sua iniziativa estremamente utile per le persone che soffrono di queste malattie e le persone che stanno vicino a questi soggetti.

    Ho 26 anni sono fidanzato da 6 mesi, con una ragazza 30 enne, e cerco di capire quali sono i suoi problemi, e come si potrebbe inquadrare clinicamente. A volte penso alla depressione solo che i suoi sono dei episodi (vorrei escludere il disturbo bipolare per mancanza di momenti maniacali). ogni 2 settimane, o anche a periodi piu’ lungi 1,2 mesi, ha dei giorni neri, apatia totale, 0 motivazioni, cattiveria con quelli che li’ stanno intorno soprattutto con me, io cerco di aiutarla, stando vicino, comprensivo etc, quando si riprende mi ringrazia facciamo dei piani per il futuro poi di nuovo arrivano i giorni dove non capisce piu’ niente. Lei si rende conto che un problema ce l’ha, ma si rifiuta in tutti i modi di parlarne. Non cerco aiuto per la nostra storia, ma per lei, mi rendo conto che con questi comportamenti ha perso tutte le persone care. So che mi ama, lo dimostra e’ una persona molto affettuosa a volte per poi cacciarmi via nei momenti neri. Fa un lavoro ben retribuito nonostante non ha ambizione manco in quel campo. voglio aggiungere anche che fin dall’età’ adolescenziale ha avuto dei problemi di obesità’, nonostante adesso sta molto bene. Come mi dovrei comportare , penso che a volte stando troppo vicino prende interesse in me come fidanzato. e soprattutto in che modo potrei consigliarli di farsi vedere da un psicoterapeuta?

    Grazie,
    Franco

  168. Dr. Zambello il 24/06/2013 09:41

    Gent.mo Franco,
    il suo compito non è quello di “fare diagnosi” e tanto meno terapia. Quindi, se si accorge che ci sono cose nella sua ragazza che non le vanno bene, ha il diritto, dovere di digliele. Così, semplicemente come le ha scritte a me. Compreso il suo consiglio di farsi aiutare. La sua ragazza risponderà come crederà e lei valuterà, deciderà. Sappia che lei non si deve sacrificare, “il suo amore non la salverà”. C’è solo una cosa che può aiutare la sua ragazza: percepire, capire che per tenere lei deve cambiare, ma lei deve essere coerente con se stesso.

  169. Paolo il 03/07/2013 19:33

    carissimo dott. zambello sono sull orlo del precipizio, ho dav paura di crollare da un momento all’altro,sn piu di tre anni che passo da stati d’ansia a forme depressive piu o meno forti ma bene o male sn sempre venuto fuori a intervalli di tempo, ora sto dav male,il fatto è che nn voglio coinvolgere nessuno intorno a me,nn voglio diventare un fardello al piede per gli altri,so quanto possa essere difficile sostenere una persona depressa,nel mio caso poi la mia famiglia deve gia affrontare altre pesanti situazioni che nn mi ci debba mettere pure io e l’idea di sentirsi escludere dagli altri xkè tra virgolette ” nn ha piu la ragione ” è dav la cosa peggiore. nell ultimo mese intervallo fasi di paura a momenti di forte sconforto ho un senso di oppressione costante al petto e senso di soffocamento,sn a tratti nervoso e arrogante cn gli altri ma soprattutto o qst senso di vuoto o anche di insicurezza che mi pervade,ho paura di finire male e x qst di rovinare la vita delle persone che mi stanno a cuore. vorrei rivolgermi a qualcuno ma nn ho le condizioni economiche per sostenere delle spese cosi alte e poi di mio sn restio a prendere psicofarmaci perchè temo di essere ridotto ad un vegetale, nel senso che non voglio che mi s cancellino le idee i pensieri nn voglio diventare un oggetto che cammina io voglio la mia autonomia la mia capacità di saper dipendere solo da me stesso. mi faccia capire come agiscono gli psicofarmaci sulla persona? sono curativi della malattia o assopiscono e nascondono solo il problema di fondo? cosa mi ci vuole dottore per avere una vita normale come tt gli altri e perchè ora che ho trovato l’amore sn costantemente insicuro e impaurito dall’idea di perderlo ? forse sarà stata anche la forte emozione che provo e il contirnuo pensare ai momenti belli che ho vissuto nel periodo precendente che mi ha fatto cadere un altra vlt sl che stavolta nn riesco ad alzarmi… mi aiuti lei dottore. che devo fare ?

  170. Dr. Zambello il 04/07/2013 08:32

    Paolo, la smetta di lamentarsi e di inseguire tutte “le menate” che la pervadono. Si cerchi uno psichiatra e senza coinvolgere il mondo intero, ci vada e si faccia prescrivere un antidepressivo. Non è vero che questo le toglierà lucidità, né tanto meno le darà dipendenza, migliorerà solo l’umore e si sentirà meno depresso. Niente di più. Certo, le pastiglie non risolvono i problemi psicologici. A quelli ci penserà dopo, se avrà possibilità e voglia, intanto cominci a vivere un po’ meglio

  171. Andrea il 17/07/2013 16:38

    Buongiorno Dottore,
    Approfitto per chiederLe gentilmente un consiglio sulla situazione che Le sto
    per riportare:
    la mia ragazza soffre di depressione da molti anni,adesso,causa un periodo di
    stress fisico e psicologico,ha avuto
    una ricaduta anche se non “pesante” se così posso definirla.

    Dal punto di vista relazionale ovviamente vedo e sento che non è piu quella
    di prima,io ho paura che il tutto possa degenerare..
    Vorrei parlarle ed affrontare la cosa per ottenere delle sicurezze che mi
    facciano stare per lo meno sereno..
    sbaglio?Comprometto ulteriormente se lo faccio? Mi potrebbe consigliare come
    comportarmi?

    La ringrazio anticipatamente se potrà essermi di aiuto,

  172. Dr. Zambello il 17/07/2013 22:31

    Gent.mo Andrea,
    capisco la sua ansia. Capisco anche del suo bisogno di “chiarire” il vostro rapporto ma, forse, questo non è il momento.
    Lei stia vicino e soprattutto faccia in modo che si curi. Poi, non tra anni ma, fra sei sette mesi, valuterete assieme, o, valuterà lei la situazione.

  173. giuseppe il 07/08/2013 12:28

    ciao a tutti sono un ragazzo di 24 anni quasi da tre anni soffro di depressione e attacchi di panico ho fatto tante visite ma nn e risultato nnt tutto normale ho questi sintomi : dolori al braccio collo e spalle formicolio alle mani stanchezza bocca asciutta quando dormo la notte mi sveglio di colpo e ho in cuore a mille ho la tachicardia pressione alta e sudo molto il medico mi a prescritto questi farmaci xanax e cipralex lo presso per un anno e andato un po meglio e uscivo anke di casa ora e tornata di nuovo e sto peggio di prima nn esco piu sto sempre a casa ho paura ke mi viene un malore aiutatemi a capire ke posso fare

  174. Susi il 09/08/2013 00:15

    Gentile Dottore,
    ho 26 anni e solo ora, nonostante il pensiero mi abbia sfiorato in maniera superficiale anche in passato, mi sono decisa ad accettare il mio stato e a prendere contatti con uno psicoterapeuta (che non vedrò prima di settembre).
    Comincio con ciò che mi viene da comunicare con più urgenza perchè credo e temo sia l’origine, il primordio, di tutti i miei mali: sono nata in Argentina e stata adottata che avevo appena un paio di mesi.
    Tornando indietro nel tempo e riflettendo attentamente mi rendo conto che, già da bambina, avevo determinati comportamenti, manie in realtà, e modi di relazionarmi che, col senno del poi, ho individuato come potenziali campanelli di allarme. In prima elementare, imparati i numeri, mi sentivo prima solo “attirata”, poi costretta, a prediligerne alcuni e a scartarne, poi evitarne il più possibile, degli altri (fissazione perdurata e molto peggiorata fino ad oggi. Mi sento obbligata a ripetere alcuni gesti facendoli risultare sempre pari, devo toccare alcune cose un preciso numero di volte ed eseguo altri “rituali” simili che so bene non essere normali).
    Inoltre, sempre nel periodo dell’infanzia, tendevo ad emulare sia nell’accento sia nei movimenti, gusti e quant’altro, qualunque bambino (ma più che altro bambine) frequentassi. Era una scelta razionale e ponderata, ricordo perfettamente che pensavo: “ecco, potrei essere come lei da adesso”.
    Ho avuto poi, nel periodo della prima adolescenza, un forte e negativo impatto che temo abbia influito molto sulla mia crescita caratteriale ed emotiva. Dopo la crescita sono molto cambiata, ma all’epoca ero una ragazzina robusta, goffa, ma soprattutto molto molto buona… apparentemente, perchè oggi so che se in parte indole, in buona dose si trattava di una necessità pressante di compiacere il prossimo, di non deludere mai, in nessun caso e in nessuna misura, le aspettative di adulti e coetanei. Tra questi ultimi c’era la cerchia dei famosi “bulli”, che ha caratterizzato in maniera quasi traumatica gli anni delle scuole elementari e delle medie (stesso complesso scolastico, stessi compagni per 8 anni), con offese, dispetti, parole che mi ferivano e sbigottivano, anche se, al suono della campanella, salvo episodi sporadici ignoravo volutamente la cosa; ciò la maggior parte delle volte mi riusciva semplice in virtù dell’ambiente domestico estremamente affettuoso ed equilibrato e delle relazioni con altri miei coetanei che fuori dall’ambiente scolastico non sono mai mancate. C’è da dire, inoltre, che da quando ho memoria, fino addirittura ai 13-14 anni, mi era quasi impossibile dormire da sola; ogni notte (se riuscivo a prendere sonno tra un pianto e l’altro) o direttamente sera, io sentivo un bisogno irrefrenabile di dormire con mia madre o mio padre e sempre con un contatto fisico… fosse anche solo un mio ginocchio che sfiorava la loro gamba. La notte mi terrorizzava, nel buio mi pareva di scorgere figure demoniache, ma più di questo avvertivo una solitudine, un vuoto assassino, una mancanza fisica e mentale che mi provocavano un senso di angoscia lancinante che tuttora non so spiegare completamente.
    Dal primo anno di liceo in avanti, poi, il lento sfacelo. La non accettazione di me stessa (mentale soprattutto ma anche fisica nonostante stessi fiorendo, a detta altrui, nel migliore dei modi), l’emergere di un carattere ribelle, strafottente con i professori e a lungo andare anche con i miei genitori fino a scontri disperati con questi ultimi e a torture autoinflitte fatte di bocciature, repentini ma sempre appassionati (quasi esasperati) rapporti di amicizia della durata di qualche anno che poi lasciavo appassire e tentativi spasmodici di essere sempre con le persone giuste, nei gruppi più movimentati anche se sbagliati. Nel frattempo, a poco a poco ma in perenne crescendo, emergeva e si ingigantiva la vera e propria ossessione di sapere chi fosse la donna che mi aveva partorito, che vita conduceva, l’eventualità di avere fratelli di cui ignoravo l’esistenza, ma soprattutto il dubbio atroce di non essere pensata da lei. I miei genitori mi hanno spiegato la mia situazione fin da piccola ma solo a quell’età ho osato, con la spontaneità di una bambina, fare domande a riguardo. Solo un paio di volte però, ed oggi mi dico che probabilmente, nella sensibilità infinita tipica dei bimbi, in quelle due occasioni devo aver percepito il dolore, la paura, negli occhi di mia madre… perciò da li nacque il tabù.
    Parlai di nuovo con i miei, dopo anni STRAZIANTI di ricerche basate sul niente, infiniti lambiccamenti mentali, pensieri ossessivi, solo all’età di 18 anni e loro si dimostrarono disponibili a raccontarmi quanto sapevano. Scoprii che mia madre biologica voleva abortire ma venne convinta a scegliere la via dell’adozione e che durante la gravidanza dovette essere tenuta sotto stretto controllo in seguito a divesi tentativi di suicidio mentre mi portava in grembo. Chi ed in quali circostanze contribuì al mio concepimento non l’ho mai saputo.
    Mi sono già dilungata molto quindi tenterò di riassumere da qui in poi: altri periodi di atroci ricerche all’oscuro dei miei, poi la scoperta di un sito argentino di investigazione, il reperimento dell’indirizzo di quella donna ed infine, tramite una persona del servizio investigativo, la consegna di una lettera per lei scritta da me. Da quest’ultima nessuna risposta, solo un contatto con la figlia maggiore (40enne, la più grande di 3 fratelli) per email in cui si evinceva chiaramente che di me non volevano saperne NIENTE.
    Tra alti e bassi che non sto a raccontare e soprattutto tra comportamenti autolesionisti come l’uso costante di droghe leggere, l’abuso di alcool, la frequentazione di luoghi e persone che mi spingevano in basso piuttosto che risollevarmi e purtroppo il gettare via il mio corpo abitualmente, sono giunta ad un’autoimposta, totale solitudine durata circa un anno, durante la quale ho avuto un grosso, esasperato episodio di anoressia dalla quale non sono mai uscita completamente (attualmente sono in piena ricaduta).
    Adesso, da un paio d’anni circa, sono fidanzata con l’unico ragazzo che sia riuscito e riesca, almeno per un po’, a strapparmi a questo male perenne che sento addosso. Lo amo con tutto il cuore ma mi vedo massacrare il nostro rapporto (a distanza, ben 850 km. Cosa logorante per me che vivo anche le separazioni più lievi in modo letteralmente tragico. Da settembre, comunque, si trasferirà nella mia città e vivremo insieme). Sto male, perennemente male e ho solo lui a cui raccontare almeno parte di quanto sento, a mio parere precludendogli la possibilità di stare con una persona che porti gioia e sorrisi nella sua vita (mi sento in colpa immensamente per questo, meriterebbe ben altro). Tra l’altro ho sviluppato una gelosia ossessiva ed esagerata che, per quanto sappia reputare tale, non sono in grado di gestire ne evitare.
    Prima affrontavo la solitudine fumando spinelli per gran parte del giorno ma da quando ho conosciuto questo ragazzo ho deciso di smettere e adesso non c’è più niente a fare da filtro tra il baratro che sento tutto intorno e dentro me e la mia mente.
    Niente ha senso, sono attiva solo in ufficio durante la mattina e “quasi normale” fino a dopo pranzo (in genere ma non sempre). Da li in poi, via via che la sera si avvicina, mi assale l’oblio, la paralisi, la disperazione e lacrime, lacrime… silenziose, isteriche o pietose.
    Ciò che mi ha spinto a scriverle questo poema (mi scuso) ed informarmi per cercare uno psicoterapeuta nella mia zona, è la paura di me stessa scaturita dai pensieri degli ultimi tempi. Mi viene da dire che vorrei “scappare”, “sparire”, ma è solo perchè non riesco ad usare la parola “morire”. Settimane fa, su un balcone al quinto piano, sola e nel bel mezzo di una crisi profonda, ho avvertito una voce petulante e ridondante che mi diceva convulsamente di gettarmi. Sono scappata dentro, ma per diverse volte, la fuori, mi sono detta in risposta alla voce: “fallo senza pensarci e passa tutto in un attimo”. Giorni fa invece, sempre in uno dei miei momenti più bui, mi sono vista, come un’automa, raggiungere l’armadietto dei medicinali e lentamente riempire il mio palmo di una trentina di pasticche scelte a caso. Dopodichè, per mia grande fortuna, sono come riemersa da una trance. Mi ha assalita la paura, la vergogna, il pensiero dei miei genitori e del mio ragazzo, dunque ho gettato le pastiglie in bagno e sono rimasta sveglia fino al mattino in compagnia di terrore alternato ad apatia e poi, grave a mio parere, ad una sorta di comprensione per me stessa e per quel gesto poi non così estremo, comprensibile nel mio stato di perenne infelicità.
    Se avrà avuto la pazienza di leggere quanto ho scritto, arrivo finalmente alla domanda che mi pongo: alla luce di tutto questo (che in realtà è solo un’infarinatura di alcuni eventi cruciali ma che rappresentano forse la metà dei miei vissuti burrascosi), lei crede che sia indicato per me contattare uno psicoterapeuta o debba rivolgermi ad uno psichiatra? E soprattutto, ma in parte, con infinita umiltà, so e temo di conoscere già la risposta, ritiene si tratti di una forma grave di depressione?
    La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi e soprattutto se avrà impiegato il suo tempo leggendo questo lungo monologo.
    Cordialmente,

    Susi

  175. Dr. Zambello il 02/09/2013 14:33

    Gent.ma Susi,
    ho letto la sua lunga lettera ma, mi pone delle domande a cui non posso proprio rispondere. Sono il tema di una psicoterapia. Verifichi tutte queste cose con il suo terapeuta e poi, decidete assieme.

  176. Nunzia il 05/12/2013 14:15

    Buon giorno da qualche tempo sono ricaduta nella depressione a seguito di una storia finita male e dell’idea di non essere stata capace di aiutare il mio compagno in un momento di estrema difficoltà e confusione della sua vita. Provare a stargli vicino non ha aiutato lui a curarsi e ha provocato una catastrofe emotiva nella mia vita. Ho ricominciato ad avere forti mal di testa e a dover fare uno sforzo sovrumano per uscire dal letto la mattina, a soffrire di insonnia e a cercare nell’iperattività durante il giorno la soluzione per non pensare (senza ovviamente avere risultati).
    Volevo chiederle se per caso può indicarmi uno psicoterapeuta nella zona di Siena. Non conosco nessuno e vorrei non sbagliare nella scelta facendone una casuale elenco telefonico alla mano.Preferirei un medico non solo uno psicologo . Non so se può aiutarmi ma spero tanto di si.
    La ringrazio molto

  177. Dr. Zambello il 05/12/2013 18:49

    Gent.ma Nunzia
    a Siena c’é:

    MARZI Andrea (0577) 46159 andrea.marzi@spiweb.it and.marzi@gmail.com
    Psicoanalista della SPI, però non so se sia un medico.

    C’è uno Psichiatra e Psicoanalista dell’AIPA, però a Pistoia:

    Devescovi Pier Claudio
    Via Bartolomeo Sestini, 58 51100 – Pistoia 0573451252

  178. Emanuele il 30/01/2014 00:14

    Buongiorno, sono Emanuele ed ho solo 12 anni. Non so perché ma alla mia età ho già diversi problemi. Le riassumo la mia vita: i miei genitori sono 2 dottori, bravissime persone (mia madre è un po’ antipatica a volte e mio padre un po’ irritabile), ed io sono una persona abbastanza intelligente, nonché molto socievole e colta. La mia grande passione sin da bambino sono i dinosauri e gli animali, infatti da adulto vorrei andare in Svezia con amici a studiare paleontologia e zoologia all’ università. Ho sempre amato leggere e la musica di quasi ogni tipo, anche se non disprezzavo computers e la T.V. . Circa 4 anni fa, nell’ estate 2010, mi sono capitate molte belle cose ed allora ho iniziato ad andare non molto bene a scuola (comunque con 7 ed 8) perché rimanevo là a pensare alle bellissime esperienze; poi capii che si deve andare avanti e continuai dritto. Poi però subii uno chock: mi resi conto dell’ orrore di questa società quando vidi il menefreghismo di certa gente e soprattutto, che alcuni miei abbastanza buoni e cari amici facevano uso di hashish alla mia età. E da allora mi sono demoralizzato, ho iniziato a deprimermi, ad avere pensieri orribili, a leggere sempre di meno ed ad “abusare” ogni tanto di qualche bottiglietta di vino e/o di birra . Poi, sempre all’ inizio delle medie sottovalutai queste ultime e mi ritrovai con voti non brutti ma che mi insoddisfacevano: allora ho cominciato a perdere autostima e dignità (non mi offendo quasi mai ed anche quando mi capita di prendere brutti voti non mi importa neanche).
    Ma ciò che è peggio sono i miei rapporti coi genitori da qui in poi che neanche le racconto… …Poi, pochi mesi fa, una “gattamorta” è venuta ad infastidire mio padre davanti a me, ed io non so come mi sono stravolto e sono diventato ultra- geloso con mio padre (che, povero, era innocente), e con i miei in generale. ma non so come, lo stravolgimento è stato tale che tutto ciò ha portato ad ulteriori liti coi miei, e sono pervaso da un angoscia tutto il giorno e da degli infondati sospetti sui miei, non ci dormo su letteralmente la notte, sono diventato paranoico, è una cosa proprio allucinante: ho pure pensato, veramente, di suicidarmi!!!
    Sto imparando a superare ‘sta cosa, ma il problema si è riflesso sullo studio, dove sto ulteriormente calato, mi vergogno di guardare la gente in faccia, mi chiedo come potrò realizzare i miei sogni se già alle medie ho certi voti… …Proprio non sa come mi stia vergognando… …Con una prof. di sostegno ho trovato un mio problema nello studio: penso troppo senza agire molto… …Mi suggerisca lei come aiutarmi in tutto ciò, e grazie in anticipo, Emanuele T. .

  179. Dr. Zambello il 07/02/2014 19:32

    Emanuele, perché non ne parla con suo padre?
    Chieda a lui, dandogli un po’ di tempo e gli racconti quello che ha raccontato a me. E’ la via maestra, sicura e da coraggiosi per sciogliere i propri fantasmi. Cerchi in suo padre un alleato sicuro e, non lo perderà.

  180. nadia il 11/02/2014 13:57

    Egregio Dr. Zambello,
    mi permetto di chiederle un consiglio per il mio compagno, perchè ormai non so piu’ a che santo rivolgermi e il medico di famiglia non è stato molto d’aiuto fino ad ora.
    Le premetto che sto con il mio compagno da 4 anni, è sempre stata una persona solare, pieno di vita, che nemmeno davanti alle difficoltà piu’ grandi si abbatteva, anzi, si faceva scivolare le cose addosso trovando sempre il modo di saltarci fuori, come diceva lui. A marzo dell’anno scorso gli hanno trovato un seminoma al didimo dx, è stato operato, tutto bene, non ha dovuto fare nè radioterapia nè la chemio….in seguito a questo ha iniziato ad essere un po’ depresso, nel senso che il suo pensiero fisso era quello del “e se mi tornasse?”, poi il fatto di non poter avere una vita sessuale come prima, molto attiva, lo faceva sentire male…insomma, alla fine, nonostante non fosse una depressione grave e gli bastava cambiare aria per stare bene e fare le cose che gli piacevano, il medico di famiglia, senza dirci cosa fossero gli ha prescritto delle gocce, l’Enctact, 10 al giorno….da qua è stato un macello….il mio compagno non è piu’ se stesso, è completamente cambiato, è egoista, arrogante, cattivo, nervoso, completamente apatico a tutto e tutti, aggressivo….dice di non amarmi piu’, di non sentire piu’ nessun sentimento, di sentirsi profondamente egoista e di avere solo tanta confusione in testa….

    A questo punto le mie domande sono queste: è possibile che visto che non aveva una grave depressione ma era solo un po’ giu di morale le gocce di un ssri gli abbiano causato questa depersonalizzazione e spegnimento di ogni tipo di sentimento?

    Ha chiesto al medico di voler sospendere le gocce che ormai prende da 9 mesi e mi chiedo se è come penso io quando finirà l’effetto? e’ possibile che questo farmaco l’abbia cambiato per sempre?
    Il problema è anche che per smetterle ci vuole un processo lungo…gli aveva fatto diminuire le gocce a 5, un giorno si e un giorno no, ma aveva dei forti mal di testa, pero’ le dico sinceramente che era migliorato un po’ nel senso che era meno nervoso. Ora pero’ gli ha di nuovo aumentato il dosaggio, sempre 5 ma tutti i giorno per 20 giorni, poi da li 4 per altri 20 e cosi’ via fino ad arrivare a 1.

    IO non posso piu’ vedere il mio compagno cosi’, mi chiedo se posso semplicemente buttare via queste gocce che sicuramente per altre persone sono indispensabili, ma su di lui hanno avuto un effetto disastroso….mi aiuti la prego, non so a chi rivolgermi, abitiamo in un paesino in provincia di Parma e se lei conoscesse anche qualche medico valido, che non da psicofarmaci al primo segno di leggero problema vorrei vedere se ci puo’ aiutare….io sono convinta che siano state le gocce, le dico solo che a giugno dovevamo sposarci e che amava la vita come nessuno, ora sembra uno zombie privo di sentimento e soprattutto scrupoli….

    Grazie se vorrà aiutarmi
    Con profonda stima
    Nadia

  181. Dr. Zambello il 11/02/2014 18:12

    Gent.ma Nadia,
    non lo so cosa possa essere successo, non conosco il suo ragazzo e non posso certo darle dei consigli terapeutici via internet. Probabilmente il farmaco non era proprio quello giusto per il suo ragazzo. A questo punto però, venti giorni in più o meno, quella terapia la finirà e poi, starete a vedere.

  182. luca il 02/04/2014 19:39

    Sera,è un mese che mi sento strano..sono uscito tutti questi giorni solo perchè i miei amici mi chiamavano continuamente.e tutte le persone che mi conoscono hanno capito subito che c’era qualcosa che non andava..e in buona fede mi chiamavano spesso e ancora lo fanno per farmi uscire,quasi come se fossi un bambino,come se avessi perso la testa e cosi non ho piu voglia di uscire mi sento sempre osservato..mi sento inutile!ero totalmente diverso, ridevo e scherzavo con tutti..stavo bene in qualsiasi posto..ora non è piu cosi!ho sempre la testa da un’altra parte..parlo con amici ed ecc ma è come se non ci sono!faccio fatica a concentrarmi..non so piu cosa fare, penso di esser diventanto pazzo o ritardato..

  183. Dr. Zambello il 02/04/2014 20:42

    Luca, non esageri, Chieda invece aiuto. Lei non mi ha detto quanti anni ha.
    Vada da uno psicoterapeuta, meglio se medico e valutate assieme la terapia migliore.

  184. luca il 02/04/2014 21:19

    Ha ragione, ho 24 anni!

  185. Mena il 28/04/2014 12:05

    Egregio Dott. Zambrello vorrei raccontarle brevemente la mia storia, sono una ragazza di 29 anni, 5 anni fa sono stata lasciata da un ragazzo che amavo tantissimo e per dimenticarlo pensai di fidanzarmi con un altro ragazzo cioè il mio attuale fidanzato con cui sto da 4 anni, sono molto legata a lui ,gli voglio molto bene, ma penso di non essere innamorata e per tutti questi anni forse inconsciamente o forse volutamente mi sono sforzata a stare con lui sperando che un giorno avessi provato quell’amore che avevo provato con il mio primo fidanzato.Tutto è iniziato una domenica che mi sentivo strana, ansiosa e triste ma non per un motivo preciso. Da quel giorno quel senso di paura cresceva sempre di più insieme alla tristezza e alla voglia di non fare niente, fino a diventare un disagio così forte da mandarmi in totale confusione e panico , al punto di pensare che stessi impazzendo e facendomi perdere la concentrazione su tutto, fino a farmi sentire strana e non più me stessa. Ho subito iniziato la psicoterapia e una cura con psicofarmaci prescritti da una psichiatra, sicuramente ho avuto dei benefici,ma dopo tre mesi mi rendo conto che c’è ancora qualcosa che non va dentro me, e mi riferisco al mio umore, penso che e’ tutto inutile quello che faccio, non mi sento felice, ma la cosa strana e’ che quando sono concentrata sul presente sembra che sia passato tutto, ma se penso al mio stato d’animo avverto sempre tristezza e angoscia e come se non avessi più emozioni.ho provato a lasciare il mio fidanzato sperando che cambiasse qualcosa, ma il problema e’ dentro me. Spero in un suo aiuto e la ringrazio anticipatamente.

  186. Luisa Ferraro il 13/06/2014 12:06

    Salve =) a tutti. Ho 25 anni e soffro questa patologgia da 22 anni. Soffrire di depressione è difficile ammetterlo ma hay me penso proprio di avverla. La mattima mi sento bene per le prime 2,3 ore poi subrentra la tristezza, stanchezza, ansia vuoto nelle stomaco è la voglia di non fare nulla mi schiaccia da tanti quei voglio ” farlo” ! questo mi causa rabbia ma impotente di reaggire! Ho notato che ho difficoltà ad interaggire con i miei coetani perchè la paura mi assale, il panico! Spero di avere risposta è capire se ho bisogno di quale cura, perchè vivere così non ne posso più =) .

  187. Dr. Zambello il 13/06/2014 12:43

    Gent.ma Luisa.
    si, ha ragione. Non è possibile, o meglio, è inutile “vivere male” quando abbiamo a disposizione strumenti che ci permettono di uscire dal disagio. Le consiglio anzitutto di rivolgersi a un medico e chiedere una terapia farmacologica. A volte bastano anche posologie molto basse per avere ottimi risultati. Poi, se lei pensa che la causa del suo malessere sia di tipo psicologico, chieda aiuto ad uno/a psicoterapeuta.
    Vedrà, è possibile tornare a vivere bene

  188. Luisa Ferraro il 13/06/2014 14:37

    La ringrazio per la sua disponibilità =) le aggiornerò sen’altro spero che avverà il miracolo che tanto desidero. distinti saluti Luisa Ferraro

  189. domenico il 20/06/2014 14:56

    Salve dottore…ho 28 anni e soffro di depressione credo sia dai tempi del liceo…circa sette anni fa ,alla fine del mio primo anno universitario,ho cominciato ad avere attacchi di panico,e disturbi di ansia,tuttto partiva dal fatto che nn sapevo cosa volevo veramente dalla vita e se avevo scelto la strada giusta(studiavo ingegneria).questa cosa mi assillava e mi portava tanta ansia…purtroppo all’ansia si sono aggiuti anche disturbi ossessivi,riguardanti la paura di perdere il controllo,avevo immagini e pensieri ricorrenti di me che uccidevo mia madre o uno dei membri della mia famiglia,naturalmente evitavo distare da solo con loro e di toccare coltelli o possibili oggetti con cui far del male.Cosi decisi dichiedere aiuto ,ho conosciuto un bravo psichitra che mi ha curato con laparoxetina e i risultati li ho avuti ,nn avevo piu d.o.c.,ansia quasi zero eanche lumore era risalito..purtroppo ho cercato di continuare gli studi ma ancora oggi nn li ho terminati,e ancora nn ho trovato una mia strada e una compagna…DA un’anno a questa parte,ho un’altra volta forte ansia ,e soprattutto mi sento molto depresso,quindi sempre stanco ,senza volgia di fare, uscire,e tutto il resto dei sintomi legati alla depressione…ancora oggi sto continuando lacura ,la mia preoccupazione nasce dal fatto che i sintomi depressivi mi durano una settimana piu o meno ,poi per due o tre settimane sto bene epoi si ripresentano…il mio dottore mi ha aumentato un po la cura ma le cose vanno sempre uguale,lui dice che il problema èanche legato al fatto che non ho ancora nessuna certezza lavorativa ed affettiva…per il momento io sto solo male e voglio uscirne,ho paura di avere un disturbo depressivo maggiore,inoltre ho intenzione dicominciare anche un percorso con uno psicologo in parallelo ,lei cosa ne pensa,e soprettutto riuscirò mai avivere serenamente,come potrò mai avere una storia con una ragazza con la patologia che ho ,quale ragazza puo volere una persona con iproblemi che ho io e rovinarsi lavita,ecome potrò essere un buon padre un giorno, essendo un ossessivo???la ringrazio per ladisponibilità,distinti saluti domenico

  190. Dr. Zambello il 21/06/2014 07:32

    Gent.mo Domenico,
    credo che la scelta di una una psicoterapia parallela a quella farmacologica, sia la cosa migliore.
    Visto che lo chiede a me, le consiglio però una psicoterapia dinamica. Il terapeuta che la segue dovrebbe essere uno psicoanalista. Le dico questo perchè non credo che lei abbia qualcosa di organico, il suo disagio potrebbe essere un disturbo di personalità. Se fosse vero, l’unica psicoterapia che ha gli strumenti per arrivarci e la psicoanalisi o psicoterapia dinamica.

  191. luca il 26/06/2014 09:25

    Ciao a tutti io sono un ragazzo di 22 anni quasi e da quando ho ricordi (praticamente da sempre) soffro di ansia, attacchi di panico e disturbi ossessivo compulsivi con conseguente malessere e depressione. Dopo aver avuto tre lutti familiari nel giro di 6 mesi (mio padre e i miei due nonni + mia nonna operata di tumore nel mentre…tutto circa 2 anni fa) ho conosciuto un amico cui lo psicologo consigliava di continuare a fare un uso moderato di marijuana per attenuare l’ansia…ho iniziato a fumare da 2 anni circa e il risultato è che sono una persona nuova, ho iniziato a uscire e godermi la vita, i rendimenti scolastici sono notevolmente aumentati…non ho più attacchi di panico che sono spariti, le mie manie ossessive sono sparite e l’ansia è notevolmente calata (prima mi condizionava la vita in modo drastico) ora purtroppo ho trovato un lavoro e per paura di future analisi ho smesso di fumare già da un paio di settimane…premetto che fumavo una canna al giorno la sera prima di andare a letto (e che dormite)…non ho avuto nessun problema nel smettere, nessuna dipendenza…ma puntualmente ecco l’ansia e il panico tornare, sto cadendo di nuovo nel tunnel da cui ne ero uscito e sinceramente ciò mi dispiace…mi stavo riprendendo la MIA VITA rischiando di andare al Sert per una canna…da quando fumavo ho smesso di bere alcool perchè l’effetto ella marijuana è moooooolto inferiore rispetto all’ alcool (è assolutamente vero) e purtroppo sono davvero dispiaciuto quando perchè l’italia non è un paese civile purtroppo…

  192. Sofia il 05/09/2014 20:19

    Buonasera Dott.re, ho 25 anni e sono precaria ma ormai questo fatto non è più un problema per me perché mi arrangio tra studio e lavoro (in particolare sono soddisfatta dello studio e nutro una buona speranza di riuscire a ottenere un lavoro più stabile con questo percorso di studi scientifico). Prima lavoravo saltuariamente ed ero molto abbattuta, ero disoccupata. Da quando ho iniziato anche a studiare ho ritrovato fiducia in me stessa e nelle mie capacità. Ho recuperato la stima verso me stessa e per me è una vittoria.
    Ultimamente, come nel corso della vita di tutti, sto affrontando un periodo un po’ difficile; morti in famiglia, malattie. Da mesi vivo con l’incubo e l’ansia, perché ogni giorno succede qualcosa che mi destabilizza; persone care che peggiorano per malattie, incidenti, situazioni sempre brutte e tristi.
    In questi giorni avverto una spossatezza incredibile, come se non riuscissi più a sorreggere il macigno dei pensieri e delle preoccupazioni dei familiari. Sempre in giro per ospedali, sempre con la paura di una perdita; sempre discussioni e pensieri sulla morte, paura e malattie. Mi sento veramente stanca, non ho più voglia di fare niente. Da mesi che vivo così con una serie di problemi familiari e potrebbe prolungarsi per anni. Ho come l’impressione di crollare da un momento all’altro o meglio di non avere più la forza di fare nulla. Non mi sono mai sentita così spossata, in genere sono energica come persona. L’unica cosa che mi dà energia è solo il corso di studi. Forse nutro anche la speranza, che una volta ottenuto il titolo, possa sfruttare questo titolo all’estero. Forse nutro nel mio profondo il desiderio di andare a vivere fuori dall’Italia, di fare una vita normale, pensando anche a cose leggere, futili. Perché credo quando avrò 40 anni dovrò affrontare tutte le situazioni difficili che capitano a tutti; i genitori che invecchiano avranno bisogno del mio sostegno e io ci sarò. Ma non riesco ad accettare di condurre una vita piena di paure e tristezza a 25 anni. Mi manca la leggerezza della vita, la normalità. Tutti passano i periodi difficili, però questi periodi non possono essere eterni. Inoltre penso che ho 25 anni e non voglio vivere con il pensiero costante della morte e della malattia alla mia età. Ho bisogno di vivere con leggerezza. Il problema è che ho un compagno, che purtroppo vive una situazione familiare pesante e per amore suo non credo di essere in grado di fuggire senza di lui. Ho passato momenti bui quando ero disoccupata e nessuno mi è stato vicino. Mi sono incoraggiata da sola e mi sono sentita rinascere da quando ho iniziato il corso. Adesso credo di non riuscire a sorreggere i problemi familiari e mi sento un mostro, ma sono sincera, mi sento così, non posso fingere.

  193. Dr. Zambello il 06/09/2014 00:23

    Perché un mostro? Viene un momento per tutti in cui bisogna dire: basta. Si sospende un attimo, si stacca la spina, poi, quando saremo capaci, si riprende.
    Non è così strana la cosa, tanto meno è un comportamento “immorale”, è stato studiato, è la sindrome di burnout.

  194. pasquale il 06/09/2014 23:13

    3 anni fà dopo aver dato in donazione un rene a mia moglie , ho fatto una lunga convalescenza , per chè nonstavo , bene avevo troppi dolori ome fosse coliche renali , ma in quella zona il rene non c’era più , ebbene sono ritornato al lavoro , ma dopo 35 giorni mi sono ritrovato licenziato per comporto , 6 giorni di malattia più del dovuto,sono sprofondato in un tunnel sotto terra , è iniiato il panico senza più permettermi di uscire di casa ,dopo circa 3 mesi ho tentato il suicidio consoffocamento , mi amoglie mi ha salvato senza capire cosa io stessi facendo ,ed è avvenuto di nuovo inizio dicembre , con un sacchetto intesta ,avevo gia scritto un biglietto che spiegavo il mio gesto conaccanto il mio telefono ,quando ormai ero alla fine mi suona ed era mia moglie , ho pensato subito che lei avesse bisogno di aiuto ,e sono scappato da lei ,erorosso scuro in volto ,e mi ha chiesto cosa avessi fatti , e io niente non è successo niente , osì con aiuto di una psichiatra , e con una psicologa , stò andando avanti ,ma la mia vita non è più quella di una volta , penso al lavoro ai miei 57 anni e nesuno mi vuole a lavorare , penso di aver perso il licenziamento il tfr lo ricerò dall’INPS ,con mia moglie i rapporti non vanno bene ,litighiamo sempre perchè dice che stò in casa come figura ,mala mia testa è altrove ,non c’è più nessun rapporto di coppia solo ltigi , fino a quando non ritornerò quello di prima ,allora i chiedo ma si ritorna quello di una volta?predo in cinbalta da 60 mg ,eloprama 40 mg al di30 gocce di EN ,ma non dormo più di 2/3 ore al massimo di continuovo ,perchè la notte è uncontinuovo scarico della vescica , di giorno non mi fanno dormire perchè dicono mi rimbambisco , aiutatemi ci sono inballo 34 anni di matrimonio . grazie per avermi letto pasquale ,la mia uni ca voglia è solo di non vivre più cosi , se devo andare avanti così non sò se ciriesco non ho la forza di vivere .

  195. Dr. Zambello il 07/09/2014 07:22

    Signor Pasquale,
    non posso entrare nel merito di una situazione personale così complessa e delicata come lei descrive. Però, a distanza di tempo io credo lei possa pensare di cambiare medico psichiatra. Rivedere un po’ la terapia farmacologica e sicuramente farsi seguire da uno/a psicoterapeuta.

  196. michele il 15/09/2014 19:02

    salve dottore,io sin da piccolo soffro di ansia sociale ,nel stare con gli altri ,mi chiudo dentro e sto sempre a casa,mi guardo sempre allo specchio,per vedere se parlo bene o no,da piccolino ho avuto problemi di linguaggio,mi emoziono anche davanti hai parenti,sono uscito poche volte ma mi sono sfocato con l’alcol,prendo anche psicofarmaci,come depakin,zoloft,risperdal,ma non riesco a stare tranquillo e non riesco a uscire penso sempre agli altri di come mi guardano di come reagisco io , come devo fare per superare tutto questo ??????? Io voglio stare tranquillo vivere alla giornata stando bene anche i miei genitori ci soffrono vedendomi cosi,aiutatemi dottore non c’è la faccio piu’,ho 29 anni , 29 anni di sofferenza,aiutatemi anche prendendo farmaci forti aiutatemi …. fatemi sapere al piu’ presto vi prego e’ urgente ,,,
    se no io mi uccido ,l’ho minacciato gia’ hai miei piu’ volte …..
    AIUTATEMI …….
    rispondetemi a……

  197. Dr. Zambello il 16/09/2014 07:25

    Gent.mo Michele,
    mi dispiace, lei descrive una situazione personale pesante ma, io non ho alcun mezzo per aiutarla.
    Perchè non chiede di essere momentaneamente ricoverato in una comunità terapeutica aperta? Potrebbe essere una tappa per rientrare in società.
    Auguri. Zambello

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