Pletora di scuole di formazione in psicoterapia e di psicoterapeuti in Italia
21-06-09
di MAURIZIO MOTTOLA

Dal 16 giugno 2006 al 8 maggio 2009 si sono svolti a Roma i lavori della Commissione per la valutazione dell’idoneità delle scuole di formazione in psicoterapia del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), nominata con decreto ministeriale il 24 marzo 2006.
Ventotto riunioni nei circa tre anni di funzionamento; attualmente ci sono 338 scuole di formazione in psicoterapia con autorizzazione ministeriale (203 sedi principali e 135 sedi periferiche). In quanto rappresentante (uscente) della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) all’interno della suddetta commissione, svolgo talune considerazioni sui risultati raggiunti nel corso dei lavori triennali, sulle modifiche necessarie nell’attuale regolamento ministeriale per bilanciare la pletora di scuole di formazione in psicoterapia autorizzate, sugli scopi che intende raggiungere la proposta di moratoria (cioè di sospensione temporanea del vaglio di nuove autorizzazioni) fatta dalla commissione ed infine sulla presenza in Italia del maggiore numero di psicoterapeuti dell’intera Europa.
Il funzionamento della commissione è stato collegiale ed ha consentito un’approfondita valutazione e selezione delle domande di riconoscimento presentate, con l’uso frequente di audizioni per l’acquisizione di ulteriori chiarimenti in merito. L’allestimento di un sistema informatico ha consentito un’efficiente ricognizione della situazione globale delle scuole, insieme con l’incontro plenario – il 22 giugno 2007 a Roma – di rappresentanti delle scuole di formazione esistenti. La proposta di moratoria avanzata dalla Commissione ed accuratamente documentata, intende – se accolta – utilizzare la sospensione temporanea di nuove autorizzazioni per svolgere un approfondito esame della complessa situazione in essere e vagliare le seguenti modifiche proposte: Continua
La depressione si cura anche online
05-06-09
Un esperimento indica che per le forme lievi le terapie web possono funzionare
MILANO – La depressione? Si combatte anche su Internet. A dirlo è uno studio appena pubblicato dalla rivista scientifica Australian and New Zealand Journal of Psychiatry: per le forme depressive più lievi – sostiene l’articolo – i programmi di trattamento basati sul web risultano efficaci quanto gli interventi incentrati sul classico faccia a faccia psichiatra-paziente.
SADNESS – A spingere verso l’impiego dei nuovi media nella cura della tristezza patologica è una ricerca che ha monitorato 45 pazienti affetti da forme moderate di depressione sottoposti a un programma virtuale di cura denominato Sadness. Messo a punto dal Centro di ricerca su ansia e depressione del St Vincent’s Hospital di Sydney in Australia, il percorso terapeutico prevede sei lezioni online, una serie di compiti da assolvere a casa propria, contatti settimanali via e-mail con uno specialista e la partecipazione ad un forum virtuale. Risultato: al termine del trattamento, più di un terzo di pazienti coinvolti non presentava più sintomi di depressione; un’efficacia, a detta dei ricercatori australiani, paragonabile a quella dei metodi tradizionali. Con in più, si fa notare, vantaggi logistici e pecuniari. «I trattamenti via Internet possono essere seguiti da casa e sono più economici», ha spiegato al sito dell’emittente australiana Abc Gavin Andrews, direttore del Centro e co-autore dell’articolo. Continua




