Psicoanalisi dell’amore

05-07-09

Firma : Federica Ermini

L’indefinibile sentimento prova ad essere compreso da Freud con una affascinante quanto veritiera teoria in “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” (1921). La pulsione sessuale, che in psicoanalisi gode di un valore aggiunto, non spiega il permanere dell’attrazione per la persona amata anche dopo il suo soddisfacimento. Tirare per le lunghe una relazione basata solo sull’attrazione, rimandando l’appagamento della pulsione sessuale, non permette necessariamente l’instaurarsi di un investimento durevole nell’altro, ma solo un protrarsi del desiderio, che si estinguerà immancabilmente con l’atto sessuale. L’amore può nascere solo quando la pulsione sessuale verso l’altro diviene capace di essere inibita nella meta, la soddisfazione sessuale, in quanto l’altro, oltre ad essere sessualmente desiderato, viene sopravvalutato e collocato al posto dell’ideale dell’Io, ovvero di ciò che vorremmo essere. La soddisfazione sessuale in questo caso non riesce ad estinguere il desiderio, ma lo rende duraturo. L’amato detiene infatti quelle qualità che ci rendono incompleti e in questo senso rappresenta l’altra metà della mela. Freud ritiene che la vera pulsione che permette l’amore sia quella istintiva sessuale e che l’idealizzazione che viene fatta della persona amata sia quasi una “scusa” per giustificarla, ripetendo la forte attrazione nei confronti del genitore dell’altro sesso, che è già stata repressa e resa “tenera” nell’infanzia.

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