Firma : Federica Ermini
L’indefinibile sentimento prova ad essere compreso da Freud con una affascinante quanto veritiera teoria in “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” (1921). La pulsione sessuale, che in psicoanalisi gode di un valore aggiunto, non spiega il permanere dell’attrazione per la persona amata anche dopo il suo soddisfacimento. Tirare per le lunghe una relazione basata solo sull’attrazione, rimandando l’appagamento della pulsione sessuale, non permette necessariamente l’instaurarsi di un investimento durevole nell’altro, ma solo un protrarsi del desiderio, che si estinguerà immancabilmente con l’atto sessuale. L’amore può nascere solo quando la pulsione sessuale verso l’altro diviene capace di essere inibita nella meta, la soddisfazione sessuale, in quanto l’altro, oltre ad essere sessualmente desiderato, viene sopravvalutato e collocato al posto dell’ideale dell’Io, ovvero di ciò che vorremmo essere. La soddisfazione sessuale in questo caso non riesce ad estinguere il desiderio, ma lo rende duraturo. L’amato detiene infatti quelle qualità che ci rendono incompleti e in questo senso rappresenta l’altra metà della mela. Freud ritiene che la vera pulsione che permette l’amore sia quella istintiva sessuale e che l’idealizzazione che viene fatta della persona amata sia quasi una “scusa” per giustificarla, ripetendo la forte attrazione nei confronti del genitore dell’altro sesso, che è già stata repressa e resa “tenera” nell’infanzia.
Ritengo che il maestro della psicoanalisi con ciò non voglia sostenere che l’amore sia una mera facciata del sesso, ma solo che prende le basi dalla pulsione più forte e più vitale che l’uomo possiede: la sessualità. Nel caso di un amore non corrisposto la pulsione sessuale, che sa di non poter essere soddisfatta, viene repressa in favore dell’idealizzazione. L’innamorato che idealizza a questi livelli, può arrivare a porre l’amato al posto della propria coscienza morale e diviene capace di fare tutto in nome di quell’amore, come un individuo che cede alla massa la propria capacità di discernere tra il bene e il male. Questo può essere davvero considerato un amore ingannevole, dove la pulsione sessuale viene rimossa e sublimata, portando ad una sofferenza talvolta quasi patologica. Conclude Freud che gli impulsi sessuali inibiti nella meta, se sono percepiti come irrealizzabili, ma si riesce a mantenere l’idealizzazione dell’altro in un corretto equilibrio, possono condurre ai legami amicali più teneri e duraturi.
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Commento del Dott. Zambello
Scrive Jung a proposito dell’amore: “Sia nella mia esperienza di medico che nella mia vita, mi sono trovato difronte al mistero dell’amore. E non sono mai stato capace di spiegare cosa esso sia. Qui si trovano il massimo e il minimo. Il più remoto e il più vicino. Il più alto e il più basso. E non si può mai parlare di uno senza mai considerare anche l’altro. ‘L’amore soffre ogni cosa e sopporta ogni cosa’, queste parole dicono tutto ciò che c’è da dire. Non c’è nulla da aggiungere. Perché noi siamo nel senso più profondo le vittime o i mezzi egli strumenti dell’amore cosmico. Essendo una parte l’uomo non può intendere il tutto, è alla sua merce. L’amore non viene mai meno, sia che parli con la lingua degli angeli sia che tracci la vita della cellula con esattezza scientifica risalendo fino al suo ultimo fondamento. Se possiede un granello di saggezza l’uomo deporrà le armi e chiamerà l’ignoto con il più ignoto. Cioè con il nome di Dio. Sarà una confessione di imperfezione, di dipendenza, di sottomissione ma al tempo stesso una sua testimonianza della sua libertà di scelta tra la Verità e l’errore.”








