Fantasie (sessuali) estreme.

31-10-09

di Paola Emilia Cicerone

Malati di sesso? O solo fantasiosi? la linea di confine è labile. E sessuologi, psichiatri e persino neurologi non sono affatto sicuri di come si possano classificare fetish, sadomaso e bizzarrie varie. Oscillano tra l’ansia di definire i comportamenti deviati, addirittura di descrivere le variazioni cerebrali che essi inducono e, d’altra parte, minimizzarne l’elemento patologico come se fossero proprio questi comportamenti a fare chiarezza sulla sessualità in quanto tale. D’altra parte, a sdoganare fetish o sado-maso ci ha già pensato una società più affascinata che disgustata dagli eccessi: gli italiani che praticano una qualche forma di sadomasochismo soft, secondo un’indagine recente, sarebbero più di tre milioni, e basta esplorare la Rete per scoprire corsi di bondage e punti vendita dove acquistare tute di latex manette e frustini. Così nessuno più si stupisce di adulti consenzienti che amano frustare o farsi frustare o di altre bizzarrie apparentemente innocue. È la banalità de ‘Il lato oscuro del desiderio’, come lo definisce Daniel Bergner in un saggio da poco pubblicato da Einaudi. Ma se il latex casereccio fa sorridere, rimane agli scienziati, intrigante e irrisolta, una domanda: perché? Continua

Cinema Trevi: incontro con Ettore Scola

23-10-09

Sabato 24 ottobre Ettore Scola incontra il pubblico del Cinema Trevi, nell’ambito degli appuntamenti mensili centrati sul rapporto tra Cinema e Psicoanalisi organizzati dal Centro Sperimentale di Cinematografia col patrocinio della SPI (Società Psicoanalitica Italiana)
Psicoanalisi e Cinema hanno molto in comune: sono nate nello stesso periodo, hanno avuto nel secolo appena finito un enorme sviluppo e diffusione continuando ad influenzare, con la loro ricerca sull’uomo e le sue dinamiche profonde, il mondo della cultura, della scienza e dell’arte. Anche se il cinema non ha alcun presupposto terapeutico, alcuni aspetti della sua indagine e la sua capacità di stimolare e portare alla coscienza, all’interno di un contenitore artistico, dei nuclei attivi nel profondo della psiche fanno sì che sviluppare un confronto su alcuni temi può essere utile e stimolante. I film hanno d’altronde modalità espressive affini a quelle dei sogni e dell’immaginario, utilizzando quel registro iconico su cui la Psicoanalisi indaga come livello di simbolizzazione sulla strada della rappresentazione e della pensabilità. Partendo da questo interesse, il Centro Sperimentale di Cinematografia organizza, col
patrocinio della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) una serie di incontri mensili, nella giornata di sabato, centrati sul rapporto tra il Cinema e la Psicoanalisi e sugli aspetti che la visione di un film può approfondire. In queste serate di volta in volta uno psicoanalista proporrà una breve relazione, dopo la proiezione dell’ultimo film selezionato, aperta alla discussione con autori/attori/critici cinematografici e col pubblico. Continua

Eiaculazione precoce, diagnosi e terapia: un meeting di aggiornamento

17-10-09

Medici specialisti del Piemonte in collegamento satellitare con 12 città della penisola e 700 colleghi italiani

TORINO
Andrologi, endocrinologi, sessuologi medici e urologi del Piemonte si incontrano lunedì 19 ottobre a Torino per un meeting di aggiornamento sul tema dell’eiaculazione precoce, un problema che tocca un italiano su 5 e il 19 per cento della popolazione maschile del Nord Italia. Un problema non solo maschile, ma anche delle partner, visto che solo il 38 per cento delle donne compagne di uomini con eiaculazione precoce si dice soddisfatta dal rapporto sessuale.

All’incontro che si svolgerà dalle 10 alle 17 all’Hotel NH Santo Stefano (via Porta Palatina, 19) prenderanno parte non solo i più qualificati esperti del Piemonte, ma anche i più importanti esperti italiani e internazionali del problema, collegati in diretta satellitare da Roma. Obiettivo: condividere le più recenti conoscenze in materia di diagnosi e terapia per aiutare sempre più efficacemente gli uomini piemontesi che soffrono di questo problema. L’incontro torinese è organizzato nell’ambito del progetto Step (Specialisti nel Trattamento dell’Eiaculazione Precoce) un programma di formazione che vedrà coinvolte, sempre lunedì, altre 12 città italiane e oltre 700 medici specialisti collegati via satellite con gli esperti presenti a Roma.

Una giornata di formazione importante non solo per la rilevanza del problema sugli uomini e le loro partner ma anche per la sua natura. L’eiaculazione precoce è, infatti, una condizione medica e non solo psicologica e proprio questa sua natura rende indispensabile il ruolo dello specialista perché questo problema possa essere trattato al meglio. Anche perché oggi si tratta di un problema risolvibile: è da poco disponibile in Italia, infatti, una nuova soluzione terapeutica a base di dapoxetina, sostanza in grado di agire sull’attività della serotonina, neurotrasmettitore che controlla l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile. Si tratta del primo – e unico – farmaco ufficialmente approvato per il trattamento specifico.

http://www3.lastampa.it

 

Commento del  Dott. Zambello

Non ci sarò a Torino per questo importante meeting ma leggerò con molta curiosità quanto gli illustri colleghi porteranno di nuovo sul tema. Sono curioso  di conoscere i risultati, anche parziali,  di questi primi  mesi  di uso della dapoxetina. Nella mia piccola esperienza  ho tre casi e tutti e tre rispondono bene a questo farmaco. Ma,  tutti  hanno la consapevolezza che la soluzione farmacologica é importantissima ma parziale. Questi pazienti pur avendo migliorato sensibilmente i tempi delle loro prestazioni non hanno mai pensato di allontanarsi dalla psicoterapia. Anzi, é mia impressione che questa, non più “infastidita” dalla sintomatologia sessuale, si muova  ”più speditamente” al nocciolo del problema,

Contro l’ansia non solo pillole: funzionano anche cure più dolci

16-10-09

Per alcuni disturbi psichici si fa strada la possibilità di usare terapie «alternative» nelle forme lievi

MILANO – Sono in tanti a storcere il naso sulle medicine complementari: molti ne criticano i dati poco convincenti, ottenuti da studi con qualche pecca di metodo. Stavolta però un intervento «alternativo» si confronta testa a testa con le terapie tradizionali in una sperimentazione rigorosa: succede, sulle pagine di PloS One, nel primo studio clinico controllato sulla cura dell’ansia con la naturopatia, un approccio che prevede l’impiego contemporaneo di vari metodi naturali. Un gruppo di ricercatori canadesi ha seguito per otto settimane 75 persone, assegnate a caso al trattamento naturopatico (colloqui settimanali di mezz’ora per stimolare a uno stile di vita sano, più assunzione di un integratore vitaminico e di un estratto dell’erba Withania somnifera), o alla terapia “occidentale” (psicoterapia cognitiva-comportamentale, più un placebo). In entrambi i casi i sintomi ansiosi sono diminuiti, ma con la naturopatia l’effetto è stato più marcato. «Più del risultato positivo conta aver dato prova che il metodo scientifico può e deve essere applicato alla verifica delle medicine complementari – commenta Fabio Firenzuoli, direttore del Centro di medicina naturale dell’Ospedale di Empoli -. Le piante con effetti anti-ansia dimostrati scientificamente sono poche: le evidenze maggiori ci sono per kava-kava, non più in commercio però dopo alcuni casi di epatite, e iperico, usato per l’ansia a sfondo depressivo. Oggi si aggiunge la Withania, o ginseng asiatico, da non confondere con quello coreano che ha tutt’altre azioni». Continua

Ipnosi, a Roma il congresso mondiale Loriedo: «E’ una psicoterapia efficace»

04-10-09

di Luana De Vita*
ROMA (21 settembre) – La cronaca italiana ha rilanciato i primi di settembre il tema dell’Ipnosi, non quella da spettacolo ma quella clinica. Qualcuno ha parlato di numeri straordinari, 8 milioni di italiani avrebbero richiesto un intervento d’ipnosi, altri, forse a ragione, negano non solo questi numeri sparati un po’ a caso ma anche l’attualità dell’Ipnosi clinica, definendola sostanzialmente una “tecnica” desueta.Eppure esistono scuole di specializzazione in Ipnosi e Psicoterapia e sono riconosciute dal Miur, esiste una Società Italiana di Ipnosi e addirittura una Internazionale che si incontreranno a Roma, dal 22 al 29 settembre. Non lo faranno in un luogo segreto o nascosto ma all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, nel cuore pulsante della scienza accademica italiana. L’occasione è il XVIII Convegno Mondiale di Ipnosi e l’evento per l’Italia è doppiamente ghiotto: per la prima volta il Congresso è ospitato a Roma e per la prima volta sarà eletto Presidente di questo organismo internazionale un professore italiano, un docente di Psichiatria della Facoltà di Medicina, Camillo Loriedo.

Dunque l’Ipnosi terapeutica è ben radicata nella cultura clinica italiana e non ha niente a che vedere con le pazienti isteriche di Freud o con le galline degli spettacoli televisivi. Milton Erickson, psichiatra e psicoterapeuta americano, negli anni ‘50 ha dato un impulso formidabile allo sviluppo delle moderna Ipnosi in psicoterapia, non per analizzare le cause dei problemi psicologici dei pazienti ma per trovare una soluzione pratica, immediata. Un soluzione che non può mai essere standardizzata, perché ogni individuo, ogni paziente e ogni storia di vita è unica, la psicoterapia ericksoniana sottolinea proprio l’individualità di ogni singola persona utilizzando le risorse individuali, le sue capacità personali. Continua

Come ci ha conciati la città

02-10-09

CENTRI URBANI SEMPRE PIÙ STRESSANTI – I comportamenti degli abitanti sono  migliori in località belle, pulite, ecologiche, con tanto verde e trasporti efficienti
Di: David Fiesoli
Fra le conseguenze tic, insonnia, aggressività attacchi di panico, dipendenza da alcol. Litigiosi, vandali, menefreghisti: siamo malati di sovraffollamento Il conducente scende, si scaglia contro l’auto ferma al semaforo, volano offese se non peggio. Liti tra condomini che finiscono nel sangue per motivi banalissimi. Psicologi e psichiatri che ingrassano con la fila di pazienti sempre più stressati e depressi.
Questo accade nelle città. E i motivi sono presto detti: sovraffollamento, traffico soffocante, riduzione degli spazi vitali, brutti arredi urbani, socializzazione sempre più difficile.
Non più solo New York o Tokyo: scene di ordinario stress accadono anche nelle città italiane, e non solo nelle faticosissime Milano e Roma.
Apatie e svogliatezze, tic nervosi e irritabilità, nei casi più gravi insonnia, attacchi di panico e assenza di relazioni sono le conseguenze di disturbi che riguardano ben oltre la metà delle persone che abitano in un centro urbano.
Disagi che si ripercuotono sulla vita quotidiana e sulla salute e provocano comportamenti aggressivi o antisociali come parcheggio selvaggio, vandalismo, imbrattamento di muri e monumenti, disprezzo per le regole di convivenza.
La Lombardia, secondo dati Istat, è la prima in Italia per numero d’istituti che trattano disturbi psichiatrici, 121 di cui 44 solo nella provincia di Milano, ma anche in Toscana, dove non ci sono metropoli ma aree metropolitane sì, suona l’allarme.
Soprattutto a Livorno, Firenze e Prato. Va molto meglio a Lucca, che si guadagna la palma di città meno stressante. Continua