Cinema Trevi: incontro con Ettore Scola

Sabato 24 ottobre Ettore Scola incontra il pubblico del Cinema Trevi, nell’ambito degli appuntamenti mensili centrati sul rapporto tra Cinema e Psicoanalisi organizzati dal Centro Sperimentale di Cinematografia col patrocinio della SPI (Società Psicoanalitica Italiana)
Psicoanalisi e Cinema hanno molto in comune: sono nate nello stesso periodo, hanno avuto nel secolo appena finito un enorme sviluppo e diffusione continuando ad influenzare, con la loro ricerca sull’uomo e le sue dinamiche profonde, il mondo della cultura, della scienza e dell’arte. Anche se il cinema non ha alcun presupposto terapeutico, alcuni aspetti della sua indagine e la sua capacità di stimolare e portare alla coscienza, all’interno di un contenitore artistico, dei nuclei attivi nel profondo della psiche fanno sì che sviluppare un confronto su alcuni temi può essere utile e stimolante. I film hanno d’altronde modalità espressive affini a quelle dei sogni e dell’immaginario, utilizzando quel registro iconico su cui la Psicoanalisi indaga come livello di simbolizzazione sulla strada della rappresentazione e della pensabilità. Partendo da questo interesse, il Centro Sperimentale di Cinematografia organizza, col
patrocinio della SPI (Società Psicoanalitica Italiana) una serie di incontri mensili, nella giornata di sabato, centrati sul rapporto tra il Cinema e la Psicoanalisi e sugli aspetti che la visione di un film può approfondire. In queste serate di volta in volta uno psicoanalista proporrà una breve relazione, dopo la proiezione dell’ultimo film selezionato, aperta alla discussione con autori/attori/critici cinematografici e col pubblico. Nel 2009 i film presentati e gli spunti di riflessione proposti vertono intorno ad un percorso che attraversa il tema del padre, sia sul versante cinematografico che su quello psicoanalitico e, più in generale, culturale.
da:http://www.totoguida.it

 Commento del Dott Zambello

Ho poco da aggiungere al commento del giornalista se non per  condividere che il linguaggio cinematografico é molto simile a quello del sogno. Non sarei  così convinto che il cinema non abbia un significato “terapeutico”.  Così, come riconosciamo al sogno uno scopo “mitopoietico” , perché no al cinema?  Ma, mi allargherei, perché no a tutta l’arte? Perché non riconoscere  che indipendentemente dalla  forma: film, quadro, poesia, romanzo,  statua etc.  se parla al nostro inconscio, é arte ed  é terapeutica.

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