CENTRI URBANI SEMPRE PIÙ STRESSANTI – I comportamenti degli abitanti sono migliori in località belle, pulite, ecologiche, con tanto verde e trasporti efficienti
Di: David Fiesoli
Fra le conseguenze tic, insonnia, aggressività attacchi di panico, dipendenza da alcol. Litigiosi, vandali, menefreghisti: siamo malati di sovraffollamento Il conducente scende, si scaglia contro l’auto ferma al semaforo, volano offese se non peggio. Liti tra condomini che finiscono nel sangue per motivi banalissimi. Psicologi e psichiatri che ingrassano con la fila di pazienti sempre più stressati e depressi.
Questo accade nelle città. E i motivi sono presto detti: sovraffollamento, traffico soffocante, riduzione degli spazi vitali, brutti arredi urbani, socializzazione sempre più difficile.
Non più solo New York o Tokyo: scene di ordinario stress accadono anche nelle città italiane, e non solo nelle faticosissime Milano e Roma.
Apatie e svogliatezze, tic nervosi e irritabilità, nei casi più gravi insonnia, attacchi di panico e assenza di relazioni sono le conseguenze di disturbi che riguardano ben oltre la metà delle persone che abitano in un centro urbano.
Disagi che si ripercuotono sulla vita quotidiana e sulla salute e provocano comportamenti aggressivi o antisociali come parcheggio selvaggio, vandalismo, imbrattamento di muri e monumenti, disprezzo per le regole di convivenza.
La Lombardia, secondo dati Istat, è la prima in Italia per numero d’istituti che trattano disturbi psichiatrici, 121 di cui 44 solo nella provincia di Milano, ma anche in Toscana, dove non ci sono metropoli ma aree metropolitane sì, suona l’allarme.
Soprattutto a Livorno, Firenze e Prato. Va molto meglio a Lucca, che si guadagna la palma di città meno stressante.
Lo spiega il livornese Paolo Fuligni, psicologo sociale padre dell’”ecologia urbana”, disciplina che insegna all’Università di Pisa, e che studia il rapporto tra le città e l’adattamento psichico di chi ci vive: Fuligni ricorda anche che chi vive in città “difficili” non è solo più esposto a dipendenze da alcol e stupefacenti, ma anche a shopping compulsivo e ricerca esasperata di giovinezza con la chirurgia estetica, disturbi tipici di chi vive in un ambiente ristretto e caotico dove la competizione è massima e la paura di non farcela anche. Se poi ci si aggiunge la precarietà del lavoro, l’ossessione per le influenze e le pandemie, ecco che la depressione è dietro l’angolo.
Fuligni, qual è la prima causa di stress da città?
L’affollamento genera un aumento dello stato di vigilanza e di aggressività, si diventa più reattivi. L’affollamento riduce lo spazio, i movimenti, e aumenta il tempo di spostamento, il traffico e le file, genera uno stato permanente di frustrazione, e la frustrazione genera aggressività. E siccome i comportamenti sociali si apprendono per imitazione, più aggressività c’è in giro e più aggressivi si diventa. Se invece la città è bella, vivibile, ecologica, con un sistema di trasporti pulito ed efficiente, con tanto verde e un bell’arredo urbano, si moltiplicano i comportamenti virtuosi, come accade a Friburgo, che in questo senso è la perla d’Europa, o a Strasburgo, altra città soprendente.
In Italia?
Non voglio essere esterofilo, diciamo che abbiamo città migliori di altre. Sulle peggiori non vale la pena soffermarsi troppo, sono quelle invase dal traffico, Roma e Milano, ma anche Livorno. Le città virtuose? Ferrara ad esempio, città delle biciclette, in cui i ciclisti non si comportano benissimo ma almeno non c’è lo stress del traffico automobilistico, una delle fonti maggiori di aggressività.
In questo quadro, come si pone la Toscana?
La Toscana ha il vantaggio di avere una popolazione non eccessiva, non abbiamo città grandi, ma medie o medio-piccole. Lo svantaggio viene da due fattori,comuni al resto del Paese. Primo, l’occupazione del suolo: ne stiamo occupando troppo e talvolta in modo propagandistico utilizzando fondi europei per parcheggi enormi in paesi piccoli che non ne hanno bisogno. Secondo, ancora il traffico: quali provvedimenti si prendono per ridurlo? Anche la Toscana soffoca: d’altra parte finchè non ci sono trasporti pubblici davvero efficienti, treni puliti e puntuali, città collegate come si deve, la gente alla macchina non rinuncerà.
I rimedi?
Ne parleremo proprio a Livorno, in un congresso il 23 ottobre sulla percezione della sicurezza in città.
La sede sarà decisa a breve. Parleremo di come intervenire su una situazione di disagio e conflittualità, di avanzata difficoltà di convivenza, in particolare attraverso il miglioramento dell’arredo urbano e delle aree verdi, la diminuzione del traffico, la promozione di attività deterrenti.
Non tutti hanno la possibilità di staccare la spina e cercare un po’ di relax in campagna e al mare e pochi possono pagarsi sedute dallo psicologo: sta alle amministrazioni progettare città a misura d’uomo.
Fra le conseguenze tic, insonnia, aggressività attacchi di panico, dipendenza da alcol. Litigiosi, vandali, menefreghisti: siamo malati di sovraffollamento Il conducente scende, si scaglia contro l’auto ferma al semaforo, volano offese se non peggio. Liti tra condomini che finiscono nel sangue per motivi banalissimi. Psicologi e psichiatri che ingrassano con la fila di pazienti sempre più stressati e depressi.Questo accade nelle città. E i motivi sono presto detti: sovraffollamento, traffico soffocante, riduzione degli spazi vitali, brutti arredi urbani, socializzazione sempre più difficile.
Non più solo New York o Tokyo: scene di ordinario stress accadono anche nelle città italiane, e non solo nelle faticosissime Milano e Roma.
Apatie e svogliatezze, tic nervosi e irritabilità, nei casi più gravi insonnia, attacchi di panico e assenza di relazioni sono le conseguenze di disturbi che riguardano ben oltre la metà delle persone che abitano in un centro urbano.
Disagi che si ripercuotono sulla vita quotidiana e sulla salute e provocano comportamenti aggressivi o antisociali come parcheggio selvaggio, vandalismo, imbrattamento di muri e monumenti, disprezzo per le regole di convivenza.
La Lombardia, secondo dati Istat, è la prima in Italia per numero d’istituti che trattano disturbi psichiatrici, 121 di cui 44 solo nella provincia di Milano, ma anche in Toscana, dove non ci sono metropoli ma aree metropolitane sì, suona l’allarme.
Soprattutto a Livorno, Firenze e Prato. Va molto meglio a Lucca, che si guadagna la palma di città meno stressante.
Lo spiega il livornese Paolo Fuligni, psicologo sociale padre dell’”ecologia urbana”, disciplina che insegna all’Università di Pisa, e che studia il rapporto tra le città e l’adattamento psichico di chi ci vive: Fuligni ricorda anche che chi vive in città “difficili” non è solo più esposto a dipendenze da alcol e stupefacenti, ma anche a shopping compulsivo e ricerca esasperata di giovinezza con la chirurgia estetica, disturbi tipici di chi vive in un ambiente ristretto e caotico dove la competizione è massima e la paura di non farcela anche. Se poi ci si aggiunge la precarietà del lavoro, l’ossessione per le influenze e le pandemie, ecco che la depressione è dietro l’angolo.
Fuligni, qual è la prima causa di stress da città?
L’affollamento genera un aumento dello stato di vigilanza e di aggressività, si diventa più reattivi. L’affollamento riduce lo spazio, i movimenti, e aumenta il tempo di spostamento, il traffico e le file, genera uno stato permanente di frustrazione, e la frustrazione genera aggressività. E siccome i comportamenti sociali si apprendono per imitazione, più aggressività c’è in giro e più aggressivi si diventa. Se invece la città è bella, vivibile, ecologica, con un sistema di trasporti pulito ed efficiente, con tanto verde e un bell’arredo urbano, si moltiplicano i comportamenti virtuosi, come accade a Friburgo, che in questo senso è la perla d’Europa, o a Strasburgo, altra città soprendente.
In Italia?
Non voglio essere esterofilo, diciamo che abbiamo città migliori di altre. Sulle peggiori non vale la pena soffermarsi troppo, sono quelle invase dal traffico, Roma e Milano, ma anche Livorno. Le città virtuose? Ferrara ad esempio, città delle biciclette, in cui i ciclisti non si comportano benissimo ma almeno non c’è lo stress del traffico automobilistico, una delle fonti maggiori di aggressività.
In questo quadro, come si pone la Toscana?
La Toscana ha il vantaggio di avere una popolazione non eccessiva, non abbiamo città grandi, ma medie o medio-piccole. Lo svantaggio viene da due fattori,comuni al resto del Paese. Primo, l’occupazione del suolo: ne stiamo occupando troppo e talvolta in modo propagandistico utilizzando fondi europei per parcheggi enormi in paesi piccoli che non ne hanno bisogno. Secondo, ancora il traffico: quali provvedimenti si prendono per ridurlo? Anche la Toscana soffoca: d’altra parte finchè non ci sono trasporti pubblici davvero efficienti, treni puliti e puntuali, città collegate come si deve, la gente alla macchina non rinuncerà.
I rimedi?
Ne parleremo proprio a Livorno, in un congresso il 23 ottobre sulla percezione della sicurezza in città.
La sede sarà decisa a breve. Parleremo di come intervenire su una situazione di disagio e conflittualità, di avanzata difficoltà di convivenza, in particolare attraverso il miglioramento dell’arredo urbano e delle aree verdi, la diminuzione del traffico, la promozione di attività deterrenti.
Non tutti hanno la possibilità di staccare la spina e cercare un po’ di relax in campagna e al mare e pochi possono pagarsi sedute dallo psicologo: sta alle amministrazioni progettare città a misura d’uomo.
da:http://espresso.repubblica.it
Commento del Dott. Zambello
Ho letto oggi con piacere che per per l’Expo 20015 a Milano aumenteranno le aree verdi. Mi sembra un buon progetto in linea con i suggerimenti del Collega , Dott. Fuligni. Speriamo.








