La valutazione della psicoterapia, conversazione con Maurizio Ricciardi
28-12-09
di MAURIZIO MOTTOLA
Il 27 novembre ed il 4 e 11 dicembre 2009 si è svolto al Distretto 31 dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) Napoli 1 Centro il corso La valutazione dell’intervento psicologico-clinico e psicoterapeutico nelle Unità Operative di Psicologia Clinica, promosso dal Dipartimento di Psicologia. Allo psicologo e psicoterapeuta Maurizio Ricciardi, Referente del Dipartimento di Psicologia dell’ASL Napoli 1 Centro e tra gli organizzatori del corso, abbiamo posto alcune domande.
Che ruolo ha l’assistenza psicologica e psicoterapeutica nel servizio pubblico?
La crescita culturale degli ultimi decenni, rispetto alla quale il contributo delle scienze umane ed in particolare della psicologia non è stato e non è irrilevante, ha portato al cambiamento di prospettiva per quanto riguarda il concetto di salute. Questa infatti non è più appiattita sul concetto di salute come assenza di malattia, ma si allarga ad indicare lo stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e la qualità di vita della persona diventa parametro di riferimento per la valutazione di un sistema sanitario (OMS, 1995). E così la figura del paziente oggetto di cure ha lasciato il campo a quella di persona, che nella sua dignità di soggetto relazionale e autodeterminantesi collabora attivamente al proprio processo di cura. Continua
Caro Babbo Natale,
24-12-09
Auguro a voi tutti di avere una lunga lista di cose da chiedere a Babbo Natale.
Auguri. Dott. Zambello
SCOPERTO UN SISTEMA NATURALE PER CANCELLARE I RICORDI PAUROSI
19-12-09
È stato scoperto un sistema naturale per annullare l”effetto dei ricordi paurosi. Il nuovo metodo blocca in modo semi-permanente le memorie terrificanti e, secondo i ricercatori americani che descrivono il loro studio su “Nature”, potrebbe avere importanti implicazioni per il trattamento dei disordini legati a paura e panico. Precedenti ricerche hanno permesso di bloccare i brutti ricordi prima che vengano fissati completamente nella memoria del cervello ma molti dei sistemi sperimentati fino ad ora si servivano di composti tossici per l”uomo o hanno dimostrato effetti limitati a pochi giorni. Il team di Elizabeth Phelps della New York University è riuscito invece ad aggirare l”impiego di queste sostanze, sfruttando una fase della memorizzazione nota come “riconsolidamento”, durante la quale i vecchi ricordi possono essere modificati. Dopo aver “allenato” un gruppo di volontari a temere uno stimolo visivo, il team di scienziati statunitensi ha introdotto nuove informazioni “sicure” mentre riattivava i ricordi paurosi. In questo modo i ricercatori sono riusciti a “riscrivere” i pensieri negativi associati allo stimolo. In pratica, hanno modificato il brutto ricordo. Gli effetti di questo tipo di intervento innovativo, inoltre, durano per almeno un anno e non sembrano influenzare gli altri ricordi, quelli che non sono stati riattivati al momento in cui erano state fornite le nuove informazioni “salvifiche”. I medici concludono che i vecchi ricordi possono essere aggiornati con informazioni neutre, proprio nel momento del loro riconsolidamento. La ricerca ha importanti implicazioni per il trattamento clinico dei disordini legati alla paura, ed evidenzia l’importanza di interventi mirati fatti al momento giusto.
da: http://www.osservatoriopsicologia.it
Commento del Dott. Zambello
Mi chiedo per quale motivo “cancellare” i ricordi quando si possono elaborare. Se il ricordo, brutto, é un lutto, la perdita di una persona, un oggetto, una situazione o una fantasia, cancellare il ricordo significa cancellare parte di se. Se invece il ricordo si presenta come parte di una fobia, cioè una paura irrazionale rispetto ad un oggetto o situazione, allora dobbiamo pensare che quella paura abbia un senso, sia un “segno” di un disagio che sta altrove, più profondo. “Cancellarlo” significa rischiare di spostarlo su altri oggetti. Mi lasciano infatti molto dubbioso le terapie brevi o desensibilizzanti. Rischiano semplicemente di spostare la sofferenza, il segno, da un oggetto ad un altro.
SESSO: FARMACO PER CURA EIACULAZIONE PRECOCE
12-12-09
(AGI) – Sembra essere efficace e sicuro il primo farmaco che sia stato messo a punto contro uno dei disturbi sessuali maschili piu’ frequenti: l’eiaculazione precoce. Ad annunciarlo sono state le aziende che hanno sviluppato la molecola, la Sciele Pharma della Shionogi Company del gruppo Plethora Solutions Holdings nel corso del meeting annuale della Sexual Medicine Society of North America (SMSNA) in corso a San Diego. Il farmaco per ora non ha un nome commerciale ma solo una sigla: PSD502. Ai trial clinici condotti in doppio cieco sono stati arruolati pazienti provenienti da Stati Uniti, Canada e Polonia. I risultati, hanno spiegato le aziende, sono coerenti con quelli riportati in precedenza in Europa e hanno dimostrato che gli uomini che sono stati trattati con PSD502 cinque minuti prima del rapporto sono stati in grado di ritardare l’eiaculazione fino a cinque volte di piu’ di quelli che hanno utilizzato il placebo. Inoltre, i pazienti e partner in entrambi gli studi hanno riportato miglioramenti significativi in termini di soddisfazione sessuale, e il farmaco e’ stato ben tollerato. Si stima un terzo degli uomini di eta’ compresa tra i 18-59 sono interessati eiaculazione precoce. Attualmente, non esistono terapie per il trattamento di questo disturbo. Il farmaco e’ una formulazione di due farmaci commercializzati: lidocaina e prilocaina dispensati da un aerosol va applicato direttamente sul glande. “L’eiaculazione precoce puo’ avere un forte impatto negativo sulla vita affettiva e sessuale degli uomini e dei loro partner”, ha detto il professor Stanley E. Althof, PhD, Center for Marital e Sexual Health of South Florida, West Palm Beach, Florida. “Siamo entusiasti che i risultati di due studi pilota hanno dimostrato che PSD502 e’ stato efficace, e attendiamo con ansia l’opportunita’ di aiutare i pazienti che non hanno opzioni reali fino a oggi”, ha affermato Patrick Fourteau, Chief Executive Officer di Sciele Pharma, Inc. .
da: http://salute.agi.it
Commento del Dott. Zambello
Sono veramente fiducioso che questo nuovo farmaco funzioni, limitando o togliendo dal tutto la sintomatologia legata alla Eiaculazione Precoce. Per la verità é l’associazione di due vecchi anestetici locali già da molti anni conosciuti ed utilizzati per l’anestesia locale. Il precedente farmaco: la Dapoxetina, funzionava già bene. Ha qualche lieve effetto collaterale essendo un antidepressivo ed utilizzabile a livello sistemico. Ma, non c’é dubbio che il farmaco non risolve “il fantasma” che potrebbe esserci dietro al sintomo. Ad esempio ho potuto leggere per anni che il sintomo, Eiaculazione Precoce, poteva nascondere una forte aggressività che non si esprimeva se non nel disagio sessuale. In questo, come in altri casi, solo l’elaborazione della sofferenza psicologica può risolvere la sintomatologia. Altrimenti si rischia che la terapia farmacologica non faccia altro che spostare il “non elaborato” da un settore ad un altro.
Disturbo bipolare
05-12-09
Disturbo bipolare – Definizione
Detta anche sindrome maniaco-depressiva, è una patologia caratterizzata da una alternanza, spesso brusca, di stati di grande eccitazione e iperattività (fase maniacale) e di periodi di depressione. Si distinguono due tipi di disturbo bipolare: il tipo I, nel quale agli episodi di depressione si alternano episodi maniacali veri e propri, e il tipo II, nel quale le fasi di ipereccitazione sono più contenute (ipomania).Disturbo bipolare – Cause
Non sono note le cause del disturbo bipolare. Quel che è certo è che colpisce l’12% della popolazione, riconosce una predisposizione familiare, si manifesta prevalentemente nella fascia d’età 15-25 anni e viene spesso sottovalutato perché confuso spesso con una semplice depressione o uno stato d’ansia.
Disturbo bipolare – Sintomi
Il disturbo bipolare è caratterizzato da un’alternanza di periodi di depressione (che tendono a essere prevalenti nel decorso della malattia) a fasi di mania, in cui l’individuo si sente euforico, carico di energia e di ambizioni nonché pieno di idee, progetti e ambizioni. Le problematiche principali sono tre: le ricorrenze nel tempo, osservate nel 90% dei casi e spesso dovute al mancato riconoscimento precoce del disturbo e di conseguenza all’assenza di tempestivi provvedimenti terpeutici; la tendenza al suicidio, che interessa il 15-20% dei soggetti non curati o trattati in modo inadeguato; il frequente abuso di sostanze (alcol, droghe). Continua
Attacco di panico: sintomi e terapia
01-12-09
L’attacco di panico è una profonda sensazione di angoscia e paura, immotivate, che provocano una serie di sintomi, anche fisici. La miglior terapia è quella psicoterapeutica, i farmaci possono aiutare a combattere i sintomi nella fase iniziale.Attacco di panico: sintomi e terapia
Sintomi anche fisici
Tra i sintomi di un attacco di panico: improvvisa paura immotivata, agitazione, tremore, sudorazione, forte accelerazione del battito cardiaco, brividi, dolore al petto, nausea. Al culmine, si può provare il terrore di morire da un momento all’altro. All’attacco può seguire la paura dell’attacco successivo. Se i sintomi si ripetono, non si tratta più di un caso isolato, ma di un “disturbo da attacco di panico”.
Non è solo ansia
Il disturbo da attacco di panico è spesso connesso a fasi importanti e stressanti della vita: gli esami universitari, il matrimonio, avere figli, cambiare lavoro. Molte persone sperimentano un caso isolato e questo non deve preoccupare. La caratteristica del disturbo vero e proprio è infatti la paura del ripetersi di un altro attacco, che può portare a incidere profondamente sulla qualità della vita: per esempio si evita di restare soli, di uscire di casa… in casi come questi, è bene rivolgersi a un medico di fiducia.
La terapia più consigliabile per il disturbo da attacco di panico
Trattare il disturbo soltanto con i farmaci significa affrontare il problema in modo soltanto parziale, sopprimendo solo i sintomi. Meglio ricorrere a una psicoterapia, effettuata da uno specialista, che insegna ad acquisire maggiore consapevolezza di se stessi e a mettere in pratica una serie di comportamenti che aiutano ad affrontare e infine risolvere il problema. Molti pazienti beneficiano molto anche dei gruppi di autoaiuto.
da: http://www.altroconsumo.it
Commento del Dott. Zambello
Ho verificato in questi ultimi dieci anni che la percentuale di pazienti che si rivolgono a me per attacchi di panico, con o senza altri disagi psicologici conosciuti, si aggira sul 60%. E’ un numero alto. Devo dire che almeno 85% di questi pazienti hanno tratto benefici obbiettivi e soggettivi dalla psicoterapia e solo il 5% hanno avuto ricadute a distanza di due anni. Sono numeri importanti, non tanto da un punto di vista statistico, quanto perché mi conferma sulla necessità di intervenire con una psicoterapia non appena sono certi i sintomi da attacco di panico. E’ vero, funziona anche la terapia farmacologica ma ha il limite di non rimuovere le cause psicologiche quando queste sono alla base del disagio.




