Grosseto, vescovo Babini contro i gay: “vizio contro natura”
27-01-10
Durissima la condanna dell’omosessualità nelle parole del monsignor Giacomo Babini – E sull’Islam: “È una religione violenta, bisogna difendersi prima di essere colonizzati”«Come vescovo che non cede alle lusinghe della modernità, dico che la pratica conclamata dell’omosessualità è un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora». Si apre con queste durissime parole l’intervento del vescovo emerito di Grosseto, Giacomo Babini, su Pontifex Roma, quotidiano online di notizie cattoliche.
Un argomento del quale «mi fa ribrezzo parlare», aggiunge il monsignore, che definisce l’omosessualità “aberrante” e “un vizio contro natura”. Sotto attacco le autorità religiose, che “devono parlare chiaro”, e civili, con l’esempio del comune di Venezia il cui recente regolamento sull’assegnazione delle case popolari equipara coppie omosessuali ed eterosessuali ai fini dell’edilizia residenziale pubblica. Babini scrive: «Penso che dare le case agli omosessuali come avvenuto a Venezia sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza».
Secondo Babini gli omosessuali hanno diritto alla misericordia e a non essere discriminati. «Ma colui il quale addirittura ne fa vanto, si mette fuori dalla Chiesa e non merita il sacramento della comunione. Io a Vendola non la darei mai». Continua
Frutta e verdura allontanano ansia e depressione
17-01-10
Mangiare tanta frutta e verdura contribuisce ad allontanare ansia, depressione e disturbi di cuore. E’ quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Università di Melbourne, coordinati da Felice Jacka.
La ricerca, effettuata nel corso di dieci anni, ha preso in esame più di 1.000 donne rappresentative dell’intera popolazione femminile australiana, cercando di trovare un nesso fra il loro regime alimentare e i disturbi psicologici di cui soffrivano.
Sul banco degli imputati, la tipica dieta occidentale: hamburger, pane bianco, pizza, patatine, bevande al latte aromatizzate, birra, zucchero e dolci). Nettamente più equilibrate, nel corpo e nello spirito quelle che si nutrivano con verdure, frutta, manzo, agnello, pesce e cereali integrali.
Secondo la professoressa Jacka, il cattivo mangiare indebolisce il sistema immunitario, rendendo più facile il compito alle infiammazioni dell’organismo, araldi di danni al corpo e mente.
da: http://www.vivereitalia.eu
Commento del Dott. Zambello
Non credo proprio che mangiare frutta e verdura allontanino “automaticamente” l’ansia e la depressione. Il meccanismo é invece molto più complesso e investe la nostra capacità di vivere, adoperare le emozioni che il cibo evoca. In uno studio pubblicato su Vertici.it, la Dott.ssa Francesca Berretti dimostra la relazione tra cibo ed emozioni. Lei dice:…Da tutto questo emerge come la decisione di mangiare piuttosto che non mangiare, cosa mangiare e come farlo, sia un fenomeno altamente complesso che risiede al confine fra volontà e fisiologia. Noi mangiamo per molte ragioni, da motivazioni edonistiche, psicologiche, emotive, adattive. E non sempre mangiamo spinti dallo stesso tipo di motivazione e di bisogno. Imparare a convivere con le nostre emozioni, conoscerle e saperle affrontare, distinguere la reale sensazione di fame da quella voglia di cibo stimolata da sensazioni diverse ma non da appetito, imparare a diventare assertivi anziché passivi e quindi comunicare le proprie sensazioni ed emozioni anziché reprimere le proprie necessità, i propri desideri e le proprie volontà può risultare un modo utile per entrare meglio in contatto con noi stessi e tornare (o imparare) ad avere un rapporto migliore con le sensazioni a cui spesso non riusciamo a far fronte nel modo corretto.
Il viaggio nella cura dell’anima
06-01-10
Il cancro è una patologia in aumento.
In Italia vengono diagnosticati 250.000 nuovi casi di tumore ogni anno. In questi pazienti, le abilità di reazione e di adattamento con cui si affronta il cancro dipendono da numerosi fattori: medici, psicologici, sociali e spirituali. Fattori che costituiscono le dimensioni sulle quali si fonda la qualità di vita di ciascuno. La conoscenza di questi fattori dovrebbe essere tenuta sempre in considerazione nella relazione con il paziente, al fine di cogliere i possibili indicatori predittivi di sofferenza e disadattamento. Negli ultimi anni, in Italia, il processo di umanizzazione delle cure ha portato gli operatori sanitari ad integrare i bisogni psicologici e sociali dei pazienti e dei loro familiari, alla terapia medica. Spiritualità, quindi, come fonte di supporto e di facilitazione nei confronti dell’adattamento agli eventi della vita, incluse le malattie ad alta disabilità ed il cancro in particolare. La spiritualità individuale, che è un fenomeno umano universale, osservato in tutte le culture, usualmente ma non necessariamente associato a credenze religiose, si è dimostrata infatti uno dei principali elementi che consentono di affrontare e gestire con fiducia e dignità la malattia e la sofferenza. La sfera spirituale resta però ancora sottovalutata ed è ipotizzabile che, ad oggi, sia collocabile in un’ampia area di bisogni non riconosciuti e non corrisposti in oncologia. Le terapie di supporto, infatti, dovrebbero iniziare durante la fase attiva del trattamento e gli oncologi dovrebbero essere esperti nella gestione dei sintomi, riuscendo a fornire le terapie di supporto come parte integrante dei servizi per i pazienti. Continua
Psicoterapia: rende più felici dei soldi
02-01-10
Pubblicato da Gianluca Rini in Primo Piano, Psicologia, Ricerca Medica.
Gli effetti della psicoterapia sono piuttosto noti. Nel trattamento dei disturbi depressivi o di quelli di ansia una buona terapia è in gradi di potenziare in maniera efficace l’azione di eventuali farmaci che il medico decide di somministrare al paziente. Ma quanto conta il trattamento terapeutico nell’infondere un senso di felicità agli individui?
A giudicare da quanto è emerso da una ricerca dell’Università di Warwick conta molto. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “Health Economics, Policy and Law” e ha messo in luce che la psicoterapia è in grado di rendere più felici persino di un aumento di stipendio o di una vincita alla lotteria.
I soldi in pratica non fanno la felicità. E non è solo un detto tradizionale a dirlo, ma è un principio dimostrato scientificamente attraverso l’analisi delle condizioni di benessere psicologico che ha interessato numerose persone che sono state oggetto di studio da parte dei ricercatori. E se il denaro non è tutto quello che vuole per essere felici, la psicoterapia invece si.
La sua efficacia sarebbe 32 volte superiore rispetto ad una ricompensa monetaria. Una rivelazione che per certi versi può apparire sorprendente, ma che in realtà rappresenta l’occasione giusta per riflettere sull’importanza attribuita nella nostra società al benessere psicologico.
Quest’ultimo costituisce un elemento che non può essere trascurato, se si vuole diventare capaci di assegnare un adeguato valore a tutte quelle condizioni che contribuiscono a farci stare bene con noi stessi e con gli altri. E in questa direzione si deve andare se si vuole conquistare la serenità tanto desiderata da tutti.
http://www.tantasalute.it
Commento Del Dott. Zambello
Di solito non do molto credito a questo tipo di “americanate”, ( Warwick, per la verità, é una cittadina inglese) ma prendo la notizia di buon auspicio e la giro a tutti voi che già fate psicoterapia. Mettiamola così: visto che noi la psicoterapia la facciamo già, vorrà dire che ci arriveranno un sacco di sodi.
Purtroppo non sarà vero ma, é vero che la psicoterapia é un “investimento”, fa star bene, meglio, le persone e spesso si traduce in un rapporto sociale, lavorativo, economico, molto più soddisfacente. Intanto vi auguro di nuovo Un Felice Anno Nuovo a tutti.




