Psicoanalisi dell’amore

05-07-09

Firma : Federica Ermini

L’indefinibile sentimento prova ad essere compreso da Freud con una affascinante quanto veritiera teoria in “Psicologia delle masse e analisi dell’Io” (1921). La pulsione sessuale, che in psicoanalisi gode di un valore aggiunto, non spiega il permanere dell’attrazione per la persona amata anche dopo il suo soddisfacimento. Tirare per le lunghe una relazione basata solo sull’attrazione, rimandando l’appagamento della pulsione sessuale, non permette necessariamente l’instaurarsi di un investimento durevole nell’altro, ma solo un protrarsi del desiderio, che si estinguerà immancabilmente con l’atto sessuale. L’amore può nascere solo quando la pulsione sessuale verso l’altro diviene capace di essere inibita nella meta, la soddisfazione sessuale, in quanto l’altro, oltre ad essere sessualmente desiderato, viene sopravvalutato e collocato al posto dell’ideale dell’Io, ovvero di ciò che vorremmo essere. La soddisfazione sessuale in questo caso non riesce ad estinguere il desiderio, ma lo rende duraturo. L’amato detiene infatti quelle qualità che ci rendono incompleti e in questo senso rappresenta l’altra metà della mela. Freud ritiene che la vera pulsione che permette l’amore sia quella istintiva sessuale e che l’idealizzazione che viene fatta della persona amata sia quasi una “scusa” per giustificarla, ripetendo la forte attrazione nei confronti del genitore dell’altro sesso, che è già stata repressa e resa “tenera” nell’infanzia.

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Pletora di scuole di formazione in psicoterapia e di psicoterapeuti in Italia

21-06-09

di MAURIZIO MOTTOLA

Dal 16 giugno 2006 al 8 maggio 2009 si sono svolti a Roma i lavori della Commissione per la valutazione dell’idoneità delle scuole di formazione in psicoterapia del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), nominata con decreto ministeriale il 24 marzo 2006.

Ventotto riunioni nei circa tre anni di funzionamento; attualmente ci sono 338 scuole di formazione in psicoterapia con autorizzazione ministeriale (203 sedi principali e 135 sedi periferiche). In quanto rappresentante (uscente) della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) all’interno della suddetta commissione, svolgo talune considerazioni sui risultati raggiunti nel corso dei lavori triennali, sulle modifiche necessarie nell’attuale regolamento ministeriale per bilanciare la pletora di scuole di formazione in psicoterapia autorizzate, sugli scopi che intende raggiungere la proposta di moratoria (cioè di sospensione temporanea del vaglio di nuove autorizzazioni) fatta dalla commissione ed infine sulla presenza in Italia del maggiore numero di psicoterapeuti dell’intera Europa.

Il funzionamento della commissione è stato collegiale ed ha consentito un’approfondita valutazione e selezione delle domande di riconoscimento presentate, con l’uso frequente di audizioni per l’acquisizione di ulteriori chiarimenti in merito. L’allestimento di un sistema informatico ha consentito un’efficiente ricognizione della situazione globale delle scuole, insieme con l’incontro plenario – il 22 giugno 2007 a Roma – di rappresentanti delle scuole di formazione esistenti. La proposta di moratoria avanzata dalla Commissione ed accuratamente documentata, intende – se accolta – utilizzare la sospensione temporanea di nuove autorizzazioni per svolgere un approfondito esame della complessa situazione in essere e vagliare le seguenti modifiche proposte: Continua

LO PSICOLOGO: ISTRUZIONI PER L’USO

25-05-09

Avete pensato di andare dallo psicologo? Alcune indicazioni utili per la scelta.

Buongiorno a tutti i lettori di Terninrete, oggi diamo il via a questa nuova rubrica “Lo psicologo-psicoterapeuta informa”.
Come mai ho scelto questo titolo?
Perchè quest’anno, partecipando ad una iniziativa denominata MIP2 – Maggio d’Informazione Psicologica” di cui sono la referente per la provincia di Terni (www.psicologimip.it), mi sono resa conto di quanta difficoltà abbiano le persone ad entrare nei nostri studi, anche solo per chiedere informazioni, e di quanto la nostra professione risulti ai più ancora così sconosciuta.
Quindi ho deciso di aprire questa rubrica e di far conoscere da vicino lo psicologo, oltre che la psicologia.
Sarà capitato ad ognuno di Voi, almeno una volta nella vita, di pensare “forse avrò bisogno dello psicologo?”, ma qual’è stata la vostra risposta?
Perchè non ci siete andati?
Forse non ne sapete abbastanza e ciò che non si conosce fa paura.

Chi è lo psicologo?
Lo psicologo ha conseguito una laurea di cinque anni in Psicologia presso un’Università italiana, successivamente ha svolto un tirocinio, della durata di un anno, effettuato con la supervisione di un tutor-professionista, ed infine ha superato l’Esame di Stato, che consente l’iscrizione all’Albo degli Psicologi (Albo sez. A) e l’accesso alla professione.

Cosa fa lo psicologo?
La professione di psicologo comprende gli usi degli strumenti conoscitivi e d’intervento per la prevenzione, la diagnosi, il sostegno psicologico, l’abilitazione e riabilitazione, rivolti alle persone, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende inoltre le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. Continua

La valutazione dell’efficacia delle psicoterapie: conversazione con Fabrizio Starace

01-05-09

Nel corso del convegno “Terapia familiare: un update” (Napoli, 8 aprile 2009) è stato tra l’altro svolta la relazione “La valutazione dell’efficacia delle psicoterapie” da parte dello psichiatra Fabrizio Starace – direttore dell’Unità Operativa Complessa Psichiatria di Consultazione dell’Azienda Ospedaliera D. Cotugno di Napoli e docente di Psichiatria Sociale all’Università di Napoli – a cui abbiamo posto alcune domande.

Dato il carattere intersoggettivo, confidenziale, difficilmente narrabile a terzi delle psicoterapie, quali criteri e metodologie vanno utilizzati per valutarne l’efficacia?

L’intersoggettività e la confidenzialità sono caratteristica di tutti gli atti terapeutici; la difficile narrabilità dell’esperienza psicoterapica deve essere oggetto di riflessione e non alibi per escludere la psicoterapia dalle necessarie verifiche di efficacia, efficienza ed economicità. Nei confronti del problema vi sono due scuole di pensiero: quella di chi considera inapplicabili al campo psicoterapico le metodologie applicate in tutti gli altri interventi terapeutici (lasciando quindi ampio spazio alla autoreferenzialità) e quella invece di chi, pur consapevole delle difficoltà metodologiche, si impegna nel faticoso lavoro di comprensione dei fattori terapeutici comuni e specifici che distinguono i diversi approcci. Vorrei qui chiarire un aspetto cruciale del dibattito: ciascuno è libero di sperimentare i percorsi di crescita e maturazione individuale in cui crede se ciò avviene per iniziativa individuale e a spese proprie; ciò che non è accettabile è impegnare risorse pubbliche – quelle del sistema sanitario – senza avere ragionevole chiarezza di cosa venga fatto, per quale problema (di salute, evidentemente, anzi di salute mentale), per quale paziente, in quanto tempo e soprattutto con quali risultati. E’ proprio dall’area delle psicoterapie che ci si aspetta un contributo innovativo sui temi elencati. E tuttavia una recente revisione delle riviste di psicoterapia elenca almeno 1430 fattori di esito (!) individuati dalle diverse scuole di pensiero: un po’ troppi per consentire il sia pur minimo tentativo di razionalizzazione. Continua

Cervelli specializzati in sesso e seduzione

13-04-09

Gli ominidi, Darwin e noi

di: GIORGIO MANZI
UNIVERSITA’ LA SAPIENZA – ROMA

Noi, che siamo animali a riproduzione sessuata, passiamo gran parte del tempo a cercare un esemplare dell’altro sesso allo scopo di riprodurci. Come in altri mammiferi – quelli dalle grandi corna, quelli con la criniera, quelli dai canini sporgenti, quelli più possenti degli altri – spesso spetta al maschio prendere l’iniziativa, quasi sempre in competizione con altri suoi simili, mentre le femmine (di solito) si mettono in mostra, assistono alle performance dell’altro sesso e si dispongono a operare le loro scelte: è la «female choice» evocata da Darwin.

Che il sesso sia importante nella nostra specie o, meglio, anche nella nostra specie, se ne sono accorti in molti. Tanto per fare un esempio, se ne accorse un certo Sigmund Freud. Com’è noto, secondo la dottrina del padre della psicoanalisi, esiste un’energia psichica che muove ciascuno di noi e regola le interazioni fra gli esseri umani. Questa, a sua volta, si compone di una spinta all’autoconservazione, che include la libido, l’istinto sessuale (eros), e una spinta alla distruzione, ovvero l’aggressività, l’istinto di morte (thanatos). Se le cose stanno davvero così, è facile capire come per noi Homo sapiens il sesso non sia solo una faccenda riproduttiva, ma molto di più. Continua

Da Erickson ai tutors Dagli sciamani ai psicoterapeuti

23-03-09

Alla Erboristeria “Sintonia” in Udine via Anton Lazzaro Moro numero 40, alle ore 20,15 di Mercoledì 25 Marzo 2009, ingresso gratuito
Conferenza del Dr Gilberto Gamberini www.gilbertogamberini.it Medico Chirurgo Tutor Specialista in Psicoterapia
Sul tema: “Da Erickson ai tutors Dagli sciamani ai psicoterapeuti…..”Milton Erickson…… ai tutors,
di quelle particolari presenze che dovrebbero favorire la crescita personale degli studenti, assistendoli senza prevaricarli, illuminandoli, forse, come Edi, l’assistente di Archimede Pitagorico,
o Gilberto il nipote intelligente di Pippo.
In questo mondo magico e fumettistico, chi meglio di Erickson,
allenatore dell’anima poteva avere questo ruolo?

Erickson, sciamano in senso storico e letterale certamente no, ma attento interprete dell’animo umano si, pronto a carpirne i segreti ancestrali, modificando l’approccio e i punti di vista, attraverso una ipnosi diretta ed indiretta, ottenuta attraverso la parola.
Potremo definire l’opera sciamanica una ipnosi di gruppo, spesso ottenuta in narcosi….ma non solo, vediamo bene il perché…..
Droga mezzo ma non necessità….
La droga può servire allo sciamano, all’iniziato, al paziente sciamanico a liberarsi dal suo schermo razionale, per andare oltre….
Serve a camminare ma qualcuno nasce camminando e qualcuno impara da subito senza bastone, senza il bastone della droga, serve per la magia, per la sceneggiatura, per il contorno ma non è la magia stessa, la magia come direbbe Freud ed aggiungerebbe Erickson è la parola. Continua

I suoi incubi di celluloide sul lettino del Centro milanese di psicoanalisi

21-12-08

di: Patrizia Rappazzo

«La metafisica non m’ interessa, e nemmeno l’ esoterismo. Magari dovrei consultare uno psicoanalista, per scoprire perchè giro pellicole di questo tipo» ha confidato Roman Polanski a El Pais, in un sussulto di lucida preoccupazione, all’uscita parigina de «La nona porta», nel 1999. Ma come recita un detto «Se Maometto non va alla Montagna, la Montagna va da Maometto». E la psicoanalisi ha, infatti, rivolto il suo profondo sguardo oltre la superficie dei film del maestro della modernità, intessendo una fitta letteratura a partire dalle intricate trame, scandagliando stati d’animo e incubi dei suoi protagonisti e spesso rintracciando una legame con il suo autore. Demoni e mostri, assassini e persecutori, figure in netta contrapposizione con il mondo esterno, personaggi spesso senza identità definite, isolati e rifiutati, si rincorrono nei film del maestro dell’intrigo psicologico, erede morale del grande Hitchcock. Artista visionario e (iper)realista, Roman Polanski è stato protagonista di un significativo omaggio, con una retrospettiva completa dei suoi film, della 26 edizione del Torino Film Festival, appena conclusa. La retrospettiva arriva a Milano e si arricchisce della possibilità di approfondire gli aspetti più problematici della vita dell’artista, attraverso la lettura critica e psicoanalitica di alcune sue opere, grazie alla partecipazione di alcuni studiosi del Centro Milanese di Psicoanalisi «Cesare Musatti». «Abbiamo scelto di approfondire questi tre titoli – spiega lo psicoanalista Mario Martinetti – tralasciando gli altri solitamente più noti, come Repulsione, perchè ci riportano ad un discorso più ambiguo che rimanda alla tematiche di fondo del cinema di Polanski. Il tema centrale, infatti, di tutta l’opera di Polanski è quello dello sradicamento. I suoi personaggi sono posseduti da qualcosa di estremo, come in Rosemary’s Baby, un’opera che finisce nel sangue e nella follia, o nel delirio come in Repulsione. Continua

Tra panico e crisi d’identità

18-09-08

Tachicardia, capogiri, confusione, vertigini. Al cospetto di opere d’arte dalla straordinaria bellezza, c’è chi si sente perso, e il malessere cresce a tal punto da finire al pronto soccorso. È la sindrome di Stendhal, disturbo psicosomatico definito per la prima volta a Firenze, uno degli scrigni d’arte più belli al mondo, dal gruppo di esperti guidati dalla psichiatra e psicoanalista Graziella Magherini.

«La definizione di questa sindrome – spiega la psichiatra – è nata dopo uno studio che abbiamo condotto tra gli anni Ottanta e Novanta all’ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze su oltre 100 turisti che erano arrivati da noi dopo aver visitato la città».
Tre sono le principali manifestazioni della sindrome: «c’è chi cade preda di un attacco di panico – aggiunge – chi finisce in uno stato di eccitazione ed esaltazione, e chi, nelle forme più serie, si sente perseguitato e minacciato dal mondo che lo circonda». Tutti sintomi benigni, accomunati da una crisi della propria identità, che in genere si risolvono nel giro di qualche ora o al massimo di un giorno.
Solo la bellezza, però, non può far così male. Oltre alla straordinarietà dell’arte, infatti, ciò che predispone alla sindrome è il fattore viaggio. «Si tratta sempre di turisti che provano una profonda esperienza estetica lontano da casa – precisa Magherini -. Il viaggio, anche se piacevole, ci costringe ad allontanarci dalla sicurezza della quotidianità, e questo può destabilizzare alcuni soggetti».

da: http://iltempo.ilsole24ore.com    

CRISTIANESIMO E OMOSESSUALITA’. IL CASO DEL CARDINALE NEWMAN.

04-09-08

Per farlo santo, il vaticano tenta di occultarne l’omosessualità.

di: Federico la Sala

Per farlo santo, il vaticano tenta di occultare l’omosessualità del card. Newman

Era stata la sua “ultima e imperativa volontà”: essere sepolto nella stessa tomba dove riposava il suo amico e compagno di una vita, p. Ambrose St. John. E così era avvenuto: nel 1890 il card. John Henry Newman, figura monumentale della teologia cattolica nell’Inghilterra vittoriana, convertitosi dall’anglicanesimo a 44 anni, fu tumulato nel piccolo cimitero degli Oratoriani, congregazione a cui apparteneva, nella città di Rednal. Ora però la sua pace viene turbata dal Vaticano che, in vista della prossima beatificazione – il cui annuncio è previsto per la fine di quest’anno – intende traslarne le spoglie a Birmingham, in una tomba, si dice, che sia più adeguata alla dignità di un beato.

Immediata è stata la protesta dei movimenti per i diritti gay. Lo spostamento della tomba sarebbe “un atto di profanazione religiosa e di vandalismo morale” per l’attivista Peter Tatchell, che all’Ecumenical News International ha ribadito che “Newman ha ripetutamente detto che voleva essere sepolto accanto al suo partner di una vita, Ambrose St. John. Nessuno ha dato il permesso di opporsi ai desideri di Newman”. Lo scopo reale dell’operazione, afferma, è di “coprire l’omosessualità di Newman e ripudiare il suo amore per un uomo. È un atto di vergognosa disonestà e un tradimento personale da parte della Chiesa cattolica omofoba”. Continua

La mistica dell’eros

01-09-08

Per i cristiani il desiderio è Cristo. Ogni religione si misura sulle regole che pone attorno al sesso

 di Gianni Baget Bozzo

II termine concupiscenza fa parte del gergo teologico. E indica l’attrazione che le realtà sensibili trasmettono all’uomo interiore e all’uomo esteriore, al pensiero come alla sensibilità. Certo tra queste attrazioni quella legata al sesso è la più potente ma non è la sola: anche la ricchezza o il potere possono essere oggetto di queste passioni d’amore in cui l’uomo cerca la sua integrazione con il mondo.

La cultura cristiana ha considerato la concupiscenza soprattutto in riferimento agli atti materiali che essa compie, alle sue opere: e quindi è soprattutto il riferimento alla determinazione di ciò che è violazione della legge in senso materiale ed esteriore. E quindi il sesso, è stato considerato prevalentemente in ragione di ciò che la cultura cristiana considerava un atto difforme della legge naturale. In questo il cristianesimo si è comportato come tutte le altre religioni, che hanno regolato il sesso come bene sociale e quindi determinato da norme di contenuto che lo riguardavano specificamente.
Il volto di ogni religione si misura dalle regole che impone in materia sessuale al comportamento dei suoi aderenti. La religione nasce come regola sociale che fonda la convivenza, determinando in particolare le norme del rapporto tra uomo, donna e figli.
Ma il cristianesimo pone l’accento sul soggetto, è l’unica religione che differentemente dalle altre, si riferisce direttamente al comportamento interiore delle persone e quindi alle motivazioni che le muovono. Il cristianesimo pensa l’uomo come composto di una dimensione spirituale e di una materiale e pone l’ultimo accento, per giudicare la moralità di un atto, sull’intenzione della volontà. Quello che importa è l’oggetto a cui si indirizza la volontà del singolo. Per questo, nonostante l’attenzione che la cultura cristiana ha dedicato agli atti esteriori come oggetto di moralità, di giudizio etico, rimane fondamentale la dimensione del singolo. La bontà e la malizia di un atto hanno per oggetto l’atto esteriore, ma si fondano sul modo in cui è inteso e voluto dalla volontà che lo pone. Continua

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