Depressione: tanto temuta dalle donne e tanto poco curata
09-02-10
Il male oscuro, quello che ti fa vedere il mondo come dietro degli spessi occhiali neri, dello stesso colore in cui pare tingersi il mondo all’interno di un tunnel privo di uscita, quello che ha ispirato poeti e scrittori della nostra letteratura italiana e straniera ma che di poetico non ha proprio nulla, se non la disperazione nel voler uscire dal male oscuro.La depressione, temuta dalle donne più del tumore al seno, con la consapevolezza, sbagliata, che di depressione non si guarisce, forse ci si salva dal pensiero fisso di farla finita, ma tutto non è più come prima, da quel momento in cui il tarlo del male oscuro s’è annidato tenacemente nella nostra mente scavandola.
Dunque è la depressione la malattia che più di ogni altra, cancro compreso, spaventa le donne, lo ha ben dimostrato il sondaggio condotto dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna e voluto da Giuseppe Pellegrini dell’Università di Padova che ha chiamato in causa ben 1.016 donne di età compresa fra 30 e 70 anni. Continua
Il viaggio nella cura dell’anima
06-01-10
Il cancro è una patologia in aumento.
In Italia vengono diagnosticati 250.000 nuovi casi di tumore ogni anno. In questi pazienti, le abilità di reazione e di adattamento con cui si affronta il cancro dipendono da numerosi fattori: medici, psicologici, sociali e spirituali. Fattori che costituiscono le dimensioni sulle quali si fonda la qualità di vita di ciascuno. La conoscenza di questi fattori dovrebbe essere tenuta sempre in considerazione nella relazione con il paziente, al fine di cogliere i possibili indicatori predittivi di sofferenza e disadattamento. Negli ultimi anni, in Italia, il processo di umanizzazione delle cure ha portato gli operatori sanitari ad integrare i bisogni psicologici e sociali dei pazienti e dei loro familiari, alla terapia medica. Spiritualità, quindi, come fonte di supporto e di facilitazione nei confronti dell’adattamento agli eventi della vita, incluse le malattie ad alta disabilità ed il cancro in particolare. La spiritualità individuale, che è un fenomeno umano universale, osservato in tutte le culture, usualmente ma non necessariamente associato a credenze religiose, si è dimostrata infatti uno dei principali elementi che consentono di affrontare e gestire con fiducia e dignità la malattia e la sofferenza. La sfera spirituale resta però ancora sottovalutata ed è ipotizzabile che, ad oggi, sia collocabile in un’ampia area di bisogni non riconosciuti e non corrisposti in oncologia. Le terapie di supporto, infatti, dovrebbero iniziare durante la fase attiva del trattamento e gli oncologi dovrebbero essere esperti nella gestione dei sintomi, riuscendo a fornire le terapie di supporto come parte integrante dei servizi per i pazienti. Continua
SCOPERTO UN SISTEMA NATURALE PER CANCELLARE I RICORDI PAUROSI
19-12-09
È stato scoperto un sistema naturale per annullare l”effetto dei ricordi paurosi. Il nuovo metodo blocca in modo semi-permanente le memorie terrificanti e, secondo i ricercatori americani che descrivono il loro studio su “Nature”, potrebbe avere importanti implicazioni per il trattamento dei disordini legati a paura e panico. Precedenti ricerche hanno permesso di bloccare i brutti ricordi prima che vengano fissati completamente nella memoria del cervello ma molti dei sistemi sperimentati fino ad ora si servivano di composti tossici per l”uomo o hanno dimostrato effetti limitati a pochi giorni. Il team di Elizabeth Phelps della New York University è riuscito invece ad aggirare l”impiego di queste sostanze, sfruttando una fase della memorizzazione nota come “riconsolidamento”, durante la quale i vecchi ricordi possono essere modificati. Dopo aver “allenato” un gruppo di volontari a temere uno stimolo visivo, il team di scienziati statunitensi ha introdotto nuove informazioni “sicure” mentre riattivava i ricordi paurosi. In questo modo i ricercatori sono riusciti a “riscrivere” i pensieri negativi associati allo stimolo. In pratica, hanno modificato il brutto ricordo. Gli effetti di questo tipo di intervento innovativo, inoltre, durano per almeno un anno e non sembrano influenzare gli altri ricordi, quelli che non sono stati riattivati al momento in cui erano state fornite le nuove informazioni “salvifiche”. I medici concludono che i vecchi ricordi possono essere aggiornati con informazioni neutre, proprio nel momento del loro riconsolidamento. La ricerca ha importanti implicazioni per il trattamento clinico dei disordini legati alla paura, ed evidenzia l’importanza di interventi mirati fatti al momento giusto.
da: http://www.osservatoriopsicologia.it
Commento del Dott. Zambello
Mi chiedo per quale motivo “cancellare” i ricordi quando si possono elaborare. Se il ricordo, brutto, é un lutto, la perdita di una persona, un oggetto, una situazione o una fantasia, cancellare il ricordo significa cancellare parte di se. Se invece il ricordo si presenta come parte di una fobia, cioè una paura irrazionale rispetto ad un oggetto o situazione, allora dobbiamo pensare che quella paura abbia un senso, sia un “segno” di un disagio che sta altrove, più profondo. “Cancellarlo” significa rischiare di spostarlo su altri oggetti. Mi lasciano infatti molto dubbioso le terapie brevi o desensibilizzanti. Rischiano semplicemente di spostare la sofferenza, il segno, da un oggetto ad un altro.
Disturbo bipolare
05-12-09
Disturbo bipolare – Definizione
Detta anche sindrome maniaco-depressiva, è una patologia caratterizzata da una alternanza, spesso brusca, di stati di grande eccitazione e iperattività (fase maniacale) e di periodi di depressione. Si distinguono due tipi di disturbo bipolare: il tipo I, nel quale agli episodi di depressione si alternano episodi maniacali veri e propri, e il tipo II, nel quale le fasi di ipereccitazione sono più contenute (ipomania).Disturbo bipolare – Cause
Non sono note le cause del disturbo bipolare. Quel che è certo è che colpisce l’12% della popolazione, riconosce una predisposizione familiare, si manifesta prevalentemente nella fascia d’età 15-25 anni e viene spesso sottovalutato perché confuso spesso con una semplice depressione o uno stato d’ansia.
Disturbo bipolare – Sintomi
Il disturbo bipolare è caratterizzato da un’alternanza di periodi di depressione (che tendono a essere prevalenti nel decorso della malattia) a fasi di mania, in cui l’individuo si sente euforico, carico di energia e di ambizioni nonché pieno di idee, progetti e ambizioni. Le problematiche principali sono tre: le ricorrenze nel tempo, osservate nel 90% dei casi e spesso dovute al mancato riconoscimento precoce del disturbo e di conseguenza all’assenza di tempestivi provvedimenti terpeutici; la tendenza al suicidio, che interessa il 15-20% dei soggetti non curati o trattati in modo inadeguato; il frequente abuso di sostanze (alcol, droghe). Continua
La depressione si cura anche online
05-06-09
Un esperimento indica che per le forme lievi le terapie web possono funzionare
MILANO – La depressione? Si combatte anche su Internet. A dirlo è uno studio appena pubblicato dalla rivista scientifica Australian and New Zealand Journal of Psychiatry: per le forme depressive più lievi – sostiene l’articolo – i programmi di trattamento basati sul web risultano efficaci quanto gli interventi incentrati sul classico faccia a faccia psichiatra-paziente.
SADNESS – A spingere verso l’impiego dei nuovi media nella cura della tristezza patologica è una ricerca che ha monitorato 45 pazienti affetti da forme moderate di depressione sottoposti a un programma virtuale di cura denominato Sadness. Messo a punto dal Centro di ricerca su ansia e depressione del St Vincent’s Hospital di Sydney in Australia, il percorso terapeutico prevede sei lezioni online, una serie di compiti da assolvere a casa propria, contatti settimanali via e-mail con uno specialista e la partecipazione ad un forum virtuale. Risultato: al termine del trattamento, più di un terzo di pazienti coinvolti non presentava più sintomi di depressione; un’efficacia, a detta dei ricercatori australiani, paragonabile a quella dei metodi tradizionali. Con in più, si fa notare, vantaggi logistici e pecuniari. «I trattamenti via Internet possono essere seguiti da casa e sono più economici», ha spiegato al sito dell’emittente australiana Abc Gavin Andrews, direttore del Centro e co-autore dell’articolo. Continua
Come guarire dalla depressione
09-05-09
Si può guarire dalla depressione? Per fortuna è possibile, però bisogna farsi aiutare.
E’ necessario rivolgersi a degli specialisti e sottoporsi alle cure adatte, non si può uscire dalla depressione da soli: la sola forza di volontà, purtroppo, non basta
Nonostante la depressione sia una vera e propria patologia che crea un fortissimo disagio psicologico, è possibile uscirne rafforzati nel carattere e nella forza di volontà.
L’importante è riuscire a riconoscere la patologia, che spesso viene sottovalutata da chi circonda la pesona che ne soffre, scambiandola per una semplice stanchezza, accumulo di stress o malumore.
La depressione può essere di vari tipi e più o meno grave. L’importante è iniziare a rivolgersi ad uno specialista quando si iniziano ad avvertire i primi segnali d’allarme.
Ecco i principali sintomi della patologia:
tristezza che persiste per tutto il giorno, mancanza di interesse nelle attività quotidiane, stanchezza, diminuzione dell’appetito, mancanza di stimoli, insonnia o sonnolenza eccessiva, mancanza di autostima e di energie. La depressione diventa grave quando si pensa continuamente alla morte e al suicidio.
Per guarire dalla depressione bisogna avvalersi della psicoterapia e di farmaci prescritti dallo specialista. Dovete sapere che i farmaci antidepressivi vengono prescritti quando si soffre di depressione abbastanza grave e non in caso di depressione lieve.
Per vincere il “male oscuro” dobbiamo iniziare a dare retta alle nostre esigenze, ai nostri sogni e mettere noi stessi al primo posto, non dando retta a ciò che pensano gli altri di noi.
Non bisogna dare modo a chi ci circonda di avere delle aspettative impossibili nei nostri confronti. Insomma: bisogna imparare ad accettare i propri limiti e cercare di ritrovare stima in se stessi e nelle proprie capacità. Continua
Come curare la depressione
04-04-09
Pubblicato da Giuliano in Farmaci, Malattie.
Non è certo semplice delineare una terapia univoca da attuarsi per le forme di depressione, essendo tale patologia costellata spesso da un vissuto psicologico dell’individuo che dovrà essere indagato e curato dal medico che si prende cura di lui cercando di inquadrare, anamnesteticamente, il passato remoto e recente dell’ammalato così come si fa del resto anche con l’ansioso.
Intanto occorre differenziare due importanti forme di depressione destinate a far la differenza nell’approccio terapeutico del paziente; una depressione reattiva all’interno di una personalità nel complesso sana e una depressione neurotica laddove esistano motivazioni più profonde che spieghino il quadro clinico del paziente.
Nel primo caso il medico si avvarrà di terapie più sintomatiche che curative nel senso stretto del termine rappresentate per lo più da farmaci antidepressivi triciclici eventualmente associati o meno a sedute di psicoterapia.
Ben altro è il trattamento da attuarsi nei casi di depressione neurotica dove il farmaco che agisca sui sintomi non è sufficiente da solo a contrastare la patologia; in tali casi è necessaria una terapia profonda che agisca a livello dello squilibrio dei neurotrasmettitori che si è determinato. Continua
Depressione il male del secolo
08-02-09
Sono nella sua morsa milioni di persone
in tutto il mondo.
di: dottor Tomaso Regazzoli
E’ stato definito da molti il “male del secolo”. Si tratta di un disturbo subdolo, difficilmente riconoscibile, che incatena letteralmente le persone inducendole a vivere una vita buia, anonima e senza speranze. «Nel 2020 la depressione sarà la seconda malattia per frequenza nel mondo dopo le malattie cardiovascolari», fa notare infatti il dottor Tomaso Regazzoli, medico psicoterapeuta, psicosintesista e specialista in Neuropsichiatria infantile a Brescia. Si tratta di previsioni davvero allarmanti che dovrebbero far riflettere in modo approfondito sulla reale gravità e pericolosità di questo disturbo.
Dottor Regazzoli che cosa si intende per depressione e soprattutto come si manifesta?
«La depressione è un disturbo caratterizzato da diminuzione del tono dell´umore o da perdita di piacere per interessi e attività normalmente gradevoli. Una persona depressa accusa mancanza di appetito e perdita di peso, calo dell´energia vitale, insonnia o letargia, svogliatezza e incapacità a concentrarsi. Il depresso ha una ridotta autostima, è afflitto da frequenti sensi di colpa e mostra disagio nel sociale: è spesso schivo o, in altri casi, manifesta apertamente sentimenti di scoraggiamento, facilità al pianto e pessimismo. A volte si può giungere persino alla scomparsa di mimica facciale per un profondo senso di tristezza e auto-svalutazione, assenza di reattività a stimoli anche molto piacevoli, disperazione e pensieri di morte. A volte un episodio depressivo si manifesta anche con l´esacerbarsi di una somatizzazione come una tachicardia, un attacco asmatico, un´ulcera o una colite».
Quale incidenza ha attualmente questo disturbo tra la popolazione italiana e mondiale?
«La depressione è un disturbo molto frequente e a distribuzione ubiquitaria, coinvolgendo secondo l´OMS circa il 10% della popolazione. Recenti studi statistici evidenziano che in Europa un terzo della popolazione è affetta da disturbi psichici di cui il 12% è depresso. Gli stessi studi sottolineano che in Italia questa percentuale è dell´11% e così appare per i Paesi latini, mentre il resto d´Europa arriva anche al 14%. L´OMS prevede che nel 2020 la depressione sarà la seconda malattia per frequenza nel mondo, dopo le malattie cardiovascolari».
Secondo lei quali sono le categorie di persone più a rischio e perché?
«Le donne vanno incontro a depressione in misura quasi doppia rispetto agli uomini. Secondo recenti statistiche per il 40% sono casalinghe. In Italia il 14% della popolazione depressa è rappresentata da pensionati e il 12,1% da impiegati». Continua
PSICOLOGIA: LO HUMOUR E’ INDICE DI INTELLIGENZA
04-12-08
L’umorismo e’ indice di salute mentale. Lo dimostra uno studio condotto dagli psicologi americani Daniel P. Howrigan e Kevin MacDonald, e pubblicato sulla rivista ‘Evolutionary Psychology’, su un campione di 185 studenti. La ricerca, che verifica la corrispondenza tra il senso dello humour e l’indicatore di intelligenza, ha analizzato anche le interazioni tra i due fattori e i cosiddetti Big Five, i cinque tratti della personalita’ che ognuno possiede: energia, amicalita’, coscienziosita’, stabilita’ emotiva e apertura mentale. Ne e’ risultato che una buona intelligenza e’ la premessa di uno spiccato senso dello humour, indipendentemente dai tratti della personalita’ e dal sesso. Anche un carattere estroverso e’ indice di un’elevata capacita’ umoristica, anche se non necessariamente di una buona intelligenza. In sostanza, se sapete far ridere con arguzia, avrete sicuramente un buon cervello funzionante. Se poi siete anche estroversi e aperti di mente, e non lo avete gia’ fatto, potete sviluppare buone abilita’ umoristiche.
da: http://salute.agi.it
Commento del Dott. Zambello
Freud si era interessato “del moto di spirito” come la possibilità o meglio la capacità che la persona si da, del tutto inconsapevolmente, di trasmettere, vivere, immaginare, contenuti riconducibili all’istinto sessuale o alla aggressività, superando la censura del Super Io. Quindi il piacere associato al riso è riconducibile ad un vero e proprio piacere nel venire a contatto con la propria energia psichica.
Non ci meraviglia quindi che anche sperimentalmente, si sia verificato che “sorridere” fa star meglio anche fisicamente.
Per geriatri depressione causa ictus, convegno a Firenze
29-11-08
Gli anziani che soffrono di depressione rischiano l’ictus. Sono queste le conclusioni alle quali è arrivato lo studio condotto dai geriatri dell’Università di Palermo su 15 pazienti di età compresa fra i 66 e gli 80 anni. I dati ottenuti mostrano che si è registrato un tasso di incidenza maggiore di eventi cerebrovascolari acuti in pazienti con depressione severa, con lieve compromissione cognitiva e declino funzionale. I risultati dello studio sono stati resi noti dalla Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg) in occasione del 53/mo Congresso nazionale che è in corso a Firenze
da: http://www.intoscana.it




