IMPOTENZA: LO SPORT RIDUCE IL RISCHIO

27-06-08

(AGI) – Vienna – Bruciare almeno 4.000 chilocalorie la settimana contribuisce a ridurre i rischi di impotenza dell’83 per cento. E’ il risultato di una ricerca messa a punto da medici austriaci guidati dall’urologo Christian Kratzik. I dettagli dello studio saranno presentati nella terza settimana di giugno in una conferenza stampa a Vienna. La ricerca e’ stata svolta su 674 uomini di eta’ compresa tra i 45 e i 60 anni, che si sono sottoposti ad analisi urologiche e ormonali e hanno poi compilato un questionario sulle proprie attivita’ sessuali e sportive.

da:http://salute.agi.it

Come combattere l’impotenza

Per combattere l’impotenza, un fastidioso disturbo che colpisce sempre più spesso anche uomini in giovane età, può rivelarsi molto utile porre qualche piccola attenzione alla dieta.

Leggendo la lista seguente si potrebbe pensare ai soliti banali consigli sentiti mille volte, ma molti casi di impotenza (soprattutto in età avanzata, a dire il vero) sono legati ad una cattiva alimentazione causa di diabete ed alti valori di grassi nel sangue, cause scientificamente provata di disfunzione erettile.

1. Non abusare di alcool (e fumo !).

2. Preferire alimenti freschi, ricchi di ossidanti ed acqua (frutta e verdura, naturalmente), e ridurre al minimo il consumo di grassi animali (formaggi grassi, insaccati, burro). Tutto il vostro sistema circolatorio ne trarrà un enorme beneficio, che si rifletterà anche sulle vostre prestazioni sessuali; è risaputo infatti che l’erezione è dovuta all’afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene, quindi vene e capillari in perfetta forma ne faciliteranno il meccanismo fisiologico.

3. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ed in particolare di zuccheri semplici contenuti nei dolci, può provocare una risposta insulinica abnorme che ha come conseguenza un calo di testosterone.

4. Bere molta acqua aumenta la fluidità del sangue, che può fluire più facilmente all’interno dei corpi cavernosi.

Data articolo: giugno 2008
Fonte: www.farmacoecura.it 
da:http://www.ecplanet.com/canale

Sesso, quando è lui a dire ‘No’

16-04-08

di:  Adele Sarno

Il calo del desiderio sessuale dell’uomo è triplicato negli ultimi dieci anni. Se prima era lei a cercare scuse, adesso è lui a utilizzare l’alibi del mal di testa sotto le lenzuola. Quaranta coppie su cento hanno smesso di fare l’amore. Il dato emerge dal Rapporto 2008 sugli italiani a letto, una ricerca elaborata dall’Istituto di sessuologia clinica di Roma e presentata in occasione del Congresso della Federazione europea di sessuologia, in corso nella capitale. “Gli uomini sono stressati dal lavoro – spiega la dottoressa Roberta Rossi, sessuologa e psicoterapeuta dell’Istituto – e, di fronte a partner sempre più esigenti, soffrono di ansia da prestazione e si rifugiano tra le braccia di un’altra, per sesso a pagamento o relazioni online. La donna inizialmente è comprensiva ma poi corre dal medico, implorando prescrizioni di Viagra per il proprio compagno”.

L’identikit delle coppie italiane. Il comportamento degli italiani a letto è molto variegato, lo studio infatti classifica le coppie riconducendole a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti. E così se da un lato si registra la diminuzione del desiderio sessuale (gli anoressici), dall’altro si scopre che c’è chi utilizza la fantasia per rivitalizzare il rapporto di coppia e per evadere dalla routine (i bulimici). C’è poi chi è appagato dal sesso e lo vive come un collante per la coppia (i sazi) e, infine, chi è legato più dall’affetto che dalla passione (gli inappetenti).

“Il dato che sorprende – continua la dottoressa Rossi – però è quello che riguarda quattro coppie su dieci: gli anoressici del sesso. Sia lui che lei hanno 40 anni, anche qualcosa in meno, la relazione è consolidata pure dalla presenza di figli (quando ci sono). È l’uomo a tirarsi indietro perché preferisce scappare tra le braccia di una prostituta o, molto più frequentemente, tra quelle virtuali di un’amica di chat”. In pratica lui è interessato al sesso purché non debba farlo con la sua compagna, di cui spesso teme il giudizio, le donne virtuali invece sono sempre soddisfatte, qualunque sia la prestazione avuta dall’uomo. Lei si sente in colpa perché pensa di essere non abbastanza seducente e cerca conferme da un altro uomo. Ma una volta scoperta, ricade nei circolo vizioso dei sensi di colpa. E i bulimici? “Soltanto una coppia su dieci rientra in questa categoria – continua l’esperta – i partner hanno circa 50 anni, stanno insieme da tempo e sono legati da complicità. Per noia e per curiosità provano a dare sfogo alla fantasia, e poi non riescono a smettere”. Ma, come tutti i bulimici, alternano periodi di grandi mangiate a quelli di digiuno.

La categoria dei sazi invece (tre coppie su 10) coinvolge due fasce d’età: nella prima sia lui che lei hanno 30-35 anni, nella seconda circa 60. Vivono il sesso come un momento di soddisfazione fisica ma anche affettiva e non devono dimostrare niente. Infine due coppie italiane su dieci sono inappetenti. “Sono quarantenni o cinquantenni, stanno insieme da tempo – continua la sessuologa – e fanno sesso quando capita se capita. Più che disinteressati sono distratti dalle preoccupazioni. Un esempio tipico è chi non arriva a fine mese”. Insomma sono così presi dai problemi economici che non riescono neanche a rinfacciarsi la mancanza del sesso.

I disturbi di ordine fisico. “Il calo del desiderio è un segnale. Molto spesso – continua la dottoressa Roberta Rossi – dietro possono nascondersi anche disturbi fisici”. Proprio dall’esame dei problemi di chi si è rivolto all’Istituto di sessuologia clinica di Roma è nato il Rapporto 2008 sugli italiani a letto. Delle 402 cartelle cliniche, appartenenti a uomini e donne tra i 17 e i 70 anni, è emerso che i maschi, single e non, lamentano sia la disfunzione erettile (rispettivamente 28,7% e 37,7%) sia l’eiaculazione precoce (13,8% e 22,5%). Le donne con una relazione stabile hanno problemi di vaginismo (una contrazione involontaria dei muscoli della vagina che impedisce il rapporto) e mancanza di orgasmo ( 22,7% e 12,5%), seguono i disturbi psicologici (12,5%). Al contrario, le single hanno soprattutto problemi di relazione e psicologici (35,7%) e solo in minima parte si lamentano per difficoltà di carattere sessuale (5,4% vaginismo e 3,6% mancanza di orgasmo).

E la soluzione? “Se per lui si può ricorrere al Viagra, al Cialis e al Levitra – conclude la sessuologa – per lei si stanno sperimentando delle alternative. Una di questa è ‘Biancaneve’, una pillola che stimola il desiderio femminile, agendo direttamente sul sistema nervoso centrale. Proprio per questo è sbagliato parlare di pillola rosa”. La compressa però è ancora in fase sperimentale. Chi la vuole dovrà attendere qualche anno prima di usarla.

da:http://www.kwsalute.kataweb.it

Commento Del Dott. Zambello

E’ triste ricorrere ad una pillola per ritrovare  la possibilità di avere  dei rapporti sessuali. Soprattutto i giovani, escluso che vi siano cause organiche, non dovrebbero proprio rinunciare a rimuovere  le cause psicologiche che gli impediscono di avere una vita sessuale  soddisfacente.

Se l’ansia e la paura bloccano l’erezione

10-04-08

di Roberta Giommi

La paura è sempre una cattiva consigliera della sessualità e non permette mai di risolvere i problemi perché enfatizza l’ansia di non essere all’altezza. Di fronte all’emergere di una paura, bisogna valutare due elementi: se la persona con cui si vuole condividere l’intimità fisica è stimabile, se riteniamo di avere qualità sufficienti per vivere un rapporto con questa persona. Nel caso che esista diffidenza o senso di inferiorità dobbiamo capire che le nuvole che si addensano sul sesso trovano le loro radici nella sensazione generale di non essere all’altezza.

Il ruolo dello specialista
Anche nel caso delle dimensioni del pene, spesso quello che chiediamo ad uno specialista, che ci rassicura sulla normalità delle nostre misure anatomiche, è una rassicurazione psicologica: fammi essere certo, rassicurami, che posso essere un uomo capace. È utile valutare se dietro una nostra ansia sessuale se ne possa nascondere una più generale sul “chi siamo”, se il disagio della sessualità smaschera la nostra sensazione di insufficienza personale o relazionale. Per esempio può accadere che quando siamo felici perché siamo stati accettati da una donna che consideriamo migliore di noi, sia più facile incontrare difficoltà sessuali rispetto a donne per le quali proviamo un interesse limitato.
Se accade una disfunzione dell’erezione è facile che proprio la nostra ansia di essere bravi e piacere porti al ripetersi del sintomo sia in rapporti occasionali che stabili. Prima di consultare bisogna farci delle domande sullo stile di vita: uso di farmaci, sostanze, fumo; stress generale come lavoro, problematiche relazionali e familiari. Ma non solo: quando il problema si è presentato e da quanto è presente e anche la fluttuazione del sintomo, quali circostanze lo favoriscono e quali elementi fanno sì che non compaia. Si dice sempre che la disfunzione erettiva riguardi le persone più grandi, mentre il cambiamento dello stile sessuale degli ultimi dieci anni porta molte persone giovani a provare un forte stress di base durante la sessualità. Sicuramente quello che bisognerà osservare e che sarà richiesto in una consultazione sessuologica è capire come si è verificato il problema, quali circostanze lo hanno prodotto (partner, rapporto, ambiente), oltre ad informazioni sulla storia familiare, sui modelli dell’educazione sessuale, con un approfondimento delle esperienze passate anche lontane. Non si deve solo capire che cosa ha provocato il sintomo, ma cosa lo mantiene, quali pensieri anticipatori ci impediscono di immaginare un incontro sessuale come piacevole. Chi incontra una disfunzione sessuale, tende a creare, senza saperlo, un rinforzo del comportamento negativo e spesso finisce per evitare le situazioni sessuali.
Se avete un rapporto di coppia stabile, è facile che la partner oscilli tra comprensione, irritazione, appoggio, sospetto di essere tradita o non desiderata e spesso queste emozioni ed espressioni di disagio finiscono per rinforzare il sintomo. Se abbiamo una partner amica può essere importante consultare insieme in modo che anche lei sia informata e si faciliti il successivo lavoro diagnostico e prescrittivo.

E quello della partner
La donna di una storia, la partner stabile possono mettere in moto la crisi della nostra autostima? Sì, per tante motivazioni diverse la donna può desiderare che l’uomo non sia all’altezza delle sue attese sessuali per poterlo criticare in altri aspetti della relazione, può squalificarlo assumendo un atteggiamento critico rispetto al piacere e alla qualità della sessualità, può dire frasi allusive o attivare un eccesso di preoccupazione e malessere volendo parlare sempre del problema. In genere si consiglia di mantenere un controllo personale del proprio sintomo sessuale, di capire se siamo in un momento particolare della nostra vita e/o della relazione. Se si sente che è in crisi l’autostima, se si ha paura di quella donna che ci piace molto, proviamo a rilassare la mente e trasformare i pensieri che ci angosciano in fantasie amiche, valutiamo anche l’atteggiamento di lei rispetto alla sessualità e consultiamo non oltre i sei mesi dall’insorgenza del disagio/problema.

Da: http://www.repubblica.it

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