A proposito del rapporto tra la Spielrein Jung e Freud.

09-10-11

“A Dangerous Method”. Storia di un rapporto o meglio, della Psicoanalisi.

di Renzo Zambello

Ho visto il film “A Dangerous Method”.  E’ la storia del rapporto tra Sabina Spielrein e Jung e tra Jung e Freud. Mi è piaciuto. Al di là del linguaggio cinematografico e forse, della verità storica c’è il tentativo, la ricerca, la riuscita di raccontare cos’è la Psicoanalisi. Essa é il frutto, ciò che resta delle relazioni. La Psicoanalisi è il prodotto di una relazione.

Il film racconta che la Spielrein, paziente gravemente disturbata arriva alla clinica psichiatrica dove lavora Jung. Si sofferma ad evidenziare come la crescita teorica del genio ma anche della paziente sia passata attraverso il rapporto sofferto, doloroso di questi due che vengono a contatto con le loro fragilità, le riconoscono, le superano per poi usarle come strumento di lettura e di terapia.

Il regista non lo dice ma, anche Freud aveva iniziato allo stesso modo. Quando incontrò la paziente Anna O, una isterica, praticava l’ipnosi e, all’inizio cerca di usarla anche con Anna. Ben presto si accorse che la ragazza aveva bisogno, cercava “altro”: il sesso. La storia racconta di come anche Freud barcollò sotto il massiccio transfert di Anna, ma “la parola” compensò e sostituì. Permise ad Anna di dare un nome al suo bisogno, di elaborarlo, di guarire. Sicuramente Freud in quel caso seppe leggere il suo contro-transfert e lo gestì meglio di quanto saprà poi fare Jung con Sabrina.

Il film però non è la storia del rapporto di Jung con la Spielrein o per lo meno non solo questo, é la storia della Psicoanalisi che anzitutto è anzitutto il frutto del rapporto tra Freud e Jung.

Due uomini, due geni sofferenti che si incontrano e per sei anni lavorano assieme producono assieme e poi, naufragano sugli iceberg delle rispettive nevrosi. Appunto, come il Titanic che si infrange sul ghiaccio, anche loro sbatteranno contro le rispettive nevrosi e di fatto, come dice Jung nel film , interromperanno il loro viaggio assieme proprio mentre stavano andando in nave a New York.

La verità è, Sabrina ce lo dice, che noi cresciamo attraverso continui incontri e dolorose separazioni. Cresciamo attraverso un continuo morire e rinascere dove le relazioni segnano il tempo.

Certo, la Psicoanalisi è, o dovrebbe essere il teatro dove questo avviene e dove il paziente “vive” le sue morti e resurrezioni, difeso dal suo mondo esterno come un attore è protetto dalle quinte: il setting analitico. Se ciò ora avviene é perché si conoscono le forze in gioco, abbiamo una teoria, una tecnica. Freud e Jung non ce l’avevano erano esploratori e spesso si trovarono disarmati davanti a mostri voraci. Continua

La mia sessualità problematica

12-02-11

Risponde: Patricia Calabi (Psicologa Psicoterapeuta)

Domanda

Salve, sono un ragazzo di ormai 20 anni ed ho un grave problema di orientamento sessuale: infatti, pur essendo eterosessuale, non ho mai provato interesse alcuno verso il comune rapporto. Ho forti inclinazioni al masochismo sessuale e al feticismo del piede, mentre non provo alcuna attrazione verso le zone erogene dell’altro sesso. Non ho mai avuto rapporti di alcun genere con le ragazze. E’ possibile risolvere il problema senza ricorrere a particolari terapie? Grazie.

Risposta

Caro Marco, la domanda che poni “è possibile risolvere il problema senza ricorrere a particolari terapie?” fa pensare che cerchi una soluzione facile per un problema che tu per primo definisci “grave”. Non è possibile giudicare la gravità del tuo caso a partire da poche righe di descrizione, anche perché tu parli di inclinazioni ma non chiarisci quali attività sessuali di fatto pratichi. Se non grave il tuo problema è certamente serio perché a 20 anni una sessualità disturbata non promette bene per le tue future relazioni affettive e in particolare per un rapporto a lungo termine, emotivamente intimo, con un’altra persona.

Quelli che chiami orientamenti sessuali (mi riferisco a masochismo e feticismo) nella letteratura e nella pratica psicoterapeutica si chiamano parafilie, termine più neutrale di “perversione” e “deviazione sessuale” che contengono un giudizio morale negativo. Quando sono agiti per lungo tempo e sono l’unica modalità di vivere la sessualità i comportamenti parafilici rappresentano un disturbo grave, che può arrivare ad investire la globalità della personalità dell’individuo e condizionare negativamente tutto il suo vissuto relazionale, oltre a compromettere il funzionamento in altre aree sociali. A questo proposito tuttavia è importante precisare che parliamo di comportamenti perversi compulsivi e ripetuti, non di fantasticherie con contenuti perversi, che si riscontrano normalmente nella sessualità di quasi tutti gli adulti. Infatti la linea tra normalità e patologia nella sfera della sessualità umana è sempre legata ad aspetti quali la non compulsione del comportamento, il suo essere uno tra i tanti agiti e quindi non esclusivo e, altro aspetto fondamentale, la partecipazione libera e consenziente dei partners sessuali. Continua

Le Radici del Tradimento

22-11-09

Molte persone intraprendono una psicoterapia in seguito al tradimento, sia che l’abbiano subito, perché per loro è un trauma o che l’abbiano agito poiché ad esso di solito segue una crisi coniugale e di conseguenza individuale. L’80% dei tradimenti vengono scoperti, ma nel 70% dei casi le coppie ufficiali sopravvivono all’intrusione di una terza persona e non si separano (De Bac 2006).

Il tradimento è un uragano che sradica tutto ciò che si è costruito, portando con sè un senso di morte, lacera quelle vite di coppia che hanno un urgente bisogno di un radicale rinnovamento, pena il lento decadimento affettivo dell’unione ma anche dei singoli individui.

In tutta la vita il tradimento è sempre di scena, non solo nella vita di coppia, ma anche nelle vicende al lavoro, nelle amicizie, con i figli, i parenti, a vari livelli e con intensità differenti, ma comunque esso costella la normalità della vita umana. Nessuno può in realtà sottrarsi al tradimento neppure Dio e forse proprio per questo esso è veramente un passaggio obbligato, tortuoso e buio ma che porta ad un importante cambiamento psichico, smuove il terreno per riportare nuove possibilità e un nuovo equilibrio.

Persino Cristo è stato tradito dai suoi amici, Pietro prima e Giuda poi, il quale l’ha consegnato ai Romani. Proprio da questo episodio deriva l’attuale connotazione negativa del termine “Tradire”, prima infatti nella lingua latina esso aveva tutt’altro senso, significava “consegnare”, “svelare”, “insegnare”, “trasmettere ai posteri”, infatti è la radice di “Traditio-traditionis”, la stessa di tradizione. Prima del cristianesimo, il “traditore” era colui che compiva un passaggio di informazioni importanti. I secoli di storia cattolica hanno caricato il tradimento di valenze morali negative, anche se in realtà l’atto di Giuda, appare come un passaggio obbligato per portare a compimento il disegno divino con la Resurrezione di Cristo. Continua

Fantasie (sessuali) estreme.

31-10-09

di Paola Emilia Cicerone

Malati di sesso? O solo fantasiosi? la linea di confine è labile. E sessuologi, psichiatri e persino neurologi non sono affatto sicuri di come si possano classificare fetish, sadomaso e bizzarrie varie. Oscillano tra l’ansia di definire i comportamenti deviati, addirittura di descrivere le variazioni cerebrali che essi inducono e, d’altra parte, minimizzarne l’elemento patologico come se fossero proprio questi comportamenti a fare chiarezza sulla sessualità in quanto tale. D’altra parte, a sdoganare fetish o sado-maso ci ha già pensato una società più affascinata che disgustata dagli eccessi: gli italiani che praticano una qualche forma di sadomasochismo soft, secondo un’indagine recente, sarebbero più di tre milioni, e basta esplorare la Rete per scoprire corsi di bondage e punti vendita dove acquistare tute di latex manette e frustini. Così nessuno più si stupisce di adulti consenzienti che amano frustare o farsi frustare o di altre bizzarrie apparentemente innocue. È la banalità de ‘Il lato oscuro del desiderio’, come lo definisce Daniel Bergner in un saggio da poco pubblicato da Einaudi. Ma se il latex casereccio fa sorridere, rimane agli scienziati, intrigante e irrisolta, una domanda: perché? Continua

Disturbi del desiderio sessuale: intervista alla sessuologa Francesca Romana Tiberi

05-04-09

Amare senza pensieri. Un concetto semplice da capire ma, a volte, difficile da mettere in pratica, anche in un momento storico in cui i vincoli morali sono stati fortemente allentati. Mancanza del desiderio, avversione sessuale, carenza o mancanza di erezione (nell’uomo), mancanza di eccitamento (nella donna), eiaculazione precoce, vaginismo, sono queste alcune delle disfunzioni che ostacolano il rapporto.

Poi, alquanto diffuso è anche il disturbo dell’orgasmo, con difficoltà o assenza del raggiungimento dello stesso, che può manifestarsi tanto nella donna, quanto nell’uomo (sebbene meno frequentemente). Quest’ultimo disturbo, in molti casi, tende a non essere avvertito come un vero problema, soprattutto dalla donna, con un meccanismo psichico di marginalizzazione del problema.

“Molto spesso -spiega la sessuologa Francesca Romana Tiberi- le problematiche legate ai disturbi sessuali sono legate al proprio modo di vivere ‘piacere’ e ‘controllo’. E’ come se avessimo un piano cartesiano. Su di un asse c’è la dimensione del piacere, vale a dire la nostra capacità di concederci il piacere in ogni senso, dal goderci un bel massaggio al mangiare serenamente un buon piatto di pasta. Sull’altro asse c’è invece la dimensione del controllo, vale a dire la nostra capacità di perdere il controllo, di affidarci all’altro, di non desiderare che tutto vada esattamente come abbiamo deciso noi”.

Pertanto nell’eventualità in cui si riscontri un livello di controllo molto alto e un livello di piacere molto basso, sarà difficile avere rapporti sessuali appaganti e soddisfacenti. Ma non dobbiamo dimenticare, bensì tenere sempre in considerazione, secondo la sessuologa intervistata, che le ragioni psicologiche possono essere ricercate solo nel caso in cui vengono escluse tutte le quelle organiche.

Poi vogliamo sfatare il mito del contraccettivo che influenza l’eccitazione e l’orgasmo. “In realtà -afferma la dott.ssa Tiberi- i contraccettivi in senso stretto possono avere, in qualche caso, minime ripercussioni sul desiderio. I contraccettivi ormonali che inibiscono l’ovulazione (parliamo della pillola, dell’anello vaginale, del cerotto) possono in lieve misura far sì che la libido cali leggermente”. Questo accade perché, durante il ciclo naturale, il nostro desiderio aumenta automaticamente durante la fase del’ovulazione al fine di garantire la fecondazione dell’ovulo, quindi, in teoria, nel momento in cui l’anticoncezionale blocca l’ovulazione il forte desiderio di fecondazione cade”. E’ però altresì vero che, una vita sessuale serena e senza rischi di gravidanze indesiderate, grazie alla presenza di un contraccettivo efficace, rende più piacevole e soddisfacente un rapporto.

“A volte – dice Francesca Romana Tiberi- può per accadere che l’uso del preservativo possa in qualche modo influenzare l’eccitazione maschile, ci sono uomini che non gradiscono utilizzare il profilattico e quindi, al momento di indossarlo perdono l’erezione. Purtroppo talvolta non è possibile utilizzare metodi alternativi come la pillola, l’anello o il cerotto (soprattutto se parliamo di rapporti con partner occasionali), quindi sarebbe utile far sì che anche i ragazzi si rendano conto dell’effettiva necessità del preservativo quale metodo non solo anticoncezionale, finalizzato quindi ad evitare la gravidanza, ma anche come modo di preservare la propria salute e quella della partner, evitando il rischio di malattie sessualmente trasmissibili”.

Se la diffidenza maschile, rispetto al preservativo, dipende da una ‘mancanza di sensibilità’ data dal profilattico, potrebbe essere divertente provare varie marche e tipi. In commercio ce ne sono davvero molti, e per la coppia potrebbe essere occasione di gioco e intimità ‘verificare’ quale modello sia più adatto.

da: http://www.pinkblog.it

 

Commento del Dott. Zambello

Riporto volentieri  una intervista alla sessuologa Francesca Romana Tiberi trovata sul Bolg Pinkblog.it.   Alcune indicazioni, suggerimenti pratici possono veramente aiutare ma, bisogna ricordarsi che blocchi psicologici profondi, non possono trovare un aiuto sufficiente in un intervento comportamentale.

Altro che macho: l’uomo italiano

23-03-09

Di: ANDREA SERMONTI

«Forte come Goldrake, saggio come Gandhi»: un’indagine della società di andrologia. Per l’autostima la stabilità emotiva è il valore più importante

Una foto dai contorni tutt’altro che nitidi, quella dell’uomo del Duemila: non assomiglia a Ercole né ad alcun Casanova del passato, ma forse più a un eroe «normale e terreno, forte come Goldrake e saggio come Gandhi», capace di sopportare la fatica mentale e psicologica legata a un mondo sempre più problematico. Come dire che il mito del macho ha fatto il suo tempo e ora la forza dell’uomo vero, del maschio doc, è tutta nel cervello e nel cuore. Sono questi i risultati di un’indagine condotta dall’Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo) per la Società italiana di andrologia (Sia), presentati recentemente a Milano dal presidente di Ispo, Renato Mannheimer, nel corso di un talk show dal titolo Gli uomini italiani tra fragilità e insicurezze. Condotta su 800 italiani di età compresa fra 18 anni e più di 60, la ricerca disegna l’identikit di un uomo consapevole di se stesso e dei propri limiti, in grado di accettarli e superarli. Un uomo giusto e leale, ironico e allegro. Sensibile ai problemi del Pianeta, il nuovo «maschio al 100%» sa emozionare ed emozionarsi. Ama l’amore e punta a una stabilità emotiva, un ingrediente fondamentale dell’autostima. Non a caso – anticipa una nota – si sente sicuro di sé il 92% degli uomini italiani con una relazione fissa, contro l’81% dei single. E la forza d’animo aiuta anche a superare problemi di salute un tempo vissuti come drammi: il 72% degli inter vistati assicura infatti che una defaillance sessuale non incide sulla propria autostima. Anche se il 26%, soprattutto giovani, la pensa esattamente al contrario. Al contempo, il 74% è convinto che poca stima di sé renda più difficile avere successo con le donne.

Di tutt’altra opinione l’avvocato matrimonialista Bernardini de Pace, secondo la quale «le difficoltà sessuali portano molto spesso alle separazioni: nella coppia ora c’è competizione del maschio verso la donna e l’uomo ha paura che l’unica cosa in cui si può sentire uomo non gli riesca». Le défaillance sono a volte la spia di problemi di salute veri e propri, anche se non vengono vissuti come tali. «Le problematiche sessuali sono in crescita esponenziale: il 12% degli uomini soffre di disfunzione erettile, il 30% di eiaculazione precoce e il 15% delle coppie ha problemi di infertilità», ha spiegato il professor Vincenzo Gentile. Colpa sia di disturbi organici – diabete e ipertensione, che compromettono l’irrorazione sanguigna dei corpi cavernosi, quelli che consentono l’erezione – sia di ostacoli psicologici, quella che tutti chiamano «ansia da prestazione ». Precisa Giammusso: «Il sistema nervoso si attiva in tutte le questioni di stress, restringe i vasi sanguigni e finisce per bloccare l’erezione. Ecco perché bisogna tornare ad amare senza pensieri». E i farmaci anti-impotenza? Oggi ci sono: «I PDE5 inibitori sono medicinali sicuri, ma necessitano sempre di un’attenta valutazione medica».

da: http://www.lastampa.it  

 

 

SESSO: PROLATTINA, PUO’ CAUSARE EIACULAZIONE PRECOCE

28-11-08

Roma, 26 nov. – La prolattina nel sangue e’ una spia di come vanno le cose nel cervello, dove ‘regna’ la serotonina, l’ormone detto ‘della felicita’. I dislivelli di prolattina possono influire sui comportamenti e sulla psiche, ‘causando stati emotivi nervosi e, negli uomini, problemi di eiaculazione precoce’. Ad illustrare i risultati dello studio che per la prima volta dimostra il legame tra prolattina e serotonina il Professor Mario Maggi, Unita’ di Andrologia dell’Universita’ di Firenze, nel corso dell’VIII Congresso Nazionale della Societa’ Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualita’. ‘Esiste un legame forte tra l’ormone che nelle donne da’ inizio alla produzione di latte dopo il parto (prolattina) ed il neurotrasmettitore monoaminico che nel sistema nervoso centrale svolge un ruolo importante nella regolazione dell’umore (la serotonina)’ – ha spiegato Maggi – ‘L’indagine, condotta su 3.000 persone dall’Universita’ di Firenze, ha dimostrato che se il livello di prolattina nel sangue e’ basso, l’individuo risulta piu’ nervoso, mangia in eccesso ed eiacula precocemente’, ha dichiarato Maggi, precisando che ‘la causa e’ nel suo rapporto con la serotonina, nel cervello’. I dati, accertati, sono in corso di pubblicazione.(AGI)

da: h ttp://www.uomini-oggi.it

Affrontare e curare il calo della libido

31-10-08

Un basso livello di soddisfazione sessuale riduce sostanzialmente la qualità della vita. Negli uomini, questo problema viene chiamato impotenza o disfunzione erettile, nelle donne, viene chiamato disfunzione sessuale o semplicemente, calo della libido.
Questo problema si verifica comunmente nelle persone colpite da malattie croniche gravi, come il diabete, la pressioene alta e le affezioni cardiovascolari. Ma sia negli uomini che nelle donne, altre cause di ridotte pulsioni sessuali possono essere ricondotte al fumo, all’eccesso di consumo di alcol, a una ridotta produzione ormonale da parte del corpo (una diminuizione del testosterone con l’età e degli ormoni durante la menopausa), infortuni alla colonna vertebrale, effetti collaterali delle medicine, stress, ansia, depressione e stanchezza. E’ stato riportato che negli uomini può essere una causa di problemi una eccessiva pressione pelvica o genitale dovuta, per esempio, a una lunga attività in bicicletta. Tornando alle donne, invece, tra le cause di calo della libido figurano un precedente trauma sessuale (incluso uno stupro), secchezza vaginale, delle reazioni a degli anticoncezionali, infezioni vaginali, gravidanza o allattamento. Dunque, è importante farsi visitare dal medico per determinare la causa specifica.
Una delle circostanze che si possono annoverare tra le cause del disturbo è la terapia con antidepressivi. Quando questa circostanza si verifica, il calo della libido può verificarsi fino al 70% degli individui che assumono questo tipo di farmaci. Rilevata la connessione con il calo della libido, molte persone decidono di smettere la cura per non compromettere questa sfera. Questo comporta però un aumento del problema della depression e una conseguente riduzione della qualità di vita.
La maggior parte dei pazienti NON discute MAI il problema della depressione o del calo della libido con il proprio medico, mentre invece è importante farlo, così come lo si fa per altri disturbi. Occorre anche essere consapevoli del fatto che molti dottori non sono aggiornati sulle cure disponili per affrontare i disturbi sessuali nei pazienti. Perciò, consigliamo una consulenza con uno specialista in materia, che vi può essere indicato dal vostro medico.
Non abbiate pudore ad affrontare queste questione con il vostro medico; egli è il vostro migliore amico quando si tratta di risolvere questo tipo di problemi.

da: http://it.healthnews.com

 

 

Il gene dell’eiaculazione precoce

30-10-08

Chi «ne soffre» in compenso gioca bene a tennis e ai videogames

A condizionarla può essere una mutazione in quello che fa produrre serotonina condiziona

Altro che ansia o stress da prestazione: l’eiaculazione precoce è una questione di geni che non fanno il loro dovere. Più scientificamente: esiste un gene che garantisce la produzione di un certo ormone, chiamato serotonina, che a sua volta assicura ai maschi la giusta durata del rapporto sessuale; se però questo gene è presente in una forma variata e lavora poco, nasce il problema. Chi ha la variante sbagliata eiacula due volte più rapidamente di chi non ce l’ha. Però chi ce l’ha ha altri vantaggi: essendo un tipo «rapido» e con i riflessi pronti, può essere un eccellente tennista o un abile giocatore di videogame.

LO STUDIO – La ricerca, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, è stata condotta su 200 olandesi, 89 dei quali lamentavano una cosiddetta eiaculazione precoce primaria: soffrivano cioè di questo disturbo fin dal primo rapporto sessuale. Alle loro partner abituali è stato allora chiesto di «cronometrare» per un mese di fila, durante il rapporto sessuale, il tempo impiegato prima di arrivare all’eiaculazione. I ricercatori, guidati da Marcel Waldinger dell’Università di Utrecht, hanno poi confrontato i dati con quelli di uomini che invece non soffrivano di questo problema e hanno osservato, grazie a una serie di indagini, che gli uomini con eiaculazione precoce mostravano una bassa attività della serotonina nell’area cerebrale che controlla l’eiaculazione e che i segnali nervosi non venivano correttamente trasmessi al cervello.

RIMEDI – Cure, a questo punto. Se c’entra un gene, qualcuno potrebbe pensare a una terapia genica che però appare un po’ complessa. Meglio forse ricorrere a qualcosa che aumenti i livelli di serotonina, tipo farmaci che prolunghino l’azione di questo ormone. A tutt’ora non esistono in commercio medicine in grado di curare questo disturbo. Qualche tempo fa la rivista The Lancet ha riportato uno studio che valutava gli effetti di una sostanza, la dapoxetina, e concludeva che questa molecola poteva aumentare la durata media del rapporto da meno di un minuto a tre minuti e 19 secondi, ma a tutt’oggi il farmaco non è ancora stato registrato in alcun Paese del mondo. Rimangono spray ritardanti, ampiamente pubblicizzati su Internet, ma di dubbia efficacia.

Adriana Bazzi

da: http://www.corriere.it

Commento del dott. Zambello

Non ricordo se i pazienti che ho curato giocassero bene a tennis o con i videogame  ma so di certo che alla fine della terapia avevano rapporti sessuali soddisfacenti. Mi viene il dubbio che  fossero pazienti con una alterazione cromosomica “alterata”.

 

 

Insieme si può (ma non si deve per forza)

31-07-08

Falsi miti del sesso. Rincorrere il mito dell’amplesso perfetto ci fa perdere di vista la normalità dei rapporti sessuali.

Sanihelp.it – Film appassionato, scena madre, i due protagonisti coronano il loro sogno d’amore con un rapporto dolce e intenso e raggiungono l’acme del piacere contemporaneamente, a suggellare il loro essere anime gemelle. Quante donne, quanti uomini hanno mai sperato che almeno una volta nella vita andasse veramente così? Inutile mentire: la risposta è tutti. Il problema, se vogliamo è che la contemporaneità dell’orgasmo non è la regola ma l’eccezione. E quasi mai questa eccezione si può verificare al primo tentativo tra due persone che hanno un rapporto. Il perché affonda le sue radici nella fisiologia maschile e femminile, due universi che hanno le loro  variabili: queste raramente giocano a favore del rapporto perfetto.

Cominciamo da lei: non è detto che la donna debba per forza avere un orgasmo grazie alla penetrazione. Certo, ci può essere un piacere più o meno intenso, ma la scarica orgasmica non è così scontata, almeno a livello vaginale. Ecco perché un uomo non dovrebbe mai dimenticare di massaggiare o comunque stimolare la clitoride (scritto con l’articolo determinativo femminile rigorosamente femminista) prima o durante un rapporto. Questo modo di approcciare il sesso femminile verrà sicuramente apprezzato dalla partner che si troverà quindi nella piacevole situazione di avere di fronte a lei un uomo che non pensa solo al suo piacere personale ma si impegna affinché anche lei abbia il suo legittimo orgasmo.

Dopodiché il discorso passa a lui: in questi casi l’eccitazione di una prima volta con una nuova compagna può giocare qualche brutto scherzo. Come una mancata erezione. O una eiaculazione precoce, o ancora una impossibilità ad eiaculare, benché questa sia meno frequente. A questo punto che cosa si deve fare? L’eiaculazione precoce non deve distrarre: può rappresentare una sorta di aperitivo per una seconda volta che, fisiologicamente, dovrebbe essere comunque più lunga della prima. Una mancata erezione non deve spaventare o mettere in condizione di vergognarsi: fino a che non si ha la certezza di poter mantenere una erezione stabile può essere buona norma indugiare un po’ di più in baci e carezze, lasciando quindi che la natura faccia il suo corso e nel frattempo ci si può dedicare al piacere del partner, in attesa che la tensione si sciolga e che quindi il rapporto possa avare inizio.

In caso di eiaculazione difficile o in ritardo, la soluzione migliore è quella di rinunciare alla penetrazione (almeno dopo avere soddisfatto le esigenze di lei) e farsi masturbare. In questo caso l’eccitazione nel vedere la partner armeggiare con il proprio pene, unitamente allo stimolo intenso della masturbazione può facilitare l’orgasmo, con grande soddisfazione per entrambi. Alla faccia di Hollywood…

da: http://www.sanihelp.it

Commento  del Dott. Zambello

Condivido i tono dell’articolo,  buona parte dei piccoli incidenti,  ostacoli, in un rapporto sessuale, sono fisiologici. Si possono superare con  un po’ di esperienza e senza spaventarsi.

Però sbaglieremmo se classificassimo tutti i disagi  sessuali come degli “inconvenienti” fisiologici. A volte le persone hanno dei “veri” problemi sessuali, risolvibili ma che hanno bisogno di un aiuto medico e/o psicoterapeutico.

 

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