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	<title>Psicoterapia Dinamica &#187; Sesso</title>
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	<description>Psicoterapeuta Dr. Renzo Zambello</description>
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		<title>A proposito  del rapporto tra la  Spielrein  Jung e Freud.</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2011 13:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[“A Dangerous Method”. Storia di un rapporto o meglio, della Psicoanalisi. di Renzo Zambello Ho visto il film “A Dangerous Method”.  E’ la storia del rapporto tra Sabina Spielrein e Jung e tra Jung e Freud. Mi è piaciuto. Al di là del linguaggio cinematografico e forse, della verità storica c’è il tentativo, la ricerca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>“A Dangerous Method”. Storia di un rapporto o meglio, della Psicoanalisi.</em></h3>
<p>di Renzo Zambello</p>
<p><img id="il_fi" src="http://www.cinema10.it/wp-content/uploads/2011/09/A-Dangerous-Method-poster-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></p>
<p>Ho visto il film “A Dangerous Method”.  E’ la storia del rapporto tra Sabina Spielrein e Jung e tra Jung e Freud. Mi è piaciuto. Al di là del linguaggio cinematografico e forse, della verità storica c’è il tentativo, la ricerca, la riuscita di raccontare cos’è la Psicoanalisi. Essa é il frutto, ciò che resta delle relazioni. La Psicoanalisi è il prodotto di una relazione.</p>
<p>Il film racconta che la Spielrein, paziente gravemente disturbata arriva alla clinica psichiatrica dove lavora Jung. Si sofferma ad evidenziare come la crescita teorica del genio ma anche della paziente sia passata attraverso il rapporto sofferto, doloroso di questi due che vengono a contatto con le loro fragilità, le riconoscono, le superano per poi usarle come strumento di lettura e di terapia.</p>
<p>Il regista non lo dice ma, anche Freud aveva iniziato allo stesso modo. Quando incontrò la paziente Anna O, una isterica, praticava l’ipnosi e, all’inizio cerca di usarla anche con Anna. Ben presto si accorse che la ragazza aveva bisogno, cercava “altro”: il sesso. La storia racconta di come anche Freud barcollò sotto il massiccio transfert di Anna, ma “la parola” compensò e sostituì. Permise ad Anna di dare un nome al suo bisogno, di elaborarlo, di guarire. Sicuramente Freud in quel caso seppe leggere il suo contro-transfert e lo gestì meglio di quanto saprà poi fare Jung con Sabrina.</p>
<p>Il film però non è la storia del rapporto di Jung con la Spielrein o per lo meno non solo questo, é la storia della Psicoanalisi che anzitutto è anzitutto il frutto del rapporto tra Freud e Jung.</p>
<p>Due uomini, due geni sofferenti che si incontrano e per sei anni lavorano assieme producono assieme e poi, naufragano sugli iceberg delle rispettive nevrosi. Appunto, come il Titanic che si infrange sul ghiaccio, anche loro sbatteranno contro le rispettive nevrosi e di fatto, come dice Jung nel film , interromperanno il loro viaggio assieme proprio mentre stavano andando in nave a New York.</p>
<p>La verità è, Sabrina ce lo dice, che noi cresciamo attraverso continui incontri e dolorose separazioni. Cresciamo attraverso un continuo morire e rinascere dove le relazioni segnano il tempo.</p>
<p>Certo, la Psicoanalisi è, o dovrebbe essere il teatro dove questo avviene e dove il paziente “vive” le sue morti e resurrezioni, difeso dal suo mondo esterno come un attore è protetto dalle quinte: il setting analitico. Se ciò ora avviene é perché si conoscono le forze in gioco, abbiamo una teoria, una tecnica. Freud e Jung non ce l’avevano erano esploratori e spesso si trovarono disarmati davanti a mostri voraci.<span id="more-1116"></span></p>
<p>Termino evidenziando un’altra delle tante cose che il film dice: la vera spinta verso la morte-rinascita è la sofferenza. E’ questa che spinge sull’orlo del baratro. Jung nella scena finale del film, sta male, più male di Freud. E’ questo il motivo che lo spingerà a proseguire il suo cammino andando oltre la “nevrosi pansessuale” di Freud, peraltro senza mai rinnegarla, esplorando spazi che al suo ex compagno di viaggio erano pre-clusi.</p>
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		<title>La mia sessualità problematica</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 19:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Risponde: Patricia Calabi (Psicologa Psicoterapeuta) Domanda Salve, sono un ragazzo di ormai 20 anni ed ho un grave problema di orientamento sessuale: infatti, pur essendo eterosessuale, non ho mai provato interesse alcuno verso il comune rapporto. Ho forti inclinazioni al masochismo sessuale e al feticismo del piede, mentre non provo alcuna attrazione verso le zone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Risponde: Patricia Calabi (Psicologa Psicoterapeuta)</p>
<p><img id="il_fi" src="http://www.telesanterno.com/wp-content/uploads/2009/09/2838840838-cassazione-commette-violenza-marito-costringe-moglie-troppo-sesso-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" />Domanda</p>
<p>Salve, sono un ragazzo di ormai 20 anni ed ho un grave problema di orientamento sessuale: infatti, pur essendo eterosessuale, non ho mai provato interesse alcuno verso il comune rapporto. Ho forti inclinazioni al masochismo sessuale e al feticismo del piede, mentre non provo alcuna attrazione verso le zone erogene dell&#8217;altro sesso. Non ho mai avuto rapporti di alcun genere con le ragazze. E&#8217; possibile risolvere il problema senza ricorrere a particolari terapie? Grazie.</p>
<p>Risposta</p>
<p>Caro Marco, la domanda che poni &#8220;è possibile risolvere il problema senza ricorrere a particolari terapie?&#8221; fa pensare che cerchi una soluzione facile per un problema che tu per primo definisci &#8220;grave&#8221;. Non è possibile giudicare la gravità del tuo caso a partire da poche righe di descrizione, anche perché tu parli di inclinazioni ma non chiarisci quali attività sessuali di fatto pratichi. Se non grave il tuo problema è certamente serio perché a 20 anni una sessualità disturbata non promette bene per le tue future relazioni affettive e in particolare per un rapporto a lungo termine, emotivamente intimo, con un&#8217;altra persona.</p>
<p>Quelli che chiami orientamenti sessuali (mi riferisco a masochismo e feticismo) nella letteratura e nella pratica psicoterapeutica si chiamano parafilie, termine più neutrale di &#8220;perversione&#8221; e &#8220;deviazione sessuale&#8221; che contengono un giudizio morale negativo. Quando sono agiti per lungo tempo e sono l&#8217;unica modalità di vivere la sessualità i comportamenti parafilici rappresentano un disturbo grave, che può arrivare ad investire la globalità della personalità dell&#8217;individuo e condizionare negativamente tutto il suo vissuto relazionale, oltre a compromettere il funzionamento in altre aree sociali. A questo proposito tuttavia è importante precisare che parliamo di comportamenti perversi compulsivi e ripetuti, non di fantasticherie con contenuti perversi, che si riscontrano normalmente nella sessualità di quasi tutti gli adulti. Infatti la linea tra normalità e patologia nella sfera della sessualità umana è sempre legata ad aspetti quali la non compulsione del comportamento, il suo essere uno tra i tanti agiti e quindi non esclusivo e, altro aspetto fondamentale, la partecipazione libera e consenziente dei partners sessuali.<span id="more-762"></span></p>
<p>Il percorso che conduce ad una piena maturità ed identità sessuale è complesso e si svolge a partire dalle esperienze neonatali e lungo tutta l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza. Non è infrequente che in questo percorso alcune tappe non superate portino alla strutturazione di disturbi della sfera sessuale che si manifestano in età adulta; sono determinanti anche gli eventuali traumi subiti nell&#8217;infanzia, come le esperienze di separazione o di abbandono, o una relazione disturbata tra la madre e il bambino. Succede talvolta che l’adulto si porta dietro il peso di queste esperienze sotto forma di forte angoscia, restrizione del campo vitale e incapacità di stabilire legami affettivi anche a causa di una forte carica di ostilità.</p>
<p>Il trattamento delle parafilie è spesso complesso, proprio a causa dell&#8217;origine remota e incerta del disturbo, e gli approcci terapeutici più efficaci sono ancora, secondo il parere di molti, quelli psicodinamici (psicoanalisi e approcci correlati). Certamente, quanto più la persona prova disagio per i suoi sintomi e quanto più è motivato a risolvere il suo problema, tanto più potrà trarre beneficio dalla terapia.</p>
<p>Questa breve spiegazione è di carattere generale, com’è ovvio, e non riguarda la tua persona. Mi auguro però che possa servire a farti riflettere sul tuo problema. E’ stata una buona iniziativa quella di scrivere per chiedere un parere, ora il mio suggerimento è di parlare con qualcuno dal vivo, di rivolgerti ad un esperto il quale saprà sicuramente valutare il tuo problema e indicarti la strada da seguire. Con molti auguri</p>
<p>da: www. vertici.it     </p>
<p><strong><em>Commento del Dott. Zambello</em></strong></p>
<p><strong><em>Ho preso una delle tante domande e risposte su questo importantissimo tema delle Parafilie o Deviazioni Sessuali da uno dei siti più qualificati nella informazione e formazione psicologica. La domanda è abbastanza comune, chi  mi segue nel guestbook sa quante volte  mi sia stata fatta. La risposta della Collega mi è sembrata esauriente e di tanto buon senso terapeutico, perchè ritengo che il tema sia  molto attuale. La gestione della sessualità, delle pulsioni, la trasformazione di  queste in emozioni  creative,  è questa  la reale &#8220;educazione sessuale&#8221; alla quale siamo tutti chiamati, ognuno nel suo ruolo e responsabilità.</em></strong></p>
<p><strong><em>Allego un video girato sul tema.</em></strong><br />
<iframe title="YouTube video player" width="500" height="311" src="http://www.youtube.com/embed/mo0kk9SDyBk?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Le Radici del Tradimento</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Molte persone intraprendono una psicoterapia in seguito al tradimento, sia che l&#8217;abbiano subito, perché per loro è un trauma o che l&#8217;abbiano agito poiché ad esso di solito segue una crisi coniugale e di conseguenza individuale. L&#8217;80% dei tradimenti vengono scoperti, ma nel 70% dei casi le coppie ufficiali sopravvivono all&#8217;intrusione di una terza persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.probleminellacoppia.com/wp-content/uploads/2009/09/j0422787-300x300.jpg" alt="" />Molte persone intraprendono una psicoterapia in seguito al tradimento, sia che l&#8217;abbiano subito, perché per loro è un trauma o che l&#8217;abbiano agito poiché ad esso di solito segue una crisi coniugale e di conseguenza individuale. L&#8217;80% dei tradimenti vengono scoperti, ma nel 70% dei casi le coppie ufficiali sopravvivono all&#8217;intrusione di una terza persona e non si separano (De Bac 2006).</p>
<p>Il tradimento è un uragano che sradica tutto ciò che si è costruito, portando con sè un senso di morte, lacera quelle vite di coppia che hanno un urgente bisogno di un radicale rinnovamento, pena il lento decadimento affettivo dell&#8217;unione ma anche dei singoli individui.</p>
<p>In tutta la vita il tradimento è sempre di scena, non solo nella vita di coppia, ma anche nelle vicende al lavoro, nelle amicizie, con i figli, i parenti, a vari livelli e con intensità differenti, ma comunque esso costella la normalità della vita umana. Nessuno può in realtà sottrarsi al tradimento neppure Dio e forse proprio per questo esso è veramente un passaggio obbligato, tortuoso e buio ma che porta ad un importante cambiamento psichico, smuove il terreno per riportare nuove possibilità e un nuovo equilibrio.</p>
<p>Persino Cristo è stato tradito dai suoi amici, Pietro prima e Giuda poi, il quale l&#8217;ha consegnato ai Romani. Proprio da questo episodio deriva l&#8217;attuale connotazione negativa del termine &#8220;Tradire&#8221;, prima infatti nella lingua latina esso aveva tutt&#8217;altro senso, significava &#8220;consegnare&#8221;, &#8220;svelare&#8221;, &#8220;insegnare&#8221;, &#8220;trasmettere ai posteri&#8221;, infatti è la radice di &#8220;Traditio-traditionis&#8221;, la stessa di tradizione. Prima del cristianesimo, il &#8220;traditore&#8221; era colui che compiva un passaggio di informazioni importanti. I secoli di storia cattolica hanno caricato il tradimento di valenze morali negative, anche se in realtà l&#8217;atto di Giuda, appare come un passaggio obbligato per portare a compimento il disegno divino con la Resurrezione di Cristo.<span id="more-300"></span></p>
<p>Andando indietro nel tempo, tutto l&#8217;antico testamento della Bibbia è disseminato di tradimenti, Caino e Abele, Giacobbe ed Esaù, Labano, Giuseppe venduto dai fratelli, le promesse mancate dal faraone, l&#8217;adorazione del vitello d&#8217;oro alle spalle di Mosè, Saul, Sansone, Giobbe, le ire di Dio verso il suo popolo: il diluvio universale&#8230; insomma, Israele, si sa, è stata una sposa infedele ma Dio tuttavia, non ha mai cessato di cercarla e di amarla in modo straordinario e unico (Hillman 1967).</p>
<p>Nella cultura greca antica, il tradimento è un evento molto frequente ma è vissuto con una certa leggerezza e spesso ha una valenza ristrutturante, non è giudicato come &#8220;peccato&#8221;, sembra una cosa naturale, umana e possibile, al massimo un penoso ostacolo da affrontare per proseguire il percorso.</p>
<p>Tra tutti i numerosi esempi del Pantheon greco, la coppia regale Zeus ed Era, è senza dubbio quella più tormentata dal tradimento. In questo famoso matrimonio si sprecano le scappatelle del marito e le ire della consorte, la quale è terribilmente vendicativa con le amanti e con i figli del marito, ma non mette quasi mai in discussione il rapporto. Se non fosse quindi per la resilienza di Era, Dea protettrice del Matrimonio, non sarebbe garantita ai posteri la sicurezza della famiglia, che per la Dea ha evidentemente un valore sostanziale rispetto al tradimento stesso.</p>
<p>Malgrado tutto, né Zeus né Era rinunceranno mai l&#8217;uno all&#8217;altra perché li lega un vincolo d&#8217;amore potente e indissolubile, seppure la gelosia, le vendette e gli istinti appaiano sempre grottescamente inevitabili nelle trame delle antiche storie greche.</p>
<p>Nel mondo Greco a differenza del nostro, la parte istintiva e Panica della vita non veniva sedata, o repressa, a discapito dell&#8217;intellettualizzazione, come avviene nel mondo moderno, esse convivevano. L&#8217; espressione simbolica, fisica o rituale delle forze paniche, come avveniva, per esempio nei riti misterici, era fondamentale per mantenere un equilibrio psichico indispensabile alla vita dell&#8217;uomo.</p>
<p>In questo viaggio a ritroso alle radici del tradimento ci imbattiamo inevitabilmente nel tradimento originario quello di Adamo ed Eva verso Dio. Il serpente edenico, stillando la curiosità, indusse Adamo ed Eva a cedere alla tentazione di mangiare del frutto dell&#8217;albero della conoscenza, perdendo così i benefici di un mondo simbiotico, incantato, senza problemi, senza dolore, né sofferenza, né morte: il Paradiso, che tutto è evidentemente, tranne che terrestre. Questo passaggio è molto simile a ciò che capita ad ogni essere umano per venire al mondo: un neonato, lascia il corpo materno, bellissimo e avvolgente paradiso, per iniziare una sua esistenza in cui non gli saranno risparmiate difficoltà e fatiche ma del resto questa è l&#8217;unica possibilità che ha di creare il suo mondo e di divenire ciò che è. Così Adamo ed Eva aprono gli occhi, diventano consapevoli, si differenziano e cominciano a rimboccarsi le maniche e a tentare di realizzare le loro vite e sviluppare i loro doni, affrontando le difficoltà che incontrano, cosa che risulterebbe impossibile rimanendo nel giardino dell&#8217;Eden e anche nel grembo materno.</p>
<p>Come afferma Hillman (1967) &#8220;sembrerebbe che l&#8217;unica via d&#8217;uscita da quel Giardino Edenico passasse per il tradimento e l&#8217;espulsione, quasi che il vaso della fiducia non possa essere smosso altro che attraverso il tradimento&#8221;, quindi da un punto di vista della maturazione psichica individuale e di coppia, il tradimento, in qualsiasi forma esso si manifesti, appare quantomeno necessario. Ma Perché?</p>
<p>Innanzitutto sembra che cambiamento e fallimento siano profondamente legati e quindi se non attraversiamo il fallimento, l&#8217;errore, la ferita, la disillusione non saremo in grado né di guarire, né di proseguire per la nostra strada.</p>
<p>Se veniamo traditi possiamo arrabbiarci, deprimerci, andarcene o rimanere, ma comunque vada la nostra fiducia, la nostra sicurezza, e la nostra felicità non saranno mai più riposte ciecamente sul partner in maniera assoluta, come se egli fosse un nostro prolungamento; la fiducia tornerà piano piano a noi stessi, ci sarà restituita con gli interessi.</p>
<p>Solo in questo modo la persona tradita potrà uscire da una qualche forma di dipendenza o di delega al partner e iniziare un percorso di individuazione per sé stessa.</p>
<p>L&#8217;individualità richiede il coraggio di essere soli e di opporsi a un mondo che tradisce e banalizza (Carotenuto 1991).</p>
<p>Per quanto riguarda il traditore, non parliamo in questa sede di disturbi della personalità come il Don Giovannismo, che ha basi psicopatologiche differenti, parleremo del partner che compie un agito, più o meno intenzionalmente, cade in amore o nella passione come attratto da un fluido incantevole, a cui sa di poter rinunciare, ma non lo fa.</p>
<p>Si cerca un altro fuori da noi o dal nostro equilibrio familiare, spesso per sfuggire alla tristezza, all&#8217;insoddisfazione, alla mancanza di gratitudine, ad emozioni che ci fanno sentire in quel contesto inutili, poco desiderabili, soli, costretti, non più liberi di esprimerci come siamo realmente, prevalgono la paura, l&#8217;ansia nel cui buco nero sparisce, purtroppo anche la stima, l&#8217;amore e la dignità dell&#8217;altro con cui conviviamo, quello che abbiamo invocato che ci aiutasse per evitare noi stessi.</p>
<p>Il traditore è spesso privo di capacità di fondare la propria esistenza intorno ad un proprio centro interiore e ha la compulsione a riempire sempre i vuoti con punti di riferimento esterni, col partner prima e, quando questo non corrisponde più ai suoi bisogni, con altri partner, oppure con il lavoro, con sostanze, con il gioco, con l&#8217;alcool, in una fuga continua da sé stesso. Quindi mentre il traditore nega e scappa, perché non riesce a stare in ascolto di sè, il tradito pretende e attanaglia l&#8217;altro a causa della sua insicurezza. Nessuno dei due, in definitiva, è presente a sé stesso e nessuno dei due è in grado di rimanere da solo. Ciò che è importante imparare dalle nostre vite è la certezza di poter attraversare anche la solitudine, quando questa fiducia interiore viene meno, il tradimento è in agguato (Carotenuto 1991).</p>
<p>Il tradimento porta traditore e tradito a confrontarsi con un senso di morte, con la fine della relazione, chi tradisce sente inconsapevolmente la necessità di intervenire a modificare la situazione attraverso una penosa lacerazione, senza la quale non si dà trasformazione e non si avvia la ricerca di un più autentico destino individuale da condividere con chi si ama veramente.</p>
<p>La nostra psiche è la natura stessa, è una sua scintilla, è colei che crea e nutre, ma sa essere anche potentemente violenta, se necessario, e spesso, è costretta ad esserlo per salvarci dal peggio.</p>
<p>BIBLIOGRAFIA</p>
<p>Carotenuto Aldo 1991 Amare e tradire. Ed. Bompiani</p>
<p>De Bac Margherita &#8220;Fedeli solo tre coppie su dieci&#8221; 30.05.2006 Corriere della Sera</p>
<p>Hillman James (1967) Saggio sul Tradimento in &#8220;Puer Aeternus&#8221; ED. Adelfi</p>
<p>di:Emanuela Pasin</p>
<p>da: http://www.psicolab.net</p>
<p> <strong><em>Commento del Dott. Zambello</em></strong></p>
<p><strong><em>Il tradimento è sempre un processo, un evento, doloroso, sia per chi lo compie che per  chi  lo subisce. E&#8217; poco importante che l&#8217;altro, l&#8217;altra lo sappia, comunque vive il dolore di un rapporto che si trasforma. Esemplificare il tradimento ad una questione sessuale o meglio genitale, é snaturare il significato profondo di questo tragico evento. Uso il termine tragico riferendomi alle tragedie greche, dove tragico, come dice Aristotele deriva da fare/agire. Il tradimento é allora un agito, quasi sempre inconsapevole, sotto una spinta verso la trasformazione, verso  il diverso da ora che  tiene in sé la morte. Dice Emanuela Pasin</em></strong> <strong><em>che non c&#8217;è crescita, individuazione senza tradimento. La  Morte  e Risurrezione stessa di Cristo non sarebbe avvenuta se Giuda, Pietro e tutti gli altri, tranne Giovanni, non l&#8217;avessero tradito. E Giovanni, l&#8217;amato, colui che non lo tradisce,  non diventerà adulto, non testimonierà nel sangue la sua appartenenza. E&#8217; lui, eterno bambino che avrà ancora bisogno della madre: &#8221; ecco tua madre..&#8221;  gli dice Gesù in croce. Ma il Vangelo é anche il racconto, ne parlo in senso chiaramente simbolico, non teologico, della sofferenza quotidiana della trasformazione, il tradimento.  Ricordate quante volte Gesù chiede agli Apostoli: &#8220;chi pensate che io sia? Mi amate voi?  E ancora, nell&#8217;orto degli Ulivi, sudando sangue per tre volte &#8220;&#8230;.rimanete con me, pregate,  svegli&#8230;&#8221; .  E&#8217; faticoso, doloroso,  per tutti, anche per Lui, vero Dio ma anche vero uomo, sopportare la solitudine.</em></strong></p>
<p><strong><em>Non sono così ingenuo da non sapere che spesso nel tradimento si esprime  l&#8217;incapacità a vivere un rapporto a fuggendo, inseguendo ideali che esistono solo nella nostra mente o semplicemente  continuiamo a vivere come bambini che pensano di poter avere tutto. Ma anche in questo si esprime il dolore di  crescita, di una   nascita che non avviene, dove,   alla tragedia della morte,  si sostituisce una vita mortifera.</em></strong></p>
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		<title>Fantasie (sessuali) estreme.</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 16:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[di Paola Emilia Cicerone Malati di sesso? O solo fantasiosi? la linea di confine è labile. E sessuologi, psichiatri e persino neurologi non sono affatto sicuri di come si possano classificare fetish, sadomaso e bizzarrie varie. Oscillano tra l&#8217;ansia di definire i comportamenti deviati, addirittura di descrivere le variazioni cerebrali che essi inducono e, d&#8217;altra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Paola Emilia Cicerone</p>
<p><img src="http://img2.timeinc.net/people/i/2008/stylewatch/blog/080623/charlize_theron_300x400.jpg" alt="" />Malati di sesso? O solo fantasiosi? la linea di confine è labile. E sessuologi, psichiatri e persino neurologi non sono affatto sicuri di come si possano classificare fetish, sadomaso e bizzarrie varie. Oscillano tra l&#8217;ansia di definire i comportamenti deviati, addirittura di descrivere le variazioni cerebrali che essi inducono e, d&#8217;altra parte, minimizzarne l&#8217;elemento patologico come se fossero proprio questi comportamenti a fare chiarezza sulla sessualità in quanto tale. D&#8217;altra parte, a sdoganare fetish o sado-maso ci ha già pensato una società più affascinata che disgustata dagli eccessi: gli italiani che praticano una qualche forma di sadomasochismo soft, secondo un&#8217;indagine recente, sarebbero più di tre milioni, e basta esplorare la Rete per scoprire corsi di bondage e punti vendita dove acquistare tute di latex manette e frustini. Così nessuno più si stupisce di adulti consenzienti che amano frustare o farsi frustare o di altre bizzarrie apparentemente innocue. È la banalità de &#8216;Il lato oscuro del desiderio&#8217;, come lo definisce Daniel Bergner in un saggio da poco pubblicato da Einaudi. Ma se il latex casereccio fa sorridere, rimane agli scienziati, intrigante e irrisolta, una domanda: perché?<span id="more-297"></span></p>
<p> Avere un quadro esauriente delle &#8216;parafilie&#8217;, termine neutrale con cui la scienza ha sostituito il punitivo &#8216;perversioni&#8217;, è quasi impossibile visto che negli studi medici arrivano soprattutto i casi più gravi, gli stessi testati nei pochi studi di neuroimaging che sembrano individuare qualche anomalia nelle aree cerebrali dei sex offenders. E se per certi comportamenti è stata proposta una spiegazione &#8211; come l&#8217;odore muschiato che contraddistingue gli oggetti che più appassionano i feticisti come scarpe o indumenti intimi &#8211; altri percorsi sono così fantasiosi da impedire una spiegazione lineare.</p>
<p> &#8221;Pensare di identificare una causa unica per questi disturbi è praticamente impossibile&#8221;, sostiene un grande della sessuologia come Paul Fedoroff dell&#8217;Università di Ottawa: &#8220;Per usare un&#8217;analogia, pensiamo che ognuno di noi quando nasce sia in grado di sviluppare una vasta gamma di preferenze sessuali, così come di parlare varie lingue. Ma una volta acquisita una &#8216;lingua madre del sesso&#8217;, generata dall&#8217; influsso di fattori ambientali e biologici, questa entra a far parte del nostro hardware e influenza il nostro modo di pensare e le nostre azioni per tutta la vita&#8221;. Fedoroff non esclude che si possa modificare lo schema originario, che si possa imparare una lingua che sostituisca quella che ci mette nei guai, ma, aggiunge: &#8220;Non è facile. E comunque il fatto che un soggetto abbia interessi sessuali poco convenzionali non basta per diagnosticare una parafilia&#8221;.</p>
<p> Tanto che oggi c&#8217;è persino chi propone di eliminare le parafilie dalla nuova edizione del &#8216;Dms&#8217;, il celebre manuale che definisce le patologie psichiatriche. Perché il confine tra normalità e perversione è culturale prima che biologico. &#8220;L&#8217;omosessualità è stata rubricata come perversione fino a pochi decenni fa. Oggi consideriamo patologiche sia la frigidità femminile, che una volta sarebbe stata un comportamento virtuoso, sia l&#8217;eccesso di desiderio sessuale &#8211; la cosiddetta sex addiction &#8211; che in un uomo sarebbe stata guardata con simpatia e un pizzico di invidia&#8221;, commenta Fabian M. Saleh, della Harvard Medical School, uno dei massimi esperti sull&#8217;argomento: &#8220;Prima di dare un&#8217;etichetta che può creare dolore, si deve guardare il disturbo nel suo contesto&#8221;.</p>
<p> Ma gli scienziati sono affezionati alle definizioni senza le quali la medicina si sente perduta. &#8220;Piuttosto che cancellare le parafilie dal &#8216;Dsm&#8217; sarebbe importante arrivare a definizioni più precise, che individuino le vere e proprie patologie&#8221;, aggiunge Saleh. Oggi il &#8216;Dsm&#8217; elenca nove categorie di parafilia, anche se in letteratura ne sono state catalogate più di 50.</p>
<p> Definizioni precise, allora. Ma come? L&#8217;obiettivo è reso ancora più complicato dal fatto che quando si parla di sesso, il corpo segue percorsi diversi da quelli della mente. Lo dimostrano le ricerche che indicano come molti si eccitino di fronte a immagini che affermano di trovare neutrali, o addirittura ripugnanti. Per scoprirlo si usa il pletismografo, uno strumento che registra l&#8217;afflusso di sangue ai genitali maschili e femminili, innegabile conferma fisiologica di una reazione che quanto si sta guardando. I maschi tendono a trovare eccitanti immagini violente o foto di Lolite, mentre dagli studi della canadese Meredith Chivers risulta che donne eterosessuali sono colpite da incontri lesbici. C&#8217;è però chi mette in discussione la validità di queste ricerche: &#8220;Non si può usare un pletismografo per capire cosa c&#8217;è nell&#8217;animo umano &#8220;, protesta il decano della sessuologia italiana Giorgio Abraham: &#8220;La medicina si è impadronita della sessualità in modo maldestro, è in cerca di definizioni oggettive: la disfunzione erettile, la dispareunia, l&#8217;eiaculazione precoce, dimenticando che la sessualità è per definizione soggettiva: non è solo una funzione fisiologica, è una parte della nostra vita interiore. Inevitabilmente complessa, ma è bello che sia così&#8221;.</p>
<p> Per comprendere quanto è complicata la faccenda basta ascoltare cosa racconta lo stesso Abraham: &#8220;La maggior parte delle coppie che si rivolge al sessuologo lo fa per denunciare un calo del desiderio. Può succedere che queste coppie facciano &#8216;qualcosa&#8217; per vivacizzare il rapporto: giochi in cui l&#8217;immaginazione ha un peso maggiore rispetto alla realtà. Il problema è che la pratica light non dura, ed è lì che sorgono i problemi&#8221;. Tanto che a chiedere aiuto al sessuologo sono spesso mogli non più disponibili ad accettare un gioco che va troppo oltre. Anche perché queste esperienze lasciano il segno: &#8220;Ho sentito una mia paziente ammettere che sì, il sesso normale è piacevole, ma determinate pratiche portano a vibrare il suo corpo in un modo che non avrebbe creduto possibile. Non credo sia una persona cui piace il dolore. E non chiedeva di essere curata, solo di condividere la sua esperienza&#8221;, spiega Abraham.</p>
<p> Così, a sorpresa è sempre Abraham a commentare: &#8220;Le coppie che si dedicano al sadomasochismo sono tra le più stabili e fedeli che abbia visto. Tanto che viene voglia di additarle ad esempio. La caratteristica della sessualità perversa è proprio quella di non subire cali del desiderio. Di offrire possibilità di controllo sul piacere che la sessualità normale non conosce&#8221;.</p>
<p> Ma i sessuologi non si nascondono il vero rischio del farlo strano: &#8221; Il pericolo è che queste pratiche rompono i ponti con la sessualità normale&#8221;, osserva Abraham. E che portano a un&#8217;escalation: a volte si sconfina in pratiche pericolose; i ricchi e famosi trovati stranamente strangolati in una lussuosa camera d&#8217;albergo finiscono sui giornali.</p>
<p> Non solo: altre volte l&#8217;attenzione per un oggetto, tipico di una pratica apparentemente innocua come il feticismo, induce a trascurare il partner mettendo in crisi la relazione.&#8221;Noi ne abbiamo una visione banalizzata, ma il feticismo è il vero creatore dell&#8217;erotismo anomalo&#8221;, osserva Abraham: &#8220;E può avere conseguenze imbarazzanti: ricordo un mio paziente arrestato perché rubava scarpe&#8221;. Ed è proprio il disagio a definire i confini del disturbo. &#8220;Una parafilia compromette il funzionamento sociale e affettivo, per esempio mette in crisi una relazione sentimentale o impedisce di stabilirne una&#8221;, sostiene Saleh: &#8220;Se una relazione sadomaso è vissuta serenamente da una coppia non si dovrebbe parlare di patologia&#8221;.</p>
<p> È importante, allora, per la salute sessuale di adulti consenzienti creativi in camera da letto, &#8220;che il loro gioco erotico non escluda ogni altra attività, trasformandosi in un&#8217;ossessione&#8221;, spiega Saleh: &#8220;Anche se non coincidono esattamente con il disturbo ossessivo compulsivo, le parafilie ne hanno sicuramente alcuni aspetti. Tanto che comportamenti normali, come la masturbazione o l&#8217;uso di materiale pornografico, vengono definiti simil-parafilie se invadono la vita senza lasciar spazio ad altro&#8221;. A essere patologico non è il comportamento, ma il fatto che diventi un&#8217;ossessione. E soprattutto che faccia stare male. Ecco perché accanto a chi frequenta tranquillamente club sadomaso &#8211; e non ha nessuna intenzione di essere curato &#8211; c&#8217;è chi chiede e ottiene di farsi curare perché ha fantasie così perturbanti da soffrirne.</p>
<p> Ma anche la terapia segue oggi strade meno rigide: se una volta si usavano soprattutto farmaci che azzerano il desiderio sessuale, oggi le terapie più drastiche a base di anti androgeni sono riservate ai casi più gravi o ai criminali violenti. E in genere l&#8217;obiettivo è quello di spegnere gli eccessi senza smorzare il desiderio, spiega Fedoroff: &#8220;Dire al paziente che l&#8217;obiettivo è quello di migliorare la sua vita sessuale e non di azzerarla garantisce certamente una maggiore adesione al trattamento&#8221;. Per farlo si impiegano gli antidepressivi abbinati a una psicoterapia.</p>
<p> Eppure, la trasgressione può essere terapeutica. &#8220;Capita anche che basti ordinare a una coppia di fare sesso, per vedere svanire come d&#8217;incanto i loro problemi. Come se ubbidire a un ordine fosse in se una specie di perversione&#8221;, racconta Abraham: &#8220;E non è detto che per qualcuno anche il sentirsi colpevole possa dare una mano&#8221;.</p>
<p>da: http://www.gaynews.it   </p>
<p> </p>
<p><strong><em>Commento del Dott. Zambello</em></strong></p>
<p><strong><em>L&#8217;altro giorno sono stato intervistato da un giornalista per una famosa trasmissione televisiva, il quale mi chiedeva cosa ne pensassi di tutta una serie di situazioni  &#8220;strane&#8221; dal punto di vista del comportamento  sessuale tra adulti che lui aveva registrato e documentato a Milano.</em></strong></p>
<p><strong><em>Chiaramente io non conoscevo né le persone né tanto meno cosa queste avessero fatto e cosa veramente provassero  prima e dopo i loro rapporti. Mi sono limitato a ripetere al  &#8220;bravo &#8221; giornalista  un po&#8217; scandalizzato che: fatto salva la libertà di scegliere e  l&#8217;età adulta era poi difficile dare un giudizio su una pratica sessuale a meno che non ci ancorassimo  a categorie morali. Ancora una volta si dimostra come la via alla &#8220;nostra&#8221;  realizzazione non sia pre-scritta  ma vada cercata, tutti i giorni. Per quanto poi concerne la sessualità, ogni psicoterapeuta dovrebbe sospendere ogni giudizio.  Non avere alcun preconcetto ma chiedersi sempre: quello che questo paziente mi racconta di fare, fantasticare lo aiuta a crescere,  o interferisce sulle sue capacità di amare, avere rapporti sociali normali, nel lavoro etc. Nulla é già definito.</em></strong></p>
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		<title>Disturbi del desiderio sessuale:  intervista alla sessuologa Francesca Romana Tiberi</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 08:03:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Amare senza pensieri. Un concetto semplice da capire ma, a volte, difficile da mettere in pratica, anche in un momento storico in cui i vincoli morali sono stati fortemente allentati. Mancanza del desiderio, avversione sessuale, carenza o mancanza di erezione (nell&#8217;uomo), mancanza di eccitamento (nella donna), eiaculazione precoce, vaginismo, sono queste alcune delle disfunzioni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><img src="http://magazine.voiaganto.it/wp-galleryo/sesso-in-vacanza/bacio.jpg" alt="" />Amare senza pensieri. Un concetto semplice da capire ma, a volte, difficile da mettere in pratica, anche in un momento storico in cui i vincoli morali sono stati fortemente allentati. Mancanza del desiderio, avversione sessuale, carenza o mancanza di erezione (nell&#8217;uomo), mancanza di eccitamento (nella donna), eiaculazione precoce, vaginismo, sono queste alcune delle disfunzioni che ostacolano il rapporto.</p>
<p>Poi, alquanto diffuso è anche il disturbo dell&#8217;orgasmo, con difficoltà o assenza del raggiungimento dello stesso, che può manifestarsi tanto nella donna, quanto nell&#8217;uomo (sebbene meno frequentemente). Quest&#8217;ultimo disturbo, in molti casi, tende a non essere avvertito come un vero problema, soprattutto dalla donna, con un meccanismo psichico di marginalizzazione del problema.</p>
<p>&#8220;Molto spesso -spiega la sessuologa Francesca Romana Tiberi- le problematiche legate ai disturbi sessuali sono legate al proprio modo di vivere ‘piacere&#8217; e ‘controllo&#8217;. E&#8217; come se avessimo un piano cartesiano. Su di un asse c&#8217;è la dimensione del piacere, vale a dire la nostra capacità di concederci il piacere in ogni senso, dal goderci un bel massaggio al mangiare serenamente un buon piatto di pasta. Sull&#8217;altro asse c&#8217;è invece la dimensione del controllo, vale a dire la nostra capacità di perdere il controllo, di affidarci all&#8217;altro, di non desiderare che tutto vada esattamente come abbiamo deciso noi&#8221;.</p>
<p>Pertanto nell&#8217;eventualità in cui si riscontri un livello di controllo molto alto e un livello di piacere molto basso, sarà difficile avere rapporti sessuali appaganti e soddisfacenti. Ma non dobbiamo dimenticare, bensì tenere sempre in considerazione, secondo la sessuologa intervistata, che le ragioni psicologiche possono essere ricercate solo nel caso in cui vengono escluse tutte le quelle organiche.</p>
<p>Poi vogliamo sfatare il mito del contraccettivo che influenza l&#8217;eccitazione e l&#8217;orgasmo. &#8220;In realtà -afferma la dott.ssa Tiberi- i contraccettivi in senso stretto possono avere, in qualche caso, minime ripercussioni sul desiderio. I contraccettivi ormonali che inibiscono l&#8217;ovulazione (parliamo della pillola, dell&#8217;anello vaginale, del cerotto) possono in lieve misura far sì che la libido cali leggermente&#8221;. Questo accade perché, durante il ciclo naturale, il nostro desiderio aumenta automaticamente durante la fase del&#8217;ovulazione al fine di garantire la fecondazione dell&#8217;ovulo, quindi, in teoria, nel momento in cui l&#8217;anticoncezionale blocca l&#8217;ovulazione il forte desiderio di fecondazione cade&#8221;. E&#8217; però altresì vero che, una vita sessuale serena e senza rischi di gravidanze indesiderate, grazie alla presenza di un contraccettivo efficace, rende più piacevole e soddisfacente un rapporto.</p>
<p>&#8220;A volte &#8211; dice Francesca Romana Tiberi- può per accadere che l&#8217;uso del preservativo possa in qualche modo influenzare l&#8217;eccitazione maschile, ci sono uomini che non gradiscono utilizzare il profilattico e quindi, al momento di indossarlo perdono l&#8217;erezione. Purtroppo talvolta non è possibile utilizzare metodi alternativi come la pillola, l&#8217;anello o il cerotto (soprattutto se parliamo di rapporti con partner occasionali), quindi sarebbe utile far sì che anche i ragazzi si rendano conto dell&#8217;effettiva necessità del preservativo quale metodo non solo anticoncezionale, finalizzato quindi ad evitare la gravidanza, ma anche come modo di preservare la propria salute e quella della partner, evitando il rischio di malattie sessualmente trasmissibili&#8221;.</p>
<p>Se la diffidenza maschile, rispetto al preservativo, dipende da una ‘mancanza di sensibilità&#8217; data dal profilattico, potrebbe essere divertente provare varie marche e tipi. In commercio ce ne sono davvero molti, e per la coppia potrebbe essere occasione di gioco e intimità ‘verificare&#8217; quale modello sia più adatto.</p>
<p>da: http://www.pinkblog.it</p>
<p> </p>
<p><strong><em>Commento del Dott. Zambello</em></strong></p>
<p><strong><em>Riporto volentieri  una intervista alla sessuologa Francesca Romana Tiberi trovata sul Bolg Pinkblog.it.   Alcune indicazioni, suggerimenti pratici possono veramente aiutare ma, bisogna ricordarsi che blocchi psicologici profondi, non possono trovare un aiuto sufficiente in un intervento comportamentale.</em></strong></p>
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		<title>Altro che macho: l&#8217;uomo italiano</title>
		<link>http://www.psicoterapiadinamica.it/2009/03/altro-che-macho-luomo-italiano/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 13:57:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impotenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Di: ANDREA SERMONTI «Forte come Goldrake, saggio come Gandhi»: un&#8217;indagine della società di andrologia. Per l&#8217;autostima la stabilità emotiva è il valore più importante Una foto dai contorni tutt&#8217;altro che nitidi, quella dell&#8217;uomo del Duemila: non assomiglia a Ercole né ad alcun Casanova del passato, ma forse più a un eroe «normale e terreno, forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di: ANDREA SERMONTI</p>
<p><strong><em>«Forte come Goldrake, saggio come Gandhi»: un&#8217;indagine della società di andrologia. Per l&#8217;autostima la stabilità emotiva è il valore più importante</em></strong></p>
<p><img src="http://www.blogscienze.com/wp-content/uploads/2008/03/andrologia-andrologica-disturbi-prevenzione-sessuali-settimana-sia.jpg" alt="" />Una foto dai contorni tutt&#8217;altro che nitidi, quella dell&#8217;uomo del Duemila: non assomiglia a Ercole né ad alcun Casanova del passato, ma forse più a un eroe «normale e terreno, forte come Goldrake e saggio come Gandhi», capace di sopportare la fatica mentale e psicologica legata a un mondo sempre più problematico. Come dire che il mito del macho ha fatto il suo tempo e ora la forza dell&#8217;uomo vero, del maschio doc, è tutta nel cervello e nel cuore. Sono questi i risultati di un&#8217;indagine condotta dall&#8217;Istituto per gli studi sulla pubblica opinione (Ispo) per la Società italiana di andrologia (Sia), presentati recentemente a Milano dal presidente di Ispo, Renato Mannheimer, nel corso di un talk show dal titolo Gli uomini italiani tra fragilità e insicurezze. Condotta su 800 italiani di età compresa fra 18 anni e più di 60, la ricerca disegna l&#8217;identikit di un uomo consapevole di se stesso e dei propri limiti, in grado di accettarli e superarli. Un uomo giusto e leale, ironico e allegro. Sensibile ai problemi del Pianeta, il nuovo «maschio al 100%» sa emozionare ed emozionarsi. Ama l&#8217;amore e punta a una stabilità emotiva, un ingrediente fondamentale dell&#8217;autostima. Non a caso &#8211; anticipa una nota &#8211; si sente sicuro di sé il 92% degli uomini italiani con una relazione fissa, contro l&#8217;81% dei single. E la forza d&#8217;animo aiuta anche a superare problemi di salute un tempo vissuti come drammi: il 72% degli inter vistati assicura infatti che una defaillance sessuale non incide sulla propria autostima. Anche se il 26%, soprattutto giovani, la pensa esattamente al contrario. Al contempo, il 74% è convinto che poca stima di sé renda più difficile avere successo con le donne.</p>
<p>Di tutt&#8217;altra opinione l&#8217;avvocato matrimonialista Bernardini de Pace, secondo la quale «le difficoltà sessuali portano molto spesso alle separazioni: nella coppia ora c&#8217;è competizione del maschio verso la donna e l&#8217;uomo ha paura che l&#8217;unica cosa in cui si può sentire uomo non gli riesca». Le défaillance sono a volte la spia di problemi di salute veri e propri, anche se non vengono vissuti come tali. «Le problematiche sessuali sono in crescita esponenziale: il 12% degli uomini soffre di disfunzione erettile, il 30% di eiaculazione precoce e il 15% delle coppie ha problemi di infertilità», ha spiegato il professor Vincenzo Gentile. Colpa sia di disturbi organici &#8211; diabete e ipertensione, che compromettono l&#8217;irrorazione sanguigna dei corpi cavernosi, quelli che consentono l&#8217;erezione &#8211; sia di ostacoli psicologici, quella che tutti chiamano «ansia da prestazione ». Precisa Giammusso: «Il sistema nervoso si attiva in tutte le questioni di stress, restringe i vasi sanguigni e finisce per bloccare l&#8217;erezione. Ecco perché bisogna tornare ad amare senza pensieri». E i farmaci anti-impotenza? Oggi ci sono: «I PDE5 inibitori sono medicinali sicuri, ma necessitano sempre di un&#8217;attenta valutazione medica».</p>
<p>da: http://www.lastampa.it  </p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/vyqc7QzPi_I?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>SESSO: PROLATTINA, PUO’ CAUSARE EIACULAZIONE PRECOCE</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 21:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eiaculazione precoce]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Roma, 26 nov. &#8211; La prolattina nel sangue e&#8217; una spia di come vanno le cose nel cervello, dove ‘regna&#8217; la serotonina, l&#8217;ormone detto ‘della felicita&#8217;. I dislivelli di prolattina possono influire sui comportamenti e sulla psiche, ‘causando stati emotivi nervosi e, negli uomini, problemi di eiaculazione precoce&#8217;. Ad illustrare i risultati dello studio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img id="il_fi" src="http://goodnews.ws/wp-content/uploads/2009/10/how-to-last-longer-in-bed-intercourse.jpg" alt="" width="240" height="300" />Roma, 26 nov. &#8211; La prolattina nel sangue e&#8217; una spia di come vanno le cose nel cervello, dove ‘regna&#8217; la serotonina, l&#8217;ormone detto ‘della felicita&#8217;. I dislivelli di prolattina possono influire sui comportamenti e sulla psiche, ‘causando stati emotivi nervosi e, negli uomini, problemi di eiaculazione precoce&#8217;. Ad illustrare i risultati dello studio che per la prima volta dimostra il legame tra prolattina e serotonina il Professor Mario Maggi, Unita&#8217; di Andrologia dell&#8217;Universita&#8217; di Firenze, nel corso dell&#8217;VIII Congresso Nazionale della Societa&#8217; Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualita&#8217;. ‘Esiste un legame forte tra l&#8217;ormone che nelle donne da&#8217; inizio alla produzione di latte dopo il parto (prolattina) ed il neurotrasmettitore monoaminico che nel sistema nervoso centrale svolge un ruolo importante nella regolazione dell&#8217;umore (la serotonina)&#8217; &#8211; ha spiegato Maggi &#8211; ‘L&#8217;indagine, condotta su 3.000 persone dall&#8217;Universita&#8217; di Firenze, ha dimostrato che se il livello di prolattina nel sangue e&#8217; basso, l&#8217;individuo risulta piu&#8217; nervoso, mangia in eccesso ed eiacula precocemente&#8217;, ha dichiarato Maggi, precisando che ‘la causa e&#8217; nel suo rapporto con la serotonina, nel cervello&#8217;. I dati, accertati, sono in corso di pubblicazione.(AGI)</p>
<p>da: h ttp://www.uomini-oggi.it            </p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/MEwYYFmfbAs?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Affrontare e curare il calo della libido</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 07:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Impotenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Un basso livello di soddisfazione sessuale riduce sostanzialmente la qualità della vita. Negli uomini, questo problema viene chiamato impotenza o disfunzione erettile, nelle donne, viene chiamato disfunzione sessuale o semplicemente, calo della libido. Questo problema si verifica comunmente nelle persone colpite da malattie croniche gravi, come il diabete, la pressioene alta e le affezioni cardiovascolari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.diregiovani.it/imagesfe/foto_sigaretta24308_img.jpg" alt="" />Un basso livello di soddisfazione sessuale riduce sostanzialmente la qualità della vita. Negli uomini, questo problema viene chiamato impotenza o disfunzione erettile, nelle donne, viene chiamato disfunzione sessuale o semplicemente, calo della libido.<br />
Questo problema si verifica comunmente nelle persone colpite da malattie croniche gravi, come il diabete, la pressioene alta e le affezioni cardiovascolari. Ma sia negli uomini che nelle donne, altre cause di ridotte pulsioni sessuali possono essere ricondotte al fumo, all&#8217;eccesso di consumo di alcol, a una ridotta produzione ormonale da parte del corpo (una diminuizione del testosterone con l&#8217;età e degli ormoni durante la menopausa), infortuni alla colonna vertebrale, effetti collaterali delle medicine, stress, ansia, depressione e stanchezza. E&#8217; stato riportato che negli uomini può essere una causa di problemi una eccessiva pressione pelvica o genitale dovuta, per esempio, a una lunga attività in bicicletta. Tornando alle donne, invece, tra le cause di calo della libido figurano un precedente trauma sessuale (incluso uno stupro), secchezza vaginale, delle reazioni a degli anticoncezionali, infezioni vaginali, gravidanza o allattamento. Dunque, è importante farsi visitare dal medico per determinare la causa specifica.<br />
Una delle circostanze che si possono annoverare tra le cause del disturbo è la terapia con antidepressivi. Quando questa circostanza si verifica, il calo della libido può verificarsi fino al 70% degli individui che assumono questo tipo di farmaci. Rilevata la connessione con il calo della libido, molte persone decidono di smettere la cura per non compromettere questa sfera. Questo comporta però un aumento del problema della depression e una conseguente riduzione della qualità di vita.<br />
La maggior parte dei pazienti NON discute MAI il problema della depressione o del calo della libido con il proprio medico, mentre invece è importante farlo, così come lo si fa per altri disturbi. Occorre anche essere consapevoli del fatto che molti dottori non sono aggiornati sulle cure disponili per affrontare i disturbi sessuali nei pazienti. Perciò, consigliamo una consulenza con uno specialista in materia, che vi può essere indicato dal vostro medico.<br />
Non abbiate pudore ad affrontare queste questione con il vostro medico; egli è il vostro migliore amico quando si tratta di risolvere questo tipo di problemi.</p>
<p>da: http://it.healthnews.com</p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/vyqc7QzPi_I?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Il gene dell&#8217;eiaculazione precoce</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 16:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eiaculazione precoce]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi «ne soffre» in compenso gioca bene a tennis e ai videogames A condizionarla può essere una mutazione in quello che fa produrre serotonina condiziona Altro che ansia o stress da prestazione: l&#8217;eiaculazione precoce è una questione di geni che non fanno il loro dovere. Più scientificamente: esiste un gene che garantisce la produzione di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Chi «ne soffre» in compenso gioca bene a tennis e ai videogames</em></strong></p>
<h2>A condizionarla può essere una mutazione in quello che fa produrre serotonina condiziona</h2>
<p><img src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/cronache/200709images/sesso01G.jpg" alt="" />Altro che ansia o stress da prestazione: l&#8217;eiaculazione precoce è una questione di geni che non fanno il loro dovere. Più scientificamente: esiste un gene che garantisce la produzione di un certo ormone, chiamato serotonina, che a sua volta assicura ai maschi la giusta durata del rapporto sessuale; se però questo gene è presente in una forma variata e lavora poco, nasce il problema. Chi ha la variante sbagliata eiacula due volte più rapidamente di chi non ce l&#8217;ha. Però chi ce l&#8217;ha ha altri vantaggi: essendo un tipo «rapido» e con i riflessi pronti, può essere un eccellente tennista o un abile giocatore di videogame.</p>
<p>LO STUDIO &#8211; La ricerca, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, è stata condotta su 200 olandesi, 89 dei quali lamentavano una cosiddetta eiaculazione precoce primaria: soffrivano cioè di questo disturbo fin dal primo rapporto sessuale. Alle loro partner abituali è stato allora chiesto di «cronometrare» per un mese di fila, durante il rapporto sessuale, il tempo impiegato prima di arrivare all&#8217;eiaculazione. I ricercatori, guidati da Marcel Waldinger dell&#8217;Università di Utrecht, hanno poi confrontato i dati con quelli di uomini che invece non soffrivano di questo problema e hanno osservato, grazie a una serie di indagini, che gli uomini con eiaculazione precoce mostravano una bassa attività della serotonina nell&#8217;area cerebrale che controlla l&#8217;eiaculazione e che i segnali nervosi non venivano correttamente trasmessi al cervello.</p>
<p>RIMEDI &#8211; Cure, a questo punto. Se c&#8217;entra un gene, qualcuno potrebbe pensare a una terapia genica che però appare un po&#8217; complessa. Meglio forse ricorrere a qualcosa che aumenti i livelli di serotonina, tipo farmaci che prolunghino l&#8217;azione di questo ormone. A tutt&#8217;ora non esistono in commercio medicine in grado di curare questo disturbo. Qualche tempo fa la rivista The Lancet ha riportato uno studio che valutava gli effetti di una sostanza, la dapoxetina, e concludeva che questa molecola poteva aumentare la durata media del rapporto da meno di un minuto a tre minuti e 19 secondi, ma a tutt&#8217;oggi il farmaco non è ancora stato registrato in alcun Paese del mondo. Rimangono spray ritardanti, ampiamente pubblicizzati su Internet, ma di dubbia efficacia.</p>
<p>Adriana Bazzi</p>
<p>da: http://www.corriere.it</p>
<p><strong><em>Commento del dott. Zambello</em></strong></p>
<p><strong><em>Non ricordo se i pazienti che ho curato giocassero bene a tennis o con i videogame  ma so di certo che alla fine della terapia avevano rapporti sessuali soddisfacenti. Mi viene il dubbio che  fossero pazienti con una alterazione cromosomica &#8220;alterata&#8221;.</em></strong></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/MEwYYFmfbAs?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p> </p>
<p> </p>
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		<title>Insieme si può (ma non si deve per forza)</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 09:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dr.Zambello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eiaculazione precoce]]></category>
		<category><![CDATA[Sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Falsi miti del sesso. Rincorrere il mito dell’amplesso perfetto ci fa perdere di vista la normalità dei rapporti sessuali. Sanihelp.it &#8211; Film appassionato, scena madre, i due protagonisti coronano il loro sogno d’amore con un rapporto dolce e intenso e raggiungono l’acme del piacere contemporaneamente, a suggellare il loro essere anime gemelle. Quante donne, quanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Falsi miti del sesso. Rincorrere il mito dell’amplesso perfetto ci fa perdere di vista la normalità dei rapporti sessuali. </em></h3>
<p><strong><img src="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/pillola-eiaculazione-precoce/pillola-eiaculazione-precoce/stor_11275494_02340.jpg" alt="" />Sanihelp.it</strong> &#8211; Film appassionato, scena madre, i due protagonisti <strong>coronano il loro sogno d’amore</strong> con un rapporto dolce e intenso e raggiungono l’acme del piacere contemporaneamente, a suggellare il loro essere anime gemelle. Quante donne, quanti uomini hanno mai sperato che almeno una volta nella vita andasse veramente così? Inutile mentire: la risposta è <em>tutti</em>. <strong>Il problema, se vogliamo è che la contemporaneità dell’orgasmo non è la regola ma l’eccezione</strong>. E quasi mai questa eccezione si può verificare al primo tentativo tra due persone che hanno un rapporto. Il perché affonda le sue radici nella fisiologia maschile e femminile, due universi che hanno le loro  variabili: <strong>queste raramente giocano a favore del rapporto perfetto</strong>.</p>
<p>Cominciamo da lei: <strong>non è detto che la donna debba per forza avere un orgasmo grazie alla penetrazione</strong>. Certo, ci può essere un piacere più o meno intenso, ma la scarica orgasmica non è così scontata, almeno a livello vaginale. Ecco perché un uomo non dovrebbe <strong>mai dimenticare di massaggiare o comunque stimolare la clitoride</strong> (scritto con l&#8217;articolo determinativo femminile rigorosamente femminista) prima o durante un rapporto. Questo modo di approcciare il sesso femminile verrà sicuramente apprezzato dalla partner <strong>che si troverà quindi nella piacevole situazione di avere di fronte a lei un uomo che non pensa solo al suo piacere personale</strong> ma si impegna affinché anche lei abbia il suo legittimo orgasmo.</p>
<p>Dopodiché il discorso passa a lui: in questi casi l’eccitazione di una prima volta con una nuova compagna può giocare qualche brutto scherzo. <strong>Come una mancata <span style="font-size: x-small;">erezione</span>. O una <span style="font-size: x-small;">eiaculazione</span> precoce, o ancora una impossibilità ad eiaculare</strong>, benché questa sia meno frequente. A questo punto che cosa si deve fare? L’eiaculazione precoce non deve distrarre: può rappresentare una sorta di <em>aperitivo</em> per una seconda volta che, fisiologicamente, <strong>dovrebbe essere comunque più lunga della prima</strong>. Una mancata erezione non deve spaventare o mettere in condizione di vergognarsi: fino a che non si ha la certezza di poter mantenere una erezione stabile <strong>può essere buona norma indugiare un po’ di più in baci e carezze</strong>, lasciando quindi che la natura faccia il suo corso e nel frattempo ci si può dedicare al piacere del partner, in attesa che la tensione si sciolga e che quindi il rapporto possa avare inizio.</p>
<p>In caso di eiaculazione difficile o in ritardo, <strong>la soluzione migliore è quella di rinunciare alla penetrazione (almeno dopo avere soddisfatto le esigenze di lei) e farsi masturbare</strong>. In questo caso l’eccitazione nel vedere la partner armeggiare con il proprio pene, unitamente allo stimolo intenso della masturbazione può facilitare l’orgasmo, con grande soddisfazione per entrambi. <strong>Alla faccia di Hollywood&#8230;</strong></p>
<p>da: http://www.sanihelp.it</p>
<p><strong><em>Commento  del Dott. Zambello</em></strong></p>
<p><strong><em>Condivido i tono dell&#8217;articolo,  buona parte dei piccoli incidenti,  ostacoli, in un rapporto sessuale, sono fisiologici. Si possono superare con  un po&#8217; di esperienza e senza spaventarsi.</em></strong></p>
<p><strong><em>Però sbaglieremmo se classificassimo tutti i disagi  sessuali come degli &#8220;inconvenienti&#8221; fisiologici. A volte le persone hanno dei &#8220;veri&#8221; problemi sessuali, risolvibili ma che hanno bisogno di un aiuto medico e/o psicoterapeutico. </em></strong></p>
<p> </p>
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