Il sesso migliore? Dopo i settantanni
10-07-08
Il tempo passa ma non per questo con la vecchiaia sfiorisce il vigore. In particolare quello sessuale. Almeno nella nuova generazione degli ultrasettantenni che il sesso lo fanno più spesso e meglio.
La conferma è arrivata da una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze di Goteborg e pubblicata sulla rivista British Medical Journal. Le donne raggiungono più spesso l’orgasmo e gli uomini hanno molta meno ansia da prestazione. Tutto questo probabilmente perchè con gli anni e l’esperienze si acquisice una maggiore consapevolezza della propria sessualità.
Per arrivare a queste conclusioni i ricercatori hanno intervistato sulle loro abitudini sessuali un campione di 1.500 settantenni negli ultimi 30 anni. Il primo colloquio è stato fatto nel 1971 (con quelli nati tra il luglio del 1901 e il giugno del 1902), il secondo nel 1976 (con quelli nati tra il 1906 e il 1907), il terzo nel 1992 (con quelli nati nel 1922) e il quarto 2001 (con i nati nel 1930). Dai dati è emerso che nel corso degli anni il numero dei rapporti tra i coniugati è aumentato passando dal 52% al 98% negli uomini e dal 38% al 56% nelle donne. In aumento anche i rapporti sessuali dei single, passati dal 30% al 54% negli uomini e dallo 0,8% al 12% nelle donne.
Ma non è solo la quantità a essere migliorata. Le donne over 70 che hanno partecipato alla ricerca, si ritengono sessualmente più soddisfatte di quelle che avevano la loro età nel 1970, dichiarando anche di avere più orgasmi. La soddisfazione sessuale dell’uomo, tuttavia, non è alla pari a quella delle donne. Ma almeno adesso “hanno meno problemi a riconoscere le proprie carenze a letto, qualcosa che prima non si osava fare”, hanno sottolineato i ricercatori. Inoltre, con il tempo anche i disturbi sessuali si sono evoluti: è in calo il numero di uomini settantenni con disfunzioni erettili, ma la maggior parte di loro soffrono di eiaculazione precoce, uno dei problemi più comuni nei giovani.
da: http://www.diregiovani.it
Se l’attacco di panico entra nel letto
07-07-08
Gli attacchi di panico richiedono che ci siano una serie di sintomi che si manifestano nell’arco di dieci minuti. Tra questi le risposte fisiche come palpitazioni, sudorazione, sensazione di soffocamento, tremore, brividi e dall’altro lato sintomi cognitivi quali paura di morire, di soffocare, di diventare pazza/o. Un altro elemento su cui riflettere sono le condizioni in cui si verificano gli attacchi: possono essere dipendenti da situazioni o verificarsi spontaneamente. Possiamo esaminare il modello del circolo vizioso del panico, ogni sintomo interno o esterno che è giudicato minaccioso produce lo stato di ansia e i relativi sintomi associati: fattori scatenanti, minaccia percepita, sintomi somatici, cognitivi, interpretazione errata dei sintomi, rinforzo dell’ansia.
Il terrore del fallimento
Questo circolo vizioso spesso viene aggravato dall’interpretazione erronee di sensazioni corporee che fanno pensare che l’attacco sia ineluttabile e dall’attivazione di comportamenti protettivi che finiscono per rafforzare il sintomo dato che l’evitamento sistematico di tutte le situazioni temute restringe lo stile di vita, impedendo di imparare che l’ansia è affrontabile.
La prima domanda delle persone è: “E se ora ho un attacco di panico?”, e subito compare la risposta emotiva, rappresentata dell’aumento dell’ansia, e subito si attua l’aumento delle sensazioni corporee e da questo la loro lettura distorta, come in caso di tachicardia, per esempio, che stiamo per morire di infarto e da questo un aumento dell’ansia e l’attivazione dell’attacco di panico. Nella ricerca di risolvere questo problema bisogna lavorare sull’eliminazione delle false interpretazioni e delle anticipazioni.
Nel paziente con disturbi sessuali la lettura dei segnali anticipatori porta ad un aumento dell’ansia, si leggono alcuni segnali corporei come predittivi del fallimento; al femminile più facilmente dolore, anestesia, sensazione di impossibilità, che fanno pensare che non si potrà sopportare l’atto sessuale: nel vaginismo e nella dispareunia che il dolore sarà certo e pericoloso; al maschile, sudorazione, senso di freddo, anticipazione delle sensazioni del pene: di un pene mancante durante la penetrazione e il pensiero del “sento troppo, sento poco”.
Al maschile l’idea è che le sensazioni corporee raccontino l’eiaculazione ineluttabile, l’incompetenza a mantenere l’erezione o a raggiungerla.
Pensieri che rendono reali le paure, distorcono le sensazioni corporee e, come negli attacchi di panico, portano all’evitamento delle situazioni sessuali.
Concentrarsi sul piacere
Nel lavoro con i pazienti, nei casi maschili, si cerca di passare il messaggio del “coito esigente”, di margine di errore, per tornare a scoprire il sesso per piacere anche egoistico.
Si procede al controllo dei pensieri anticipatori, della falsa lettura dei sintomi e si aiuta a scoprire forme di controllo dell’ansia anche rubando informazioni a settori laterali come, lavoro, sport, dove alcune persone raccontano di avere una competenza a reggere l’ansia e a difendersi dalle sensazioni ostili. Controllando i pensieri si può scoprire, per esempio, che un paziente maschio pensa di sentire un minor contatto e da questo traduce che sta perdendo l’erezione. In questo caso si propone il coito con visione del pene che penetra in modo da bilanciare l’informazione della perdita di contatto con il senso della vista e scegliendo per questo una posizione sessuale facilitante.
Nel dolore femminile per esempio, la piccola resistenza alla penetrazione viene evidenziata, passando l’informazione che è la chiusura che produce attrito. Si consiglia in questo caso di guidare il pene, appoggiandolo all’ostio vaginale, di rilassarsi e permettere la penetrazione nel momento in cui si avverte che si è rilassate. In questa fase si invita il partner al coito suggerendo una spinta decisa, ma dolce e graduale.
di Roberta Giommi
da: http://www.repubblica.it
Il sesso virtuale del maschio italiano
30-06-08

Uno studio dell’Istituto di Sessuologia Clinica dell’Università di Roma La Sapienza ha esaminato le cartelle cliniche di 402 pazienti, sia uomini che donne, dai 17 ai 70 anni, che avevano difficoltà sessuali. La disfunzione erettile preoccupa il 8,7% dei single e il 37,7% degli “accoppiati” (lo studio parla di coppia etero, ma su 400 pazienti vuoi che qualche gay non ci sia?). Il 14% ha problemi di eiaculazione precoce (percentuale che sale al 22,5% in chi ha partner stabile). I single sono più assillati da problemi psicologici (17% contro 5%), mentre la maggior parte di quanti vivono in coppia (14,5% contro 5,3%) lamentano il calo del desiderio. Pare, comunque, che la vera malattia di cui soffrano tutti sia quella del cybersesso. Voi che ne pensate?
http://www.queerblog.it
IMPOTENZA: LO SPORT RIDUCE IL RISCHIO
27-06-08
(AGI) – Vienna – Bruciare almeno 4.000 chilocalorie la settimana contribuisce a ridurre i rischi di impotenza dell’83 per cento. E’ il risultato di una ricerca messa a punto da medici austriaci guidati dall’urologo Christian Kratzik. I dettagli dello studio saranno presentati nella terza settimana di giugno in una conferenza stampa a Vienna. La ricerca e’ stata svolta su 674 uomini di eta’ compresa tra i 45 e i 60 anni, che si sono sottoposti ad analisi urologiche e ormonali e hanno poi compilato un questionario sulle proprie attivita’ sessuali e sportive.
da:http://salute.agi.it
Come combattere l’impotenza
Per combattere l’impotenza, un fastidioso disturbo che colpisce sempre più spesso anche uomini in giovane età, può rivelarsi molto utile porre qualche piccola attenzione alla dieta.
Leggendo la lista seguente si potrebbe pensare ai soliti banali consigli sentiti mille volte, ma molti casi di impotenza (soprattutto in età avanzata, a dire il vero) sono legati ad una cattiva alimentazione causa di diabete ed alti valori di grassi nel sangue, cause scientificamente provata di disfunzione erettile.
1. Non abusare di alcool (e fumo !).
2. Preferire alimenti freschi, ricchi di ossidanti ed acqua (frutta e verdura, naturalmente), e ridurre al minimo il consumo di grassi animali (formaggi grassi, insaccati, burro). Tutto il vostro sistema circolatorio ne trarrà un enorme beneficio, che si rifletterà anche sulle vostre prestazioni sessuali; è risaputo infatti che l’erezione è dovuta all’afflusso di sangue all’interno dei corpi cavernosi del pene, quindi vene e capillari in perfetta forma ne faciliteranno il meccanismo fisiologico.
3. Una dieta troppo ricca di carboidrati, ed in particolare di zuccheri semplici contenuti nei dolci, può provocare una risposta insulinica abnorme che ha come conseguenza un calo di testosterone.
4. Bere molta acqua aumenta la fluidità del sangue, che può fluire più facilmente all’interno dei corpi cavernosi.
Data articolo: giugno 2008
Fonte: www.farmacoecura.it da:http://www.ecplanet.com/canale
Cybersesso
13-06-08
Fra i detrattori di Internet, una delle accuse ancora più frequenti è che con questo nuovo medium sia aumentato il “consumo” di pornografia.
I dati degli esperti sui cyber-sexual abuser non sono però allarmanti nella quantità: in Italia si calcola che dalle 40.000 alle 80.000 persone, il 2% degli utenti Internet, prevalentemente uomini, ma con le donne in esponenziale aumento, forse per assimilazione al mondo maschile, sono dipendenti da prodotti porno.
Commenta il fenomeno il professor Daniele La Barbera docente di Psicoterapia presso l’Università degli Studi di Palermo e presidente della Società Italiana di Psicotecnologie e Clinica dei nuovi media illustrando, innanzitutto, dal punto di vista clinico, le varie tipologie di offerta che il mercato del sesso virtuale produce e descrivendo il profilo psicologico di chi ne fa uso: “Definirei tutto questo ambito come quello dei “comportamenti sessuali tecnomediati”. In questo calderone di situazioni ci sono comportamenti molto vicini alla normalità, e poi tutta una serie di altri comportamenti che, invece, possono essere a rischio di dipendenza, o diventare francamente compulsivi, cioè involontariamente obbligatori, coatti e ripetitivi. La psicologia di questi comportamenti non è unica, così come non è unica la modalità di dipendenza di comportamenti sessuali tecnomediati. Che è molto varia, perché riguarda una serie di canali sostanzialmente differenti dal punto di vista psicologico. Ci sono siti Internet che offrono materiale pornografico, raccolto a volte attraverso archivi organizzati, che contengono varie tipologie di immagini, il più delle volte con video. Ci sono siti più recenti che consentono invece di collegarsi, per esempio, con una giovane donna che si spoglia on line, con la quale è possibile comunicare. L’elemento psicologico forte che contraddistingue queste diverse maniere di consumare sesso virtuale è proprio l’interattività. Si parte dalle situazioni in cui è assente, alle situazioni in cui è molto elevata: per esempio tutte quelle dimensioni che si realizzano in chat. Qui però è opportuno fare delle precisazioni, perché una cosa è la chat a due e un’altra è la cosiddetta stanza in cui si realizzano atmosfere sessuali in gruppo. A seconda dei gusti, con livelli di gratificazione diversi. – continua La Barbera.
All’interno di queste diverse modalità ci sono casi in cui evidentemente prevale una situazione di chiusura verso il mondo esterno, di introversione, da parte della persona che consuma sesso virtuale. L’interpretazione più tradizionale attribuisce delle sfumature anche di tipo sessuofobico, cioè chi consuma sesso on line ha una fondamentale paura della relazione fisica concreta, una forte difficoltà alla relazione affettiva interumana, e preferisce canalizzare queste energie in una situazione protetta, difensiva, contraddistinta da una dimensione quasi fobica del contatto reale.
“Ma questo è vero soltanto in parte” dice lo psichiatra. “Infatti noi constatiamo situazioni di abuso e dipendenza anche in soggetti che dispongono di buone risorse relazionali e affettive, ma che sviluppano questa modalità aggiuntiva di consumo di sesso virtuale, potremmo dire, non a partire da una paura del sesso vero, ma con un atteggiamento che inizialmente è di tipo ludico. Alcuni mantengono questo aspetto sotto controllo, in altri c’è un coinvolgimento progressivo, che può portare alla compulsività con la necessità di collegarsi per un numero di ore sempre crescente, anche fino a 15 al giorno, e quotidianamente.”
Cosa contraddistingue questo sexual – abuser dall’erotomane che si serve di mezzi più tradizionali come le riviste o i filmini? “E’ che comunque in alcuni soggetti la possibilità di realizzare tutto questo attraverso lo strumento tecnologico rende l’esperienza più gratificante perché richiama la possibilità di un elemento di gioco, dà la sensazione cioè di giocare con uno strumento.”- continua lo psichiatra.
Ma se il bisogno non può essere soddisfatto e la dipendenza interrotta bruscamente, cosa succede nella mente di questa persona? “Come in tutte le condotte di dipendenza aumentano i livelli di ansia, aumentano i livelli di tensione psichica e aumenta il nervosismo, disagio che rende già evidente la dipendenza.”
E le donne? ” Sono in aumento nella cyber-sexual addiction, ma anche se cercano sesso virtuale, sia pornografia maschile sia femminile, sono meno soggette a casi di dipendenza con gravi ripercussioni sul piano psicologico, mantengono uno spazio per la relazione, in rete, o comunque una dimensione di tipo affettivo o sentimentale che è il loro approccio più caratteristico. Anche sulle chat line prediligono una situazione che è più legata allo scambio affettivo, alla comunicazione sul quotidiano, alla comunicazione intima.” – conclude il professor La Barbera.
di: Fausta Orlando
da: http://www.dica33.it
Curare l’eiaculazione precoce
06-06-08
…….come curarla.
Fra i disturbi sessuali maschili l’eiaculazione precoce è senz’altro il più diffuso, anche se meno espresso; gli specialisti infatti sono chiamati molto più spesso per intervenire su problemi di natura prettamente organica come disfunzioni erettili o malattie conclamate dell’apparato genitale che su problemi di eiaculazione precoce.
L’eiaculazione precoce non è una malattia, ma un disturbo che si colloca prevalentemente nell’area psicologica, quando ovviamente siano state escluse concause organiche. La difficoltà dell’esprimersi riguardo a questo problema sta sicuramente nella sua delicatezza: spesso l’uomo che che soffre di eiaculazione precoce prova vergogna e senso di fragilità nei confronti della partner. Il nocciolo della questione è proprio la compagna, infatti colui che soffre di questo disturbo in primis pensa ad un giudizio di valore da parte della propria partner. È facile cadere in un circolo vizioso dove più l’uomo cerca di controllare il processo eiaculatorio e maggiore sarà il peso che la mente attribuirà al valore della “prestazione”.
Dal punto di vista medico scientifico non c’è una definizione di eiaculazione precoce, per assurdo potrebbe essere definita così anche la situazione in cui l’uomo arriva all’orgasmo prima della donna (Secondo Masters & Johnson un uomo soffre di eiaculazione precoce se eiacula prima che il partner raggiunga l’orgasmo in più della metà dei rapporti sessuali). Questo per sottolineare che il disturbo ha una sua valenza nell’ambito della coppia; come si comporta la donna? Per la donna esiste il problema ? È l’uomo che lo ingigantisce ? Che tipo di coinvolgimento emotivo c’è nella relazione ? Sono tutte domande che aiutano a chiarire la situazione in un contesto di counseling sia di coppia che individuale.
L’approccio psicoterapeutico è quello più seguito per trattare il disturbo, è un approccio che cerca di capire cosa non va nel sistema di vita e di valori della persona: mancanza di autostima, sentimenti di impotenza, eventi passati con l’altro sesso vissuti traumaticamente e così via sono condizioni comuni agli uomini che soffrono di eiaculazione precoce.
La psicoterapia è solo un tipo di approccio al problema, la medicina naturale fornisce un aiuto concreto grazie ad alcuni prodotti, soprattutto omeopatici, che contribuiscono a migliorare le condizioni di chi ne soffre. Vediamoli sommariamente.
La floriterapia consiglia Impatiens da assumersi nella dose di 4 gocce 4 volte al giorno; le gocce vanno poste sotto la lingua e deglutite dopo almeno 1 minuto. Il trattamento dovrebbe continuare per 1 mese.
L’omeopatia invece consiglia Conium Maculatum 9Ch, la cosiddetta cicoria maggiore, da prendersi nella dose di 5 granuli mattino e sera lontano dai pasti; è indicato anche il Selenium 9Ch da prendersi nella dose di 2-3 granuli tre volte al giorno sempre lontano dai pasti per venti giorni al mese.
Nell’ambito delle medicine alternative è possibile anche ricorrere all’aromaterapia o ai massaggi ayurvedici praticati da esperti.
Data articolo: maggio 2008
Fonte: www.farmacoecura.it
da: http://www.ecplanet.com
Commento del dott. Zambello
Sinceramente non so se la floriterapia curi l’eiaculazione precoce, ho anche poca esperienza anche con l’omeopatia e tanto meno l’aromoterapia o massaggi ayurvedici. La mia è una conoscenza empirica, l’esperienza in anni di professione come psicoterapeuta e so che la psicoterapia aiuta molto a limitare questo spiacevole e comune disturbo sessuale.
Premesso che la prima cura è una vita sana senza fumo, alcool e con una dieta equilibrata, da un punto di vista terapeutico si sa che anche gli antidepressivi danno come effetto collaterale proprio un allungamento del tempo coitale. Mi chiedo, ma vale la pena di mettersi in terapia antidepressiva per tutta la vita per risolvere il problema della eiaculazione precoce?
Masturbazione: in Danimarca la maratona del sesso fai da te
05-06-08
Per oltre undici ore ieri molti giovani si sono riuniti in una cittadina vicino a Copenhagen per praticare l’autoerotismo ispirandosi a un’analoga manifestazione americana, ormai decennale.
Una maratona dell’autoerotismo si è tenuta ieri per la prima volta in Europa in una cittadina vicino a Copenhagen, Ishoej. Uomini e donne dai 18 anni in su, nudi o con abbigliamento sexy, forniti della giusta strumentazione (come giornali porno o giocattoli erotici) e con il volto coperto da una mascherina, si sono ritrovati per masturbati dalle 11.30 del mattino fino alle dieci di sera nella struttura per spettacoli Swingland. Al termine, si è tenuta la premiazione dei migliori praticanti del sesso fai da te. L’iniziativa, organizzata dalla sessuologa locale Pia Struck, è ispirata da una kermesse analoga negli Stati Uniti, “Masturbate-a-Thon”, che si tiene tutti gli anni dal 1998. I partecipanti non potevano toccarsi fra di loro, ma potevano “ispirarsi” guardando quello che facevano gli altri. Erano rigorosamente proibiti alcool, fumo e droghe, ma venivano distribuiti gratuitamente te, caffè e bevande. Alla manifestazione in Danimarca hanno partecipato fra gli altri gli attivisti di “Fuck for Forest”, volontari che vendono i video con i loro rapporti sessuali per finanziare la salvaguardia delle foreste.
da: http://www.unionesarda.it
Commento del Dott. Zambello
Mi è sembrata una notizia per lo meno un po’ bizzara. Sarà che io sono della vecchia generazione ma trovo veramente di cattivo gusto che gruppi di persone debbano mettersi in piazza a far sesso, sia pure autoerotismo. Ma, ripeto sono di un’altra generazione e poi non sono un nordico. E’ proprio il caso di dire che ogni uno fa quello che vuole a casa sua. Ma non è per esprimervi la mia contrarietà che vi ho riportato l’articolo ma per parlare un po’ di autoerotismo. Proprio perchè sono della vecchia generazione ricordo ancora i divieti, le minacce e i conseguenti sensi di colpa che pesavano sugli adolescenti che necessariamente si masturbavano. Era un continuo pellegrinare, schiacciati dalla paura dell’inferno alla ricerca di un confessore che li strappase dalle fiamme eterne. Questo, il povero peccattore adolescente, pentito prometteva di non farlo mai più, per poi magari ricaderci inevitabilmente dopo alcune ore. Risultato: l’instaurarsi di meccanismi assessivi compulsivi che segnavano definitivamente la psicologia del giovane.Ricordo, quando facevo l’operatore a Ferrara di aver seguito un ragazzo di 15anni che era stato in manicomio dall’età di 7 anni fino ai tredici perchè un giorno la mamma entrando in camera sua lo aveva trovato che si masturbava. Corse dal parroco il quale vide in questo qualcosa di ammalato e suggerì alla povera donna di portare in osservazione il bambino al servizio di Igiene Mentale dell’Ospedale Psichiatrico. Siamo nei primi anni sessanta. Risultato: non uscì più fino a quando ormai aveva tredici, quatordici anni. Fu possibile perchè divenne direttore dei servizi di Igiene Mentale un allievo di Basaglia il quale istituì dei “gruppi appartamento” per adolescenti ex-ricoverati. Lui si fu strappato dall’inferno del manicomio. Si salvò. Questo apparentemente é un caso limite dei danni che un certo tipo di cultura ha fatto, ma vi assicuro che non è proprio così. Certo, fortunatamente non tutti vanno in manicomio, ma credetimi vedo ancora oggi, nella psicologia di uomini ormai maturi, forti stigmate di quella cultura cieca e in compenso, i giovani sembrano non avere più alcun punto di riferimento. Forse, anche il meeting di cui sopra è ancora una risposta reattiva e quindi poco matura a quegli asurdi divieti.
Il sesso a 50 anni
03-06-08
Molto diverse dalle loro madri, cinquantenni di oggi mettono una croce sopra il binomio menopausa-depressione. E non rinunciano a una vita sessuale. Magari con un uomo più giovane
A 50 anni si può essere belle, femminili, seducenti. E sessualmente attive. Se pensate alla boa del mezzo secolo come al viale del tramonto, scorrete questa lista di nomi: Madonna, Sharon Stone, Ornella Muti, Kim Cattrall, Barbara D’Urso, Andie MacDowell, Kim Basinger. Sono tutte donne che hanno in comune fascino e anni: superano la cinquantina. Donne, mica nonne.
«Vi è un nuovo atteggiamento nei confronti di questa età, anche se le possibilità non sono uguali per tutte – dice la psicoterapeuta Irene Bozzi, commentando i risultati dell’indagine voluta dall’Osservatorio Differently Ri-scoprirsi donna a 50 anni, promosso da Lancaster – la voglia di aggirare il binomio menopausa-depressione riguarda over 50 di ogni estrazione sociale, così come la consapevolezza che la fine della fertilità non è più l’anticamera della vecchiaia». E quindi: su col morale, c’è tempo. E voglia di fare tante cose, anche l’amore. Ed è proprio l’amore che le 50enni mettono al primo posto: «A questa età, più libere dagli impegni lavorativi, famigliari e di crescita dei figli, acquisiscono una maggiore consapevolezza della propria affettività e quindi sono in grado di essere più attente a se stesse e alla propria sfera emotiva», prosegue la psicoterapeuta.
Mentre cresce l’ossessione per la giovinezza e la voglia di apparire giovani, le donne dimostrano che la vita non perde il sapore. Il 40% si sente ancora seducente ed affascinante; per il 58% l’amore è ancora passione. E se per l’85%, amare significa rimanere con il proprio compagno, il 31% è adultera a contenta: si è concessa qualche scappatella.
Anche la sessualità è vissuto in maniera più spensierata e conta molto: alla passione non si rinuncia, almeno non tutte lo fanno. Infatti non sempre la menopausa viene accompagnata dal calo del desiderio, anzi, in alcuni casi aumenta. E alcune 50enni si orientano verso partner più giovani per soddisfarlo. Come spiega Angelo Percivale, vicepresidente della Società Italiana di Sessuologia: «La capacità sessuale nel maschio raggiunge il suo massimo tra i 18 e i 25-30 anni, mentre per la donna ciò avviene tra i 35-40 anni. Una donna che ha una capacità sessuale più forte probabilmente si orienterà verso rapporti con uomini più giovani». E così una over 50 su tre sceglie l’amante in base all’attrazione sessuale. (libero.it)
da: http://www.italiachiamaitalia.net
Il tradimento come spinta per andare in psicoterapia
30-05-08
di: Roberta Giommi
I problemi nella consultazione sessuologica e nella psicoterapia riguardano sofferenze e inquietudini diverse. Il tradimento è in questo momento, un forte oggetto di consultazione individuale e di coppia. Quando su questo problema si presenta la coppia in genere ci viene richiesto di lavorare alla ricomposizione del rapporto. Il tradimento è stato scoperto, la coppia ne ha parlato, a volte in modo esasperato, doloroso, aggressivo, si è capito che non si può continuare nello stesso percorso perché iniziano a comparire segnali di esasperazione e distruzione, si cerca un aiuto esterno per provare a ricostruire.
Lo sguardo altrove
Il tradimento può essere sessuale o relazionale, rappresentare una svolta, un innamoramento, un cambio del punto di vista e degli interessi, ma una volta scoperto cambia le regole del rapporto di coppia, mostra il conflitto del desiderio tra iniziare una vita diversa o mantenere la rete familiare, il rapporto con i figli, il sogno della famiglia. Se la coppia accetta che il tradimento è una delle esperienze che possono accadere senza distruggere tutto e ricompare il significato antico e profondo del rapporto, quando emerge cosa rappresentava la parte importante del sogno vissuto insieme, è più facile iniziare la ricostruzione. Se emerge invece la sopraffazione e la voglia di piegare l’altra persona o di ricondurla troppo in fretta a un rapporto bello, nascono più facilmente le impossibilità di risoluzione dei problemi.
Il traditore seriale non viene in terapia di coppia perché giustifica il suo diritto a sperimentare, potrebbe arrivare in psicoterapia guidato da una partner inconsapevole che ha aperto improvvisamente gli occhi ma non sa delle altre avventure. Quando le persone arrivano invece in psicoterapia individuale o sessuale, vuol dire che, nel caso della sessualità, sono stati invitate a riflettere dal/dalla partner che ha tradito sulle loro difficoltà sessuali e pensano che per costruire nuove storie sia meglio provare a risolvere la difficoltà sessuale per non ritrovare sconfitte con i prossimi partner. La persona che accede alla consultazione individuale in genere è stata tradita e lasciata, per cui si è trovata di fronte a una sconfitta e non ha avuto modo di fare proteste perché non è stata concessa nessuna elaborazione del tradimento.
In questo caso la ricostruzione della fiducia e dell’autostima è difficile e richiede una psicoterapia più lunga. L’autostima è spesso alla base di una richiesta di percorso psicoterapeutico sia per la difficoltà di sapere attuare una seduzione con risultati, sia per risolvere una disfunzione sessuale. In genere il percorso richiede una esposizione libera delle problematiche senza interruzioni, una capacità di fare emergere il significato del dolore e l’aspettativa che è stata delusa, non solo quella del qui e ora, ma rispetto ai temi di fiducia e valoriali, e poi può iniziare la riflessione sul cosa fare. Nella consegna educativa da parte della famiglia di origine, nel modello di amore che abbiamo ricevuto, possono risiedere sia la nostra forza che la nostra debolezza.
La fiducia smarrita
Possiamo avere capito che abbiamo bisogno di unire amore e possesso, amore e controllo, fiducia e diffidenza, è se ci pensiamo con calma vedremo che è stato uno dei due genitori a regalarci il modello con cui incontriamo ostacoli nel nostro rapporto di coppia. Un tema ricorrente è quello della fiducia e della perdita della fiducia. In psicoterapia è sempre importante capire come costruiamo la nostra infelicità, quali pensieri ci paralizzano. La consultazione inizia con un incipit che mostra il nostro focus di attenzione, quale problema sta al primo posto, ma non è detto che sia quello vero che spesso compare durante il percorso e viene messo al centro del lavoro terapeutico. Si può portare conflitto e rabbia e poi il tema vero è il bisogno di comunione, di amicizia, si può portare l’essere docili e disponibili e poi il tema vero è che vorremmo occupare spazio e imporre le nostre idee nella famiglia. Si può dichiarare la nostra fedeltà e invece desiderare di essere lasciati liberi di intraprendere cambiamenti. La psicoterapia è un grande luogo della relazione emotiva in cui si posa la maschera e può essere accolto nel profondo il nostro essere persona, i temi fondanti del nostro essere nel mondo.
da: http://www.repubblica.it
Giornata contro l’omofobia: “si parli di omosessualità a scuola”
19-05-08
I temi dell’omosessualità e della bisessualità non sono trattati in modo sufficiente nelle scuole svizzere, deplorano le organizzazioni di difesa dei gay e delle lesbiche. In occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia che si tiene oggi, il segretariato gay svizzero Pink Cross, l’Organizzazione delle lesbiche svizzere (LOS) e quella degli amici e dei genitori di lesbiche ed omosessuali (FELS) chiedono un cambiamento di mentalità.
In una conferenza stampa oggi a Berna, le tre associazioni hanno presentato un modello di programma scolastico che abborda tutti gli orientamenti sessuali fin dalla scuola elementare. Il progetto indica anche come questi temi possano essere evocati in classe.
Scopo dell’operazione: migliorare la tolleranza e la comprensione reciproca nelle nuove generazioni. Non si tratta di parlare in modo permanente di omosessualità e di bisessualità, hanno spiegato i promotori, ma evocare le minoranze sessuali quando si parla di tolleranza e di minoranze in senso largo.
Il materiale didattico necessario è già fin d’ora disponibile per tutti livelli scolastici, ricordano le tre organizzazioni. Esigono dunque che l’orientamento sessuale diventi un argomento a sé stante nelle scuole e che le autorità incoraggino una pedagogia sessuale adeguata alla società odierna. Le riserve espresse su questi temi dal mondo politico è incomprensibile, secondo Pink Cross, LOS e FELS.
da:http://www.bluewin.ch
Commento del Dott. Zambello.
E’ interessante che nella “fredda” Svizzera, si pongano il problema di organizzare corsi, incontri di formazione ed educazione sessuale che aiutino i bambini, i ragazzi a crescere conoscendo, accettando la propria sessualità e quella degli altri.
Non si tratta di esaltare o non vedere i problemi che ci sono insiti nella crescita ed in alcune peculiari situazioni ma, capire per non discriminare, per non aggiungere inutile sofferenza.




