Pedofilia: psicopatologia con componente organica?

08-05-08

Gli eventi di questi giorni che hanno visto il Professore Carlo Marcelletti indagato  per pedopornografia, chiaramente non sappiamo ancora la verità ma ci ripropongono drammaticamente il problema della pedofila. 

di:  emanuela grasso

I pedofili sono soggetti con problemi psicologici. Ma ci può essere una componente organica che causa questo tipo di devianza? La domanda si ripropone spesso nelle discussioni sull’argomento sia tra la società civile che tra i medici e gli psicologi. Secondo una ricerca condotta presso il Centre for Addiction and Mental Health di Toronto i pedofili avrebbero una quantità di materia bianca nel cervello minore rispetto a coloro che manifestano una sessualità ritenuta regolare; il lavoro sarà pubblicato sull’ultimo numero della rivista Journal of Psychiatric Research.
Questa mancanza strutturale, la materia bianca infatti è costituita dalle fibre assoniche dei neuroni che decorrono dal midollo spinale al cervello, potrebbe incidere nel generare o sostenere la patologia perché potrebbe alterare la funzionalità del sistema nervoso.

La pedofilia è attualmente definita dal Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-IV) come una parafilia, ossia uno tra i disturbi sessuali e della identità di genere. Dallo stesso manuale è definita come un disturbo caratterizzato da fantasie, impulsi sessuali, o comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti sessualmente, che riguardano bambini in età prepuberale (prima dello sviluppo fisico delle caratteristiche sessuali di genere). Il pedofilo, infatti, è un soggetto che non ha sviluppato una identità sessuale adulta, per cui è rimasto sostanzialmente indifferenziato (per questo non distingue tra vittima maschile o femminile).
Non vi è modo di fare una diagnosi preventiva; i pedofili arrivano in contatto con un’istituzione psichiatrica solo dopo essere stati scoperti. La cura di questo disturbo, ritenuto cronico, passa oggi esclusivamente per la psicoterapia.

Fonte: Press release Centre for Addiction and Mental Health, University of Toronto

da: http://it.health.yahoo.net

Coppie italiane e Viagra

06-05-08

di: Claudia Resta

In presenza di un persistente problema di erezione 8 italiani su 10 ne parlano con il partner (o al massimo con gli amici) senza ricorrere a un parere esterno. Soprattutto fra coloro che hanno una relazione stabile, il problema tende a essere minimizzato e il medico di base o lo specialista non sono considerati persone di riferimento cui chiedere consiglio.

“L’impotenza, in gergo tecnico disfunzione erettile, è ancora vissuta come un tabù, come una patologia di cui vergognarsi, e questo non facilita il dialogo col medico – afferma il professor Mario Maggi, ordinario di endocrinologia all’Università di Firenze -. Per questo occorre un nuovo approccio terapeutico e comunicativo. I problemi erettili sono un campanello di allarme di altre gravi patologie, come ipertensione, infarto, ictus, diabete: dunque la disfunzione erettile può essere una preziosa opportunità per l’uomo di prendersi cura della propria salute e prevenire malattie mortali. Per questo possiamo arrivare a dire: impotenza, che fortuna!”.

Secondo una ricerca Ipsos, il ricorso al farmaco per la cura della disfunzione erettile è ancora una evenienza marginale (un intervistato su 10), sebbene essenzialmente priva di alternative (altri rimedi sono utilizzati nel 9% dei casi). Spiega la dottoressa Caterina Schiavon, sociosemiologa di Ipsos: “Analizzando gli atteggiamenti delle diverse coppie, notiamo che la coppia complice vede l’intervento farmacologico come un corpo estraneo e dunque come “ultima spiaggia”, ma potrebbe accettarlo se proposto in una logica di presa in cura reciproca (la pillola come augurio di serenità). La coppia passionale vive il farmaco in modo ambivalente: può essere segno di sconfitta per il maschio, ma può anche diventare un complice, un elemento stimolante per portare avanti il gioco a due (un augurio di ludicità). La coppia che si fonda sul sodalizio, infine, è quella che ha l’atteggiamento più positivo e consapevole circa l’utilizzo della pillola dell’amore, perché la sente come un aiuto concreto a rilanciare la progettualità del rapporto (un augurio di stabilità)”.

“La resistenza di alcuni all’uso del farmaco per la disfunzione erettile è anch’essa conseguenza dei tabù e della scarsa consapevolezza sul problema – conclude il professor Maggi -. Oggi abbiamo a disposizione pillole ad azione rapida e con effetti collaterali minimi, come il vardenafil, la pillola arancione prodotta da Bayer, che agisce in soli 10-15 minuti dall’assunzione, garantendo il ripristino di una sessualità naturale e spontanea. La disponibilità in tre diversi dosaggi (5, 10 e 20 mg) consente inoltre al medico una migliore definizione della terapia in base alle caratteristiche e alle esigenze del paziente”.

da: http://www.consiglidamore.org

Commento del Dott. Zambello

Ecco uno dei tanti cattivi esempi di come  presentando e  utilizzando dati statistici,   un problema  clinico: l’impotenza, si faccia in realtà uno spot pubblicitario e disinformazione.E’ vero che c’è una certa disinformazione su questi temi e in particolare quello dell’impotenza, ed è vero anche che a livello psicologico forse c’è una certa resistenza all’uso dei medicinali ma, porre il medicinale come risposta di prima scelta al problema dell’impotenza soprattutto quando questa non ha una base organica è forviante. Se c’è una base organica la soluzione, se è possibile,  passa attraverso la rimozione di questa, se è psicologica,  come  nella stragrande maggioranza dei casi,  soprattutto nei giovani, deve passare attraverso la comprensione e l’ elaborazione del disagio psicologico. L’indicazione è la psicoterapia.

L’eiaculazione precoce si può curare

02-05-08

 

E’ causa di vergogna per molti uomini e, non nascondiamoci, anche di frustrazione per molte donne.E’ il problema sessuale più frequente. Si calcola che circa il 20% della popolazione maschile abbia questa disfunzione.Intanto cerchiamo di capire cosa sia l’eiaculazione.Prima di tutto si ha la contrazione dei condotti deferenti, delle vescicole seminali e della prostata e nello stesso momento si chiude lo sfintere della vescica.Il liquido seminale viene spinto nell’uretra prostatica.

Successivamente le contrazioni ritmiche dei muscoli genitali spingono il liquido seminale fuori dall’uretra in zampilli.Quando si può parlare di eiaculazione precoce allora? Continua da sopra: Si parla di eiaculazione lieve quando avviene entro 1-2 minuti o 10 spinte; eiaculazione di grado medio entro 15-30 secondi o 8 spinte; eiaculazione grave se avviene prima della penetrazione o entro 15 secondi o 3 spinte.

Qual è la cosa più giusta da fare in questi casi?Sicuramente fare una visita uroandrologica. Il medico prescriverà esami di laboratorio e esami strumentali. Durante la visita il medico provvederà a osservare la lunghezza del frenulo, valuterà lo stato della ghiandola prostatica e cercherà di capire se c’è una componente psicologica. Una volta stabilito che non ci sono cause organiche alla eiaculazione precoce allora state tranquilli e cercate prima di tutto di rilassarvi.

Vediamo qualche regoletta:

1. Il sesso è un atto di piacere voluto da entrambi, quindi al bando ogni forma di ansia. Rilassatevi, abbracciatevi, accarezzatevi, annusatevi ma con calma e senza fretta. Soprattutto la prima volta fate l’amore prima con gli occhi che con il proprio corpo.

2. Se avete problemi lasciate stare l’atto sessuale in sé e fatevi dei lunghi massaggi.

3. Sorridete. Non fate sesso pensando a cose serie o a cosa dovete fare domani. Lasciate il resto del mondo fuori e ridete mentre state insieme vi aiuterà a rilassarvi.

4. Respirate profondamente, riempiendo e svuotando i polmoni fino in fondo. La respirazione profonda risveglia i sensori del piacere.

5. Dimenticate le performance amatorie di film erotici. Le donne non amano fare sesso in quella maniera. Amano essere coccolate e abbracciate.

6. Quando vi accorgete che l’eccitazione sale, fermatevi sia voi che la vostra partner. Rallentate il ritmo. Sentirete ancora di più quello che state facendo.

7. Parlate con la vostra ragazza, create un intimità cerebrale e un’atmosfera di complicità.

da: http://www.julienews.it

Commento del Dott. Zambello

Il giornalista che ha scritto l’articolo sembra voler fare la parte del “buon medico” di famiglia di una volta che diceva: “… su, su, non ti preoccupare, vedrai che tutto andrà bene… fai un buon respiro…” E perché no, aveva ragione, ha ragione anche chi ha scritto questo articolo. Ma, rimane il problema che la eiaculazione precoce è un vero disagio psicologico ed è motivo di gravi insoddisfazioni personali e all’interno della coppia.

Nella mia esperienza, spesso non è sufficiente, un approccio di tipo comportamentale, il disagio è il sintomo di un problema psicologico più profondo, ed è quello che bisogna rimuovere e una psicoterapia-dinamica può aiutare molto.

Sesso, quando è lui a dire ‘No’

16-04-08

di:  Adele Sarno

Il calo del desiderio sessuale dell’uomo è triplicato negli ultimi dieci anni. Se prima era lei a cercare scuse, adesso è lui a utilizzare l’alibi del mal di testa sotto le lenzuola. Quaranta coppie su cento hanno smesso di fare l’amore. Il dato emerge dal Rapporto 2008 sugli italiani a letto, una ricerca elaborata dall’Istituto di sessuologia clinica di Roma e presentata in occasione del Congresso della Federazione europea di sessuologia, in corso nella capitale. “Gli uomini sono stressati dal lavoro – spiega la dottoressa Roberta Rossi, sessuologa e psicoterapeuta dell’Istituto – e, di fronte a partner sempre più esigenti, soffrono di ansia da prestazione e si rifugiano tra le braccia di un’altra, per sesso a pagamento o relazioni online. La donna inizialmente è comprensiva ma poi corre dal medico, implorando prescrizioni di Viagra per il proprio compagno”.

L’identikit delle coppie italiane. Il comportamento degli italiani a letto è molto variegato, lo studio infatti classifica le coppie riconducendole a quattro grandi categorie: le anoressiche, le bulimiche, le sazie e le inappetenti. E così se da un lato si registra la diminuzione del desiderio sessuale (gli anoressici), dall’altro si scopre che c’è chi utilizza la fantasia per rivitalizzare il rapporto di coppia e per evadere dalla routine (i bulimici). C’è poi chi è appagato dal sesso e lo vive come un collante per la coppia (i sazi) e, infine, chi è legato più dall’affetto che dalla passione (gli inappetenti).

“Il dato che sorprende – continua la dottoressa Rossi – però è quello che riguarda quattro coppie su dieci: gli anoressici del sesso. Sia lui che lei hanno 40 anni, anche qualcosa in meno, la relazione è consolidata pure dalla presenza di figli (quando ci sono). È l’uomo a tirarsi indietro perché preferisce scappare tra le braccia di una prostituta o, molto più frequentemente, tra quelle virtuali di un’amica di chat”. In pratica lui è interessato al sesso purché non debba farlo con la sua compagna, di cui spesso teme il giudizio, le donne virtuali invece sono sempre soddisfatte, qualunque sia la prestazione avuta dall’uomo. Lei si sente in colpa perché pensa di essere non abbastanza seducente e cerca conferme da un altro uomo. Ma una volta scoperta, ricade nei circolo vizioso dei sensi di colpa. E i bulimici? “Soltanto una coppia su dieci rientra in questa categoria – continua l’esperta – i partner hanno circa 50 anni, stanno insieme da tempo e sono legati da complicità. Per noia e per curiosità provano a dare sfogo alla fantasia, e poi non riescono a smettere”. Ma, come tutti i bulimici, alternano periodi di grandi mangiate a quelli di digiuno.

La categoria dei sazi invece (tre coppie su 10) coinvolge due fasce d’età: nella prima sia lui che lei hanno 30-35 anni, nella seconda circa 60. Vivono il sesso come un momento di soddisfazione fisica ma anche affettiva e non devono dimostrare niente. Infine due coppie italiane su dieci sono inappetenti. “Sono quarantenni o cinquantenni, stanno insieme da tempo – continua la sessuologa – e fanno sesso quando capita se capita. Più che disinteressati sono distratti dalle preoccupazioni. Un esempio tipico è chi non arriva a fine mese”. Insomma sono così presi dai problemi economici che non riescono neanche a rinfacciarsi la mancanza del sesso.

I disturbi di ordine fisico. “Il calo del desiderio è un segnale. Molto spesso – continua la dottoressa Roberta Rossi – dietro possono nascondersi anche disturbi fisici”. Proprio dall’esame dei problemi di chi si è rivolto all’Istituto di sessuologia clinica di Roma è nato il Rapporto 2008 sugli italiani a letto. Delle 402 cartelle cliniche, appartenenti a uomini e donne tra i 17 e i 70 anni, è emerso che i maschi, single e non, lamentano sia la disfunzione erettile (rispettivamente 28,7% e 37,7%) sia l’eiaculazione precoce (13,8% e 22,5%). Le donne con una relazione stabile hanno problemi di vaginismo (una contrazione involontaria dei muscoli della vagina che impedisce il rapporto) e mancanza di orgasmo ( 22,7% e 12,5%), seguono i disturbi psicologici (12,5%). Al contrario, le single hanno soprattutto problemi di relazione e psicologici (35,7%) e solo in minima parte si lamentano per difficoltà di carattere sessuale (5,4% vaginismo e 3,6% mancanza di orgasmo).

E la soluzione? “Se per lui si può ricorrere al Viagra, al Cialis e al Levitra – conclude la sessuologa – per lei si stanno sperimentando delle alternative. Una di questa è ‘Biancaneve’, una pillola che stimola il desiderio femminile, agendo direttamente sul sistema nervoso centrale. Proprio per questo è sbagliato parlare di pillola rosa”. La compressa però è ancora in fase sperimentale. Chi la vuole dovrà attendere qualche anno prima di usarla.

da:http://www.kwsalute.kataweb.it

Commento Del Dott. Zambello

E’ triste ricorrere ad una pillola per ritrovare  la possibilità di avere  dei rapporti sessuali. Soprattutto i giovani, escluso che vi siano cause organiche, non dovrebbero proprio rinunciare a rimuovere  le cause psicologiche che gli impediscono di avere una vita sessuale  soddisfacente.

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