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Psicoterapia dinamica

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(222)
(222) fioredi campo
dom, 5 febbraio 2012 09:05:49 +0000

Salve, ho una relazione da circa un anno con un uomo sposato,lui dice di avere sensi di colpa per questo nostro rapporto e succede che certe volte, non sempre, dopo aver fatto l'amore gli prendano tosse e vomito di schiuma. Volevo sapere cortesemente a che tipo di problema può essere associata una reazione del genere, anche perchè lui dice di amarmi. Posso fidarmi di lui o questa reazione può essere un segnale di un problema? Grazie infinite


Lei che dice, non dubita che quel vomito sia sospetto? Io non conosco né lei e tanto meno lui ma quando una relazione è causa di un malessere fisico, dubito vi siano i presupposti per portarla avanti.



(221) nuvola
ven, 3 febbraio 2012 20:27:14 +0000

ho 3 figli tutti 3 meravigliosi ma con la nascita del piccolo il secondo e molto irrequieto non lo vuole cosa mi consiglia anche quando lo voglio in braccio mi calcia


"I bambini molto gelosi sono spesso convinti di non piacere a nessuno, mamma e papà devono aiutarli ad aumentare la fiducia nelle proprie capacità mostrando loro affetto, lode e considerazione. Valorizzate le sue qualità positive piuttosto che sottolineare i suoi aspetti e comportamenti negativi.
Non intromettetevi tra i loro litigi tutte le volte che questo è possibile, quando i bambini si rendono conto di dover risolvere da soli i loro problemi smettono di correre da mamma e papà per lamentarsi del fratello o della sorella. Anche i bambini più piccoli sono in grado di trovare soluzioni molto efficaci quando sono nella necessità di doverlo fare. I bambini molto piccoli, in età pre-scolare, spesso sanno gestire le proprie difficoltà solo litigando e picchiando, in questo caso hanno bisogno del vostro intervento per risolvere la situazione. Aiutate i bambini piccoli a trovare una soluzione, suggerendogli frasi come “Parla con lui invece di picchiarlo”, “Che cosa potrebbe avere tuo fratello se lui ti dà il suo gioco?”, “Lascia che giochi un po’ anche tua sorella ora”. Ricordate che è normale per molti bambini fino ai 4 anni stare poco tempo senza litigare, picchiarsi, piangere o rompere giocattoli, questo indica che non è ancora il momento perché possano giocare da soli. I bambini non dovrebbero essere forzati a condividere oggetti e giocattoli con i fratelli, le cose di un bambino dovrebbero essere solo sue. Ha il diritto di essere lui a decidere quando e con chi dividere le sue cose, se i suoi giochi gli vengono presi senza il suo permesso, è molto probabile che diventi ancora più geloso delle sue cose ed egoista. Quando entrambi i bambini fanno qualcosa di sbagliato è necessario riprenderli e correggere tutti e due, non solo quello più grande.
Aiutate i vostri bambini ad avere amici, interessi e sport diversi, li aiuterà ad avere maggiori possibilità di sperimentarsi e favorirà il consolidarsi di una buona autostima." da http://www.educazione-emotiva.it/gelosia-rivalita.htm



(220) valentina
gio, 2 febbraio 2012 21:23:58 +0000

Salve,le avevo già scritto poco tempo fa,mi aveva consigliato 1 visita psichiatrica"...sono la ragazza di 19 anni che da quasi 3 anni segue uno psicoterapia a indirizzo junghiano.Io mi trovo molto bene col mio terapeuta,ho iniziato con 1 forte depressione ma sono uscita penso cambiata ma mi sono bloccata.non voglio pensare al mio futuro,non riesco a impegnarmi per me stessa in cose serie,come università o lavoro,sono iscritta all'università,ma sono demotivata..e adesso mi sto rimpinzando di cibo.E io so che se non vivo per me stessa difficilmente riuscirò a star bene con gli altri.Adesso ho come 1 negazione delle conseguenze delle mie azioni,alivello emotivo non sento il bisogno di autorealizzarmi e non sento neanche il senso di insuccesso(no vita sociale,no fidanzato,no interessi,no studio o lavoro),se non rarissimamente.Sono 1 po' combattuta tra 2 parti di me ,1 buona e 1 cattiva,ma quando tiro fuori 1 subentra l'altra.Lei cosa ne pensa? Poi ho 1 curiosità,1seduta di 1 h bisettimanale è nella norma? Grazie


Ah comunque non so se ho davvero quel disturbo borderline,mi sono rivista 1 settimana dopo col terapeuta e parlava di nevrosi...non ho comportamenti aggressivi,riesco abbastanza a guardarmi dentro,anche il cibo per me è diventato più un modo per non affrontare la realtà.Poi volevo chiedere:ma di solito le persone non escono più forti e consapevoli da 1 depressione?


Gent.ma Valentina,


una terapia farmacologica non esclude la psicoterapia. Io non faccio diagnosi e non la conosco, prendo solo atto di quello che lei scrive, le ripeto ci sono le indicazioni per un controllo psichiatrico. Ottima la frequenza della psicoterapia.



(219) cosimo
gio, 2 febbraio 2012 17:34:35 +0000

buona sera ieri una persona,mi ha chiesto se" ero sposato ho avevo la fidanzata e" io gli ho risposto che non avevo la ragazza ., e" lui mi ha risposto perche non te" la trovi ,ha quel punto sono andato via,parlando con una ragazza gli ho riferito il tutto che quel signore mi ha detto di sposarmi e" la conoscente mi ha detto E" tu cosa hai risposto e" gli ho riferito che mi sposerò.


Mi fa piacere ma, perchè lo dice a me?



(218) Barbara
mar, 31 gennaio 2012 22:14:11 +0000

Sono sempre la sig.ra Barbara, posso quindi fare qualcosa? Perche spesso mi viene anche sulle gambe. Se c'e qualche metodo per alleviare il rossore mi può aiutare. Cioè non e una cosa fastidiosa o che mi crea problemi fisici, volevo solo sapere come posso "curarlo".


Gent.ma Barbara,


la mia risposta precedente implicava l'dea che  il fenomeno è naturale,  e quindi non c'è una soluzione se non forse a livello dermatologico, ma questo non é il mio campo.



(217) Barbara
lun, 30 gennaio 2012 18:48:16 +0000

Buonasera, mi chiamo Barbara e ho un problema: quando mi arrabbio mi viene uno sfogo rosso nella zona tra il collo e il seno, e normale? Cosa posso fare?


E' un residuo "animalesco". Lei manda un segnale, come fanno molti animali, con il corpo, che è arrabbiata. Ci piacerà o meno ma Darwin aveva ragione.



(216) Silvia
ven, 27 gennaio 2012 08:45:25 +0000

Buongiorno Dott. Zambello, mi chiamo Silvia ed ho 49 anni. Da qualche anno sono in cura da un medico per un problema di salute e nei mesi passati mi ha fatto un piccolo intervento.Lui è sempre stato molto gentile con me,ci diamo del tu e sono sempre stata grata alle sue cortesie ricambiandolo con dei regali per le ricorrenze natalizie.Da quando ho fatto l'intervento lui è diventato più formale e anche un pò maleducato. Il problema che ho non è tanto la maleducazione degli altri, a cui non posso porre rimedio, ma quanto il fatto che alla mia età ancora ci rimango male se qualcuno mi tratta in questa maniera.Cerco,inoltre, di lasciare una porta aperta a queste persone invece di dirgli che con il loro atteggiamento mi feriscono.


Gent.ma Silvia,


non so proprio cosa dirle. Mi chiedo, perché le importa tanto che quel medico si comporti in modo brusco? Se ci tiene  al rapporto personale, gli chieda se è successo qualcosa, se  ha fatto qualcosa che l'ha disturbato. Se invece, come credo dovrebbe essere tra medico e paziente, non le importa, lo lasci nel "suo brodo". L'importante è che professionalmente sia bravo. Gli  dia del "Voi".


 



(215) Alex
lun, 23 gennaio 2012 17:29:30 +0000

Perchè l'entumin stordisce troppo?


L'entumin è clotiapina, cioè un neurolettico che trova indicazioni nelle forme psichiatriche. Tutti i neurolettici danno effetti collaterali indesiderati ma, se ben dosati assicurano un netto miglioramento



(214) filiberto
dom, 22 gennaio 2012 21:30:10 +0000

Quindi la psicoterapia potrebbe aiutarmi a migliorare la qualità della mia vita??!!! Sono quasi convinto di iniziare una terapia , però considerando le spese che dovrò affrontare, ho anche paura di buttar via molti soldi senza risolvere il problema!!!


Lei non lo deve mica "sposare" lo psicoterapeuta. Fa alcune sedute di conoscenza reciproca, se le corrispondono continua, altrimenti interrompe. Signor Filiberto, ogni cosa che fa alla mattina, da quando si alza, prevede un rischio. La Capacità dell'adulto è quella di  valutarlo e poi decidere. Altrimenti, stia a letto.



(213) filiberto
sab, 21 gennaio 2012 18:35:05 +0000

Dottore soffro di fobia sociale!! ho paura del giudizio della gente..come faccio a cambiare il mio dialogo interno negativo che mi crea questa fobia!! come posso uscire da questi pensieri?? come li modifico?


Gent.mo Filiberto,


lei ha due possibilità, dato e non concesso che  voglia fare una psicoterapia. Seguire un indirizzo psicodinamico oppure uno comportamentista. Nel primo caso lei cercherà di capire con il suo terapeuta perché si ritrova in questa situazione, capire un po' "come lei funziona" e poi, trovare con lui modalità diverse. In una terapia comportamentista, salta piè pari la prima parte e il terapeuta le indicherà modalità e comportamenti che l'aiuteranno a cambiare l'attuale. Credo le sia chiaro che io sto semplificando molto. Le psicoterapie sono sempre molto più complesse e sono anzitutto dei rapporti in cui si creano cose nuove ma, sostanzialmente  la differenza teorica tra i due grandi indirizzi psicologici credo sia quella che le ho indicato sopra.



(212) neergi
sab, 21 gennaio 2012 17:27:07 +0000

sono un ragazzo di 13 anni ho una mia compagna che si e invaghita ma io sono tranquillo assieme alle compagne mi ride dietro ma io non me la sento di dirgli basta ho paura di ferirla cosa devo fare


Caro Ragazzo,


a 13 ma anche a 20, 30, 50, 80 anni, vale sempre in amore o meglio nei rapporti umani,  qualunque essi siano,  un'unica regola: rispetto di noi stessi e degli altri. Se non ti piace questa ragazza, non devi assolutamente far finta che non sia così ma, devi rispettare la sua sensibilità. Glielo dici chiaramente ma  lo fai quando sei tu e lei soli, ed eviti  ogni commento con i compagni che la possano indirettamente ferire.



(211) donatella
ven, 20 gennaio 2012 08:13:18 +0000

mio marito e un carattere sulle sue e tutto per le sue sorelle e il padre abbiamo 3 figlie ora che pensi alla sua famigli ma non gli va in testa i suoi non mi possono vedere lui non locapisce cosa devo fare


dott. mi scusi ma volevo chiederle come posso fare che mio marito non ha fiducia


secondo lei lo devo lasciare mio marito non mi da unsoldo ho 3 figli non riescopiu a volergli bene


Gent.ma Signora Donatella,


lei mi ha mandato tre domande separate che ho messo in ordine cronologico sopra. Purtroppo, da quello che capisco la sua non è una tematica psicologica, lei dovrebbe rivolgersi ai Servizi di Assistenza Sociale della sua ASL e farsi guidare da loro.



(210) rebecca
gio, 19 gennaio 2012 14:29:03 +0000

Dopo 10 anni di amore nascosto, colleghi di lavoro ma entrambi sposati, lui con due figli, abbiamo deciso di separarci dai nostri rispettivi coniugi con i quali non condividevamo più nulla. I nostri ex coniugi sapevano però che eravamo innamorati, ma che non era in effetti successo nulla. Siamo stati così amanti strani noi due, fedeli tra di noi. Con grande vergogna e sensi di colpa abbiamo così rubato anni di vita a chi invece, nella speranza che tornassero momenti migliori, ci ha aspettato, pazientemente, in silenzio senza nulla chiedere in cambio. Ma i silenzi rimbalzavano nelle pareti delle nostre case, ormai, e quindi la scorsa estate abbiamo deciso di andare via di casa ma di prendere due case vicine, non dicendo agli altri però ancora una volta la verità. Ed ancora ci nascondiamo, anche se io sono arrivata al punto di voler uscire allo scoperto, ho detto al mio ex marito di ssere innamorata di un altro uomo. mentre il mio uomo non ce l'ha fatta, messo alle strette dalla ex moglie ha confessato una relazione ormai passata, uno scivolone con me, la collega di studio. Ora sono passati per me 12 mesi per lui 8 mesi da quando siamo andati via di casa. Lui, inizialmente sereno è però caduto in una fase di depressione. E' diventato un'officina di sensi di colpa che lavora a tempo pieno, ha paura di dire la verità perchè vorrebbe mantenere rapporti civili con la sua ex moglie, teme il giudizio dei figli, anche perchè in varie occasioni minacciato dalla sua ex che sembra abbia detto qualcosa ai figli. ed io mi ritrovo così, ad un altro bivio della mia vita, dove dovrei trovare l'energia per me stessa ma con la forza di un amore che sembra barcollare. lui continua a dirmi che mi ama, che non vuole tornare indietro, che non vuole perdere i figli ma non intende oggi dire la verità alla sua ex, di noi due. cosa debbo pensare, cosa fare ?


Gent.ma Rebecca,


io non conosco lei e tanto meno il suo collega, amante. Non so proprio che dinamiche ci siano tra voi due e ancor meno con i rispettivi coniugi. Il mio “parere” è puramente una fantasia, una sensazione. Penso che le bugie che tanto tormentano il suo amico siano quelle che “inconsapevolmente” le racconta: lui non vuole fare coppia con lei. Gli andava bene quando era una fuga, qualcosa che doveva rimanere in silenzio, anche rispetto a se stesso.  Fantasticato e sognato ad occhi aperti come una alternativa ad una quotidianità noiosa.  Ora,  la sua quotidianità è lei, e lui ha bisogno d’altro, magari la famiglia di prima che nel frattempo, internamente è diventata desiderabile perché esterna. Mi dispiace, ma veramente non si era accorta di essere vissuta  come interessante perché proibita? Se veramente le piace quest’uomo, lo lasci tornare da sua moglie, poi, vedrà, in pochi mesi ritornerà ad essere ancora più desiderata, “amata”, di prima.


 



(209) silvia
mar, 17 gennaio 2012 23:28:03 +0000

salve, ho un'amica che sospettiamo soffra di narcisismo.... vari dei suoi ex ci hanno raccontato che sono stati lasciati prima della convivenza con un sacco di bugie e gli è stato fatto pesare tutto addosso, mentre lei già iniziava a frequentarsi con un altro per sentirsi di nuovo amata come dice lei... il problema che uno dei suoi ex dalla disperazione ha cercato il suicidio... e lei non ne ha affatto rimorso anzi ne parla male. come facciamo a farle capire che dovrebbe farsi vedere da un'esperto senza ferirla visto la sua fragilità?


Gent,ma Silvia,


credo che si stia strutturando un falso comportamento, l'idea che bisogna diagnosticare e terapeuticizzare tutti. Se ho dato questa impressione, mi dispiace, è lontano anni luce da me questo pensiero. Diceva un mio vecchio saggio professore: una interpretazione fuori dal setting analitico, è sempre falsa. Direi io: non serve. Cosa voglio dire, che i rapporti tra le persone devono essere rapporti che seguono la dialettica di quella particolare relazione. E allora, come scrivevo nelle risposte precedente, le mamme non vanno a scuola di psicologia per fare le buone mamme, eventualmente sarà al contrario e gli amici devono saper fare gli amici. L'amico è quello che ti vuole bene ma sa anche dirti cose  dolorose e se ne prende la responsabilità. Perchè nascondersi dietro maschere improprie e forvianti: faccia semplicemente l'amica o, la lasci perdere.


 



(208) Vale
lun, 16 gennaio 2012 22:58:03 +0000

Salve sono 1 ragazza di 19anni che da circa 3 anni va da uno psicoterapeuta di orientamento junghiano,in questo momento ho lasciato l'università,sto regredendo e mi ha diagnosticato 1 disturbo di personalità borderline,anche se mi riscontro di più leggendo in 1 atteggiamento schizoide,antisociale e bipolare. Il mio problema è che non voglio pensare al mio futuro,non nee ho il coraggio,lo psicoterapeuta dice che è paura,ma io non desidero fare nulla nella vita,non sento il bisogno di autorealizzarmi e non saprei cosa scegliere,infatti ho fatto questa scelta(infermieristica)ma mi sentivo costretta...penso molto al suicido Il mio problema è che quando provo a chieermi cosa mi piacerebbe fare le risp cambiano a seconda del momento,non sono coerente neanche nel dire cosa mi interesserebbe fare,non mi conosco.. Grazie


Gent.ma Vale


 


credo che lei sia consapevole, indipendentemente dalla diagnosi che la sua è una "situazione delicata". Io credo che in questo momento, per lei sia necessario mantenere una buona salute psico- mentale, poi affronterà il problema della scuola o altro. Pertanto lei deve andare, quanto prima da un  medico psichiatra. Vedrà che in un tempo, non lunghissimo, lei ritornerà ad essere padrona della sua vita.


 



(207) mala
dom, 15 gennaio 2012 18:28:09 +0000

scusi allora come colgo la sua parte fragile e svuotata... cosa posso dirle per farla riflettere sulla sua condizione e aiutarla ad uscirne?


Le mamme che la natura ha dotato di una saggezza naturale ce lo insegnano tutti i giorni. Guardi come si comporta davanti al "delirio" naturale del suo bambino. Questo gli dice: mamma quando sarò grande farò l'astronauta, l'ingegnere, il calciatore.. Si va bene,  risponde la mamma, intanto vai a lavarti le mani e vieni a tavola, o,  studia. Cosa fanno? Non frustano, non entrano in collisione con i pensieri, fisiologici, onnipotenti del bambino ma, lo portano, lo accolgono su un piano di realtà. 



(206) mala
sab, 14 gennaio 2012 19:07:56 +0000

come posso far capire a una narcisista patologica che non se ne rende conto di farsi aiutare perchè finirà col distruggersi?


Detta così sembra un contraddizione in termini.  Si ricorda? Narciso è un personaggio della mitologia greca famoso per la sua bellezza. Nel mito appare incredibilmente crudele, in quanto disdegna ogni persona che lo ama. A seguito di una punizione divina si innamora della sua stessa immagine riflessa in uno specchio d’acqua, lasciandosi infine morire  impossibilitato a staccarsi da quella posizione perché scomparirebbe  la sua immagine: l'unico oggetto del suo amore. La povera Eco,  la ninfa che si innamorò di Narciso, sarà rifiutata e destinata a consumarsi  dall'amore  nei boschi fino a scomparire e a restare solo un’eco lontana.


Questo il mito. La situazione personale è sempre molto diversa da caso a caso. C'è una costante però nella struttura narcisistica:il paziente evidenzia un senso grandioso di sé  ed é assorbito da  fantasie di  successo, potere, fascino e di un amore ideale. Crede di essere speciale ed unico. In realtà, tutto questo nasconde un senso di sé fragilissimo e in  pericolo di implosione che non avviene se non a spese di una continua e costosissima ricerca di conferma da parte degli altri. Il dolore nel narcisista è profondo e funzionale. Vive solo a condizione di una condizione dolorosissima. L'aiuto ad una persona narcisistica non passa nella demolizione dei suoi pensieri onnipotenti che sono funzionali alla sua sopravivenza ma, cogliendo il "bambino fragile e svuotato" che urla dentro


 



(205) sfigato
sab, 14 gennaio 2012 16:35:24 +0000

gentil Dottore.....da quando ho iniziato a lavorare in ufficio a 19 anni (oggi ne ho 44)...la mia vita e' un inferno....penso di essere depresso da almeno 25 anni e quotidianamente vorrei trovare il modo di "farla finita".....non esistono farmaci che una volta presi ci si addormenti e....poi il nulla? Sono sempre stato contrario alla varie terapie perche' ritengo "mangiasoldi".......se veramente fosse a cuore la salute di un cittadino...perche' non farlo gratis? Grazie di cuore per la gentile risposta


Gent.mo Signore,


io che non mi considero uno "sfigato" ho imparato ben presto una semplice verità: tutto ha un costo. Non esiste nulla, anche fisicamente che avvenga gratuitamente. Tutto produce e consuma energia. Se lei rinunciasse a queste fantasie  infantili, forse, la vita le parrebbe un po' più interessante.


 



(204) Delfino
mer, 11 gennaio 2012 07:30:56 +0000

Buongiorno dottore,sono una donna di 34 che per 6 anni ha sofferto di anoressia.Da quasi 1 anno ne sono uscita ma non completamente a livello psicologico ma fisicamente ho represo tutte le funzioni normali compreso il ciclo mestruale. Mi sono sposata a Maggio 2011 e sono stata fidanzata per 10 anni.Prima della mia malattia noi avevamo una vita sessuale molto attiva ma quando mi sono ammalata ho avuto un totale calo del desiderio e quindi per 6 anni non abbiamo fatto più l'amore ma lui non si è mai lamentato!Adesso che però il mio desiderio è tornato a lui è venuta la paura da prestazione perché gli è successo che per 2 volte non ha avuto l'erezione!Ovviamente noi siamo molto innamorati. Gli ho consigliato di andare da un medio o dallo psicologo ma non ancora si decide! Non so più che fare e come comportarmi mi potrebbe dare lei un consiglio? Grazie! Cordiali Saluti


Gent.ma Signora,


dica a suo marito di andare da un andrologo.



(203) giraffa
sab, 7 gennaio 2012 21:12:23 +0000

caro dottore sono una donna di 50 anni e da 10 sto prendendo psicofarmaci andava discretamente fino a tre anni fa quando all'improvviso siccome avevano degli effetti collaterali ho sospeso la terapia e da allora mi hanno imbottito in una maniera assurda con antipsicotici ed ora mi hanno lasciato solo il deniban ma sono anni che non ho energia e soprattutto non riesco ad alzarmi la mattina in nessun modo dormo profondamente tanto da non sentire neanche la sveglia io lavoro e questo mi crea grossi problemi oltre al fatto che spesso piango perche non ho l'energia per uscire o fare le cose di casa devo essere sopperita da mia madre di 72 anni che cerca di buttarmi giu dal letto la mattina per andatre al lavoro non riesco a prendere nessun impegno perche non riesco piu a rispettarlo ho un figlio di 20 anni che poiverino vive questa situazione da anni vedendomi sempre triste e sempre con occhi spenti io cerco di mettercela tutta ma vedo che non riesco in nessun modo cosa mi consiglia


Gent.ma Signora,


le consiglio di cambiare psichiatra. Chieda al nuovo psichiatra  la possibilità di fare una psicoterapia cognitivo-comportamentale. Non faccia pasticci, lo psichiatra farmacologo deve essere diverso da chi la segue con una psicoterapia. 



(202) Alda
ven, 6 gennaio 2012 09:15:58 +0000

Sono ancora io dottore, grazie della sua tempestività...ma la risposta sulla visita alla ex cugina della ex moglie non l'ho capita.... perchè le cose sono andate così? mi aiuta a capire per favore dove ho sbagliato io in questa circostanza o comunque con il mio uomo, visto che parla di denti? E' importante che comprenda come sono andate le cose, per favore sia più chiaro Grazie mille


Gent.ma Signora,


io non faccio il consigliere, né posso entrare nelle dinamiche familiari.  La mia è solo un'impressione, una indicazione su quello che lei dice e come lo dice. Nello specifico le avevo detto che molti uomini soffrono di "nevrosi da castrazione" ed avevo utilizzato l'immagine freudiana della "vagina dentata". Capito questo, le suggerivo di essere, forse, un po' meno invadente, castrante di porsi con suo uomo  in maniera meno giudicante. Alla lettura della seconda lettera e direi anche della terza, mi è venuto il dubbio che lei sia proprio un po' troppo invadente. Dicendola con Freud che lei abbia  qualche "dente nella vagina".  Chiaramente è una metafora, un pensiero mio, di chi non conosce né lei né il suo uomo. Lo prenda come un suggerimento. Nulla di più, né nulla di più posso dirle.


 


 



(201) Alda
gio, 5 gennaio 2012 16:31:19 +0000

Sono ancora sul PC e vorrei conoscere la sua opinione sul fatto che il mio compagno ( vedovo) nei giorni che il figlio è stato qui per le vacanze aveva pensat di accompagnare il figlio a prendere un aperitivo con la cugina della defunta consorte, molto lega alla ex moglie. Conosco la persona, come tutti i familiari d mio compagno e anche della ex moglie perchè questi mi sono stati presentati in occasione di un evento pubblico. Qndo ho chiesto come mai non pensasse di inontrare la signora con il figlio e insieme a me, ha rispoto che sarebbe stata una sa imbarazzante per lui e la cugina. La cosa mi ha ferito. Non mi aspettavo questa risposta che non comprendo posto che tutti sanno di noi,i nostri figli sono felici insieme a noi. Credo che prendere un bicchiere di vino con l'ex cugina della ex moglie defunta insieme al figlio e alla nuova compagna con cui condivide la vita da quasi un anno non sia poi così inopportuno.... Lei che ne pensa? alla fine lui non è andato lasciando che il figlio si incotrasse con l"zia" che lo ha battezzato e che continua ad essere una sua parente. L'episodio mi ha turbata..... Non è ancora prono per affrontare una convivenza con me? Ha sensi di colpa nei confronti della ex moglie? c'è qualcosa di morboso che lo lega a questa signora? Perchè questo imbarazzo? E se era veramente convinto che l'incontro andava fatto e che non ledeva minimamente il mio ruolo davanti a lei, perchè non andare insieme a me o anche da solo ? A chi avrei fatto del male? la sensibilità di chi avrei ferito? Pur di non farci incontrare non è andato....perchè? Non posso incontrare il mondo della sua ex moglie? Olui non si sne pronto ad abbandonare il suo passato? I ricordi restano, certo ma perchè non affrontare con ll presente ciò che non è più, con serenità? Attendo il suo parere Grazie


Risposta del Dott. Zambello: Temo che lei "qualche dente" ce l'abbia.



(200) Alda
gio, 5 gennaio 2012 16:05:20 +0000

Buonasea Dottore e auguri di Buon Anno. Li faccio a Lei, ma anche a me visto che ho preso l'impegno di semplificare il mio modo di vedere le cose. Le pongo il quesito che segue come semplice curiosità. Come le ho scritto qualche settimana fa ( 184), ero agitata perchè il mio compagno prendeva il Cialis senza averlo detto...Ho accettato il suo consiglio superando la cosa senza segnalare disagi o altro, insomma non considerando la cosa un problema. Nel frattempo ho subito l'intervento ginecologico cui le accennavo e,per due mesi circa non potremo fare l'amore, meglio no potremo vere rapporti con penetrazioni profonde per consentire un recupero completo e veloce. Adesso ha erezioni frequenti,mi stimola con delicatezza, è presente e , presumo senza ricorrere alla pillola,esprime gioiosamente la sua sessualità. Che ne pensa? Non si sente più inadeguato? il atto che io non sia in forma lo rilassa e quindi si sente a suo agio? Lo spavento in qualche modo o la masturbazione o il sesso orale sono una pratica sempre e comunque più semplice e meno impegnativa ? Grazie per sua risposta


Gent.ma Alda,


può darsi. Lei forse ha ragione ma che c'è di strano in questo? Lei si meraviglia perchè scopre che il suo uomo "ha paura della vagina"?  Fu Freud che parlò "di vagina dentata", come un timore ancestrale dell'uomo di essere evirato. Bene, ora che lo conoscete entrambi i mostri che si agitano all'interno del vostro rapporto, potere sconfiggerli. Potete fare un po' di luce ma, soprattutto,  dimostrare a lui, nei fatti, di essere una donna-accogliente.



(199) giacomo
gio, 5 gennaio 2012 07:58:20 +0000

salve dott ZAMBELLO ,IO SONO AFFETTO DA EIACULAZIONE PRECOCE ADESSO IN PEGGIORAMENTO. HO 45 ANNI ,SONO STATO DAL MEDICO CHE HA ESCLUSO FATTORI ORGANICI, MI HA PRESCRITTO DELLE PILLOLE SENZA ALCUN RISULTATO.PREMETTO CHE CREDO DI CONOSCERE LA CAUSA DEL MIO PROBLEMA ,CAUSATO DA DISAGI DOVUTI DALL'AVER UN PENE DI MISURE RIDOTTE (10 CM IN EREZIONE)NONOSTANTE TUTTO SONO SPOSATO ABBIAMO 4 FIGLI 2 MASCHI 2 DUE FEMMINE,ED IL RAPPORTO ERA MEDIOCRE PER LE MIE PRESTAZIONI ,ADESSO E' DIVENTATO INSODDISFACENTE PER ME E MIA MOGLIE . LE MIE DOMANDE ,UNA, COSA POSSO FARE? C'E' UNA CURA PER ME' ,DUE I MIEI FIGLI AVRANNO LO STESSO PROBLEMA VISTO CHE HANNO LE MIE STESSE CARATTERISTICHE GENITALI? GRAZIE


Gent.mo Signor Giacomo,


ci sono alcune cose che non capisco e che mi sembrano poco coerenti:


Da quale quale specialista è andato? Solo l'andrologo é lo specialista in grado di fare una diagnosi differenziale credibile. Quali esami strumentali ha fatto per arrivare alla diagnosi? Che terapia le è stata proposta? Però, diamo per scontato che che non ci siano cause fisiche, le assicuro che i farmaci oggi in commercio funzionano e, direi anche bene.  Credo comunque che il disagio sia sostenuto da una forte  componente psicogena. Ad esempio, la lunghezza del pene non ha affatto alcuna relazione con la eiaculazione precoce, se non a livello psicologico.  Se lei ritiene, come credo, che la causa di fondo sia psicologica, si faccia aiutare. Mi creda, conosco tanti uomini che vivono e fanno vivere una sessualità piacevole e gratificante anche con peni più piccoli del suo.



(198) Marco
lun, 2 gennaio 2012 10:26:59 +0000

Salve Dottore, ho 26anni e da circa 2 anni soffro di eritrofobia...ho questa maledetta paura di diventare rosso in viso, e proprio il pensiero che io lo possa diventare, accende il mio viso!!! Qualche volte questa paura è accompagnata da ansia..non so proprio come uscirne!!!!!aiutatemi!!!


Gent.mo Marco,


se a lei sembra che l'unico disturbo o comunque quello prevalente sia la paura di diventare rosso, chieda aiuto ad un ipnotista. Faccia una terapia ipnotica, meglio quella  ericksoniana. Guardi sul sito dell AMISI  www.amisi.it . Diversa invece è la situazione se lei sente di avere un Io un po' debole, in questo caso chieda aiuto ad uno psicoterapeuta per una psicoterapia supportivo-espressiva



(197) Lado
lun, 2 gennaio 2012 09:09:44 +0000

Egr. Dott. Zambello, innanzitutto la ringrazio per aver risposto al mio quesito (194). In queste feste la situazione è addirittura peggiorata, visto che proprio ieri mi ha detto di non volerne più sapere di me. Quello che volevo chiederle visto che non vuole prendere farmaci (ma di natura, non prende neanche la pastiglia del mal di testa) è sapere, uno se è legale due se è possibile, somministrare a mia moglie farmaci a sua insaputa, ad esempio, se insapori,mischiandoli con qualcosa da bere o da mangiare. Grazie


Gent.mo Signor Lado,


non solo non è possibile ma è anche un reato grave somministrare farmaci ad una persona senza il suo consenso. Le consiglio di chiedere aiuto al suo medico curante o, vada a parlare con qualche psichiatra dell'ASL.



(196) stella
dom, 1 gennaio 2012 15:17:36 +0000

ho 30 anni e un grosso problema con il mio corpo.Leggermente in sovrappeso ho da sempre fatto diete col risultato di svuotare il seno e migliorare solo leggermente il reale problema,vale a dire i fianchi un pò troppo larghi.Disagio che si è ripresentato im modo amplificato nel rapporto con mio ragazzo,minando ulteriormente la mia già precaria sicurezza. I rapporti intimi con lui sono calati, e da un paio di settimane non ha proprio l'erezione, e sebbene a causare il deficit siano state di fatto motivazioni fisiche (non è sta di stato molto bene,a suo dire ovviamente) io sono invece convinta di non eccitarlo più.All'inizio del mio rapporto c'era passione intensa tanto che mi chiede perfino di sposarlo dopo appena 4 mesi; poi un buio tacito e di matrimonio non ne abbiamo più parlato.E secondo me perchè ho perso peso e due taglie di reggiseno.Può questa cosa rendere una donna così meno desiderabile rispetto a prima fino ad influenzare dei progetti di vita?Il mio lui non me lo ha detto esplicitamente, ma secondo me, il fatto che non mi abbia fatto conoscere i suoi, il fatto che non abbia ripreso l'argomento matrimonio,e il fatto che nelle ultime sere nn abbia avuto erezione (adducendo probabilmente scuse) è imputabile alla mia perdita del seno, non certo ai suoi convincimenti errati sul mio grado di fedeltà e non sincerità nei suoi riguardi, così come dichiara..Sto impazzendo sotto il peso dell'ambiguità della vicenda: da un lato, il particolare che lui non si fidi di me, sia geloso di me e sia sempre presente mi fa ricredere sulla mia potenziale perdita di "sensualità", dall'altro canto invece, sento con l'istinto (coadiuvato dal riscontro razionale delle sue defaillance) che lui non mi trova attraente come prima nonostante,dica il contrario.La mia allora cos'è?Insicurezza, superficialità o reale preoccupazione?Fatto certo è che non mi sento più donna senza i "tratti canonici" che rendono tale; mi sento una donnina, soprattutto se penso che sono diventata invidiosa delle altre, gelosa e paranoica di un uomo probabilmente mediocre che è fissato per "le tette",e amaramente consapevole che a far perdere la testa è l'adeguamentto dell'individuo a determinati codici sessuali, da cui io sono ormai fuori.Sono depressa dottore.COsa ne pensa?Cosa devo fare?Lasciarlo?Come scioglo i miei dubbi se non lui non mi direbbe mai che mi trova meno attraente?Non ho parametri di riferimento.Sono disperata-


Gent.ma Stella,


oggi è il primo dell'anno nuovo, si faccia una promessa: smettere di volere piacere agli altri. E' lei che deve si deve piacere. Se al suo ragazzo bastano un po' di tette in meno, per far cilecca, lo lasci perdere. Che se ne fa di un marito così? Il tempo passerà per tutti, lei ora è giovane ma, verranno i 40anta, 50anta… e verranno le gravidanze, il corpo si trasformerà e lei pensa di dover inseguire il piacere, l'interesse dell'uomo che dovrebbe stare con lei su una questione di un etto in più o in meno di tette, o di fianchi? No, l'amore di coppia e anche la sensualità si basa su ben altri parametri che non  siano la taglia del seno o i chili della bilancia. Lei lo deve sapere, cercare, pretendere dall'uomo con il quale vorrà stare.


 


 



(195) rossana
gio, 29 dicembre 2011 17:09:55 +0000

Gentilissimo dott, Zambello, il giorno di Natale Le ho posto una domanda sulla elaborazione del lutto,perchè ogni anno a Natale sono particolarmente triste. Ora,dopo aver letto la sua risposta,devo ringraziarLa poichè le Sue parole,come per magia,hanno"rischiarato il cielo" e mi hanno permesso di vedere nuovamente la "luce".Seguirò il suo consiglio e non permetterò più che il dolore distrugga la mia vita e quella dei miei figli. Grazie di cuore.



(194) Lado
mer, 28 dicembre 2011 07:16:30 +0000

Egr. Dott. Zambello, il problema che le volevo sottoporre è quello di mia moglie. E' perennemente depressa e non riesco più a convivere con questo suo disagio. A volte sembra quasi che lei la viva come una cosa normale, e se le dico di non abbattersi, di non preoccuparsi insomma se provo a darle sostegno, lei addirittura si arrabbia come se rivendicasse il diritto alla depressione. Questo porta pure me al nervosismo e quindi litighiamo. Il motivo della sua depressione? Ma sicuramente il lato economico, le continue spese, il conto corrente sempre a zero e la paura di non farcela ad arrivare a fine mese. Il guaio inoltre è che questo suo stato la porta anche a provare invidia e gelosia nei confronti degli altri, soprattutto riguardo la mia famiglia tipo per esempio, che mia madre non ci aiuta mai con nostra figlia o nelle faccende di casa, che mio fratello o mia sorella invece sì, e cose del genere. Io anche dandole ragione le dico di non polemizzare su questo perchè la fa stare male e ovviamente si arrabbia e litighiamo. La cosa che mi preoccupa è che questo suo atteggiamento alla depressione possa influenzare anche mia figlia di 7 anni, che spesso e volentieri mi chiede: "Ma la mamma cosa ha?". Ho provato anche a dirgli di andare da uno come lei ma ovviamente si arrabbia dicendo che non vuole spendere soldi per queste cose. Mi scusi se mi sono dilungato, ma le chiedevo un consiglio su come devo comportarmi io di fronte a questa situazione, visto che comincio ad essere stanco e abbattuto anch'io. Grazie.


Gent.mo Lando,


"obbligando" sua moglie a chiedere aiuto. Non ci sono vie, scappatoie,  o sua moglie si cura coi farmaci, meglio sarebbe, farmaci e psicoterapia-dinamica, o si cronicizzerà in questo stato di perenne malinconia, dove, il suo inconscio desiderio e di "farla pagare a tutti", Lei vuo pagare il conto delle sue fantasie, farlo pagare a sua figlia? Credo di no e, allora, gli metta un bel aut-aut. Basta.



(193) terry
mer, 28 dicembre 2011 06:56:15 +0000

buongiorno ho un problema sono separata da 4 anni sono mamma, in questi 4 anni ho cercato di rifarmi una vita con un'altro uomo ma niente da fare, nn mi attirano, x questo ciò rinunciato. ma qualke mese fà ho visto il mio ex ke è sposato e nn sò cosa mi è successo, mi attira mi fà eccitare e lo desidero sempre, nn capisco questa situazione glielo vorrei dire quello ke mi fà provare ma ho paura nn sò cosa fare mi può aiutare x favore grazie.


Gent.ma Terry,


si, lei vive un lutto cronico, Si parla di lutto cronico quando non si riesce a staccarsi dopo due anni dall'oggetto perso per morte, separazione o altre cause. E' chiaro che c'è dietro questo una difficoltà a leggere la realtà e a viverla  per quello che è abbandonandosi a  fantasie onnipotenti, Credo sia un disturbo che investe non solo il suo ex marito ma tutto ciò che la circonda. Non si spaventi, chieda aiuto ad uno psicoterapeuta è vedrà che potrà iniziare a vedere un mondo un "po' più grande".



(192) Marco
mar, 27 dicembre 2011 15:51:32 +0000

Buongiorno. Mi scusi per il disturbo. Ho un problema: da un pò di tempo mi succede che mi danno fastidio delle cose con la mia ragazza. Una di queste cose è che mi da tremendamente fastidio se dalla tuta o dai pantaloni le escono fuori le mutande, e soprattutto il perizoma ,col relativo fondoschiena, oppure si veste un pò scollata e come si piega le si vede tutto... Non riesco a sopportare la cosa: le ho chiesto di farci attenzione, mettersi la cinta (a volte non lo fa proprio!), ma la cosa si ripete molto spesso e mi prende veramente a male..lo so sembra strano forse ma mi succede questo...cioè io quando stiamo in compagnia mi sento a disagio tanto...da soli se succede meno però ho paura che possa succedere anche quando è sola o con le amiche e quindi la cosa mi fa star male; ne abbiamo parlato ma succede ancora spesso...anzi mi riprende dicendomi che devo farmi gli affari miei.....io mi sento troppo a disagio....la cosa che mi dispiace più di tutte....è che pensa che non c'è niente di male..cioè può succedere che vuoi che sia...non devo farci tanta attenzione e devo lasciarla perdere...come a dire che quel che le dico me lo invento e non le interessa...questo mi dispiace...non ci crede che ci sto male pensa che lo faccio apposta x farle fare quel che dico io! che posso fare? come mi devo comportare?? grazie mille..


Gent.mo Marco,


sono certo che tanti, leggendo la sua lettera avranno pensato:ma che strano questo Marco? Ebbene no, lei non è strano per niente e coloro che l'hanno pensato forse proiettavano le loro, piccole grandi manie. Di questo si tratta di una forma ossessiva con qualche elemento di gelosia che confonde un po'. In realtà è una banale ossessione. lei fatica ad accettare che la sua ragazza non è come lei la vorrebbe, anzi è diversa. Lei però, non rinuncia affatto all'idea di "trasformala" a sua immagine e somiglianza, non ci può crede, accettarla. Vede,  il fatto che la sua ragazza mostri un po' di fondo schiena, non è una questione di pericolo e gelosia, è constatare che la sua ragazza "non si piega a lei". E' lesa maestà. E' nevrosi.



(191) rossana
dom, 25 dicembre 2011 19:15:21 +0000

Gent.mo Dott, Zambello, la mia famiglia di origine è stata "sterminata" dal tumore: i genitori,due adorate zie e uno zio ai quali ero molto legata. mi spiegherebbe,gentilmente,cosa è l'elaborazione del lutto? la ringrazio di cuore.


Gent.ma Rossana,


non riesco, non ce l'ho un motivo psicologico e tanto meno filosofico che dia una spiegazione al dolore né alla morte, So però che se noi vogliamo dare  un continuum alla vita dei nostri cari che ci hanno preceduto dobbiamo viverli in noi, vivere. Cercare di portarli dentro, "investendo"  su altri ciò che  ci hanno lasciato. Questo credo sia il modo per dare loro "eternità". 



(190) manuele
dom, 25 dicembre 2011 16:45:15 +0000

salve la ringrazio in anticipo se mi rispondera immagino che vi siano molte persone che le scrivono... o 20 anni e pultroppo a me o un problema di depressione grave dovuta si forse in parte al mio carattere da sempre un pò spento ma dal abuso frequente di cocaina dai 14 ai miei 16 anni.. sotto scrivo(cattive compagnie, genitori assenti e quant altro senza entrare nello specifico nn tanto per giustificare il fatto ma solo per darle un idea in che situazione sono cresciuto in modo da ricevere una sua risposta nn troppo leggera grazie ) dunque sono in cura psichiatrica da uno specialista da quasi due anni ... "perchè nn sei andato prima visto che avevi smesso gia da due anni??".. bè nn sapevo neanche che la depressione esistesse come malattia, mi sto curando con zoloft 100 mattina vicino i pasti e 100 a cena per accentuare il riassorbimento... sono stato curato con altri anti depressivi e questo è risultato il più efficace, e cosi da circa un anno solo che da due mesi circa o delle ricadute a volte sto bene rido scherzo esco con gli amicivado in palestra, lavoro anche se saltuariamente il lavoro che faccio mi gratifica molto e pure torno a casa resto solo e pensieri cupi mi vengono alla mente nn qualcosa di specifico ma qualunque cosa possa svilupparli avvolte anche pianto... arrivo al dunque la mia strada sembra al capolinea più di tanto nn riesco a migliorare avrebbe consigli da darmi su scala medico chirurgica "post scrittum" il mio analista è uno dei migliori della mia provincia" ancora grazie....


Gent.mo Manuele,


accolgo il suo invito e cerco di non essere "leggero"  se pur sincero. Il suo problema non è la depressione o meglio solo la depressione, questa è un sintomo che nasconde una "forte" aggressività.  Continui pure a prendere gli antidepressivi ma, se non affronta le tematiche della sua personalità, non ne uscirà mai. E visto che sono autorizzato, lasci fare al suo bravo psichiatra lo psichiatria ma, si cerchi uno psicoterapeuta meglio se di formazione psicodinamica ed inizi a lavorare su di sé veramente. Il percorso è lungo ma, lei è appena nato, per sua fortuna e,forse,  non le mancano le possibilità



(189) paolo
mer, 21 dicembre 2011 17:03:22 +0000

Salve,io sono il padre di un ragazzo mdi 14 anni,e tutto va bene,tranne che non riconosce nessuna gerarchia in nessun luogo,questo gli comporta diversi problemi,sia in ambito scolastico che sociale,posso dire che è iperattivo,e questo lo porta a sfidare sempre chiunque.Dimenticavo,io e la madre siamo separati da tre anni,ma questo suo atteggiamento c'è sempre stato,non vi ho detto molto,ma vorrei qualche consiglio su come comportarmi,grazie


Gent.mo Paolo,


ogni ragazzo/a a 14 anni ha bisogno di "riconoscere" un padre, sperimentare che ci sono gli adulti  e che lui non può fare tutto quello che vuole. Il compito dei genitori  a quell'età è di dire per il 90% dei casi di no. No alle fantasie onnipotenti dei figli, ad un Io che se non viene contenuto tende ad espandersi verso l'onnipotenza, fallimento. Questo comporta attrito, frustrazione  nei figli e anche nei genitori ma,  è l'unica via per poter aiutarli a  crescere ed affrontare la realtà.



(188) Gianni88
dom, 18 dicembre 2011 13:37:04 +0000

Salve, Dott.Renzo Zambello , sono un ragazzo di 23 anni. Dopo aver letto parecchie opere esoteriche (soprattutto di Evola e Guènon), sul buddhismo, l'alchimia e la mistica, da qualche tempo sto cominciando ad avere pensieri ossessivi, ansia, paura e attacchi di panico. Ho il terrore di perdere me stesso, di perdere il senso dell'Io e della realtà...circa due settimane fa ho cominciato a pensare cose che hanno dell'incredibile e che non riesco più a togliermi dalla mente: ho pensato che noi esseri umani non vediamo noi stessi (se non allo specchio) ma sono gli altri a vederci, e che in realtà noi non sappiamo niente di noi stessi, se non quello che gli altri ci hanno insegnato, è come se niente avesse più senso e di rimando non desiderassi più niente: mi chiedo continuamente chi è l'uomo? Che senso ha la vita? E' come se mi sentissi frammentato, non so come spiegarlo di preciso...Il fatto è che quando razionalizzo mi sembrano tutte delle fesserie, ma quando questi pensieri mi assalgono, via con ansia e attacchi di panico...La prego, mi risponda al più presto, le sarei enormemente grato.


Gent.mo Gianni


lei si spiega benissimo è ciò che dice é credibile. Cos'è successo? Lei ha aperto, un po' ingenuamente, la porta dell'inconscio, E' come rompere un argine, si rischia di essere invasi dall'acqua, dall'inconscio, Non si spaventi ma, bisogna uscirne, richiudere quella porta. Vede sarebbe come andare a fare immersioni nel male aperto senza preparazione, si rischia di farsi del male. Non è vietato fare immersioni, ma bisogna prepararsi, farsi accompagnare.  Ripeto, non si spaventi, esca. In fondo può essere contento "di saperne" l'esistenza, poi, quando vorrà ci ritorni pure ma, con una "visita guidata",



(187) Anastasyia
gio, 15 dicembre 2011 21:12:10 +0000

ho 13 anni, mi capita spessissimo di diventare rossa in viso, tremare senza aver freddo e sudare dalle mani, non sono tanto timidi ma per ogni cosa arrossisco in viso, cosa devo fare? mi passerà??


Gent.ma Anastasia,


alla sua età io balbettavo, oggi non balbetto o, pochissimo. Ho smesso verso 17, 18 anni quando ho iniziato a "non preoccuparmi troppo" della mia aggressività. Per tutti noi, tutti, ognuno con i propri sintomi e disagi, il grande problema e la "gestione" della aggressività. Crescendo si impara, bisogna avere un po' di pazienza e accettarsi, accettarla.



(186) Evanescente
gio, 15 dicembre 2011 07:39:32 +0000

Il male di vivere sta vincendo non ho più armi per combatterlo le ho usate tutte ed ora sono solo tanto tanto stanca Lo riesco ancora a tenere a bada solo quando stò con mio figlio (che mamma solare e simpatica riesco ad essere per lui)ma ha 18 anni e una vita tutta sua ora da portare avanti e quel giorno Lui vincerà ed io mi vaporizzerò...e non ci saranno più giorni persi E' così che tutto finisce?


Risposta del Dott. Zambello:


Si, può vaporizzarsi, scomparire per sempre nella estrema vittoria narcisistica. O, se ha il coraggio, finalmente nascere,  ri-nascere veramente. Dopo una vita spesa nella illusione di  essere per gli altri che forse nascondeva l'essere, proiettata, negli altri, finalmente può, se vuole, sentirsi, esistere veramente. Le auguro un Buon Natale, ne faccia quello che vuole.



(185) Tony Maffeo
mar, 13 dicembre 2011 04:12:54 +0000

Carissimo dottore, mi chiamo Tony Maffeo sono un ragazzo adulto di 31 anni, diciamo che soffro da diversi anni di specie di ossessione che mi porta a star male, avvolte ci sono periodi che sto meglio che più o meno riesco a controllarla e avvolte come in questo momento sto male e non riesco a vivere la vita quotidiana, lei mi capisce quando arrivo a questo punto tutto mi diventa molto più difficile, persino svolgere le piccole mansioni che per una persona normale sono delle banalità. Ora le spiego il mio problema, le faccio un esempio prendiamo un grosso contenitore che è il mio cervello la mia memoria. E poi prendiamo l'acqua che è la mia vita i ricordi di tutti giorni il quotiano la mia famiglia il lavoro gli amici ecc. ecc. E' come se questo contenitore si sia riempito e non ci entri più niente, mi sento talmente pieno che non so dove mettere il resto della mia vita e come se non ci fosse più spazio. Mi sento come un disco rigido di un PC che ha riempito tutta la sua memoria. E quando mi sveglio la mattina mi diventa tutto molto più pesante, anche se a dir la verità non ho vuoti di memoria credo che il mio cervello a livello fisico funzioni benissimo addirittura forse proprio per questo mio disagio ricordo molto di più di altre persone che mi sono intorno. Però questo mio senso di pienezza mi fa vivere male, vivendo anche male le mie giornate, avvolte ho un forte accavalamento di pensieri che mi sembra quasi di impazzire, mi vengono forti brividi di freddo associati ad una grossa paura, in quel momento non so proprio dove sbattere la testa. Poi piano piano riesco un po a calmarmi. Ma le ripeto tutto questo mi fa vivere male la mia vita quotidiana. Sono stato anche da qualche psichiatra e mi hanno prescritto dei farmaci che prendo quotidianamente. La ringrazio anticipatamente e scusi se le ho rubato del tempo!


Gent. mo Tony,


lei deve  associare ai farmaci, se ha voglia, una psicoterapia dinamica. I farmaci la aiutano sicuramente ma, alcune dinamiche interne possono essere sbrogliate solo all'interno di un rapporto terapeutico.



(184) Mike
mar, 13 dicembre 2011 00:21:25 +0000

http://www.associazionelatorre.com/2011/10/usa-funziona-la-terapia-curativa-dellomosessualita/ Si fanno i nomi di Stanton L. Jones del Wheaton College e Mark A. Yarhouse della Regent University. Dicono che: "Questo studio invece ha seguito 98 candidati per un periodo di 6-7 anni dopo la conclusione della cosiddetta “terapia riparativa”. I risultati mostrano chiaramente come la maggior parte dei candidati ha avuto successo nell’obiettivo di cambiare l’orientamento sessuale e che il tentativo non è stato affatto dannoso. " Io non ho parametri per capire se queste fonti sono attendibili o no. Gradirei avere un suo giudizio in materia. Lei sa niente su questi "recenti" studi?


Gent.mo Signore,


io non seguo studi che hanno come presupposto un pregiudizio ideologico. E' come se se lei, o chi per lei  mi raccontasse che alcuni "medici" sono riusciti a far diventare un gruppo di negri di pelle mulatta o addirittura bianca. Non mi interessano e li considero assolutamente stupidi e negativi. Per me, l'omosessualità non è una malattia da curare, è la normalità. Stop. Questo non significa che gli omosessuali non abbiano problemi con la loro sessualità. Certo che li possono avere ma,  come gli eterosessuali.


 



(183) Alda
lun, 12 dicembre 2011 07:59:39 +0000

Gentile dottore, grazie per la sua risposta, tempestiva e chiarissima. Non so se avrò mai il coraggio di prendere l'argomento Cialis con il mio amore: dovrei svelare che so e sarebbe più imbarazzerebbe per lui che per me. Non voglio certo criminalizzare la cosa....Mi dispiace non si senta bene, rilassato, che non trovi dentro di sè e con me la voglia di giocare e mollare tutti i pensieri almeno quando siamo insieme a fare l'amore.E' sempre stata un'esperienza meravigliosa tra noi due, in cui ci troviamo uniti, in sintonia perfetta. Meravgliosamente affini come posso dire? innamorati e in sintonia a letto, come sul divano a chiacchierare, a fare la spesa, con gli amici, a guardare un film insieme, a cucinare. SIamo innamoratissimi e molto, molto vicini. Lui è vedovo da 4 anni. Io divorziata da tanti anni. Ci siamo finalmente trovati. Stiamo pensando di andare a vivere insieme, ma in questo momento non abbiamo grandi possibilità economiche per via del lavoro che per entrambi è instabile: Dobbiamo pensare ai nostri 2 ragazzi in crescita: il mio sta per finire il liceo, ha 18 anni e vive con me. IL suo, di 24 anni sta per concludere la specialistica a Milano..e poi dovremo affrontare anche il problema del suo lavoro futuro, a Milano o qui. Devo subire un piccolo ma fastidioso intervento ginecologico a breve....INsomma, è vero che abbiamo qualche pensiero in questo momento, ma tenere tutto per sè, rimuginare senza parlarne, Fosse anche per non allarmarmi, credo non sia una scelta saggia per entrambi, non le pare? Credo non voglia deludermi sul piano sessuale quindi pensa i tamponare con la pillola per non creare nessun problema tra di noi, o forse anche lui ha bisogno di un pò di gioia e serenità insieme e così per il momento è tutto più facile....In questo periodo ha smesso di fumare il sigaro, cerca di camminare a piedi e cerca di tenersi a dieta. Insomma siamo cercando di migliorare lo stile di vita- Pensa che via via potremo tornare ad essere solo noi de senza "chimica esterna"? Scusi lo sfogo, ma sono talmente innamorata che non voglio essere motivo di turbamento per noi due, ma non vorrei io adesso cedere ad un calo di desiderio nei confronti dei nostri incontri amorosi, quando, come le dicevo...siamo stati sempre meravigliosi insieme ( il cialisi se scoprisse che ...è comparso proprio questa settimana...) Non voglio fingere, non l'ho mai fatto, ma se è necessario farà qualunque cosa per salvaguardare noi due, la nostra dignità, i nostro amore. Grazie, attendo un suo prezioso consiglio


 


Gent.ma Signora,


 


é come se lei si ponesse tutte queste tematiche, pensieri e  dubbi se venisse a scoprire che lui, prima di venirla ad incontrare si prende un'Aspirina per il mal di testa. Le sembrerebbe proprio il caso di caricare l'evento di significati di probabile rifiuto?  Guardi che non sottostimo affatto il mal di testa, anzi è un fastidio serio ma, caricarlo di mille significati relazionali è solo un farsi male e far venire un po' più di mal di testa all'altro



(182) lusi
dom, 11 dicembre 2011 18:14:11 +0000

Gentile dott. Zambello, dopo aver intrapreso una trapia(analisi transazionale) per 3 anni per problemi riguardante la mia famiglia finalmente avevo trovato un discreto equilibrio, ma dopo qualche mese un evento ha rimesso in discussione tutta la mia vita. Ho scoperto un tradimento di mio marito, successivamente ho ripreso i contatti con la stessa terapista che dopo un periodo di colloqui singoli mi ha inserito in un gruppo. Ora ho smesso il tutto ma non riesco ad uscire da questo problema che ogni tanto si risveglia. Non riesco a decidere se il problema riguarda solo me o anche mio marito e poi quale psicoterapia possa essere più giusta per questo problema? La ringrazio anticipatamente.


Gent.ma Signora.


ci sono molte cose che non capisco. Ad esempio, perchè ha smesso? Perchè quando è tornata la prima volta la collega non ha ripreso le sedute regolari? Chiaro che non posso saperlo ma, mi chiedo se lei lo sa. Vede dubito che il problema del "tradimento" sia un po' più esteso di quell'episodio che mi ha raccontato. Credo che lei faccia fatica ad avere rapporti continuativi nel tempo. Ripeto, non lo so, le mie solo solo congetture. Ma, se così fosse mi sembrerebbe che la terapia che più forse la aiuterebbe a capire queste cose sarebbe una terapia dinamica.



(181) sara
dom, 11 dicembre 2011 08:08:55 +0000

la ringrazio di vero cuore per aver risposto in così breve tempo alle mie domande. lei mi ha confermato ciò che io temevo, adesso vedrò il da farsi. le auguro buone feste e tante belle cose. Grazie Sara



(180) sara
sab, 10 dicembre 2011 09:17:09 +0000

Salve dott. Zambello Sono una ragazza straniera che vive da anni in Italia, le volevo fare una domanda che riguarda mio padre che vive in Albania. La famiglia albanese è una famiglia di tipo patriarcale, cioè tutte le decisioni sin ora venivano prese da mio padre, i miei fratelli vivono tutti lontani, chi in Italia chi all'università lontano da casa e così via dicendo. Mio padre ha 64 anni e da un po di tempo ha cominciato ad avere problemi, nel senso che si lamenta con mia madre, si lamenta con noi dicendo che non gli voliamo bene, che non lo teniamo più presente nelle nostre decisioni. Papà si è sempre comportato bene con noi figli, ma ultimamente litiga un po con tutti e ciò che è peggio ha iniziato a bere, cosa che non ha mai fatto in vita sua. vedo che non sta per niente bene psicologicamente, il suo umore cambia da un momento all'altro per un niente, gli ho chiesto di andare a farsi vedere da un medico ma lui non accetta. premetto che l'unica che riesce a parlare con lui sono io, dice che si fida solo di me, che solo io gli do un po di speranza. ora io le chiedo: non è che questo è un inizio di depressione? e soprattutto io come posso aiutarlo? poi un mese fa mi ha chiamato che piangeva dicendomi che la sua vita non aveva più senso e che si voleva togliere la vita. per le feste di fine anno vado a casa, non è che posso prendere un qualche medicinale che possa farlo stare calmo almeno finchè non troviamo un'atra soluzione? distinti e sinceri saluti.


Gent.ma Sara,


temo che suo padre sia già in depressione. E' una cosa seria che non prevede scorciatoie. Deve andare da un medico specialista, uno psichiatra e farsi aiutare. Lasci perdere l'idea di "curarlo lei". Se pensa di avere ascendente su di lui, gli dica, con molta comprensione ma anche sicurezza che lei desidera, pensa che lui debba farsi curare.



(179) Alda
sab, 10 dicembre 2011 08:55:15 +0000

ho scoperto che il mio partner prende il cialis( stiamo insieme da meno di 1 anno e siamo una coppia di 50enni). non mi sento più desiderata. ho paura di non piacergli, ma forse ne ha fatto sempre uso e non l'ho mai sospettato.....). LO amo e abbiamo un'ottima intesa in tutto Come mi devo comportare? IL fatto che non me l'abbia detto è normale? penso sia meglio far finta di niente, ma non mi sento più desiderata. Voglio superare la cosa. Mi dia un consiglio per la mia autostima Ho 48 anni e sono una bella donna ancora...pensare che non si riesca a provare attrazione in maniera naturale per me....mi mortifica. Forse non gli piaccio abbastanza..... Qualche anno fa, mi raccontava, andava con le mulatte a Cuba..forse loro sì che lo attizzavano senza pillole ...forse gli piacciono solo le mulatte giovani..Io sono bionda, mi mantengo bene, sono più giovane di 7 anni,ma la situazione è questa Mi chiedo perchè mi abbia scelta se non gli piaccio- MI aiuti. Non voglio compromettere il mio rapporto con lui, ma sono a disagio. QUando si avvicina penso sia la pillola e non per il mio aspetto, l'intesa tra noi le calze autoreggenti, me insomma. Mi aiuti GRazie


Gent.ma Alda,


il suo patner non glielo ha detto semplicemente perché sapeva che avrebbe scatenato in lei tutti questi pensieri  inutili e disturbanti. Il suo compagno ha un calo della libido che può avere un numero grandissimo di cause, non ultime quelle organiche. Porsi davanti, a gamba tesa, dicendo allora non  ti piaccio più mi sembra una semplificazione e ingenuità pericolosa.  Pensi, quanto sarebbe bello per lui e anche per lei se  gli dicesse: ho visto caro che prendi il Cialis. La cosa non mi disturba affatto, spero non disturbi neanche te ma, sappi che da questo capisco che tu  vuoi veramente stare con me.



(178) luce711
ven, 9 dicembre 2011 08:53:28 +0000

Buongiorno,ho 40 anni e soffro di eiaculazione precoce:credo che l'origine sia il mio stato ansioso che mi porta in qualunque situazione a temere di essere in ritardo.le chiedo quali farmaci secondo lei possono aiutare a migliorare la situazione e di che tempistiche eventualmente necessitano per avere efficacia grazie in anticipo per la risposta saluti


Gent.mo Signore,


c'è ormai da alcuni anni la Dapoxetina, un farmaco che funziona bene e che ha pochissimi effetti collaterali. Deve essere prescritta dal medico.



(177) TAMARA
lun, 5 dicembre 2011 23:33:13 +0000

salve dott.zamdello. ho 48anni.sono straniera. non sono brava di scrivere.credo che lei mi puo dare consiglio. da 10 anni so che ho epatite c. alt.ast alti.genot.b. da 5 ann1 prendo minias. mi auta dormire. ma rovina il fegato.hq provato /nilaxia/ effeto /0 /. cosa posso prendere 7.grazie


Gen.ma Signora,


lei non deve prendere niente. L'unica cosa, importante, è che deve smettere piano, piano. Prenda la confezione in gocce e, diminuisca una goccia ogni due notti. In poco più di un mese lei avrà smesso di prendere il farmaco senza alcun effetto collaterale  e senza fatica.



(176) Lilli
lun, 5 dicembre 2011 10:48:13 +0000

Gent.mo dott. Zambello, ieri sera mio nipote di 16 anni mi ha chiesto una cosa per la quale sono rimasta molto colpita e non so come comportarmi. Ha iniziato prendendola alla lontana, dicendomi che dei suoi amici hanno un modo "strano" di stare con le ragazze. In sostanza mi diceva che ad alcuni di loro piace baciare e leccare i piedi, anche alle cugine o alle zie. Chiaramente capivo che lui stava parlando di se stesso, alla sua domanda zia non ti sembra una cosa strana? io ho risposto che no, non mi sembrava così strano e che a molte persone piace farlo. Alché a un certo punto mi ha detto che forse anche a lui piace ma nno ha mai provato e mi chiedeva se poteva farlo con me visto che di me si fida. Ovviamente ho risposto che con me non poteva farlo ma dovrebbe provare con una ragazza della sua età e che gli piace, ma lui ha risposto che si vergogna. Ora io non so se ho dato delle risposte corrette a mio nipote, ero abbastanza stupita da questa richiesta, ma capivo che era una richiesta di aiuto in qualche modo. Che dovrei fare ora? Vorrei poterlo tranquillizare e aiutarlo dandogli dei consigli che non lo turbino, vista la sua giovane età. La ringrazio anticipatamente.


Gent.ma Signora,


complimenti, mi sembra abbia tenuto un comportamento giusto, garbato pur in una situazione che  obbiettivamente poteva essere imbarazzante. E' evidente che suo nipote è un po' confuso. Naturale negli adolescenti. Come aiutarlo? Rimanendo empatica, disponibile, comprensiva ma, zia, adulta. Ribadire con lui, ma soprattutto se stessa che  lei è  non può essergli amica. Gli amici li trova fuori.  



(175) rosa
gio, 1 dicembre 2011 18:14:03 +0000

credo che una persona a me vicina soffra di depressione anche se nn lo dimostra abbandonandosi a se stessa ma facendo amicizia con chiunque,mille progetti che gli frullano x la testa e nn so se riuscira' a portarne uno a termine il vero problema e che lui ha 35 anni e nn ha realizzato niente di suo non ha una casa sua nn riesce a realizzare un sogno che lui ha da qualche anno e a dire la verita'fuma mariuana xche' dice che lo fa' rilassare ma e' diventato aggressivo, sua moglie nn riesce piu' a parlarci e sinceramente e' difficile anche x noi.nn sappiamo come comportarci la prego mi aiuti ha anche due bambini e vorremmo davvero salvare il suo matrimonio?secondo lei si puo' parlare di depressione????la prego mi risponda il prima possibile.la ringrazio in anticipo!!


Gent.ma Signora,


non mi sembra proprio da quello che dice che si tratti di depressione ma, forse,  di disturbo dell'umore. L'unico che lo può veramente aiutare è il medico, lo convica a chiedere aiuto. Lo specialista è lo psichiatra.



(174) andreina
mer, 30 novembre 2011 12:34:45 +0000

Sono una donna di 67 anni.Durante la mia vita ho affrontato tante disavventure, compreso l'allontanamento forzato dalle mie figlie ed due separazioni traumatiche che mi hanno portata ad età avanzata a ricominciare sempre da zero. Adesso dovrei sentirmi più serena poichè vivo da sola,con una piccola pensione. Invece, mi sento tormentata da una sofferenza fisica ed interiore che mi spinge a desiderare la morte. Non vorrei oltrepassare il limite del desiderio. Il mio medico dice che il mio malessere è stato ereditato da mia madre e mi ha prescritto delle gocce di Citalopram. Il mio malessere intanto si è trasformato in attacchi di panico molto violenti che non mi permettono di fare niente, neppure una passeggiata. Mi può dare un consiglio? la prego! grazie andreina


Gent.ma Andreina,

le consiglio di far valutare il suo malessere psico-fisico ad uno specialista cioè, allo Psichiatra. Se il disagio si cronicizza a livello fisico poi, potrebbe diventare molto difficile aggredirlo.



(173) Paola
ven, 25 novembre 2011 11:12:45 +0000

Buongiorno, vorrei esporre una domanda per capire di più questa maledetta sensibilità .....dico maledetta perchè mi fa stare malissimo. E nello specifico soffro di eccessiva sensibilità nei confronti di notizie e immagini che riguardano gli animali, specificatamente i cani. Vorrei sapere se è normale che io non riesca più a sentire un telegiornale per paura che ci siano notizie che mi fanno stare male, le porto un esempio: a parte non riuscire a guardare "striscia la notizia" quando fanno la rubrica sugli animali che denunciano il trasporto e la vendida dei cagnolini dall'est e i maltrattamenti e le condizioni disumane in cui vengono tenuti gli animali, la mia paura si estende anche ai giornali o ad internet dove si possono trovare immagini forti e crude o notizie tremende su persone che maltrattano gli animali (come l'ultimo cane sotterrato vivo che poi è stato salvato). Io non reggo più tutto questo, ma soprattutto mi sta venendo una sorta di fobia le spiego, durante i giorni dell'alluvione a Genova o l'ultima a Messina, quando ai tg fanno vedere quelle immagini dell'acqua e fango che spazzano via tutto, io devo girare la testa perchè quello che la mia mente mi porta a pensare è che ci sarà stato qualche animale (cane, gatto ) che sarà stato travolto dalla piena e sarà morto, e magari le telecamere che riprendevano il disatro o la gente che filmava col telefonino me lo mostrano mentre arranca......ecco io sto male.....sto davvero male...ma così tanto da non riuscire più a non pensarci, mi diventa un pensiero fisso, una presenza costante nella mente e mi distrugge. Sta diventando davvero un problema perchè poi la mia tendenza è quella di domandarmi come possano esserci certe cattive persone, come possano succedere certe cose, perchè non si possa fare nulla riguardo a certe violenze, di conseguenza ci penso ancora di più e sto male, ansia allo stomaco, respiro affannoso, e tristezza, tremenda tristezza. Mi aiuti con qualche parola: come faccio a far tornare la mia sensibilità verso gli animali nella giusta dimensione e non un'ossessiva compulsione? Dottore quello che mi fa più male è questo pensiero che ormai è diventato fissazione: se un uomo alza una braccio per colpire un'altro uomo o anche un bambino, questi ultimi sanno a cosa stanno andando incontro, la loro mente elebora ciò, ma se alza il braccio per colpire un cane, quest'ultimo non è consapevole di ciò che gli succederà, anzi penserà ad una carezza magari, ma mai ad un colpo e quindi lo incasserà senza reazione alcuna di difesa perchè per lui non è previsto che gratuitamente si possa colpire. Questo mi fa stare più male che se succedesse ad un essere umano. Grazie


Gent.ma Paola,


sono di ritorno da una visita ad  Auschwitz  e  Birkenau. Una tristezza infinita. La testimonianza di una follia politico-sociale, totale. Eravamo in centinaia dentro quei Blocchi  di detenzione ad Auschwitz e in quelle baracche di legno umide di Birkenau ma, c'era un silenzio cupo. La voce rimaneva strozzata dall'emozione. Eppure, mi creda Paola, non un attimo ho pensato, né penso chi stava  con me che lì, in quel posto maledetto e sacro,  si era concentrata tutta la follia del mondo, lì, casualmente si erano ritrovati tutti i "cattivi" della terra. No, tutti noi capivamo che siamo, possiamo essere, fare quello che è avvenuto lì. Quelle centinaia di migliaia di bambini, donne incinte, vecchi, mandati con l'inganno nelle camere a gas dove morivano soffocati, urlando  per un tempo lunghissimo di 15, 20 minuti, non erano più inermi dei suoi gattini e cagnolini. Noi,  siamo così: folli e cattivi, diavoli.  Però,  c'è una parte che non lo è, quella che piange e si commuove.
Se vogliamo salvarci, se vogliamo  che non si ripetano queste follie, dobbiamo allearci, far crescere la nostra parte "buona". E' questo il compito di noi tutti, sviluppare la nostra parte adulta, allearci con lei, fare scelte personali,  politiche, sociali dove questa viene fortificata, valorizzata. Rifiutare, condannare scelte più retrive, di pancia, infantili. Però, mi creda, lo possiamo fare solo nel momento in cui riconosciamo la nostra parte "maligna", la nostra Ombra direbbe Jung. Fin che ne abbiamo paura, chiudiamo gli occhi o giriamo canale,  non cresciamo perché rifiutiamo di riconoscerci



(172) margherita
ven, 25 novembre 2011 08:24:40 +0000

come si puo, uscire dalla depressione


Gent.ma Margherita,


le invio il link del mio video: Depressione e psicoterapia. http://youtu.be/nRbevPsh5_I



(171) davide
mer, 23 novembre 2011 08:20:31 +0000

buongiorno dott., sono un ragazzo di 29 anni e vorrei parlarle del mio problema...... nn riesco a capire se soffro di eiaculazione precoce...vorrei farle delle domande: anzitutto le dico che nn raggiungo mai l'orgasmo durante i preliminari, baci o rapporti orali, ma durante la penetrazione devo fermarmi troppo spesso perchè sento di raggiungere l'orgasmo.......ovviamente mi fermo e riesco a trattenere,ma questo mi porta,ripeto a dovermi fermare e nn credo sia bello per la partener...diciamo sostanzialmente che nn posso "spingere"per un minuto conseutivo perchè altrimento......esplodo.....tengo a dire tuttavia che se "esco" riesco a trattenere..... cosa ne pensa dottore? se metto preservativi ritardanti,tutto procede alla grande,ma perdo la sesibilità e nn mi piace molto... la ringrazio


Gent.mo Davide,


lei ha una sessualità assolutamente nella norma. Forse è un po' più sensibile durante la penetrazione ma, anche questo, ripeto è nella norma. Se non le piacciono i persevativi, provi con un po' di pomata desensibilizzante, poca, messa sul glande.



(170) Elena
lun, 21 novembre 2011 10:42:54 +0000

buongiono Dott. Zambello, mi chiamo Elena ed ho 51 anni. Sono la mamma di una ragazza autistica di 16 anni e ho un marito a cui voglio bene ma che mi ha lascita sola ad affrontare la malattia di nostra figlia. Lui è una persona molto sola che difficilmente socializza ed ha dei problemi di salute. Quello che in questo periodo mi fa star male, o meglio che si aggiunge all'impotenza che sento ogni giorno difronte alla malattia di mia figlia,è l'utopia di poter vivere una vita parallela.Il desiderio di poter ricevere amore, gentilezza, affetto, e non solo quello che ti può dare un'amica o un conoscente,sta diventando molto pressante mentre la mia razionalità mi fa vedere la nuda realtà dei fatti.Questa specie di guerra che sto vivendo mi fa star male. Cosa posso fare? La ringrazio per la sua attenzione.


Gent.ma Signora Elena


il suo è un dolore urlato in un mondo di silenzio affettivo. Lei si chiede se è un suo diritto sperare che questa cappa che la isola dal mondo reale possa essere rotta. Si, non solo un diritto ma un dovere, le auguro proprio di riuscirci e penso che riportare un po' di luce nella sua realtà grigia non possa che fare bene a lei, a sua figlia e anche a suo marito. 



(169) S.
dom, 20 novembre 2011 13:43:15 +0000

Dottore non posso chiedere ai miei di farmi consultare uno psicologo.. sarebbe imbarazzante per me e per loro e in più mia madre vorrebbe sapere il motivo e cercherebbe di svalorizzarlo come fa sempre..


Perchè no!? Perchè non può dire ai suoi genitori di avere delle incertezze, bisogno di essere aiutata. Se proprio pensa che non sia possibile, cominci a fare qualche lavoretto e si paghi lei la psicoterapia,



(168) algida
dom, 20 novembre 2011 08:44:21 +0000

buongiorno, volevo chiederle se la psicoterapia dinamica è indicata per i disturbi alimentari con condotta di vomito auto indotto dopo i pasti (da una o 2 volte al giorno) a prescindere dalla quantità di cibo ingerita. la persona in questione sono quasi 20 anni che ha questo problema. di giorno normalmente è restrittiva e la sera si provoca il vomito. ultima domanda se la psicoterapia dinamica è indicata: quanto tempo ci vuole per guarire? se la psicoterapia dinamica non è consigliata in questo caso, la prego di indicarmi altra psicoterapia utile. grazie mille per l'attenzione. cordiali saluti


Gent.ma Signora,


Da anni si preferisce affrontare i disturbi della alimentazione con una psicoterapia cognitivo- comportamentale



(167) S.
ven, 18 novembre 2011 12:50:04 +0000

Gentilissimo Dr. Zambello, le scrivo perchè soffro di problemi di inferiorità da parecchi anni ormai, e la cosa peggiora sempre di più. Anche nella mia vita privata con il mio compagno, con cui sto da più di due anni, mi perseguita il fatto di essere più brutta delle sue amiche. Ho 15 anni e per natura sono molto gelosa e ossessiva, ma secondo me dipende dal fatto che non mi sento all'altezza degli altri,mi sento inferiore. Per esempio, il mio ragazzo prima di me aveva avuto una storiella da niente con una ragazza bellissima che fa la modella, sa cantare e suonare. Però è una ragazzina troppo stupida ed immatura e lui quando ha conosciuto me l'ha lasciata perchè si era innamorato di me. Lei è perfetta, socievole ed è molto diversa da me su certi aspetti. Ma io, quando litigo con il mio ragazzo faccio paragoni senza volerlo tra me e lei. E spesso lui si scoccia e mi aggredisce dicendo che la devo smettere, che so benissimo che lui ama me e che lei, si è più matura di me, ma non è una ragazza seria di cui ci si può fidare. Io a volte mi sento un'altra persona, non più me stessa. Si sto crescendo, forse quest'amore non durerà tutta la vita, ma il mio problema si, e sento che peggiora sempre di più. Passo addirittura le notti in lacrime prima di addormentarmi, perchè penso a come sarebbe diverso se lui stesse con lei. Mi incanto le giornate a vedere le foto di lei su facebook e involontariamente la copio sempre di più. Sto perdendo la mia identità, ma non voglio assomigliarle, non voglio essere come lei. Ma lo divento sempre di più; le faccio esempi stupidi, ma per i quali capisco come io stia cambiando, per esempio il modo di vestire o il modo di mettere la matita sugli occhi, sono una sua copia. Anzi, una sua brutta copia. Non sono brutta, sono nella media ma lei è bellissima. E provo un dolore fortissimo interno che mi sta rovinando la vita e sta rovinando anche il rapporto tra me e il mio ragazzo. Mi sento inferiore a tutte le sue amiche, inferiore a tutti. E litighiamo sempre più spesso perchè io me la prendo per sciocchezze che sono riguardanti e hanno come base del problema sempre il mio disagio. Finisco per essere ossessiva e terribilmente gelosa. Non credo si tratti di gelosia quella che provo, ma lo definisco problema di inferiorità perchè mi sento bloccata sempre più in basso rispetto le altre. Voglio smetterla di sentirmi così perchè la regola per piacere è prima di tutto piacere a se stessi. Ma io non mi piaccio mai perchè sono sempre fermata su questo disagio. Ecco, per farle un esempio scriverle queste cose per me è umiliante e ammettere di avere questo problema per me è un grande sforzo, perchè sono molto orgogliosa e non ammetto facilmente i miei sbagli. Mentre le scrivo piango e questo spiega anche quanto sia dura per me convivere con questo mio problema che mi blocca in tutto non solo nel mio rapporto con il mio ragazzo. Ma volevo partire dal problema riscontrato con lui per poi risolvere gradualmente il problema generico. Ho provato a parlarne con lui di questo mio problema, ma lui, giustamente, è stanco di questi miei problemi inutili e di queste mie gelosie insensate e non mi ascolta. Ma lui non centra assolutamente, ha molta pazienza verso di me. Solo che è stanco di sentir parlare sempre di confronti o di cose simili. Ho tentato più volte di spiegargli il mio problema ma lui lo reputa stupido e inutile, forse perchè non si rende conto di quanto sia grave per me. Comunque lui non centra perchè questo disagio non deriva da lui ma da me. Devo risolverlo io... Spero lei mi possa indicare cosa posso fare concretamente e psicologicamente per essere più serena con me stessa e per non sentirmi inferiore rispetto alle altre. La ringrazio e spero mi risponda presto, cordiali saluti. S. (se dovesse arrivarle due volte il mio messaggio mi scuso ma internet non prendeva bene)


Gent.ma S.,


cosi' incerta e insicura da non avere neanche il coraggio di scrivere per intero il suo nome. Lei e' molto intelligente ed ha capito che sta rivinando la sua vita ed il rapporto con il suo ragazzo. Non ho la piu' pallida idea del perche' lei non si piaccia mentre piace al suo ragazzo ma, e' cosi'. C'e' un'unica via: capire perche' questa forte svalutazione rispetto a se stessa. Chieda ai suoi genitori di aiutarla ad affrontare una psicoterapia.



(166) figlia disperata
ven, 18 novembre 2011 11:35:01 +0000

caro dott.sono una ragazza di 19 anni ho appena scoperto che mio padre si imbottisce di pillole per avere erezioni da 5 anni.mia madre è una donna bellissima,desiderata da qualunque uomo ma da 5 anni hanno problemi sessuali perchè,mio padre è psicologicamente drogato da queste pillole che fortunatamente mia madre ha scoperto l'anno scorso nella tasca del suo giubotto ma ora senza esse non riesce ad avere erezionimora dormono separati non so che succede a mio padre e ho paura che mia madre possa tradirlo,cosa devo fare?


Gent.ma Signorina,


gli adulti devono imparare a rispettare la vita sessuale dei giovani e a non fare "facili" deduzioni ma, cio' vale anche per i giovani rispetto gli adulti. Lasci che suo padre gestisca la sua sessualita' come meglio crede e, se proprio sua madre ne ha voglia, ascolti lei.



(165) NUCCY
gio, 17 novembre 2011 14:34:00 +0000

Gent. dottore mi dispiace che lei non considera la mia situazione ,dicendomi che ormai e' scontato tutto cio che succede nella mia vita e che e meglio che io mi faccia vedere da uno psicologo per aiutarmi, vede quello che io volevo sentirmi dire da lei e' che mio marito ha dei complessi poiche' non e sempre stato cosi' e' diventato piano piano nel tempo ,come puo' ben capire io ho sempre sofferto per questo , la mia domanda era per un chiarimento medico dal momento che non condivido il pensiero di mio marito.CREDO CHE LA SOCIETA' ANCHE OGGI HA BISOGNO DI VALORI.LEI DICE CHE IO VIVO UN MONDO CHE NON ESISTE PIU'.INVECE ESISTE,ALTRIMENTI NON CI SAREBBERO LE PERSONE CHE VOGLIONO CAPIRE ED ANDARE DAGLI SPECIALISTI PER PROBLEMI DI COPPIA.MI DISPIACE CHE PER LEI E MIO MARITO E' NEL GIUSTO ED INVECE DI VEDERE COME UNA MANOVRAZIONE DELLA COPPIA TUTTO IL COMPORTAMENTO DI MIO MARITO NON SANO CHE PORTA MALESSERI A ME . UN UOMO CHE DOVREBBE AMARE NEL PIENO VIGORE DELLE SUE FACOLTA' INVECE CONTINUA A CERCARE ATTRATTIVE IMMETTENDO MATERIALE PORN .CHE PERFINO LA SOCIETA' CONDANNA COSA DIVENTIAMO ?TUTTO QUELLO CHE CAMBIA IN QUESTA SOCIETA' E' POSITIVO?LA RAGIONE E' CHE .NON SIAMO PIU' PERSONE SANE SIAMO MALATI DI NARCISISMO E VOGLIAMO APPARIRE,NON SIAMO CAPACI DI AMARE,SPECIALMENTE SE A DIRLO POI SONO I DOTTORI CHE CI DICONO NON C'E' NULLA DA FARE .IL MONDO ORA VA IN QUESTA DIREZIONE.MI SCUSI LO SFOGO MA TANTO PER PRECISARE E AMPLIARE IL MIO INTERVENTO ,SPERO CHE NON CESTINI QUESTA MIA E CHE SIA LETTA DA CHI HA LETTO I PRECEDENTI INTERVENTI MIEI.DISTINTI SALUTI


Gent.ma Nuccy,


perche' chiede se poi sa gia' quello che vuole sentirsi rispondere.  Continui a sentirsi "l'unica" sana, se questo la fa sentire bene. Io penso sia una grossolana forma di narcisismo ma, so bene che non le serve. Auguri.



(164) giuseppe
gio, 17 novembre 2011 08:55:15 +0000

caro dott. zambello vorrei chiederle cosa fare in caso di pazzia.. allora.. cerco di spiegare un po meglio.. da cosa si può vedere o capire se si sta diventando pazzi...? ne approfitto per dirle grazie per tutto ciò che fa per noi... lei e davvero una persona da ammirare.. e dico sul serio..


Gent.mo Giuseppe,


grazie. Non so bene a cosa si riferisce quando parla di pazzia ma, sono certo che e' altro. Capita a tutti di avere periodi non ok, la cosa migliore e' chiedere aiuto. Chieda aiuto ad uno psicoterapeuta o ad uno psichiatra.



(163) nuccy
mar, 15 novembre 2011 17:00:12 +0000

mi scusi dottorema devo spiegarmi meglio.quando decisi di sposarlo non era come le ho descritto nella mia precedente, ma era un tranquillo giovane anche un po' timido, che mi non conoscevo questo lato sessuale che si e' manifestato dopo il matrimonio, anche se lui sapeva benissimo che io ero una ragazza pulita e religiosa perfino.ebbi un dubbio su di lui a causa della religione, perche' lui e' un'indifferente.lo conobbi per solo 2 anni prima del matrimonio ma pur desiderando allungare questo tempo ho dovuto sposarmi anticipando i tempi, a causa dei miei genitori che mi hanno costretta a fare presto per provare che lui mi voleva veramente.Ma ho capito che era meglio aspettare .pero desideravo sapere da lei se un situazione come la mia e' normale .per lei che un uomo si comporta in questo modo ? cosa lo spinge a fare questo'? io non capisco gli uomini perche' ho conusciuto solo lui . sentir parlare mio marito di queste cose che per lui sembrano normali.per questo che ho detto gli manca la spina dorsale . per me un uomo pur se tende a cose simili, dovrebbe perlomeno tenerle celate in se stesso .la manifestazione che mi irrita e mi fa pensare che io non posso essere amata come invece mi dice che mi ama.non mi dica di lasciarlo perche' sono troppo grande ho 58 anni e lui 59 abbiamo figli e sono anche nonna,ma so che devo stare al mio posto ,al massimo posso non accettare di avere rapporti o allontanarlo ,ma non posso distruggere una famiglia a causa di lui. so che devo soffrire almeno fino a quando non cAPIRA' IL MALE CHE SI STA FACENNDO CHE PER LUI E' BENE ,ED IL MALE CHE MI FA LASCIANDOMI TANTE VOLTE SOLA.la ringrazio se mi puo' chiarire dal lato medico dove sta l'anomalia.


Gent.ma Signora,


Non le suggerisco proprio di lasciarlo, perchè dovrebbe? Mi sembra tutto un po' esagerato. Se capisco bene lei è già nonna e ora, dopo decenni che state assieme lei, si scandalizza perchè suo marito guarda i giornali porno. Faccio fatica a capirla. Ho l'impressione che lei continui a vivere in un mondo che non c'è più. Si faccia aiutare, dare qualche consiglio da una persona di fiducia ma esperta. Vada in un consultorio familiare e chieda di parlare con uno psicologo.



(162) nuccy
lun, 14 novembre 2011 12:17:59 +0000

egr. prof. io ho una vita sessuale con mio marito che definisco faticosa. in quanto mio marito non sa approcciarsi ,il suo modo di fare mi infastidisce, e siccome vedo che a lui piace quardare le donne spogliate, che ci sono su copertine di giornali e anche su giornalacci che si procura, questo mi disturba moltissimo .credo  che siamo su due binari molto diversi ,e ho paura di stancarmi e di lasciarlo prima o poi. se non mette fine a questi suoi modi di fare.io mi sento povera di iniziative in quanto mi sento frenata perche' vedo in mio marito un uomo senza spina dorsale.il male e' che lui si sente a posto ed io mi sento male. cosa ne pensa.?


Gent.ma Signora, perchè lo ha sposato? Non credo che quello che ora è suo marito,per lei, senza spina dorsale e sessualmente povero di iniziativa,   prima fosse diverso. Ora ha deciso che non le va più bene, si separi ma, non imputi a  lui la colpa di un fallimento che già c'era prima.


 


 


 



(161) CAMERATA GRAFFIGNONE
sab, 5 novembre 2011 12:18:18 +0000

EGREGIO DOTTORE,SUCCEDE DA TEMPO CHE SE MIA MOGLIE ENTRA IN UNA STANZA E SENTE FARE DEI RUMORI DAI VICINI DI SOPRA, CREDE CHE LI FACCIANO PERCHE' HANNO SENTITO ENTRARE LEI NELLA STANZA, ANCHE SE LEI ENTRA SILENZIOSAMENTE PER CUI E' IMPOSSIBILE CHE L'ABBIANO SENTITA; ALLORA MIA MOGLIE DICE: "SONO DEI DEMONI,MA COME FANNO A SENTIRE CHE SONO ENTRATA PER METTERSI SUBITO A FARE RUMORE?" INUTILMENTE IO CERCO DI CONVINCERLA CHE I VICINI STAVANO GIA' FACENDO I RUMORI PER CONTO LORO E NON PERCHE' HANNO SENTITO LEI ENTRARE IN QUELLA STANZA.FAREBBERO RUMORE ANCHE SE MIA MOGLIE NON FOSSE ENTRATA, MA NON C'E' VERSO DI CONVINCERLA!DICE CHE FORSE HANNO DEGLI APPARECCHI PER SENTIRE QUANDO LEI ARRIVA NELLA STANZA,AL PUNTO CHE NON VUOLE PIU' MANGIARE IN CUCINA...NON LE SEMBRA CHE IL RAGIONAMENTO CHE FA MIA MOGLIE SIA UN TANTINO PARANOICO? GRAZIE E DISTINTI SALUTI


Risposta del Dott. Zambello Si, è un po' disturbata. Però, non si allarmi troppo. Tutti noi abbiamo le nostre "fissazioni". Queste diventano importanti solo quando ci fanno vivere male ed alterano sostanzialmente il nostro rapporto con gli altri. Un consiglio. lasci cadere l'argomento, non ne discuta.



(160) Elena
ven, 4 novembre 2011 08:47:00 +0000

Scusate, da diverso tempo mio fratello soffre di depressione, che gli provoca delle voci continue che lo disturbano. Voglio sapere se c'è una cura definitiva cosi da eliminare queste voci che lo fanno soffrire.La prego di aiutarmi!!!


Gent.ma Signora, la cura per suo fratello è  psichiatrica. Una buona terapia farmacologica riesce molto, molto spesso a riequilibrare lo stato percettivo.



(159) liggen
mer, 26 ottobre 2011 15:33:44 +0000

salve chiedo xchè si fà sempre leva su psicologia del io( paziente )e mai sul azione/agente/ambiente/eta/periodo vitale/etc..spero di non confondere..ma si riporta sempre tutto alla memoria o vissuto del caso in analisi ma fondamentale è riconescere la valenza dei coautori,coprotagonisti del vissuto del paziente..il rapporto causa/effetto sfocia e si sviluppa senza tener conto della matrice..un ingorgo di traffico,un cataclisma metereologico..manifestano un evento che crea vittime.xchè si deve dire che e'da analizzare la vittima?


Gent.mo  Signore,
in realtà non è così. E' vero che la psicoterapia dinamica, cioè la psicoanalisi  pensa che l'uomo si strutturi psicologicamente nei primi tre anni di vita, la Klain addirittura nei primi sei mesi e che poi non facciamo altro che ripetere   contenuti diversi sempre con le stesse modalità. Ma è pur vero che esiste la terapia cognitivista che prende in considerazione i nostri comportamenti rispetto alle sollecitazioni esterne. E poi, c'è la terapia familiare, sociale,  etnica, psicosomatica e, tante, tante altre. Oltre 400 teorie e tecniche psicoterapeute.
Chi ha ragione? Le dico cosa penso io. Tutti hanno ragione, ognuno prende, esamina un peculiare comportamento dell'uomo. Nessuna di queste teorie è falsa, ma sicuramente è limitata. Il vero errore, forse, lo fanno gli operatori, quando pensano di avere la "verità", quando credono di "essere più bravi" degli altri. In realtà dovremmo essere consapevoli della nostra parzialità, lo dico come operatore ma, ciò nonostante, sufficientemente coerenti e in qualche modo rigidi rispetto alla nostra teoria e tecnica di riferimento. Questo è l'unico modo per dare al paziente dei punti fermi. Sarà lui poi, che integrerà nella vita ciò che la terapia  ha solo indicato



(158) JOSEPHINE
ven, 21 ottobre 2011 06:51:01 +0000

Chiedo scusa dottor Zambello ma nella mail precedente credo di non essere stata chiara! Mio marito non aveva mai avuto neanche prima del matrimonio un rapporto sessuale e premetto che si è sposato a 41 anni! noi ci siamo sposati senza nessuna costrizione ma lui non riesce ad avere fantasia in intimita'. Insieme noi stiamo bene ... non è un problema che noi ci siamo sposati senza piacerci anzi abbiamo atteso tanto proprio per incontrare la persona che ci piaceva ma lui ha scarsa libido; è bloccato psicologicamente e io credo che questo deriva anche dal suo carattere che è una persona chiusa, introversa e molto silenziosa; io lo vorrei far emergere dal suo guscio per fargli vedere un mondo piu' sorridente perche' sono convinta che se lui fosse pienamente soddisfatto in intimita' si relazionerebbe anche meglio nel sociale e AVREBBE SICURAMENTE PIU' AUTOSTIMA. Io non credo che un figlio ci renderebbe infelice anzi potrebbe creare piu' armonia intorno a noi e lui emergerebbe dal suo guscio perchè dovrebbe prendersi cura del figlio... e questo non sarebbe un utilizzo del figlio ma abbiamo tanto amore da offrire. Lui anche con qualsiasi altra donna a fianco non si ecciterebbe questo glielo garantisco e io Le chiedo giusto un consiglio su come comportarmi quando stiamo insieme per farlo rilassare e fargli vivere il tutto con piacere. La ringrazio


Gent.ma JOSEPHINE, ho capito. Dubito che sia lei a capire che la realtà esterna a noi non la possiamo modificare e tanto meno la persona che ci sta vicino. Lei lo ha sposato pensando e, lo fa ancora, di poter cambiare sua marito. Non è così. Suo marito resterà come è. E' lei che deve chiedersi se tutto questo le va bene oppure no. E' pericoloso progettare qualcosa che dovrebbe corrispondere alle nostre attese, fantasie, prescindendo dalla realtà.



(157) Paola
gio, 20 ottobre 2011 12:16:30 +0000

Dott. Zambello buongiorno e grazie davvero per la risposta, sono la mamma chioccia del 14enne, non voglio assolutamente approfittare della sua gentilezza ma le faccio solo una preghiera: può dirmi solo qualcosina in più (anche poche righe) della "frustrazione che fortifica", perchè dentro di me ho invece la sensazione che possa diminuire la sua autostima e quindi peggiorare la situazione? Grazie davvero prometto di non disturbarla oltre. Saluti Paola Vanni


Gent.ma Signora Paola,


fin dai nostri primi giorni a quando avremo 110 anni, il nostro Io si forma attraverso processo di contenimento dello stesso. In particolare il bambino e poi l'adolescente richiedono, hanno bisogno che un genitore, la scuola, "la società", contenga, limiti continuamente un Io che tende, fisiologicamente ad espandersi in pensieri onnipotenti o meglio che non tengono conto della realtà. E' un compito pesante, a volte duro, spesso ingrato ma questo è il compito di ogni genitore. Diceva un mio Professore: "il genitore di un adolescente è un genitore che passa la maggior parte del suo tempo a dire no". Ormai, ed  è una analisi condivisa da tanti analisti anche nel campo sociologico,  il grande problema di questa società è che non abbiamo più "figure genitoriali"  autorevoli, La grande fregatura dei nostri ragazzi è che hanno padri, madri che hanno rinunciato o non sono capaci ci esserlo.  



(156) JOSEPHINE
gio, 20 ottobre 2011 07:16:19 +0000

Salve; io Le scrivo perche' vorrei tanto aiutare mio marito ma non so come. Io a novembre compio 44 anni e lui a dicembre 42; da 2 anni siamo sposati ma lui ha praticamente scarsa libido e mancanza di desiderio: Anche vedendomi in vestagliette sexy non ha effetto sulla sua eccitazione ed erezione. Si eccita solo quando si tocca lui e quindi masturbandosi e io non gli posso toccare l'intimo perche' gli dà fastidio e rifiuta il sesso orale; lui non mi accarezza... insomma per lui quando stiamo insieme e' come se fatica ma io gli voglio far capire e glielo dico che deve essere un piacere.... avvicinarsi, toccarsi e poi quando dobbiamo farlo lo deve sempre decidere lui e a volte è cosi' negativo perche' divce che sta' diventando un peso tutto questo. cosa posso fare? fisicamente è tutto ok e siamo andati diverse volte dall'urologo andrologo e anche lo speriogramma è ok. Si prende il cialis o meglio all'inizio lo prendeva ma ora non lo prende; rifiuta di andare dallo psicoterapeuta e stiamo facendo la fecondazione già per due volte non è andata bene.... speriamo che Dio ci aiuti. la ringrazio e chiedo scusa per la lunghezza del messaggio


Gent,ma Josephine, non solo se lo è sposato, vi siete sposati, senza piacervi ora,  cercate un bambino. Così,  poi, sarete finalmente sicuri di essere infelici per tutta la vita.



(155) davide
mer, 19 ottobre 2011 22:02:49 +0000

salve sono 3 anni che non riesco a sbloccarmi psicologicamente praticamente la mia voglia di fare l'amore è calata parecchio ne ho risentito oltre che mentalmente anche fisicamente. Il mio pene è come se si fosse rintanato mi scusi per la mia spontaneita'. cosa devo fare?


Chiedersi il perchè, affrontare "le cose" che tre anni fa le hanno fatto paura o rabbia. Se da solo non ce la fa chieda aiuto ad uno psicoterapeuta sessuologo. A volte, nei casi come il suo, bastano anche pochi incontri.



(154) mary10
mer, 19 ottobre 2011 17:22:32 +0000

Ho sempre paura della morte e’ questa mi provoca attacchi di panico. E’ quasi un anno che non riesco ad uscire da questo tunnel. Cosa posso fare? Grazie


Gent.ma Mary, tutti abbiamo paura della morte che avverrà e della quale non saremo attori  ma, nel nostro quotidiano ciò che diventa difficile é vivere. Crescere come abbandono  di ruoli, aspetto esteriore, comportamenti, oggetti, persone che lasciamo continuamente. Moriamo e rinasciamo tutti i giorni. Spesso il terrore paralizzante rispetto alla dipartita finale, nasconde e giustifica la paura di vivere, oggi.



(153) Paola
mar, 18 ottobre 2011 09:37:52 +0000

Gentile Dott. Zambello, ho un figlio di 14 anni che frequenta la 1° superiore. Io nel mio intimo sento che non studia a sufficienza e soprattutto con la concentrazione necessaria per poter andare avanti in questa scuola e di conseguanza faccio sempre i compiti con lui o lo chiamo ogni mezz'ora, insomma lo seguo molto per far si che lui faccia il suo dovere. Ora mi rendo conto però che non serve a nulla perchè se lui sia appoggia a me poi da solo non riesce a fare nulla. So che devo responsabilizzarlo lasciandogli fare anche degli sbagli e facendogli prendere i voti che merita, ma ho troppa paura che se dovesse lasciarsi andare e quindi andare male a scuola la sua frustrazione diventi negativa e lui si abbatta ancora d più, invece di reagire e cercare di fare da solo. Ho paura perchè vedo che già da sè lui non ha troppa autostima verso il rapporto con la scuola e quindi ho paura che se non lo seguo e lo sorreggo lui di abbatta. Anche alle medie ho fatto fatica per tutti 3 gli anni ed è uscito con la sufficienza. Però non ce la faccio più perchè lui mi chiama in ufficio e dobbiamo fare gli esercizi al telefono e quando studia da solo un argomento, io vedo che non lo ha appreso come dovrebbe. Non l'ho mai punito e nemmeno gli ho tolto cose che a lui piacciono come la playstation o la tv. So che dovrei farlo ma ho troppa paura delle conseguenze per il suo futuro di uomo insicuro e frustrato. Mi piacerebbe tanto leggere un suo consiglio. Grazie per la disponibilità Paola Vanni


Gent.ma Paola,


mi verebbe voglia di "metterla in castigo" almeno per qualche mese con la speranza che la smetta di fare la chioccia castrante ma, sento che lei lo sa. Sa di essere castrante, sa di far crescere un figlio senza riconoscergli i suoi "attributi", anzi, li mette continuamente in dubbio. Si prenda le sue responsabilità. Sappia, lo ribadisco anch'io che se continua così fra qualche anno lei avrà fatto un bel "bamboccione"  meglio un "cappone".


Non sto qua a spiegarle che le frustrazioni compreso le bocciature, rinforzano. Certo il suo compito è di contenere, essere presente ma non quantitativamente ma qualitativamente.  Auguri, a suo figlio.



(152) France
sab, 15 ottobre 2011 22:39:35 +0000

Mio marito, 72 anni è diventato impotente e per di più è stato sempre affetto da dipendenza sessuale. Non fa altro che frequentare donne facili, anche se dice che non riesce neanche con loro. Può una attività sessuale esagerata come l'ha avuta lui portarlo a questo? la ringrazio.


No. L'attività sessuale, anche esagerata,  stimola la funzione, non la deprime. Escludendo che a 72 anni sia emerso una nevrosi, è possibile tutto ma, lo escluderei, è verosimile che sia subentrata una causa organica.



(151) marco
sab, 15 ottobre 2011 09:59:42 +0000

mio figlio 15 anni ho scoperto per caso che e gay cosa devo fare?


Volergli bene.



(150) ghefiro
dom, 9 ottobre 2011 13:41:09 +0000

salve ho preso per anni il sereupin poi il mio dottore mi a dato il daparox al posto del sereupin x cercare di smettere gradatuamente ma dopo una mezzoretta sono stato subito male con nausea diarea .....posso continuarla.ciao grazie


Gent.mo Ghefiero,


Sereupin e Daparox sono ambedue lo stesso farmaco: la paroxetina. I suoi disturbi  intestinali non dipendono sicuramente dal farmaco.



(149) sara
ven, 7 ottobre 2011 14:21:02 +0000

Egregio Dott Zambello Le scrivo perché vivo una situazione che mi fa stare male e dalla quale non so come uscire. Sono fidanzata da 4 anni con un ragazzo che amo molto e che è in cura da una psichiatra. La sua cura è iniziata 10 anni fa. Quando ci siamo messi insieme lui mi disse che era alla fine di un percorso ma fino ad ora non accenna a smettere. Più di un anno fa gli ho chiesto quando sarebbe arrivato alla fine e lui dopo lunghe discussioni lo chiese alla sua dottoressa, la quale gli disse fino alla fine dell’anno. Arrivati a questo termine e non vedendo alcun cambiamento gli ho domandato nuovamente a quando la fine e lei gli ha risposto posticipando di ulteriori 12 14 mesi, tra poco questo tempo scade e io temo che non sia vero neanche questa volta. Sto male perché sento che lui piuttosto che smettere di andare dalla sua stampella mi lascerebbe, non possiamo toccare l’argomento che si altera. Inoltre è successo che lui sia andato a prendere il figlio della dott da scuola, oppure che le abbia portato dei fiori (quando a me non ne aveva mia regalati) o che lei gli chieda di seguire i lavori di casa trovandole muratori o imbianchini. Ho come la sensazione che lui sia legato a lei in maniera malata e d’altro canto non ci sia una grande distacco professionale da parte di lei. Mi hanno detto che, più io contesto questo rapporto, più lui si attacca a lei per un meccanismo psicologico chiamato “attacco della famiglia”, è vero? Il tempo passa io ho 30 anni e lui 40 e ora mi parla di matrimonio, io gli ho sempre detto che prima avrebbe dovuto finire il suo percorso perché soffro troppo il fatto che lui chieda conforto a un’altra donna che non sono io. Prima di legarmi in maniera indissolubile ho bisogno che nella nostra relazione non ci sia questa presenza per me inquietante. Consigli? Grazie


Gent.ma Sara, innanzitutto dovrebbe sapere che i consigli servono a poco, sia quelli che si chiedono che quelli che si danno. E' possibile dire la propria idea, ascoltare quella degli altri, poi, ognuno è libero, si prende le proprie responsabilità. Per quanto concerne quello che lei mi scrive, ci sono due principi in psicoterapia, basilari. Il primo è l'astinenza, chiaramente affettiva sessuale ma anche personale dello psicoterapeuta. Il rapporto terapeuta paziente, verte quasi esclusivamente sul paziente ed il terapeuta si astiene dal fare entrare pensieri, fatti, situazioni personali. Il secondo ma, non meno importante del primo, ogni rapporto terapeutico è unico, esclusivo e, tutti gli altri devono astenersi "di metterci becco". Mi sembra un po' paradossale che lei si senta in competizione , come donna, con la psicoterapeuta.Se questi sono i presupposti, temo che poi si sentirà in competizione con la collega di suo marito, con l'amica, con tutte le donne che potranno, è sperabile, avere rapporti con suo marito. Vede, ora potrei darle un consiglio ma, sono certo che non le servirebbe a nulla. Lo dico comunque: vada anche lei per un po' da uno psicoterapeuta. Visto!?



(148) momy
dom, 2 ottobre 2011 14:56:43 +0000

Buongioro Dr. Zambello, le scrivo per avere un parere sulla mia situazione. Il mio ragazzo dal mese di aprile prova una fortissima ansia legata all'orgasmo. Se raggiunge l'orgasmo vivi un sentimento si angoscia anche per giorni quindi da aprile ad ora evitiamo che questo accada. A lui da fdastidio anche baciare o toccare ke mie parti intime e Io praticamente nn lo tocco più visto che anche quello gli da fastidio. Il problema non sembrerebbe di natura fisica in quanto l' erezione è presente e lui mi ha assicurato che il desiderio c'è. Dopo diverse discussioni a settembre ha iniziato un percorso con uno specialista... mi portebbe dire come comportarmi e più o meno la durata di questi trattamenti? Fino ad ora non ho visto miglioramenti... dovrò aspettare anni mesi... insomma... secondo lei è colpa mia? Grazie mille per la sua disponibilità Monica


Gent.ma Signorina, perché lo chiede a me, lo chieda al suo ragazzo- Magari, dicendo a lui che è disposta ad aspettare ma non per anni. Non le sembra che qualsiasi cosa le dirà, farà, sarà comunque una risposta che lei dovrà valutare.



(147) Tix
mar, 27 settembre 2011 09:42:12 +0000

Salve dott Lavoro in un azienda dove si devono fare tre turni, mattina,pomeriggio, notte. Ogni giorno percorro 50km all andata e 50 km al ritorno, ho una bimba di tre anni e da qualche Mese soffro di attacchi di ansia aumentano sempre di più soprattutto col giungere delle ore pomeridiane. Volevo domandarle se c è una legge che tutela una persona che soffre di ansia e se possibile chiedere all azienda un turno centrale in modo da star meglio e ad organizzarmi la vita con più serenità . La ringrazio aspetto una sua gentile risposta.


Gent.mo Signore, non ho nessuna competenza sulla medicina del lavoro ma, so che se lei si rivolge ad esempio all'istituto di Medicina del lavoro a Milano, o presso ogni ASL può chiedere una valutazione del suo disagio. Come fare poi valere questa certificazione è una questione contrattuale e sindacale di cui sono totalmente ignorante.



(146) giulian28
lun, 26 settembre 2011 14:37:43 +0000

Dottore buona sera mi scusi il mio essere diretto ma volevo avere una sua opinione sul mio problema, oramai da anni dopo periodi di scomparsa e poi ricomparsa soffro di una serie di stati d'animo di tristezza ,groppone al centro dello stomaco ,e dolore al centro dlelo stomaco,che m'infastidiscono non poco durante l'arco dell'anno sono poche rispetto alle giornate che trascorro serenamente ,tali sensazioni si attenuano o spariscono se mi trovo in situazioni particolari tipo feste in compagnia eventi che coinvolgono i sentimenti, ma se anni fa sparivano ora sono anni che si ripresentano sempre durante l'arco dell'anno,sono in cura da una psicologa e ne ho cambiato 2 la prima perchè non vedevo alcun miglioramento la seconda perchè dopo 1 anno di terapia con miglioramenti e poi un improvviso ripresentarsi dei sintomi mi ha accennato ad una sorta di bipolarismo e che la sua terapia era finita ,dopo di chè ho cercato un altra terapista per conferma ma l'attuale psicologa psicoterapeuta non è daccordo ,ormai e da un anno che la segua ma ancora oggi mi ritrovo bene o male sempre nella stessa situazione secondo lei soffro di bipolarismo?Sarebbe il caso di cercare una terapia anche leggera farmacologica per sostegno? Le sarei davvero grato di una sua risposta.Non soffro di crisi convulse o di scatti di ira ma di tristezza o groppone che si presentano durante e per la maggior parte della settimana,anche se sto seguendo le direttive del mio terapista .


Gent.mo Giulian,


"le direttive della mia terapeuta"  mi fa pensare che lei stia facendo una terapia cognitivista, non so cosa abbia fatto prima. Il cognitivismo con la depressione vanno poco d'accordo. La depressione ha cause psicologiche "antiche" dove il cognitivismo ci arriva poco. Ma sa, io sono uno psicoanalista e ragiono come tale, so bene che ci sono casi dove le cose funzionano diversamente da come le descrivo io. Ma non è il caso suo, lei continua a star male. Che fare? Per quello che capisco io lei ha due possibilità: o si sceglie uno/a psicoanalista, formato e inizia una psicoanalisi o, almeno 2 volte all'anno  lei fa una terapia farmacologica, antidepressivi di almeno di tre mesi ogni volta.



(145) zucchema
lun, 26 settembre 2011 13:54:23 +0000

Quando gioco a Biliardo e c'è molta gente a vedere mi viene da pensare ma se non riesco , ma se non prendo il punto ,poi in alcuni casi si peggiora mi arriva una forte tachicardia e mi siparalizza la ma no con cui gioco , questo dura fino che non perdo la partita poi pianpiamo mi rimetto a mio agio. Come posso evitare questo ? Grazie


Gent,mo Signore,


il suo è uno dei pochi casi dove la terapia ipnotica è a mio avviso la terapia di prima scelta.


Se è di Milano può rivolgersi all'AMISI, altrimenti in ogni altra parte chiedendo una Psicoterapia ericksoniana.



(144) maurizio
dom, 25 settembre 2011 19:29:23 +0000

gentilissimo dottore,sono sposato da circa 5 anni e ho due bambini piccoli,con mia moglie siamo sempre andati alla grande avendo anche importanti progetti futuri,da circa un mese pero' ho cominciato a notare dei peggioramenti,mia moglia comincia a perdere peso dormire poco e rifiutare qualsiasi rapporto con me,gli chiesi spiegazioni e lei mi disse che di aver avuto degli attacchi di panico e di sentirsi fortemente depressa.il problema e' che lei pensa che in parte la causa sia io,con tutti si sforza di essere sempre uguale a prima e invece nei miei confronti rimane  indifferente,continuando a dirmi che tornera' a considerarmi come una volta...la mia domanda e' questa:MA UN MINIMO DI AMORE NONOSTANTE QUESTA DICIAMO MALATTIA LO PROVA ANCORA NEI MIEI CONFRONTI..DEVO ASPETTARE...O LA STO PERDENDO PER SEMPRE.la ringrazio in anticipo


Gent.mo Maurizio,


fatto salvo che non conosco né lei né sua moglie, leggo solo quello che mi scrive, devo dirle che mi fa impressione che un marito che a suo dire ha una moglie che sta male fisicamente e psicologicamente mi chiede e si chiede: "...ma mi vuole ancora un po' di bene?". Non le viene il dubbio di essere "un po' infantile". Lei è come un bambino che vede la mamma che piange e corre a chiederle :"mamma, tu mi vuoi bene"? Penso che fareste bene a farvi aiutare, potrebbe chiedere a sua moglie di andare da un terapista della coppia e poi scegliere con lui quale percorso fare.



(143) Cecy
ven, 23 settembre 2011 13:19:12 +0000

Gentilissimo Dottore, avrei tanto bisogno della psicoanalisi ma sono separata e ho tre bimbi piccoli...lavoro con contratti a progetto saltuariamente. Perchè con tutta la carica umana che aveva Jung, la psicoanalisi deve restare una possibilità per gente benestante? La ringrazio da ora, cordiali saluti


Gent.ma Cecy,


ha ragione ma, lo Stato col Sistema Sanitario Nazionali non solo non prende neanche in considerazione la Psicoanalisi ma neppure la Psicoterapia. Personalmente mi piacerebbe molto avere la possibilità di organizzare un gruppo di Psicoanalisti impegnati socialmente ma, per il momento non mi è possibile.



(142) Maria Sole
mer, 21 settembre 2011 14:03:40 +0000

Gent.mo Dott. Zambello, le scrivo perchè ho necessità estrema di chiarire a me stessa una situazione che mi sta facendo molto male. Sarebbe troppo lungo ovviamente, spiegare in modo totale quanto sta accadendo. Sintetizzo il mio rapporto con il mio attuale compagno in pochi punti: 1) Conosco quest'uomo, di 20 anni più grande di me in un momento di sua grande difficoltà lavorativa. Sento che è persona meravigliosa e lo ospito nella mia casa, provvedendo per diversi anni alle sue necessità, pur avendo io stessa uno stipendio esiguo. 2)Siamo entrambi separati con 2 figli dal precedente rapporto e riusciamo a stabilire una buona amicizia con rispettivi figli. Si sta molto spesso insieme, con affetto. 3)Qualche anno fa la situazione cambia. Perdo il lavoro e inizia una mia ricerca continua che approda in lavoro precari e mal pagati. Lui invece trova lavoro che lo porta a stare lontano dalla ns. città anche x periodo lunghi (Mesi)ma la sua situazione migliora. 4) Sono molto dispiaciuta x questo suo partire, ma capisco la necessità di sistemare la sua vita, di portare contributo mancato x troppo tempo ai suoi figli. Auspico che ciò possa servire anke x nostra vita insieme. Invece Sono passati diversi anni e lui mi dice chiaramente che nonostante mi ami molto, la sua attenzione ed il suo impegno sono concentrati sulla sua precedente famiglia. Ritiene di avere un grosso debito morale con la moglie e quindi ogni suo sforzo, oltre ovviamente ai figli, è rivolto a lei e al suo benessere x colmare le mancanze degli anni in cui non è stato economicamente presente. Nega quindi la possibilità di un figlio tra noi (io ho 30 anni) e mi ricorda spesso le sue priorità che ricorda, non potranno finire mai. Mi parla dei suoi progetti x favorire figli ed ex compagna, e x la mia attuale difficoltà poche parole, gesti di aiuto limitati. A questo punto le chiedo. Qual'è il giusto equilibrio in questo rapporto? E' sbagliato per me pensare che anche io ho diritto ad un sostegno economico e morale nel tempo? Sbaglio a sentire che manca un progetto comune di vita? La mia sensazione è di essere una donna che sta sempre due passi indietro. Che non ha diritto neanche ad un sogno. GLi sono molto legata, molto. Ma sta nascendo del risentimento profondo.


Risposta del dott. Zambello:


Gent.ma Maria Sole,   in amore non c'è riconoscenza. Sono due sentimenti che non sussistono all'interno di un rapporto d'amore. Non può chiedere al suo uomo di esserle riconoscente, non potrebbe farlo se non schiacciando definitivamente la sua capacità di amare. Lei potrà dirmi che è incoerente che non sa essere costante ma, lui è così e lei già lo sapeva. Se le va bene, se le piace così, se lo tenga ma, se non le piace, sappia che “nessuno cambia nessuno”.


 


 



(141) Crystal
dom, 18 settembre 2011 19:08:55 +0000

Vi scrivo perchè non so come comportarmi con il mio lui. M. ha la mia stessa età, 31 anni, stiamo insieme da 6 mesi e nonostante i frequenti rapporti sessuali, non ha mai raggiunto l'orgasmo se non con l'automasturbazione. Qualsiasi cosa io faccia, non riesco a fargli raggiungere il culmine del piacere. Ne abbiamo parlato e mi ha confidato che aveva lo stesso problema anche con le altre ragazze prima di me. Io lo so che lui è l'uomo per me ma ogni volta che facciamo l'amore non riesco a non sentirmi soddisfatta perchè non lo è lui. Gli ho chiesto se sa da dove nasce questo suo problema e mi ha detto che probabilmente è nato tutto la sua prima volta, perchè la ragazza sembrava non provare nulla, come una bambola. Lo amo profondamente ma temo che questo problema un giorno potrebbe allontanarci. Cosa devo fare? Scrivo a voi, sperando in un consiglio. Grazie. Stefy


Gent.ma Stefy,  si, quello che lei descrive potrebbe essere un problema tra voi. Conviene affrontarlo, mi sembra da come lei si pone non sia tanto di coppia ma, suo, di lui. E'  quindi lui che deve chiedere aiuto. Può andare da un sessuologo oppure  da uno psicoterapeuta ma che abbia un po di esperienza in tematiche sessuali. Lei comunque, non gli stia troppo addosso, usi molta leggerezza e una volta chiarito la sua posizione, non la ribadisca più, se la dimentichi e lasci che sia il suo ragazzo, con i suoi tempi, a decidere.



(140) picciosa
dom, 11 settembre 2011 14:01:53 +0000

sposata,secondo matrimonio.Dopo una delusione fortissima ,dopo 4 anni di singletudine in cui i sensi erano addormentati ho incontrato l'attuale marito,la tranquillità che aveva mi faceva stare bene,abbiamo avuto una bambina ma da quando è nata abbiamo avuto rapporti sempre meno frequenti fino al nulla,è un evitante,ma io stavo bene lo stesso,avevo raggiunto la pace dei sensi,non mi mancava nulla nè guardavo nessun uomo. E' bastato un giorno ricevere un sms che diceva "ti desidero",non ho capito più nulla.Eppure non è stata una storia di sesso,anzi,impegnato anche lui avevamo poco tempo.Prendevamo permessi a turno per stare insieme,spesso passeggiate in macchina mano nella mano.Ci siamo detti che non avremmo lasciato le nostre famiglie e l'unica cosa che è cambiata è che facendo l'amore con lui mi sono innamorata ma mai l'ho pensato come compagno della mia vita.Abbiamo passato un pomeriggio d'amore prima della sua partenza per le vacanze.E' stata l'ultima volta che l'ho visto.Sms dice che non portava a nulla quindi è meglio chiudere.Mi manca il suo cercarmi e mi sembra di essermi sempre accontetata nella vita e ogni volta che "perdo la testa",rimango nel buio e nel vuoto da sola.Non mi sento una buona madre e non mi sento in colpa nei confronti di mio marito.Vorrei solo che lui tornasse prima che mi perda.Cosa fare per riprendermi la vita.Per tornare ad amarmi io e avere il coraggio di tornare da sola.


Gent.ma Picciosa,


lei fa fatica a decidere, ad azzannare a volere fino in fondo,  si accontenta ma le rimane niente. Deve imparare a rischiare.



(139) paoletta
dom, 11 settembre 2011 08:43:47 +0000

soffro di insicurezza e vivo da sola e non riesco ad accettare il mio compagno lo reputo una cosa che danneggia la mia solitudine e il mio mondo isolato che mi sono creata ed inoltre molto spesso cambio repentivamente idee e cose senza stabilita !!!ho sempre il cuore in gola e ho problemi motori e non riesco a fermare mai la mente a pensare e non riesco a dormi !!! vorrei dei consigli come risolvere  


Risposta del Dott. Zambello


Gent.ma Paolotta


Chieda aiuto ad un medico. Lei si descrive in uno stato ansioso che non riesce a centenere aggravato da sensi di colpa. Sarebbe bene capire la natura di questo stato. I medici che la possono aiutare sono lo psichiatra (con una terapia farmacologica) e lo psicoterapeuta.



(138) laura
mer, 7 settembre 2011 14:47:42 +0000

buongiorno, sono laura ho 53 anni, 3 mesi fa ho perso il mio compagno di vita per una grave malattia .aveva solo 55 anni. E' stata una morte improvvisa e inaspettata visto che oramai stava bene da 2 anni.dopo aver diagnosticato e curato la malattia.ora io non riesco accettare tutto questo continuo esssere malinconica e incline al pianto per nulla, conduco la mia vita normalmente vedo i miei amici che frequentavo con lui......... ma lui non c'e piu'! tutto questo invece di rasserenarmi mi intristisce ancora di piu'.Cosa posso fare? riusciro' da sola a uscire da questa questa situazione? Ringrazio e saluto


Risposta Dott. Zambello


Gent.ma Laura, il dolore di perdere il proprio compagno di una vita è immediatamente lacerante  ma diventa spaventoso quando,  poi, ci si accorge di essere rimasti soli ma dimezzati. E' solo parzialmente la realtà, certo, l'altro/a se ne è andato, non c'è più ma, non è vero che chi rimane è rimasto una metà. Freud ci insegna che occorre tempo ma le auguro di accorgersi che tutto l'amore, quanto aveva investito su di  lui è ancora suo. Le auguro , nel tempo che sarà necessario che lei ritorni la donna che sa amare, che è contenta di sé che può investire il suo affetto con e su chi vorrà.



(137) Chiara
lun, 5 settembre 2011 01:14:19 +0000

Buonasera!Ho 24 anni e da 6 sto con un ragazzo di 30. Il nostro è un rapporto apparentemente perfetto in quanto c’è assoluta fiducia nell’altro, siamo molto affiatati e complici. Andiamo molto d’accordo…L’unico problema che, a mio parere, non va messo in secondo piano, è che da circa 5 anni la nostra attività sessuale è problematica. So che in ogni relazione amorosa l’inizio è sempre il momento in cui si ha un apice di rapporti ed ero pronta ad affrontare un calo, ma non pensavo fosse talmente drastico! In sostanza,abbiamo meno di un rapporto al mese, in media 8-10 rapporti in un anno, quindi. Ciò perché il mio ragazzo non sente l’esigenza di averne più frequentemente. Abbiamo affrontato l’argomento innumerevoli volte spesso con il risultato di peggiorare la nostra relazione. Un anno fa, in seguito ad un mio periodo di depressione,ho chiesto consiglio alla psicologa che mi seguiva ma i risultati sono stati pressoché inesistenti. Io mi sono chiusa in me stessa, non ho più il coraggio di parlarne e vivo la nostra intimità in maniera ansiosa e ossessiva… Spesso penso di non essere la persona adatta a lui o di non piacergli abbastanza ma lui mi rassicura in merito. Ho bisogno di un consiglio, alla mia età è veramente difficile sopportare una situazione simile, soprattutto perché sembra che non ci siano seri motivi perché si arrivi ad una tale situazione. Non mi sento libera di amare l’uomo che amo come vorrei. Grazie anticipatamente.


Risposta del Dott. Zambello


Lei ha ragione, lei ha diritto ad avere una vita affettiva sessuale normale. Non le so dire se normale voglia dire 3 o 1 rapporti alla settimana. Dipende,  ma il sesso deve essere parte integrante della relazione. Le consiglio di non lasciare cronicizzare la situazione, la affronti, anche con fatica ma lo faccia. Proponga al suo uomo delle sedute terapeutiche di coppia. Si informi, ci saranno di certo nella sua città dei centri per la famiglia.



(136) manuele
dom, 4 settembre 2011 23:48:40 +0000

EGREGGIO DOTT-ZAMBELLO FINO AQESTO MOMENTO CHE STO SCRIVENDO NON HO AVUTO RISPOSTA SONO LA PERSONA CHE HO CHIESTO....HO 69 ANNI MIA MOGLIE 66 E ANCORA ATTIVO PER FAR SESSO IO NON CI RIESCO PIù PERCHè SONO INFARTUATO E MI ANNO SCONSIGLIATO DI PRENDERE IL VIAGRA PERò TEMPO FA O LETTO SUL PC CHE IN ERBORISTERIA DA MOLTO TEMPO CE UNA RICETTA INVENTATO FORSE DA UN MONACO MA IO NON MI RICORDO IL NOME MA VORREI SAPERE SE è VERO CHE FACENDO SESSO NON NUOCE AL CUORE. CON OSSERVANZA ASPETTO UNA SUA RISPOSA(GRAZIE)


 


Risposta del Dott. Zambello


Gent.mo Signore, non conosco le  fitoterapia, mi dispiace. Sono certo che il sesso se fatto con moderazione e dopo alcuni mesi dall'infarto non solo non fa male ma aiuta  a sentirsi meglio.



(135) Giorgia
sab, 3 settembre 2011 06:52:25 +0000

buona sera,io sono una ragazza di 24 anni molto avvilita e preoccupata per mio fratello ,che ne ha 21 .due anni fà piangendo mi ha fatto una confidenza ,quella di essere omosesssuale ,,per lui è stata come una liberazione ....dopo un pò mi ha anche detto che lui soffre tanto perchè non ha mai avuto erezioni in presenza di qualcuno quindi nn ha mai fatto sesso ,ma riesce ad avere l'erezione masturbandosi,vorrei un consiglio perchè io sto male per questa situazione mi sento impotente e nervosa.per di più lui è chiuso come carattere e a volte fà degli scatti di nervosismo in famiglia con tutti ,lo vedo irascibile ,trista ,sofferente, facilmente irritabile,lui studia e nell'ultimo periodo parlando con mia madre diceva di non avere neanche più stimoli nello studiare . non ha quasi dialogo con il papà....io sono preoccupata.da sorella come potrei comportarmi.grazie mille,aspetto una risposta con ansia


Risposta del Dott.Zambello: gent.ma Giorgia,
è bella la sensibilità che lei mostra per suo fratello, credo che lo aiuti molto.
Chiaramente io non lo conosco, da ciò che lei dice mi sembrerebbe chiaro che suo fratello "fatica" ad accettare la sua sessualità. Si è creato attorno ad essa un groviglio di emozioni e paure che rischia di diventare sempre più grosso.
Le assicuro, vista la giovane età che molto spesso in questi casi basta un intervento psicoterapeutico anche breve ma ben mirato per permettere alla persona di uscire dalla nebbia.
Certo, lo deve fare lui, lui deve prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta. Ma lei lo aiuti, lo rassicuri, vedrà che la cosa non è poi così grave



(134) Jonny
gio, 1 settembre 2011 14:33:04 +0000

Buon Giorno, sono un ragazzo di 30 anni e nella mia vita ho subito la perdita di un fratello e quella recentemente di mio padre. Sono da sempre una persona emotiva che si tiene tutto dentro,è da circa 3 settimane che ho cominciato gradualmente a : perdere la gioia in tutto (lavoro,mangiare,rapporti sociali)..ho incominciato ad ad essere molto agitato, la mia concentrazione si è affievolita,e la paura di tutto ( camminare,guidare,di essere giudicato, di morire), faccio fatica a mangiare e brucio molto senza fare nulla. Ho contattato il medico di famiglia e mi ha dato in compresse Alprazolam EG , io ho preso una sola compressa per i seguenti motivi : mi sono reso conto di perdere le mie facoltà di movimento e percezione e ho preferito passare ad un prodotto omeopatico Synergiplus,che mi aiuta a rilassarmi avendo comunque concentrazione..sento che dentro ho i nervi molto tesi e agitati e questo mi fanno avere poca fame e calo di peso ..ho molta paura di sbagliare Dottore e cura, questa sera vado a fare la mia prima visita dal Neurologo..sto sbagliando? sono felice di avere un vostro parere!!!


Risposta del Dott.Zambello: Gent.mo Jonny,
lei non sbaglia a chiedere aiuto e sono certo che il medico che l’ha ascoltata avrà saputo darle i suggerimenti e le medicine più giuste.
C’è una cosa che non capisco, perché dal Neurologo? Lei avrà capito leggendomi che personalmente, ma non il solo, ritengo che gli specialisti per il disagio che lei descrive sono lo Psichiatra e lo Psicoterapeuta. Il primo da delle indicazioni farmacologiche il secondo cura “con la parola”, direi io “nel rapporto”. Le auguro di star il più presto possibile bene ma se sentirà il bisogno di approfondire, lo faccia con uno Psichiatra o uno Psicoterapeuta.



(133) Dr. Zambello
lun, 29 agosto 2011 08:35:05 +0000

Ben Ritrovati a tutti.
Sono contento di riprendere a leggervi, sentirvi e stare con voi. Spero che le vacanze siano state utili a tutti. So che purtroppo le condizioni generali, politiche, sociali sono preoccupanti. Il mio compito non è quello di leggere e commentare i fatti politici ma, non si può certo negarli, prescinderne, anzi, questi sono e devono essere presenti nel lavoro psicologico che facciamo noi.

In questo mese ho ricevuto tantissime lettere. Non posso sinceramente rispondere e forse non sarebbe nemmeno utile.
Chiedo alle persone che sono ancora interessate di RIPROPORMI LA DOMANDA, risponderò appena possibile.


(132) Paola
sab, 27 agosto 2011 09:44:24 +0000

Gentile Dott. Zambello, come si spiega l'ossessione amorosa? Ovvero la (pseudo)certezza che insieme a quella e a quella sola persona saremmo felici? Ossessione che a volte dura anni, e che preclude una vita "sana" e scorrevole: com'è possibile che una persona arrivi a vedere il proprio "centro esistenziale" così fuori da se stessa?


Gent.ma Paola, in realtà le cose, psicologicamente, sono un po' diverse. Il suo è un bisogno narcisistico. La persona che lei definisce "fuori del Sé"  è una proiezione di se stessa in un "oggetto" esterno idealizzato. Il problema è doppio: quell'oggetto esterno non esiste così come pensato e, nel contempo, lei  non riconosce che quelle parti tanto amate le appartengono



(131) Dr.Zambello
mar, 12 luglio 2011 06:03:03 +0000

.


Finalmente!!  Vado in Vacanza.


Il  blog  riprenderà a funzionare Lunedì 29 agosto,


l’attività professionale Lunedì 5 settembre.


BUONE VACANZE A TUTTI.


 


 



(130) antonio77
lun, 11 luglio 2011 11:32:40 +0000

caro dott. le scrivo xche sto veramente male nella mia vita ho avtuo moltissime ragazze molte ,e qualcuna ancora mi sento, ho conosciuta una ragazza che stravedo per lei e da 4 mesi che ci vediamo ogni tanto xche nn vivo nella stessa citta',quando ci vediamo stiamo bene in utti i sensi ,il suo ex l aveva lasciata 4 mesi fa un porco maniaco da quando lui la richiama lei lo ripensa e dice che prima di stare cn me ha bisogno di tempo io sto impazzendo la devo allontanare? grazie.


Gent.mo Signor Antonio,


nei rapporti affettivi si creano a volte legami che agli "occhi esterni" possono essere catalogati come patologici.  Non sempre lo sono, spesso sono fortissimi. Se ne deve fare una ragione. Lasciare che questa ragazza ci metta il suo tempo, elabori dentro di sé ciò che è giusto e sbagliato, per lei. Se la incalza, insiste, non serve a niente, anzi rischia di essere allontanato  a priori.



(129) Avril
dom, 3 luglio 2011 13:24:08 +0000

Dottore,ma è normale che non riesca a provare nè piacere nè a raggiungere l'orgasmo con la masturbazione comune? Perchè non riesco? E perchè arrivo al coito solo con le contrazioni come le ho precedentemente accennato nell'altra domanda? Sono preoccupara che sia questo il motivo per il quale durante il rapporto sessuale non raggiungo l'orgasmo. Credo che se potessi risolvere con la masturbazione le cose andrebbero meglio mentre faccio l'amore. Lei che ne pensa? Ha qualche consiglio da suggerirmi? O qualche esercizio che potrei fare per stimolare la mia 'soglia di piacere' come la chiama lei? La ringrazio ancora una volta per la sua gentilezza e pazienza, attendo sue notizie.


Gent.ma Signorina,


più lei si preoccupa, più difficile sarà il raggiungimento dell'orgasmo. Mi creda, non è "colpa" sua. Viva i rapporti nel miglior modo possibile e lasci che la natura faccia il suo corso. E' giovanissima, le cose cambieranno ma, lei si rilassi.



(128) Margaret
ven, 1 luglio 2011 17:04:09 +0000

In riferimento alla mail di prima.. Vorrei spiegarle che ormai ho assunto una posizione di distacco. Il dedicare altro tempo ai miei era riferito anche a delle possibili sedute di psicanalisi. Forse vorrei solo andare oltre e anche stare a parlare di ciò che mi è stato tolto mi da l'idea di ribadirne l'importanza. Credo ormai di aver ben razionalizzato le carenze avute. Ma ciò che non capisco è se mi sono abituata all'idea di avere poco e se tutto il mio carattere ne è una conseguenza. Le dico anche che so su cosa dovrei lavorare, per crescere come persona; con l'aiuto di uno psicologo ho superato abbastanza la sociofobia (nel senso che il livello di ansia si è abbassato, sono più serena, sto bene con tante persone intorno anche se ovviamente all'inizio non risulto molto espansiva). Ma forse, a volte, la ferita è grande e il problema non è più alla portata del singolo. Non so se ho superato questa soglia.. Però nel tempo sono migliorata. Sono una persona molto più equilibrata. Ma la ferita c'è sempre. A questo punto, ringraziandola per la disponibilità, le chiedo altre due cose..: -A distanza di tanti anni ormai, per chiudere il capitolo, forse dovrei spiegare ai miei (soprat a mio padre, mia madre è avvolta da una vita nella sua depressione e non saprebbe neanche di che parlo) il danno che hanno fatto. Vorrei che almeno capisse, ma anche la sua situazione non è felice e forse potrei risparmiarglielo. -Altra domanda.. Le ASL offrono servizi di psicanalisi? Non so se potrei permettermi di andare da un privato. La ringrazio ancora, Cordiali saluti.


Gent.ma Margaret,


da una parte non vorrebbe neanche più fermarsi, in analisi a parlare "dei suoi", dall'altra, avrebbe voglia di andare da loro, suo padre, a dirgli di "quanto male abbiano fatto". Lasci perdere, tempo ed energie sprecate. Non capirebbero ma, soprattutto non è la verità. Il padre e la madre che lei ha dentro, non sono il padre e la madre storici, sono quelli che lei ha vissuto. Sono quelli che lei si tiene dentro, sono quelli che lei ripete, sono lei.


Lei lascia intendere che in fondo le basterebbe un lavoro comportamentale, imparare a gestire la rabbia. Può darsi, la psicoanalisi pensa di no ma, anche noi non abbiamo la verità. Non esistono servizi di psicoanalisi nelle ASL.



(127) Margaret
ven, 1 luglio 2011 09:15:04 +0000

Buonasera Dott.Zambello, vorrei avere un suo parere sulla psicoanalisi e la sua applicazione. Sono una ragazza di 26 anni, con una vita quasi regolare, sto finendo gli studi universitari, vita sociale non intensa ma appagante. Non mi sottovaluto, ottengo buoni risultati nelle cose che faccio ma.. Sono molto insicura, ho avuto periodi sociofobici (quasi superati), tendo a pormi in una situazione di inferiorità rispetto agli altri (pur sapendo di valere). Spesso mi sento triste e molto amareggiata. Ora arrivo al punto.. Spesso penso che questa mia situazione sia stata causata dal rapporto con i miei genitori. Potrei dire, per riassumere, che per tanti anni in cui ho vissuto con loro (dall'infanzia sino alle superiori) raramente parlavano con me, mai attenzioni, interesse per la scuola, per lo sport, per le mie amicizie. Sempre problemi, lavoro, liti, disattenzioni e guai vari. Mai affetto. Capisco che si va avanti.. Ma forse dovrei provare a superare questo rancore. Oppure no? A volte penso che, se così poco mi hanno dato nella vita, non dovrei dedicargli altro tempo. Forse bisogna guardare oltre, come tutti, perchè ogni persona ha i suoi problemi e sa di se.. Ma il mondo non si ferma. La ringrazio.


Gent. Margaret,
lei ha ragione, la soluzione dei nostri problemi passa attraverso il superamento di questi: "andare oltre", come lei dice. C'è purtroppo un problema. Spesso quelle persone che ci hanno fatto del male, quelle che vorremmo tanto dimenticare, sono dentro di noi, introiettate. Ci comportiamo rispetto a noi stessi, come loro avrebbero voluto, siamo come loro. Allora la "lotta" non è contro qualcuno all'esterno ma rispetto noi stessi. Qui, la psicoanalisi la può veramente aiutare.



(126) Avril
gio, 30 giugno 2011 22:02:40 +0000

Carissimo Dr. Renzo Zambello, premetto che sono una ragazza che ama il suo ragazzo con cui sta insieme da otto mesi e che non è una ragazza immatura che prende alla leggera quest'argomento, ho quindici anni e ho un grave problema. Durante le attività sessuali (sesso) non arrivo mai all'orgasmo sebbene provo piacere e sebbene sia stimolata adeguatamente. Inoltre non riesco a provare piacere con la masturbazione poichè riesco a raggiungere l'orgasmo solo con le contrazioni che riesco ad effettuare solo a gambe incrociate. Per di più non vorrei deludere o scoraggiare il mio compagno e non ne ho parlato con lui e, infatti, crede che io non abbia problemi... ma non è esattamente così. So che i miei problemi potrebbero anche essere influenzati dalla crescita e dalla maturazione del mio apparato sessuale.. ma sinceramente non prendo in considerazione molto quest'eventualità. Non so proprio a chi rivolgermi e sarei davvero grata se lei mi aiutasse a risolvere questo problema che mi preoccupa parecchio dato che persiste sempre e per il quale provo l'orgasmo solo da sola con le contrazioni. Spero che possa aiutarmi; attendo impaziente sue notizie. La ringazio. Avril


Gent.ma Signorina,
ci sono milioni di donne che sono sessualmente reattive. sono capaci di orgasmi multipli ma non hanno orgasmi durante il coito. Questo non significa che queste donne non provino piacere durante il rapporto, semplicemente il coito non è abbastanza stimolante per permettere loro di arrivare all'orgasmo.
Per tanto tempo ci si è chiesti se il comportamento era di origine nevrotica, o l'amante inefficace o fosse semplicemente una variazione della sessualità femminile.
Oggi, personalmente ma soprattutto da ciò che leggo da autorevoli colleghi, siamo convinti che si tratti di una fisiologica variazione della soglia di eccitazione della donna.
Lei è molto giovane, il suo corpo cambierà ancora molto, non se ne faccia quindi un cruccio e mi creda, se vorrà un giorno abbassare la sua soglia di piacere, smetta di pensarci e sia felice con il suo ragazzo.



(125) maria rosaria
ven, 24 giugno 2011 18:26:16 +0000

buonasera dottore, la ringrazio per la velocità della sua risposta...che differenza c'è tra psicoterapia e psicoanalisi? dove posso trovare questo elenco? non ci sono psicoanalisti convenzionati dall'asl?...ho una paura tremenda...la ringrazio anticipatamente...


Risposta del Dott. Zambello


Questo spazio non permette di affrontare tematiche così generali come le differenze tra la psicoterapia e psicoanalisi.Se le interessa può guardare il mio video dove tento questo tipo di risposta.  Veda:http://www.youtube.com/watch?v=RZSqApRzoGI


Per quello che conosco io, non ci sono psicoanalisti che lavorano come tali all'ASL.


Gli indirizzi li trova su: www.aipa.info  e  win.spiweb.it/soci_sito/soci.asp 



(124) maria rosaria
gio, 23 giugno 2011 10:16:56 +0000

buongiorno dottore, sono una ragazza di 27 anni.le scrivo perchè è da un pò di tempo che soffro di una forte ansia e ora sono arrivata ad un punto davvero critico,ho dei forti attacchi di panico e ho perso la voglia di fare qualsiasi cosa...le mie giornate sono vuote...amavo così tanto studiare,invece, ora non ho nemmeno la forza di leggere due righe;non riesco a provare più emozioni, non ho più interessi e tutto mi sembra irraggiungibile...sono stata da una psicologa per 6-7 mesi manon ho risolto il problema anzi,forse è stato sottovalutato e oggi sto peggio...ora sono stata da uno psichiatra che mi ha consigliato di prendere "entact"(iniziando con 5 gocce,aumentarne una al giorno fino a 15 e le xanax nei casi di ansia)...in più mi ha consigliato una terapia psicologica...secondo lei è un giusto percorso da seguire??? ho già avuto un perido del genere(ma con stati ansiosi più leggeri) 5 anni fa quando mi accorsi di non amare più il mio ragazzo e non volevo accettare questa cosa così mi sforzavo a stare con lui ma la situazione peggiorava sempre più...poi il problema si è ripresentato ora quando ho conosciuto una nuova e magnifica persona ma poi dopo poco tempo sono stata travolta di nuova da un'ansia esagerata e ho dovuto lasciar perdere anche qst storia, anche se la persona in questione è davvero magnifica...in effetti sono già una persona ansiosa nella vita quotidiana...a volte ho avuto delle paranoie come ad esempio la paura di avere un tumore...in più non mi è quasi mai piaciuta la vita che ho condotto,troppi limiti,poca libertà,mi sono sempre sentita come un uccellino in gabbia e non ho mai avuto la forza di reagire per la mia debolezza e per il carattere troppo forte di mia madre...ora le i mi farebbe fare ciò che voglio ma ora sono io che non ne ho più voglia...si guarisce da questi stati?...ora mi sembra impossibile...riuscirò a riprovare emozioni?è come se dentro di me sentissi uno spiraglio di positività ma che non riesce ad uscire fuori,come se ci fosse qualcosa che me lo impedisse...mi servono delle parole di conforto che mi dicano "ce la puoi fare"....grazie!!!


 Risposta del Dott. Zambello


bene ha fatto il collega a prescriverle l'antidepressivo e anche a consigliarle una psicoterapia. Mi sento di precisarle che lei avrebbe bisogno di una psicoanalisi, fatta chiaramente con uno psicoanalista formato. Lo cerchi fra gli elenchi dell'AIPA o SPI e sappia però, che non sarà un percorso breve. Lei ne uscirà bene ad una sola condizione, deve avere il coraggio di affrontare una terapia impegnativa e lunga.



(123) princess
mer, 22 giugno 2011 08:30:42 +0000

salve dottore le scrivo pure qui perche ho bisogno di risoste immediate. sono in una fase difficile vittima di attacchi di ansia e tachicardia quotidiani, sto prendendo il farmaco nilaxia che mi aiuta a trovare un po di relax nelle mie giornate, una al giorno comunque. mi sono accorta di avere un ritardo di 8 giorni, ma nn ho ancora fatto il test, potrebbe essere un ritardo da stress non so, ma mi chiedevo è possibile che questo farmaco possa mettere a rischio un eventuale inizio di gravidanza a me sconosciuto? mi aiuti per favore grazie


Risposta del dott. Zambello. Domande come questa vanno fatte al proprio ginecologo, Solo lui ha la responsabilità di dire questo farmaco si, questo no.
La Nilaxia è un integratore alimentare a base di estratti secchi di Valeriana, Biancospino, Passiflora ed Escolzia.
E' quindi un estratto di erbe. Non vi sono effetti collaterali.



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